venerdì 11 dicembre 2020

#SGUARDI POIETICI / Presto tornerai a casa (Franco Arminio)

Presto tornerai a casa,
la tua vita sarà bellissima
ogni giorno, ogni minuto.
Noi siamo insieme a te
in ogni secondo, non c’è nessun tempo
in cui sei solo, non c’è niente
che ci può separare.
Respira, è un gesto che non ci ha insegnato
nessuno, ci viene consegnato
per fare i nostri giri in mezzo al mondo.
Ti vogliamo bene, qui ogni sera
sentiamo il tuo respiro,
sentiamo che tutte le cose della casa
ti aspettano, ti aspetta la tua piazza
la tua strada.
Ora fatti luce col batticuore.
Nessun virus è potente
come il nostro amore.

*** Franco ARMINIO, 1960, pota, scrittore, paesologo, 'il Fatto Quotidiano', 9 dicembre 2020, qui -
«Se volete potete stampare questa poesia e magari mandarla a qualche parente che sta in ospedale. È una poesia semplice, una piccola forma di attenzione a chi soffre. Un pensiero da parte mia e da parte vostra.» (F.A.)


In Mixtura i contributi di Franco Arminio qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

#MUSICHE & TESTI / Well You Needn't (Cyrille Aimée)

Cyrille Aimée, 1984
cantante jazz francese
Well You Needn't 
youtube, 18febbraio2016
video, 5'47'' / 12'28''

Testo originale (qui):
You're talkin' so sweet well you needn't
You say you won't cheat well you needn't
You're tappin' your feet well you needn't
It's over now, it's over now

You're dressin' with class well you needn't
You're holdin' your sass well you needn't
You think you're a gas well you needn't
It's over now, it's over now
It's over now, it's over now
You've had your fun, so take a bow
You oughta know, you lost the glow, the beat is slow, the shadows grow,
The lights are low, it's time to go, let's close the show down

(Oh) You're taking off weight well you needn't
You're looking just great well you needn't
You're settin' the bait well you needn't
It's over now, it's over now

(repeat all then...)

It's over now, it's over now
It's over now, it's over now
It's over now, it's over!

#SPOT / Prima o poi diventa tossico (Omar Montecchiani)

Omar MONTECCHIANI
counselor
facebook, 10 dicembre 2020, qui

In Mixtura i contributi di Omar Montecchiani qui
In Mixtura ark #Spot qui

#MOSQUITO / Il fine della mia vita (Vito Mancuso)

Il fine della mia vita non consiste nel far stare bene gli altri, ma nello stare bene io, prima persona singolare; questo stare bene io però si può realizzare solo in armonia con gli altri, evitando che il mio stare bene si basi sull’averli sfruttati, ingannati o peggio ancora. Devo stare bene io, anche perché solo così posso poi contribuire a far stare bene gli altri; ma allo stesso tempo devo far stare bene gli altri, perché solo così sto davvero bene io.

*** Vito MANCUSO, 1962, teologo, filosofo, saggista I quattro maestri, Garzanti, 2020


In Mixtura i contributi di Vito Mancuso qui
In Mixtura ark #Mosquito qui

#VIGNETTE / Come sono stato possibile? (Mauro Biani)

Mauro BIANI, 1967
'Atlantide, 'La7', 9 dicembre 2020, via facebook, qui


In Mixtura i contributi di Mauro Biani qui
In Mixtura ark #Vignette qui

giovedì 10 dicembre 2020

#SGUARDI POIETICI / Nebbia (Canto dei Papago)

Chiamo la nebbia,
ed essa viene
a inumidire la terra.

Mentre cammino, adesso 
sprofondo un poco.

Me me sto in mezzo ai campi.
Penso cose buone.

*** Anonimo Papago, Nebbia, da Natives, Canti degli indiani d'America, Oscar Mondadori, 2005 -  'Papago' significa 'popolo dei fagioli': tribù delle zone semidesertiche dell'Arizona, dedita soprattutto all'agricoltura. Nemici giurati delle tribù nomadi del SudOvest (soprattutto Apache, Navajo, Comanche), i Papago, assieme ai Pima, opposero una fiera resistenza  nei secoli alla dominazione prima spagnola e poi americana. 
Donna Papago
(foto di Luzi)

In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

#SENZA_TAGLI / Buffonate di antidemocratici (Fabio Chiusi)

Orwell è una cosa seria. Orwell e 1984 non sono terra di conquista per le buffonate della destra più ipocrita, pericolosa e francamente indecente da tempi immemori. La “dittatura” è una cosa seria, la propaganda e la manipolazione sistematica pure.

