domenica 30 luglio 2023
#FAVOLE & RACCONTI / L'etica della nonna (Massimo Ferrario)
venerdì 28 luglio 2023
#FAVOLE & RACCONTI / I miei occhi e il mio pensiero (Massimo Ferrario)
giovedì 20 luglio 2023
#FAVOLE & RACCONTI / Il paradiso frainteso (Massimo Ferrario)
mercoledì 19 luglio 2023
#FAVOLE & RACCONTI / L'inferno più infernale (Massimo Ferrario)
martedì 18 luglio 2023
#MOSQUITO / Un anno di calendario (Massimo Ferrario)
lunedì 17 luglio 2023
#FAVOLE & RACCONTI / La signora con 25 euro (Massimo Ferrario)
"Mi scusi, ho dimenticato il bancomat a casa, ho solo 25 euro: devo togliere qualcosa".
In fila gli altri clienti osservano la scena con qualche disagio.
La signora è indecisa: non sa a cosa rinunciare.
Lei è sorpresa: ai suoi piedi giace una banconota da 10 euro. Sa bene che non le appartiene: nel borsellino, uscendo da casa, aveva messo esattamente due banconote da 10 e una da 5 euro.
Sta per dirlo. Ma lo sguardo, caldo e complice, dell'uomo la trattiene.
Il signore insiste: la guarda sorridendo e commenta.
Cerca di nascondere il turbamento: il ‘grazie’ della signora è uno dei più intensi e sinceri ricevuti in tutta la sua lunga vita.
E' contento. Ha salvaguardato la dignità di quella donna: agli occhi di se stessa, dei figli e di tutti i presenti.
*** Massimo FERRARIO, La signora con venticinque euro, ‘Mixtura’, 17 luglio 2023.
In Mixtura ark #Favole & Racconti di M. Ferrario qui
mercoledì 12 luglio 2023
lunedì 10 luglio 2023
sabato 8 luglio 2023
giovedì 15 giugno 2023
#SPILLI / Fuori (Massimo Ferrario)
martedì 13 giugno 2023
#SPILLI / Vergogna, come sempre ma più di sempre (Massimo Ferrario)
lunedì 12 giugno 2023
#SPILLI / La morte, saggiamente (Massimo Ferrario)
lunedì 5 giugno 2023
venerdì 26 maggio 2023
martedì 23 maggio 2023
#MOSQUITO / "Dio-Patria-Famiglia": il fascismo e Mazzini (Roberto Balzani)
sabato 20 maggio 2023
sabato 13 maggio 2023
martedì 9 maggio 2023
#SPILLI / Siamo il 10% (Massimo Ferrario)
mercoledì 26 aprile 2023
#SPILLI / Antifascisti dentro (Massimo Ferrario)
Sì, ormai il giochino è stucchevole.
Non c'è la parola 'antifascista', dovete dirla, cosa vi costa dirla, perché non la dite, non l'avete ancora detta.
E se finalmente venisse detta? La vorremmo in grassetto. E poi a tutte maiuscole. E poi...
Basta. Prendiamo atto di quello che sappiamo e non vogliamo sapere: come volessimo consolarci/rassicurarci per averli mandati al governo. 'Loro' sono quello che sono perché vengono da dove vengono. Nella migliore delle ipotesi sono 'a-fascisti'. Nella peggiore, se non sono fascisti (solo qualche squinternato potrebbe credere di avere un 'progetto di regime fascista' da realizzare), sono beatamente e beotamente preda, e spesso orgogliosi di esserlo, di 'pulsioni fascistoidi'. Ambiscono a ispirare, con queste pulsioni, i 'camerati', loro colleghi a-fascisti, e le cose che fanno e vogliono fare: le politiche già in atto e quelle che attueranno.
Si collocano nella Costituzione? Giuridicamente, per ragioni di ovvia convenienza politica, fanno e faranno il possibile per esserci: lo deciderà, come sempre, su questioni singole, se e quando verrà interpellata, la Corte Costituzionale. Politicamente, sono e saranno sempre 'borderline': più centrifughi che centripeti.
La ragione è scontata: non hanno dentro di sé la Costituzione. Alla cui scrittura, peraltro, i loro padri non hanno partecipato (non a caso erano fuori dal cosiddetto 'arco costituzionale') e alla quale si sentono in qualche modo soltanto costretti a obbedire sul piano formale se vogliono continuare a sopravvivere.
Facciamocene una ragione. Perché, 'loro', è vero che rappresentano una minoranza minima di italiani, essendo stati votati da poco più del 25% degli aventi diritto, ma è un fatto che sono stati mandati al governo non dallo spirito santo, ma da italiani 'a-fascisti' come e più di loro.
Quindi?
Mantenere alta la guardia; incalzare il loro 'a-fascismo' sui fatti e sui valori o disvalori in questi incarnati; pretendere una costante e ferrea congruenza dei loro atti alla Carta Costituzionale; abbandonare l'antifascismo di maniera, celebrativo e ripetitivo, e immettere, finalmente, i principi antifascisti della Costituzione nelle politiche sempre declamate e poco attuate (diritti civili, ma soprattutto diritti sociali). Insomma: più che invocare la Costituzione ad ogni piè sospinto o dai palchi delle giornate che commemorano la Resistenza, far vivere Costituzione e Resistenza ogni giorno, ridando all'una e all'altra corpo e spirito, nell'attualità dei tempi che stiamo vivendo.
E poi, se non si è d'accordo con il loro rozzo e volgare 'a-fascismo', smettere di votarli. Chiedendo a noi stessi di essere, una buona volta e sul serio, 'anti-fascisti'.
Non dobbiamo firmare nulla, in grassetto o in maiuscolo. Ma, semplicemente e finalmente, senza gridare a tutti l'atto che compiamo, dovremmo scriverci 'antifascisti' dentro: anche in piccolo, ma a caratteri indelebili. Nell'anima. Perché poi si veda, nitido e brillante, in ogni nostro comportamento.
Banale. Eppure. Un salto di cultura che non abbiamo ancora fatto.
*** Massimo Ferrario, Antifascisti dentro, per 'Mixtura'
In Mixtura ark #Spilli di Massimo Ferrario qui



















