mercoledì 26 dicembre 2018

#SGUARDI POIETICI / Scrivile adesso a tua figlia (Sara Ferraglia)

Scrivile adesso a tua figlia,
ferma sulla carta ogni parola
che ti viene in mente per lei,
fissa la sua meraviglia.
Ferma ogni tua emozione,
ogni suo piccolo progresso,
le sue parole buffe e grandiose,
il suo stupito ingresso
nel futuro che avrà.
Fallo, perché ci sarà un giorno
che non avrai più tempo,
che vi vedrete qualche minuto,
il tempo di un saluto incrociato sulla porta.
Fallo perché quando quel giorno arriverà,
accadrà che il non detto
sarà talmente tanto che avrai la sensazione
di aver trascurato le cose più importanti.
Fallo perché, con l'avanzare dell'età,
la memoria troppo piena
lentamente si svuoterà
dei ricordi lontani per far posto
alle urgenze del momento.
Fallo perché ci saranno improvvisi squarci
nel baule delle emozioni e ne usciranno odori,
profumi e sensazioni
come se tua figlia avesse ancora pochi mesi
o pochi anni e allora avrai solo bisogno
di sederti con lei in qualche luogo
sul prato o sul divano.
L’importante sarà averla accanto
e udirla raccontar di sé, parlando piano.

***  Sara FERRAGLIA, facebook, 22 dicembre 2018, qui


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#VIDEO / Il clima, il futuro, gli adulti (Greta Thunberg)


Greta THUNBERG
15 anni, svedese, attivista 
Il Clima, il futuro, gli adulti
via facebook, 19 dicembre 2018
video 2min28

Greta Thunberg è una giovanissima attivista svedese, che con coraggio e determinazione cerca di creare sensibilizzazione riguardo ai cambiamenti climatici. 
A soli 15 anni è intervenuta alla Conferenza delle Nazioni Unite: “Ovviamente abbiamo bisogno di speranza ma abbiamo bisogno ancora di più di agire, perché una volta che agiremo la speranza sarà ovunque"
(dalla presentazione)

Se noi adulti avessimo anche solo un pizzico della sana 'grinta ideologica' di questa ragazzina, il mondo sarebbe salvo... (mf)


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#QUADRI / Peder Mørk Mønsted

Peder Mørk Mønsted, 1859-1941
pittore danese

° ° °

Peder Mørk Mønsted, 1859-1941
pittore danese

° ° °

Peder Mørk Mønsted, 1859-1941
pittore danese

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Peder Mørk Mønsted, 1859-1941
pittore danese


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#VIGNETTE / Natale (Vauro, Giancarlo Covino, CharlieComics)

VAURO
facebook, 24 dicembre 2018, qui

° ° °
Giancarlo COVINO
facebook, 24 dicembre 2018, qui

° ° °

CharlieComics
facebook, 17 dicembre 2018, qui

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martedì 25 dicembre 2018

#SGUARDI POIETICI / Che scherzo! (Dino Buzzati)

E se poi venisse davvero?
Se a quell'ora precisa
mentre la nebbia oppure la pioggia nera 
oppure comunque le caligini il fetido l'incubo nero 
della notte sopra la pianura dell'umidità e dell'espansione economica
l'arcipelago delle luminarie 
sempre più denso verso il centro
specialmente i cinema i bar le stazioni di servizio 
e poi nel cuore della città 
la massima concentrazione di luci 
di lusso di soldi di gioia di vizio 
se nei palazzi cascine falansteri 
attraverso le illusioni e i misteri, 
lui davvero venisse?
Che scherzo pericoloso, eh?

Perché dicono dicono ma
non ci crede più nessuno.
Il proprietario del magazzino famoso 
di articoli da regalo 
non ci crede, e ne ride bonario 
con le clienti in visone 
anche il negoziante di giocattoli 
sollevato dall'andamento straordinario 
degli affari nonostante la recessione.

Non ci crede il capofamiglia 
né lo scapolo né il coniugato 
né il vecchio zio né la figlia, 
neppure la mamma sebbene 
tenendoli sulle ginocchia 
abbia dettato ai bambini le lettere 
col presepio e il bordo dorato 
destinazione Paradiso 
in franchigia, senza riflettere 
al rischio della mistificazione.