E questi ipocriti non sono degni di riempirsene la bocca. Gente che quando Orban distrugge lo Stato di diritto approva e manda gli auguri al caro leader, condividendo le foto scattate insieme. Che quando Trump fa sistematicamente l’eversore, inventandosi brogli e delegittimando la democrazia statunitense tutta, non trova di meglio che tacere o addirittura riprenderne le menzogne, prendendole per buone. Gente che ha come modello di democrazia autocrati come Putin.

Gente che però sarebbe disposta a martirizzarsi quando “ci rubano” il Natale o chiudono le piste da sci. Che sposerebbe qualunque norma repressiva nel nome del "law and order" — ma guai a scaricare Immuni, perché “il governo ci controlla tramite i cellulari!” (no). Gente che vuole decidere al posto mio come dovrei concepire la famiglia, che vuole dirmi quali preferenze sessuali sono lecite e quali meno, che addirittura rimette in discussione diritti di civiltà acquisiti come l’aborto.

Questi sono i fenomeni da baraccone che vorrebbero insegnarci la libertà e come difenderla. Gente che da anni soffia sul fuoco del razzismo e dell’odio del diverso per macinare consensi in nome della paura e dell’intolleranza. Gente che è capace di usare argomenti indegni di un essere umano, come “chiudono il Natale ma aprono i porti”, o di stupire (e indignarsi) quando le istituzioni prevedono di somministrare il vaccino — e dunque, non sia mai!, dare gli stessi diritti fondamentali — tanto agli italiani quanto ai migranti.

Ecco, sono mesi, per non dire anni, che questa banda di capipopolo innamorata dei “poteri forti” cerca disperatamente di porsi, come sempre fanno i capipopolo, alla guida emotiva di una rivolta per la libertà. E il dramma è che qualcuno ci casca pure. Tanti, a dire il vero.

Tanti al punto che, di nuovo, questa fondamentale ipocrisia è diventata egemone, condivisa anche da chi a destra, almeno nominalmente, non sta. Pensate agli argomenti con cui i renziani — nel mezzo di una pandemia — criticano il governo di cui fanno parte: “no pieni poteri a Conte”, dice Boschi al Corriere oggi (forse dimenticando la riforma che avrebbe portato il suo nome). “Conte come Salvini, sul Recovery Fund ora pretende i pieni poteri”, le fa eco Stefano Feltri su Domani, il quotidiano nato per ridare una voce a un certo progressismo, schiacciato proprio — a partire da Repubblica — dall’invadenza dei frame delle destre.

Interessante come Conte sia criticato insieme per non fare nulla, o fare tutto male perché contestato in ogni decisione, e per accentrare a sé tutte le decisioni. Deve essere uno strano caudillo, questo presidente del Consiglio: il primo dittatore dotato di “pieni poteri” che decide di usarli per non decidere alcunché e mettersi invece alla mercé di governatori, partitini dallo zero virgola, e titolisti inebriati.

Il punto però non è difendere questo governo, che non ho alcuna intenzione di difendere: il punto è difendere la distinzione tra un “regime” e un regime, tra la buffonata della dittatura raccontata tramite gli occhi delle destre in questo paese e una dittatura vera e propria.

Il punto è capire che, se mai qualcuno — specie proprio a destra — dovesse un bel giorno decidere di essere coerente, e provare a trasformare l’Italia nella Russia o nell’Ungheria, beh, potrebbe tranquillamente farlo nel nome della libertà di noi tutti, e riuscirci. Tanti, troppi darebbero corda, acconsentirebbero — proprio come hanno taciuto o minimizzato i deliri eversivi di Trump, o dimenticato di chiederne conto ai fan nostrani.

Quindi critiche all’esecutivo, a ogni esecutivo, sì, sempre. Ma lasciare che fan di Orban, Trump e Putin lo dipingano come una dittatura orwelliana a mezzo restrizioni sanitarie, ecco, quello è un insulto alla democrazia e a chi, oggi come ieri, lotta per difenderla.

Il nemico è il virus, non la democrazia. Il nemico sono gli antidemocratici, non la democrazia.

