venerdì 6 dicembre 2019

#VIGNETTE / Salvini sempre in tv (Vauro)

VAURO, 1955
vignettista, scrittore, giornalista
https://it.wikipedia.org/wiki/Vauro
'Il Fatto Quotidiano', 5 dicembre 2019, via facebook, qui

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#SGUARDI POIETICI / Sortita (Nikifòros Vrettàkos)

Prendo la mia anima e la porto a spasso
se comincia a irrigidirsi il suo sorriso.
È lei a dirmelo: mi manca la pioggia,
il sole sui monti o tra le nuvole
e il vento che nasce senza posa nei boschi
tutto profumi e essenze, latte e musica.

Come fosse cervo assetato, la guido
al fluente, luminoso seno dell’eternità,
rinnova il sangue-luce dentro di lei e torna
di nuovo alla vita;
nel suo sorriso
un fresco accento di immortalità.

*** Nikifòros VRETTÀKOS, 1911-1991, poeta greco, Sortita, da Girasole vespertino, 1976, traduzione di Gilda Tentorio, in 'ilcantodelle sirene', 28 novembre 2019, qui
http://www.treccani.it/enciclopedia/nikiforos-vrettakos/


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#FILASTROCCHE / Prendi sempre una posizione (Germana Bruno)

Prendila sempre una posizione,
che sia quella giusta però fai attenzione,
ci dovrai stare per molto tempo
e non cambiarla se cambia il vento.
Forse a qualcuno non piacerà,
perché il tuo sguardo è rivolto di là
ed è mutevole la sua posizione,
resisti e fattene una ragione.
Quello che perdi per la tua postura,
che è la tua forza, la tua natura,
vale di certo davvero niente
se di trovare te ti consente.

*** Germana BRUNO, insegnante e scrittrice, Prendi sempre una posizione, facebook, 30 novembre 2019, qui


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#MOSQUITO / Divisivo (Enrico Finzi)

L’aggettivo ‘divisivo’ pare sia stato usato per la prima volta da Giorgio Napolitano, il presidente interventista cui è seguito l’imperturbabile arbitro Mattarella. Ora il termine è diventato di gran moda, se persino il mentecatto sindaco di Schio l’ha utilizzato per spiegare (si fa per dire…) perché il suo comune si è rifiutato di offrire la cittadinanza onoraria alla senatrice Segre.

Ora ‘divisivo’ è una parola di solito usata per deplorare atti o idee che – appunto – vulnerano l’unità, per esempio di una comunità umana. Ai miei occhi invece, indica una caratteristica splendida, propria di ogni democrazia matura: il dividersi, il contrapporsi su scelte-chiave, sulle quali non c’è ed è bene che non ci sia alcun consenso universale (quello che il duce chiamava giustamente ‘totalitario’).

Ha ragione quel miserabile del sindaco di Schio: onorare la Segre è un’opzione divisiva, tra chi scelse e sceglie la lotta al nazi-fascismo e i fascio-leghisti che stanno dall’altra parte, la sua. Io e tanti altri sentiamo di non aver quasi nulla in comune con Salvini (di per sè un diminutivo…) e camerati vari: anzi, ci contrapponiamo a essi. E continueremo a farlo.

Dirò di più: uno dei motivi della crisi della sinistra sta nel cercar sempre le più larghe intese, il massimo consenso possibile. Una cosa sono le necessarie alleanze, un’altra la retorica (perdente) dell’unità del popolo. Quest’ultima lasciamola ai dittatori, ai sovranisti, ai loro fantocci. Noi vogliamo dividere, contrapporre, lottare contro lo sfruttamento, l’ingiustizia, la corruzione, la negazione dei diritti umani, la dilapidazione del pianeta.