Non ci crede neanche don Saverio 
il buon prevosto della parrocchia 
non basta infatti la fede 
per prendere veramente sul serio 
questa antica superstizione.

E neppure ci credono i bambini 
che avrebbero sufficiente ingenuità 
voglia di miracoli, di fantasia 
di mostri, di favole, ma 
ci fu quel sorriso speciale 
della mamma così ambiguo e allora 
nacque in loro l'ipocrisia 
per la prima volta, con la paura 
tipicamente italiana 
di passare per cretini.

Neanche loro dunque ci credono più 
che alla mezzanotte del venti-
quattro, carico di regali 
in carte d'oro e d'argento 
fra un grande sbattere d'ali 
(ci saranno anche gli angeli, no?) 
arriva il Bambino Gesù.

E se invece venisse per davvero?
Se la preghiera, la letterina, il desiderio 
espresso così, più che altro per gioco 
venisse preso sul serio?
Se il regno della fiaba e del mistero 
si avverasse? Se accanto al fuoco
al mattino si trovassero i doni 
la bambola il revolver il treno 
il micio l'orsacchiotto il leone 
che nessuno di voi ha comperati? 
Se la vostra bella sicurezza 
nella scienza e nella dea ragione 
andasse a carte quarantotto? 
Con imperdonabile leggerezza 
forse troppo ci siamo fidati.

E se sul serio venisse?
Silenzio! O Gesù Bambino 
per favore cammina piano 
nell'attraversare il salotto 
Guai se tu svegli i ragazzi, 
che disastro sarebbe per noi 
così colti così intelligenti 
brevettati miscredenti 
noi che ci crediamo chissà cosa 
coi nostri atomi coi nostri razzi. 
Fa piano, Bambino, se puoi.


*** Dino BUZZATI, 1906-1972, giornalista, scrittore, pittore, drammaturgo, librettista, poeta, Che scherzo!, in "Novità", n. 165, dicembre 1964-gennaio 1965, poi in Lo strano Natale di Mr. Scrooge e altre storie, Mondadori, Milano 1990, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Dino_Buzzati


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#SPOT / Presepe contemporaneo

via facebook, 22 dicembre 2018, qui

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#SPOT / Christmas Dreams

via facebook, 16 dicembre 2018, qui
autore non identificato

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#SENZA_TAGLI / Riconoscenza (Alessandro Gilioli)

Uno dei meccanismi più comuni della nostra mente da legni storti è ricordarci benissimo delle persone che nella vita ci hanno fatto male o danneggiato e ricordarci pochissimo di quelle persone che invece ci hanno in qualche modo aiutato o giovato.

È un meccanismo finalizzato a farci preservare l'autostima: ricordandoci di quelli che ci hanno danneggiato, attribuiamo a loro i nostri fallimenti; dimenticandoci di quelli che ci hanno giovato, attribuiamo a noi stessi i nostri successi.

Ora, il mio pensiero di Natale buonista è provare a invertire il meccanismo, almeno nella sua seconda parte. Provando a ricordarci una per una le persone che ci hanno aiutato o semplicemente giovato. Ma mica solo parenti di primo grado, eh: piuttosto maestre delle elementari o prof del liceo, amici, ex amici, colleghi, capi, conoscenti, sconosciuti etc

Fatelo, come esercizio a ritroso, è pure divertente.

A me viene in mente, chessò, la prof di italiano Portinaro al liceo che mi impedì di sbagliare facoltà, il docente universitario Scaparro che quando feci scena muta al suo esame mi mandò a fare una passeggiata per ricominciare un'ora dopo (mi sbloccai e presi 30 e lode), il mio primo direttore Minerbi che mi assunse a 23 anni, l'ignoto o ignota (ma un sospetto ce l'ho) che mi segnalò all'Espresso quando a 40 anni mi ritrovai disoccupato, etc etc et.

Più ci penso più ne trovo nella memoria di gente che mi ha giovato - a parte genitori e moglie è ovvio - dato che il culo conta assai più del "merito", nella vita e quelli che dicono "Mi sono fatto da solo" dicono quasi sempre una gran balla, e in generale sono degli irriconoscenti.