*** Fabio CHIUSI, giornalista e saggista, facebook, 8 dicembre 2020, qui


In Mixtura i contributi di Fabio Chiusi qui
In Mixtura ark #SenzaTagli qui

#HUMOR / Nuove librerie

via whatsapp

In Mixtura ark #Humor qui

#PANORAMI / Spello, Perugia

Spello, Perugia

In Mixtura ark #Panorami qui

#VIGNETTE / Parlatemi delle vostre restrizioni (Giancarlo Covino)

Giancarlo COVINO
facebook, 8 dicembre 2020, qui

In Mixtura i contributi di Giancarlo Covino qui
In Mixtura ark Vignette qui

mercoledì 9 dicembre 2020

#SGUARDI POIETICI / La fine e l'inizio (Wislawa Szymborska)

Dopo ogni guerra
c'è chi deve ripulire.
In fondo un po' d'ordine
da solo non si fa.

C'è chi deve spingere le macerie
ai bordi delle strade
per far passare
i carri pieni di cadaveri.

C'è chi deve sprofondare
nella melma e nella cenere,
tra le molle dei divani letto,
le schegge di vetro
e gli stracci insanguinati.

C'è chi deve trascinare una trave
per puntellare il muro,
c'è chi deve mettere i vetri alla finestra
e montare la porta sui cardini.

Non e' fotogenico
e ci vogliono anni.
Tutte le telecamere sono gia' partite
per un'altra guerra.

Bisogna ricostruire i ponti
e anche le stazioni.
Le maniche saranno a brandelli
a forza di rimboccarle.

C'è chi con la scopa in mano
ricorda ancora com'era.
C'è chi ascolta
annuendo con la testa non mozzata.
Ma presto
gli gireranno intorno altri
che ne saranno annoiati.

 C'è chi talvolta
dissotterrerà da sotto un cespuglio
argomenti corrosi dalla ruggine
e li trasporterà sul mucchio dei rifiuti.

Chi sapeva
di che si trattava,
deve far posto a quelli
che ne sanno poco.
E meno di poco.
E infine assolutamente nulla.

Sull'erba che ha ricoperto
le cause e gli effetti,
c'è chi deve starsene disteso
con la spiga tra i denti,
perso a fissare le nuvole.

*** Wislawa SZIMBORKA, 1923-2012, poetessa e saggista polacca, premio Nobel per la Letteratura nel 1996, La fine e l'inizio, Edizioni Scheiwiller, 2009, traduzione di Pietro Marchesani, anche in 'libriantichionline.com', qui


In Mixtura i contributi di Wislawa Szymborska qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

#MOSQUITO / Stupido, un insulto cocente (Primo Levi)

Sulla qualità del nostro cervello siamo tutti molto permalosi. Accusare il prossimo di essere debole di reni, o di polmoni, o di cuore, non è un reato; definirlo debole di cervello invece si. Essere giudicati stupidi, e sentirselo dire, è più doloroso che sentirsi definiti golosi, bugiardi, violenti, lussuriosi, pigri, codardi: ogni debolezza, ogni vizio ha trovato i suoi difensori, la sua retorica, la sua nobilitazione ed esaltazione, ma la stupidità no. [...]

«Stupido» è una parola forte e un insulto cocente: forse è questa la ragione per cui, in tutte le lingue e soprattutto nei dialetti, il termine possiede una miriade di sinonimi, più o meno eufemistici, come avviene per le parole attinenti al sesso e alla morte.

*** Primo LEVI, 1919-1987, scrittore, poeta, testimone dei lager, L'altrui mestiere, Einaudi, 2018, anche in 'libriantichionline.com', qui

In Mixtura i contributi di Primo Levi qui
In Mixtura ark #Mosquito qui

#HUMOR / L'uomo e Dio

via whatsapp

In Mixtura ark #Humor qui 

#BREVITER / Cashback (Davide Conigliaro)

facebook, 8 dicembre 2020, qui

In Mixtura ark #Breviter qui

#VIGNETTE / Ricovero Plan (Stefano Rolli)

Stefano ROLLI
facebook, 8 dicembre 2020, qui

In Mixtura i contributi di Stefano Rolli qui
In Mixtura ark #Vignette qui

martedì 8 dicembre 2020

#SGUARDI POIETICI / Ti auguro di vivere (Jean Debruynne)

Ti auguro di vivere
senza lasciarti comprare dal denaro.

Ti auguro di vivere
senza marca, senza etichetta,
senza distinzione,
senza altro nome
che quello di uomo.

Ti auguro di vivere
senza rendere nessuno tua vittima.