*** Erico FINZI, sociologo, già presidente di Astraricerche, fondatore e responsabile di Sòno, Divisivo, 'blog di enricofinzi.it', 4 dicembre 2019, qui


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#VIGNETTE / Renzi, i giudici possono parlarmi (Giorgio Franzaroli)

Giorgio FRANZAROLI
'Il Fatto Quotidiano', 4 aprile 2019

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giovedì 5 dicembre 2019

#CIT / Sono stanco, capo (Frank Darabont)

Frank DARABONT, 1959
sceneggiatore e regista
da Il miglio verde, film del 1999
personaggio di John Coffey
dalla rete

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#SCRITTE / Guarda le stelle e dimmi

faceboook, 4 dicembre 2019, qui

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#VIGNETTE / Per Natale che facciamo? (Chiara Rapaccini)

Chiara RAPACCINI
facebook, 1 dicembre 2019, qui

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#SGUARDI POIETICI / Allegoria delle meraviglie (Alfonso Gatto)

La meraviglia - gridala - è del cielo
aperto a dirsi cielo dentro il cielo.
La meraviglia - tacila - è del cuore
richiuso a dirsi cuore dentro il cuore.

*** Alfonso GATTO, 1909-1976, poeta e scrittore, Allegoria delle meraviglie, da Rime di viaggio per la terra dipinta, Mondadori, 1969, 'ilcantodellesirene', 25 novembre 2019, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Alfonso_Gatto


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#MOSQUITO / Perché ci si innamora? (Simone de Beauvoir)

Perché ci si innamora?
Ti innamori perché sei giovane, perché stai invecchiando, perché sei vecchio; perché comincia la primavera, perché comincia l’autunno; perché hai troppa energia, perché sei stanco.
L’esperienza dell’amore è talmente universale che sembra priva di mistero.

“Sei diverso. Sei un’eccezione. Non somigli a nessun altro”. Tutti gli innamorati hanno detto queste parole…

Ami per sfidare un marito o una moglie, per sfidare i tuoi genitori, per opposizione agli amici e a un ambiente, per sfidare tutti coloro che ti hanno contrastato in qualche modo.

L’amore non avrebbe la sua cupa violenza se non fosse sempre, all’inizio, una specie di vendetta: contro una società chiusa alla quale puoi a un tratto appartenere; contro un paese straniero nel quale puoi a un tratto mettere radici; contro una cerchia provinciale dalla quale puoi ad un tratto fuggire.
L’amore ci coglie sovente di sorpresa. Soltanto quando incontriamo l’uomo, la donna che soddisfa la nostra aspettativa quell’aspettativa si rivela a noi.
L’amore non nasce quando la vita colma i tuoi desideri, né quando ti schiaccia, ma si presenta soltanto a coloro che, apertamente o in segreto, desiderano un cambiamento.

È allora che ti aspetti l’amore e ciò che l’amore porta: attraverso un’altra persona un mondo nuovo ti viene rivelato e donato.
Esplorare un paese ignoto è una fatica, ma possederlo attraverso l’amore di un seducente straniero è un miracolo. In questo caso, come in molti altri, l’amore è una meravigliosa scorciatoia….Ciò che ti aspetti dalla persona amata dipende dalla tua infanzia, dal tuo passato, dai tuoi progetti, dall’intero contesto della tua vita. Puoi cercare qualcosa di molto specifico: un padre, un bambino, un’anima gemella; la sicurezza, la verità; un’immagine esaltata di te stessa. O il tuo bisogno può essere ambiguo, indefinito o addirittura infinito. Puoi volere qualcos’altro, qualsiasi cosa purché tu non l’abbia.

Il solo fatto che un uomo – o una donna – ti sfugga può bastare: cominci a proiettare su di lui tutte le qualità che cerchi nell’Altro.

D’altro canto puoi essere affascinato dal fascino che eserciti su qualcuno, dall’immagine abbagliante che ti dà di te. È la trappola del narcisismo. I masochisti e tutti coloro che hanno scelto la disfatta cadono in un’altra trappola: amano coloro ai quali sono indifferenti. Puoi infatti amare non solo per la gioia di amare o per la gloria di essere amato, ma talvolta anche per la lacerante amarezza di non essere amato. E qui ritorno al punto di partenza.