*** Alessandro GILIOLI, giornalista e saggista, facebook, 24 dicembre 2018, qui


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#FILASTROCCHE / Il racconto di Gesù Bambino (Germana Bruno)

Gira voce che è nato un bambino,
c'è chi dice lo mandi il Divino,
poi chi urla sia un impostore
e non merita gloria ed onore.
Si racconta che è poverello,
lo riscaldano un bue e un asinello, 
ha la culla dentro una stalla
su cui pare brilli una stella.
Si racconta, sembra, si dice,
qualche volta c'è pure chi tace,
ma qualunque cosa si dica,
questo bimbo Dio benedica!
Ha portato giù dalle stelle
le parole e le azioni più belle
e non può che far bene ad ognuno
il racconto di Gesù Bambino.

*** Germana BRUNO, insegnante e scrittrice, Il racconto di Gesù Bambino, facebook, qui


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#QUADRI / Natale (Antonio Garcia Mencia)

Antonio GARCIA MENCIA, 1853-1915
artista spagnolo
facebook, 13 dicembre 2018, qui

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#SENZA_TAGLI / Il pastore Caganer, cosa ci dice nel presepe napoletano (Roberto Saviano)

Questo che ho in mano è il più scabroso dei pastori, direttamente arrivato sul presepe napoletano dalla tradizione catalana. Caganer è il suo nome, e il perché lo si capisce bene dalla foto. 
Quando ero bambino e facevamo il presepe, partecipavo alla costruzione delle case, della grotta, dei muschi, e al posizionamento delle statuine: il fruttivendolo, il venditore di polli, il forno del pizzaiolo, lo spazio dell'oste... Ogni anno c'era una novità: una volta il mulino ad acqua, un'altra il taglialegna, un'altra ancora l'elefante con una zanna spezzata. Ma ciò che a me più interessava era posizionare il pastore scabroso, che avevo vergogna a nominare, quello che speravo venisse sempre scovato, nascosto dietro qualche sughero, da chi veniva a casa nostra e ammirava il presepe. 
Per molti, questa statuina rappresenta l'abietto che è lì ad espletare il più terreno dei bisogni proprio mentre nasce il Bambino. Per me, invece, questo personaggio dà il senso del reale alla scena: la sua necessità fisiologica non è sfregio verso la Nascita, semplicemente lui ignora cosa stia accadendo poco distante, come del resto gran parte dei pastori del presepe napoletano, che non sono tutti in adorazione del bambinello. Questo pastore rende la scena presepiale viva, miniatura dinamica. Simboleggia che il miracolo della nascita avviene nel quotidiano, nella distrazione, mentre si soddisfano bisogni e si assolvono doveri. Questa è l'incantevole bellezza del presepe napoletano: i miracoli non fermano il mondo, ma avvengono nel trambusto, nel fango, tra i rumori dell'orchestra, le urla delle macellaie e i bambini che corrono. I nuovi inizi, persino quello del Dio bambino, accadono mentre la vita continua nel suo inesauribile affaccendarsi. Il presepe napoletano è lì a indicare semplicemente: se riesci, in mezzo tutta questa vita, trova il miracolo.

*** Roberto SAVIANO, 1979, scrittore, facebook, 20 dicembre 2018, qui


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#BREVITER / Manovra (mf)

MasFerrario, facebook, 24 dicembre 2018

° ° °

MasFerrario, facebook, 24 dicembre 2018

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lunedì 24 dicembre 2018

#SENZA_TAGLI / Magari ci penserà Sam (Giuseppe Civati)

Il piccolo Sam è nato e ha passato le prime ore in un barcone, una capanna galleggiante, una mangiatoia in mezzo al mare nero, freddo, lontano da tutto.

Mentre gli esponenti del governo sguazzano nello squallore, Sam è un punto di domanda: che mondo abbiamo costruito per chi nasce oggi? Come facciamo a evitare ai piccoli e ai grandi l’orrore?