Ti auguro di vivere
senza sospettare o condannare
nemmeno a fior di labbra.

Ti auguro di vivere in un mondo
dove ognuno abbia il diritto
di diventare tuo fratello
e farsi tuo prossimo.

*** Jean DEBRUYNNE, 1925-2006, poeta e prete francese, Ti auguro di vivere, da Les quatre saisons d'aimer, 2010, in 'libriantichionline.com', qui


In Mixtura i contributi di Jean Debruyenne qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

#SENZA_TAGLI / La felicità felice (Fabrizio Cotza)

Siate affamati, siate folli.
Questa frase di Steve Jobs, iper citata da motivatori in cerca di applausi, è il classico esempio di quella che io chiamo la felicità "infelice": la bulimia ("siate affamati") che da malattia si trasforma in status, e la pazzia del "folle" (cosa ben diversa da quella esoterica del "matto") che diventa addirittura benefica.

A cosa porta questo slogan, a chi lo mette in pratica?
Ad un'esistenza sempre in affanno, nella rincorsa "folle" ad un qualcosa che non "sazierà" mai.

L'esatto contrario di quello che è il mio personale concetto di felicità "felice": "Siate matti, sovversivi e grati per ciò che già avete!".

*** Fabrizio COTZA, consulente, Siate affamati, siate folli, 'linkedin', 1 dicembre 2020, qui


In Mixtura i contributi di Fabrizio Cotza qui
In Mixtura ark #SenzaTagli qui

#BREVITER / Potete spostarvi soltanto da (Massimo Schiavo)

Massimo SCHIAVO
facebook, 7 dicembre 2020, qui

In Mixtura i contgributi di Massimo Schiavo qui
In Mixtura ark #Breviter qui

#HUMOR / Ci sono vini e ci sono anni

via whatsapp

In Mixtura ark Humor qui

#VIGNETTE / Arrivano i supermanager (Stefano Rolli)

Stefano ROLLI
facebook, 7 dicembre 2020, qui

In Mixtura i contributi di Stefano Rolli qui
In Mixtura ark #Vignette qui

lunedì 7 dicembre 2020

#SGUARDI POIETICI / Il passato (Emily Dickinson)

È una curiosa creatura il passato
e a guardarlo in viso
si può approdare all'estasi
o alla disperazione.
 
Se qualcuno l'incontra disarmato,
presto, gli grido, fuggi!
Quelle sue munizioni arrugginite
possono ancora uccidere!

*** Emily DICKINSON, 1830-1886, poetessa statunitense, Il passato, da Complete poems, 1924, in 'libriantichionline.com', qui


In Mixtura i contributi di Emily Dickinson qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

Testo originale (The past)

The past is such a curious creature,
To look her in the face.
A transport may reward us,
Or a disgrace.

Unarmed if any meet her,
I charge him, fly!
Her rusty ammunition
Might yet reply.

#MOSQUITO / Lei mi chiede, prof, se Socrate doveva scappare? (Roberto Vecchioni)

Lei mi chiede, prof, se Socrate doveva scappare? Io sarei scappato, lei pure forse, perché siamo tutti bravi a trovar scuse e a rappezzare la vita. Socrate no: «Oὐδϵὶς ἐλϵύθϵρoς ἑαυτoῦ μὴ κρατῶν», nessuno è libero se non è padrone di se stesso, e qui sta la differenza. Noi siamo servi di noi stessi per convenienza, per abitudine, necessità, paura, calcolo o semplicemente istinto di conservazione, ma comunque servi.

*** Roberto VECCHIONI, 1943, cantautore, scrittore, insegnante, Lezioni di volo e di atterraggio, Einaudi, 2020

Jacques-Louis David, Morte di Socrate, 1787 (dettaglio)

In Mixtura i contributi di Roberto Vecchioni qui
In Mixtura ark #Mosquito qui

#PIN / Noi e l'Intelligenza di Sistema (MasFerrario)



In Mixtura ark #Pin di MasFerrario qui

#VIGNETTE / Natale a distanza (Gianfranco Uber)

Gianfranco UBER
facebokk, 5 dicembre 2020, qui

 In Mixtura ark #Vignette qui

domenica 6 dicembre 2020

#SGUARDI POIETICI / Non t'amo come se fossi rosa di sale (Pablo Neruda)

Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.
 