Perché ci s’innamora? Nulla di più complesso: perché è inverno, perché è estate; per eccesso di lavoro o per troppo tempo libero; per debolezza, per forza, per bisogno di sicurezza, per amore del pericolo; per disperazione, per speranza; perché qualcuno non ti ama, perché qualcuno ti ama.

*** Simone de BEAUVOIR, 1908-1986, scrittrice, saggista, filosofa, femminista francese, da Quando tutte le donne del mondo, Einaudi, 1982, citata in Centro Cultural Tina Modotti Caracas, 23 novembre 2019, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Simone_de_Beauvoir


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#SPOT / Noccioline di presepe

via facebook, 1 dicembre 2019, qui

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#VIGNETTE / Il problema non è Salvini in sé (Stefano Rolli)

Stefano ROLLI
'Il Secolo XIX', 4 dicembre 2019, via facebook, qui

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mercoledì 4 dicembre 2019

#RILEGGERE / N. Bobbio (Democrazia e élite), C. Carminati (Parole matte), M. Ferrario (Il mantra dell'ascolto),


(1) - Norberto BOBBIO, #MOSQUITO / Democrazia e élite, 17gen19, qui
(2) - Chiara CARMINATI, #SGUARDI POIETICI / Parole matte, 31lug18, qui
(3) - Massimo FERRARIO, #SPILLI / Il mantra dell'ascolto, 13mar15, qui

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#SPOT / Nelle nostre scuole (Gianni Rodari)

Gianni RODARI,  1920-1980
scrittore, pedagogista, giornalista e poeta 
facebook, 24 ottobre 2019, qui

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#PANORAMI / Parco della Reistenza, Formigine, Modena (foto di Fabio Nacchio Nistri)

Parco della Resistenza, Formigine, Modena
foto di Fabio NACCHIO NASTRI
'la Repubblica', 2 dicembre 2019, qui

° ° °

Parco della Resistenza, Formigine, Modena
foto di Fabio NACCHIO NASTRI
'la Repubblica', 2 dicembre 2019, qui

° ° °

Parco della Resistenza, Formigine, Modena
foto di Fabio NACCHIO NASTRI
'la Repubblica', 2 dicembre 2019, qui

° ° °

Parco della Resistenza, Formigine, Modena
foto di Fabio NACCHIO NASTRI
'la Repubblica', 2 dicembre 2019, qui

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#VIGNETTE / O letto ke oggi e laggiornata (Fabio Magnasciutti)

Fabio MAGNASCIUTTI
facebook, 3 dicembre 2019, qui

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#SGUARDI POIETICI / Impara a stupirti del sole che sorge (Enzo Bianchi)

Impara a stupirti del sole che sorge
ammira gli alberi che si sono spogliati
per resistere all’inverno
fa attenzione anche ad un muro scrostato:
tutto ciò che vedi anche con il cuore
ti darà consolazione e lezione.

*** Enzo BIANCHI, 1943, monaco, fondatore della comunità di Bose e già priore della comunità, saggista, da @alzogliocchi, twitter, 2 dicembre 2019, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Enzo_Bianchi




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#SPOT / Noi siamo la generazione che dovrà rispondere (Giorgia Linardi)

Giorgia LINARDI, 1990
giurista e attivista per i diritti umani, portavoce di Seawatch, 
facebook, 30 novembre 2019, qui

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#CIT / Gli uomini malvagi e gli uomini buoni (Martin Luther King)

"Quando gli uomini malvagi bruciano e bombardano, 
gli uomini buoni devono costruire e tenere assieme.
Quando gli uomini malvagi usano ignobili parole d'odio, 
gli uomini buoni devono pronunciarsi in modo esplicito
per la gloria dell'amore."