Lo dico per Sam e per tutti gli altri. Un mondo inospitale, che già alla nascita separa, discrimina, anche all’interno della nostra società, dove ci sono molti piccoli Sam, che partono già svantaggiati.

Mettere un neonato contro gli altri è la soluzione di chi non ne ha, di chi vuole solo dividere, ha poca immaginazione, nessuna ambizione, nessuna voglia reale di cambiare le cose.

Capire come il genere umano ritrovi un’utopia che faccia stare tutti molto meglio, che renda la vita qualcosa di possibile è la sfida di questa e delle prossime generazioni.

Magari ci penserà Sam, con i suoi nuovi amici. E cambierà tutto.

Auguri, Sam.

*** Giuseppe CIVATI, politico e saggista, 'ciwati.it', 23 dicembre 2018, qui


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#FUMETTI / Santa Claus (Charles M. Schulz)

Charles M. SCHULZ, 1922-2000
via facebook, 17 dicembre 2018, qui

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#SENZA_TAGLI / Afghanistan, la resistenza di Omar e Nadim (Emergency)

“Glielo ripeto sempre: non arrenderti”

Omar ha 52 anni, suo figlio Nadim 21. Sono entrambi pastori. Provengono da Bagram, a nord di Kabul. La gamba e parte del braccio destro di Nadim sono stati amputati a causa di una mina che il ragazzo ha calpestato.

“Lavoriamo tanto. Nadim è il mio unico figlio. Le sue braccia sono essenziali per me, per il lavoro che facciamo. È un ragazzo instancabile. Un giorno, tornava dai campi quando una mina è esplosa. Adesso si trova in questo stato. Mi prendo cura delle sue ferite. Anche di quelle che ha sulla mano che gli rimane.
Voglio essere fiducioso: mio figlio è giovane, ed è un bravo ragazzo. Quando riceverà la protesi, la sua vita tornerà normale.

Non arrenderti mai, Nadim. Glielo ripeto sempre.
Voglio che sia forte. A lui mancano un braccio e una gamba. Ma io sono qui per lui”.

*** EMERGENCY, facebook, 23 dicembre 2018, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Emergency


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#SPOT / Presepe hipster con il selfie

Presepe hipster con il selfie
da 'rivista Studio', qui (con altre immagini)

"Non c'è più religione', diceva la nonna già ai suoi tempi ... (mf)

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#VIGNETTE / Nonno cosa fanno in tv? (Nico Boixader)

Nico BOIXADER
disegnatore argentino, qui
via facebook, 22 dicembre 2018, qui

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#SGUARDI POIETICI / Poesia d'amore (Tishani Doshi)

Alla fine, qualcosa ci farà
allontanare. Vorrei sperare in qualche grande
circostanza – la morte o un cataclisma.
Ma potrebbe anche non essere per niente così.
Potrebbe essere che tu esca
un mattino dopo aver fatto l’amore
per comprare le sigarette, e per non tornare più,
o che io m’innamori di un altro.
Potrebbe essere un lento abbandono all’indifferenza.
Ad ogni modo, dovremo imparare
a sopportare il peso dell’eventualità
che qualcosa ci farà allontanare.
Allora perché non cominciare adesso, mentre la tua testa
riposa come una luna perfetta nel mio grembo
e i cani guaiscono sulla spiaggia?
Perché non strappare il cielo
di questa notte indiana, solo un po’,
così che inizi la caduta? Poiché dopo, incontrandoci
per le strade, dovremo guardare
dall’altra parte, dopo aver gettato
i frammenti negletti del nostro essere insieme
nei cassetti della camera da letto, quando l’odore
dei nostri corpi sta svanendo come la dolce
marcescenza dei gigli – allora come lo chiameremo,
quando non sarà più amore?

*** Tishani DOSHI, 1975, poetessa indiana, Poesia d'amore, da Dolce marcescenza, Paramankeni Press, 2005, Traduzione di Carlo Pizzati. In 'il canto delle sirene', 21 marzo 2016, qui
https://en.wikipedia.org/wiki/Tishani_Doshi


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#SENZA_TAGLI / Tanti auguri, il giusto (Marco Pomar)

Tanti auguri. 
Quanti?
Il giusto. 
Tanti auguri a chi sa essere sé stesso tutto l’anno,
meno per chi è pervaso dal sacro furore degli auguri natalizi compulsivi,
niente per chi stronzo lo è anche a pasqua e ferragosto.