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

*** Pablo NERUDA,1904-1973, poeta, diplomatico e politico cileno, da Cento sonetti d'amore, Passigli, 1996, in 'libriantichionline.com', qui


In Mixtura i contributi di Pablo Neruda qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

Testo originale
No te amo como si fueras rosa de sal, topacio
o flecha de claveles que propagan el fuego:
te amo como se aman ciertas cosas oscuras,
secretamente, entre la sombra y el alma.

Te amo como la planta que no florece y lleva
dentro de sí, escondida, la luz de aquellas flores,
y gracias a tu amor vive oscuro en mi cuerpo
el apretado aroma que ascendió de la tierra.

Te amo sin saber cómo, ni cuándo, ni de dónde,
te amo directamente sin problemas ni orgullo:
así te amo porque no sé amar de otra manera,

sino así de este modo en que no soy ni eres,
tan cerca que tu mano sobre mi pecho es mía,
tan cerca que se cierran tus ojos con mi sueño.

#HUMOR / Dimessi e in ostaria

 

via whatsapp

In Mixtura ark #Humor qui

#MOSQUITO / L'insulsa nozione di 'invidia sociale' (Gad Lerner)

Mi sono autoimposto di non consolarmi ricorrendo all’insulsa nozione di “invidia sociale” che i benestanti amano scaricare addosso a chi sta peggio di loro. Troppo comodo. Vero è che sono spesso i conservatori più retrivi a farne un uso smodato; perché con il pretesto dell’invidia sociale s’illudono di poter liquidare anche la realtà della lotta di classe o, se preferite, del conflitto sociale, ridimensionandola a mera frustrazione psicologica di chi è destinato a star sotto: l’invidia, appunto. 

Mi cascarono le braccia quando perfino Walter Veltroni, giovane promessa del Pci di Berlinguer, divenuto segretario del Partito democratico, nel suo discorso programmatico al Lingotto di Torino fece sua la raccomandazione di guardarsi dal pericolo dell’“invidia sociale”. I benpensanti lo apprezzarono e i ricchi se ne sentirono rassicurati: l’impegno per la giustizia sociale d’ora in poi doveva contemperarsi nella dovuta moderazione. 

Trovo, semmai, che l’invidia sociale sia una categoria concettuale più adatta ai siti di pettegolezzi, dove prevale il gergo romanesco per cui i critici del pensiero dominante anziché invidiosi vengono più volentieri definiti “rosiconi”.

*** Gad LERNER, 1954, giornalista, saggista, conduttore tv, L'infedele, Feltrinelli, 2020

Arend van DAM, 1945
disegnatore olandese

In Mixtura i contributi di Gad Lerner qui
In Mixtura ark #Mosquito qui

#VIGNETTE / Ricchi e poveri, Covid (Mauro Biani)

Mauro BIANI, 1967
'la Repubblica', 5 dicembre 2020, via facebook, qui

In Mixtura i contributi di Mauro Biani qui
In Mixtura ark #Vignette qui

sabato 5 dicembre 2020

#SGUARDI POIETICI / Sto seduto come un invalido nel deserto del mio desiderio di te (Juan Gelman)

Mi sono abituato a bere la notte lentamente, perché so
che la abiti, non importa dove, popolandola di sogni.

Il vento della notte abbatte stelle tremanti fra le mie mani,
che ancora non si adattano, vedove inconsolabili della tua chioma.

Nel mio cuore si agitano gli uccellini che in lui hai seminato
e a volte gli darei la libertà che esigono per ritornare a te
con il gelido filo del coltello.

Ma non può essere. Perché sei tanto in me, tanto viva
in me, che se morissi io, ti morirei.

*** Juan GELMAN, 1930-2014, poeta e scrittore argentino, Sto seduto come un invalido nel deserto del mio desiderio di te, da “Poesia”, Luglio/Agosto 2014, N. 295, Crocetti Editore, traduzione di Laura Branchini, in 'poesiainrete', 3 dicembre 2020, qui


In Mixtura ark #SguardiPoIetici qui

Testo originale
Estoy sentado como un inválido en el desierto de mi deseo de ti
Me he acostumbrado a beber la noche lentamente,
porque sé que la habitas, no importa dónde, poblándola de sueños.
El viento de la noche abate estrellas temblorosas en mis manos,
que aún no se conforman, viudas inconsolables de tu pelo.
En mi corazón se agitan los pájaros que en él sembraste
y a veces les daría la libertad que exigen para volver a ti,
con el helado filo del cuchillo.
Pero no puede ser. Porque estás tan en mí,
tan viva en mí, que si me muero a ti también te moriría.
Juan Gelman
da “Violín y otras cuestiones”, Gleizer, Buenos Aires, 1956

#MOSQUITO / La vera vocazione dell'uomo (Piero Angela)

Un uomo può studiare tutta la vita filosofia, oppure mungere tutto il giorno mucche, non per questo suo figlio nascerà più o meno intelligente di quanto gli consenta il suo patrimonio genetico cioè le potenzialità mentali derivanti dalla qualità delle sue cellule nervose. La cultura non entra nei cromosomi, così come non entra alcun altro carattere acquisito. (...)
 