Martin Luther KING, 1929-1968, protestante, politico e attivista statunitense, leader dei diritti civili, facebook, 2 dicembre 2019, qui


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#MOSQUITO / Gesù, ignorare la pietà filiale (Corrado Augias)

Un giorno mentre Gesú percorreva un sentiero di campagna diretto a Gerusalemme, incontra un giovane, fermo sul bordo della strada che gli dice: «Ti seguirò dovunque tu vada». Non era cosí, Gesú lo guarda e capisce che quell’uomo non ha abbastanza fede né la forza necessaria ad affrontare le prove che aspettano lui stesso e coloro che lo seguono. Invece a un altro che anche lo guardava ma con diverso spirito dice indicandolo: «Tu! Seguimi». Quello annuisce, vuole dirgli che certo lo seguirà ovunque sia diretto, però aggiunge: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gesú lo fissa e gli rivolge parole terribili: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Questo era l’impegno per chi voleva condividere la sua missione: trascurare perfino la pietà filiale che impone di seppellire i genitori, ignorare il precetto della Torah che chiede di onorare il padre e la madre; per chi lo segue tutto viene dopo, la pietà viene dopo, viene dopo la Legge. Come scrive Isaia: «Per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare deluso».

*** Corrado AUGIAS, 1935, giornalista, scrittore, saggista, e Giovanni FILORAMO, 1945, accademico e storico delle religioni, Il grande romanzo dei Vangeli, Einaudi, 2019


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#VIGNETTE / Revisionismo (Natangelo)

NATANGELO, 1985
 'Il Fatto Quotidiano', 3 dicembre 2019, via facebook, qui

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martedì 3 dicembre 2019

#SCRITTE / Se è quello che vuoi

via pinterest

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#HUMOR / Circondatevi solo di

facebook, 10 novembre 2019, qui

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#BREVITER / Di solito chi comincia una frase con (Aleandro Bartolini)

facebook, 5 novembre 2019, qui

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#VIGNETTE / Nostro figlio ha dato fuoco (Kutoshi Kimimo)

Kutoshi KIMIMO
facebook, 5 novembre 2019, qui

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#SGUARDI POIETICI / La cavalletta sulle scale (Giuseppe Conte)

Non fu empio il mio piede: si fermò
in tempo per non cancellarti, cavalletta.
Non so da che cosa ti avvertii:
so che passò la fretta di rientrare

a casa: e mi curvai, a guardarti:
eri regale, delicata, assente
come nessuna donna è: muta
come un monile, ma insistente

tentavi lo scalino troppo alto
per te. Ti avvicinavi con delle zampe
che parevano passive, meccaniche, tanto
erano oscillanti e filiformi, e cominciavi

di sbieco la risalita, con una specie
di fatica, di impassibile
tremore. Più lunga e magra del mio
indice e chiara, color avorio, è

possibile? Salivi e poi tornavi
giù, padrona appena dei tuoi movimenti;
e io sempre più curvo sino a guardarti
negli occhi lucenti, nerissimi.

Eri forse così vecchia, o l’autunno
iniziava a poggiare su di te
la sua mano che fa freddi,
fragili? Ma perché volevi salire

quello scalino, perché ti affaticavi, per
raggiungere la cima, dove c’è
la mia casa, e perché mi hai fermato,
per dire cosa?

*** Giuseppe CONTE, 1945, scrittore e poeta,  La cavalletta sulle scale, da Le stagioni, Rizzoli, 1988, in 'ipoetisonovivicom', 26 novembre 2019, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Conte_(scrittore)


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#SPOT / Poi una mattina ti svegli

facebook, 29 novembre 2019, qui

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#EX LIBRIS / Spaghetti all'assassina (Gianrico Carofiglio)

... mi preparai gli spaghetti all’assassina. Trattasi di tipica ricetta barese dalla ingannevole facilità di esecuzione. Ho le prescrizioni di una signora di Bari vecchia scritte a penna su un quaderno e le seguii, come al solito, rigorosamente. In un tegame capiente versare qualche cucchiaio d’olio e unire aglio e peperoncino a pezzettini. Quando l’aglio è dorato unire passata di pomodoro, pomodorini lavati e tagliati a metà, un pizzico di sale. Far cuocere per dieci minuti a fuoco basso mentre si fa bollire l’acqua salata. Cuocere gli spaghetti nell’acqua solo per tre minuti, scolarli e aggiungerli al sugo, non prima di aver tolto l’aglio. Terminare la cottura degli spaghetti nel sugo sino a quando lo avranno assorbito. Alzare la fiamma e fare asciugare bene per ottenere spaghetti abbrustoliti e croccanti.