Tanti auguri a chi non ritiene “buonista” una parolaccia,
meno per chi con questa parola ritiene di offenderti ,
niente a chi è il contrario di buonista, ovvero feccia.

Tanti auguri a chi sa ascoltarti,
meno per chi parla sempre lui,
niente a chi deve anche convincerti.

Tanti auguri a chi si sente orfano di rappresentanza politica,
meno per chi ha sempre una certezza in tasca,
niente a chi brandisce con violenza la sua certezza.

Tanti auguri a chi pensa al futuro di questo paese,
ancora di più a chi prova a cambiarli, futuro e paese,
augurissimi agli ottimisti, sperando che abbiano ragione loro.

Tanti auguri agli amici di sempre,
a quelli recenti,
a quelli con cui c’è empatia anche se ci si è visti una volta, o mai,
ai nuovi rapporti in era di social,
perché una volta o ci si conosceva dal vivo, oppure niente,
alle affinità elettive virtuali,
senza dimenticare il piacere di un sorriso dal vivo,
di un bicchiere di vino vero.

Tanti auguri a chi ti fa sentire meno solo,
agli amori con la A maiuscola,
ai ricordi che non vogliono finire nel cestino,
alle telefonate inaspettate.

Niente auguri ai messaggi circolari,
alle catene di Sant’Antonio,
alle immagini di alberi di natale mandati a tutti.
Date retta a me: personalizzate un pensiero, se volete,
decidete il destinatario, scegliete le parole,
altrimenti è meglio niente auguri.

Tanti auguri.
Si, ma quanti?
Il giusto, quanto basta.

*** Marco POMAR, scrittore, facebook, 22 dicembre 2018, qui


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#RACCONTId'AUTORE / Natale, SìBab contro NoBab (Stefano Benni)

Dialogo tra un bambino che crede a Babbo Natale e uno che non ci crede

SÌ BAB - A Natale lui ci porta i regali
NO BAB - I regali li fanno i genitori
SÌ BAB - I genitori si lamentano che non hanno soldi e lo spread è alto
NO BAB - Quelli sono i genitori frustrati di sinistra, i genitori normali hanno fiducia nel futuro e spendono
SÌ BAB - Babbo natale viene dal nord su una slitta volante
NO BAB - Sono proibiti i droni
SÌ BAB - Su una slitta trainata da renne
NO BAB - Le renne norvegesi sono state decimate da una tempesta di fulmini dovuta al cambiamento climatico
SÌ BAB - Allora viene in barca
NO BAB - Se viene in barca lo coliamo a picco
SÌ BAB - Allora passa dal tunnel
NO BAB - Non ricominciare o ti picchio
SÌ BAB - È grasso, ha la barba bianca incolta ed è vestito di rosso
NO BAB - L’uomo di oggi è palestrato, ha la barba nera curatissima e i colori di moda sono il viola e il blu
SÌ BAB - Lui passa dal camino
NO BAB - Secondo le nuove leggi sulla sicurezza abbiamo il diritto di arrostirlo
SÌ BAB - Dà i regali anche ai bambini poveri
NO BAB - Sono i regali vecchi dell’anno prima che non hai voluto tu
SÌ BAB - Si chiama Santa Claus
NO BAB - O è Santa o è Claus, non ci piacciono i transgender
SÌ BAB - Ha una relazione con la befana
NO BAB - Puttanate giornalistiche
SÌ BAB - Ma è una leggenda che mi raccontava il nonno, non può non esistere più
NO BAB - Tuo nonno ti raccontava anche del Pci
SÌ BAB - Ma un sondaggio tra bambini dà i SÌ BAB al 57 per cento, e i bambini sono i futuri elettori
NO BAB - Allora hai ragione tu. Vado a scrivere la letterina

*** Stefano BENNI, giornalista, scrittore, SìBab contro NoBab, dialogo tra un bambino che crede a Babbo Natale e uno che non ci crede, facebook, 29 novembre 2018, qui


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