Osservato da un'altra galassia, il destino umano può apparire poca cosa: un breve momento, tra l'esplosione iniziale e (probabilmente) quella finale. Ma, vissuta dall'interno, questa vita è per noi la cosa più preziosa: è una fiaccola che dobbiamo cercare di trasmettere a lungo, di mano in mano, secondo un percorso che sembra addentrarsi sempre più in quella che è la vera vocazione dell'uomo: la conoscenza.

*** Piero ANGELA, 1928, giornalista, conduttore tv, saggista, La nascita della mente, 1973Garzanti 1973 


In Mixtura i contributi di Piero Angela qui
In Mixtura ark #Mosquito qui

#HUMOR / Cosa ci nascondono?

dalla rete

In Mixtura ark #Humor qui

#VIGNETTE / Piano Natale (Mauro Biani)

Mauro BIANI
'la Repubblica', 1 dicembre 2020, via facebook, qui

In Mixtura i contributi di Mauro Biani qui
In Mixtura ark #Vignette qui

venerdì 4 dicembre 2020

#SGUARDI POIETICI / Ordine (Massimiliano Caccamo)

Mettiamo un po' bene in ordine le cose sul comodino prima di dormire
Cerchiamo di non essere approssimativi.
Se mi sveglio di soprassalto e voglio vedere l'ora
L'ora dev'essere a portata di mano
Se prima avessi bisogno degli occhiali
Dovrei trovarli rapidamente anche al buio
Se avessi necessità del bagno
I piedi nudi devono poter trovare il calore e la protezione delle calze e delle ciabatte
senza imprecazioni
Se morissi nel sonno
Un occhio attento potrebbe leggere in quest'ordine molte informazioni.
Tipo "era un uomo preciso, meticoloso".
"Leggeva la Szyimborska e amava la tecnologia "
"Usava un pennarello per sottolineare"
Bisogna essere previdenti, bisogna pensare a tutto.
"Stava scrivendo qualcosa ma non si è ricordato di salvare”

*** Massimo CACCAMO, consulente, formatore, saggista, Ordine, Bellamonte, agosto 2015, inedito


In Mixtura i contributi di Massimiliano Caccamo qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

#MOSQUITO / Il bene e il male (Philip Pullman)

«Quando hai smesso di credere in Dio» continuò Will, «hai smesso di credere al bene e al male?»

«No. Ma ho smesso di credere che ci fossero una forza del bene e una forza del male fuori di noi. E sono giunta alla convinzione che bene e male sono nomi per ciò che fanno le persone, non per quello che sono. La sola cosa che possiamo dire è che questa è una buona azione perché aiuta qualcuno, o che quest'altra è cattiva perché fa male a qualcuno. Le persone sono troppo complesse perché le si possa etichettare».

*** Philip PULLMAN, 1946, scrittore britannico, Il cannoccchiale d'ambra, 2000, Salani, 2020, citato da Loredana Lipperini, qui


In Mixtura ark #Mosquito qui

#HUMOR / E' una bambina!

via whatsapp

(Eppure forse sarebbe l'unica cosa buona del 2020...) (mf)

In Mixtura ark #Humor qui

#VIGNETTE / Neve e governo (Stefano Rolli)

Stefano ROLLI
'il Secolo XIX', 3 dicembre 2020, qui

In Mixtura i contributi di Stefano Rolli qui
In Mixtura ark #Vignette qui

giovedì 3 dicembre 2020

#SGUARDI POIETICI / E' tutto così strano, irrisolvibile, confuso (Massimo Salvadori)

È tutto così strano, irrisolvibile, confuso
non si capisce bene
non si sa più da quanto
così la pongo io una radice adesso
nella tempesta del reale
nell'immaginario
dico il momento e il dopo suo nel tempo
il tempo lungo, assai sofferto
di ogni tentativo
di tutto il cominciare.

*** Massimo SALVADORI, insegnante e poeta, facebook, 28 novembre 2020, qui


In Mixtura i contributi di Massimo Salvadori qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

#SENZA_TAGLI / E magari lo skipass (Selvaggia Lucarelli)

Tutti quelli che hanno il problema del dove, quando, come andare a sciare con 700 morti al giorno meriterebbero di finire un paio di minuti sotto la neve, magari venuta giù da una grondaia molto grande. Di sperimentare l’inebriante sensazione della fatica nel respirare, del non sapere come andrà a finire, del provare il fiato corto e la claustrofobia di chi resta sotto un casco per giorni, col Covid. 
Per due minuti, mica di più, poi arriva un soccorritore o un San Bernardo e lo tira fuori. 
E magari lo skipass smette di essere la priorità di fine anno.

*** Selvaggia LUCARELLI, giornalista e scrittrice, facebook, 1 dicembre 2020, qui


In Mixtura i contributi di Selvaggia Lucarelli qui
In Mixtura ark #SenzaTagli qui

#SPOT / Nessuno è straniero

via whatsapp

In Mixtura ark #Spot qui

#HUMOR / Lo sapevate che se vi ricoverano

via whatsapp

In Mixtura ark #Humor qui

#VIGNETTE / Shopping libero a Natale (8Max)

8Max (Massimo Ottavi)
facebook, 1 dicembre 2020, qui

In Mixtura ark #Vignette qui

mercoledì 2 dicembre 2020

#SGUARDI POIETICI / Non sei la donna a tempo perso (Nizar Qabbani)

Non sei la donna a tempo perso o la donna delle occasioni
non sei la donna che incontro o a cui do l'addio nelle sale di transito
sono a tua disposizione giorno e notte
per te scavo fiumi
pianto palme
raccolgo cotone
e da te estraggo acqua di rose
e olio di gelsomino.

*** Nizar QABBANI, 1923-1998, poeta, scrittore, diplomatico siriano, poeta arabo siriano, facebook, 22 novembre 2020, qui


In Mixtura i contributi di Nizar Qabbani qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

#MOSQUITO / Navighiamo nella vastità (Blaise Pascal)

Navighiamo nella vastità, sempre incerti e fluttuanti, spinti da un estremo all'altro. Qualunque appiglio a cui pensiamo di attaccarci per essere sicuri, viene meno e ci abbandona, e se lo seguiamo si sottrae alla nostra presa, scivola e fugge in una fuga eterna. Niente per noi è solido.

È la nostra condizione naturale eppure la più contraria alle nostre inclinazioni. Ci brucia un desiderio di trovare un fondamento sicuro, e come una base ferma per costruirvi una torre che si alzi verso l'infinito, ma ogni fondamento si spezza e la terra si apre fino agli abissi.

*** Blaise PASCAL, 1623-1662, matematico, fisico, filosofo francese, Pensieri, 1670, da 'libriantichionline.com', qui


In Mixtura i contributi di Blaise Pascal qui
In Mixtura ark #Mosquito qui

#HUMOR / Assembracorpi

via whatsapp

In Mixtura ark #Humor qui

#VIGNETTE / Natale, solo con parenti stretti (Natangelo)

NATANGELO,  1985
 'il Fatto Quotidiano', 1 dicembre 2020, via facebook, qui

In Mixtura i contributi di Natangelo qui
In Mixtura ark #Vignette qui

martedì 1 dicembre 2020

#SGUARDI POIETICI / Vicoli di Bellamonte (Massimiliano Caccamo)

Prender aria
Per i vicoli deserti del paese
In cerca delle distanze di luce autunnale
Celate fra sfumature d’ombra
Mosse agli incroci
Da un dondolio ipnotico di Luna
Così che non saprei dire
Dov’ero prima
Notte
Alba
Vento
O Sogno
Ma lo volevo
Perché anche il pensiero rinfrescasse

*** Massimiliano CACCAMO, inedito, Vicoli di Bellamonte, Predazzo, 5 novembre 1976

dalla rete, foto di Federico Cominelli

In Mixtura i contributi di Massimiliano Caccamo qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

#SPILLI / E di tutto il resto, chissenefrega (Massimo Ferrario)

Lo shopping più importante della scuola?
Nessuna incoerenza. 
Una volta tanto questa società dimostra una inscalfibile coerenza. 

Cultura e futuro vanno bene per la retorica, ripetitiva e nauseante, di chi si riempie la bocca con parole in cui neppure lui crede, ma cerca ogni volta di 'intortare' chi finge di ascoltare. 
Quel che conta davvero, e che tutti vogliamo anche quando ne neghiamo la priorità assoluta, è il successo dell’economia: produrre, vendere, comprare. 
Che il dio denaro sia sempre con noi. 
Oggi, però. Anzi subito. 

'Carpe diem?'.
No, 'arraffa': adesso, senza rimandare. Arraffa tutto ciò che puoi e vuoi. 
Meno poetico, più realistico.

Vale sempre: in situazioni di floridità economica e quando una pandemia mette tutti col sedere per terra. 
L'emergenza potrebbe essere una giustificazione solo se in tempi normali arricchimento continuo e consumismo non fossero le divinità che sono.

Del resto (i giovani, i figli, la società, il sapere, la competenza, la formazione, il domani...), di tutto questo che sempre proclamiamo con la faccia seriosa come prioritario e indispensabile e indifferibile, chissenefrega.

*** Massimo Ferrario, E di tutto il resto chissenefrega, per Mixtura


In Mixtura ark #Spilli di M. Ferrario qui

#SENZA_TAGLI / Sì, nelle tasche (Enrico Finzi)

Lo avete letto: nei giorni scorsi due deputati –  uno il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, l’altro il vicesegretario del Pd, Matteo Orfini – hanno proposto di tassare i percettori di redditi altissimi (superiori a 500.000 euro) con un’imposta pari allo 0.2%.

Apriti cielo! La canèa dei reazionari si è scatenata, con accuse di ‘veterocomunismo’, di odio anti-capitalistico, di ‘vogliono mettere le mani nelle tasche degli Italiani’.

Ebbene sì! C’è chi, come la maggioranza dei nostri connazionali (ma nessuno lo chiede loro con sondaggi corretti), pensa che sia tuttora valido il principio della progressività fiscale, peraltro stabilito dalla Costituzione all’articolo 53.

Di più: c’è chi reputa che le imposte debbano avere anche una finalità redistributiva, volta a diminuire le diseguaglianze sociali: e non solo in situazioni di emergenza (come quella odierna) ma anno dopo anno.

C’è pure chi giudica insopportabile, iniqua, classista la normativa sulle eredità, che in Italia è tra le più favorevoli al mondo per i detentori di grandi patrimoni, talché anche qui si dovrebbero abbassare assai le soglie di esenzione e rendere assai più progressivo il prelievo, per favorire possibilità di affermazione dei singoli meno schiacciate dai privilegi di partenza.

Sorprendono lo stupore e l’imbarazzo (cito i titoli dei quotidiani) di larga parte del Pd, dimentico della storia dei social-comunisti e dei cattolici democratici.

Comunismo? No, semplice socialdemocrazia o liberalismo progressivo.

Per finire, in tanti vogliamo metter le mani – legalmente – nelle tasche degli italiani: anzitutto di quelli più ricchi, degli evasori, degli elusori.

Invidia di classe? Ma quando mai! Buffett, il maestro degli investimenti, ha detto e deplorato di pagar meno tasse della sua segretaria. E io stesso dovrei subire maggiori imposte. Ma ne sarei felice, perché ciò mi darebbe il piacere di vivere in un mondo più giusto.

A conferma, guardate cosa ha ottenuto la destra per dare il proprio ‘sì’ allo scostamento di bilancio: provvidenze ai gruppi sociali meno poveri e più evasori fiscali. E la maggioranza ha ringraziato per il ‘senso di responsabilità nazionale’. Si va, come auspica il direttore del Corriere della Sera, verso una grandissima coalizione di fascisti e antifascisti, di populisti e democratici, di rappresentanti dei ladri o dei mafiosi e degli altri? I malfattori brinderanno a Capodanno. Noi no.

*** Enrico FINZI, ricercatore sociale, fondatore e direttore di Sòno Human Tuning', Sì, nelle tasche' 'enricofinzi.it', 39 novembre 2020, qui


In Mixtura i ocntributi di Enrico Finzi qui
In Mixtura ark #SenzaTagli qui

#VIGNETTE / Pericolo valanghe (Stefano Rolli)

Stefano ROLLI
facebook, 30 novembre 2020, qui

In Mixtura i contributi di Stefano Rolli qui
In Mixtura ark #Vignette qui