*** Gianrico CAROFIGLIO, 1961, già magistrato, scrittore, La misura del tempo, Einaudi, 2019


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#VIGNETTE / Io amo l'umanità! (Massimo Cavezzali)

CAVEZ (Massimo CAVEZZALI)
facebook, 1 dicembre 2019, qui

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lunedì 2 dicembre 2019

#NOI TRA DI NOI / Mixtura 2014-2019, #Fumetti, I primi 10 per visualizzazioni


Oltre 150 sono i #Fumetti pubblicati in Mixtura dal lancio del bog (dic2014).

Li trovate tutti qui: in ordine cronologico dal più recente.

Qui sotto l'elenco dei primi 10 #FUMETTI per visualizzazioni.

1. Quino, Mafalda, Vacanza al mare, 8giu15, qui
2. Quino, Mafalda, Perché siamo al mondo?, 22mar15, qui
3. Charles M. Schulz, Stelle cadenti, 31mar17, qui
4. Quino, Mafalda, Pregiudizi razziali, 21mar15, qui
5. Quino, Mafalda, Minestra e non solo, 18mar15, qui
6. Charles M. Schulz, Sono anarchica, 28dic15, qui
7. Quino, Bambini al potere, 20mar15, qui
8. Quino, Mafalda, L'indice, 10mar15, qui
9. Quino, Mafalda, Insonnia, 3mag15, qui
10. Charles M. Schulz, Ascoltare, 16lug15, qui
10. Quino,  Mafalda, Rimessa, 2marz15, qui

#SCRITTE / Forse eravamo giusti

via pinterest

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#HUMOR / Un abbraccio a tutti i nati in dicembre (Martola)

facebook, 21 novembre 2019, qui

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#SPOT / Coppia nel tempo

(dalla rete, autore non individuato)

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#VIGNETTE / Compagni? (Umberto Romaniello)

Umberto ROMANIELLO
facebook, 1 diembre 2019, qui

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#SGUARDI POIETICI / E' sempre stato così incerto il cammino fino a te (Maria Do Rosário Pedreira)

È sempre stato così incerto il cammino fino a te:
tanti mesi di pietre e di spine, di
cattivi presagi, di rami che graffiavano la
carne come tridenti, di voci che mi
dicevano che non valeva la pena continuare, che
il tuo sguardo era già una menzogna; e il mio

cuore sempre così sordo a tutto questo,
sempre a gridare qualcos’altro più alto affinché
le gambe non potessero ricordare le
loro ferite, perché i piedi ignorassero
le pene del viaggio e avanzassero tutti
i giorni di un poco, quel poco che
era tutto per raggiungerti. Fu per questo che,

al contrario di te, non volli dormire quella
notte: i tuoi baci si trovavano ancora tutti
sulla mia bocca e il disegno delle tue mani
sulla mia pelle. Io sapevo che addormentarsi

era smettere di sentire, e non volevo perdere i
tuoi gesti sul mio corpo un secondo che
fosse. Allora mi sedetti sul letto a guardarti
dormire, e sorrisi come mai avevo sorriso prima
di quella notte, sorrisi tanto. Ma tu parlasti

improvvisamente nel sonno, allungasti il
braccio verso me e chiamasti sottovoce.
Chiamasti due volte. O tre. E sempre così
sottovoce. Ma nessuna fu per dire il mio nome.


*** Maria do ROSÁRIO PEDREIRA, 1959, poetessa, scrittrice portoghese, E' sempre stato così incerto il cammino fino a te, dalla rivista “Poesia”, ottobre 2012, n. 275, traduzione di Mirella Abriani, in 'poesiainrete.com', 24 novembre 2019, qui
https://pt.wikipedia.org/wiki/Maria_do_Ros%C3%A1rio_Pedreira


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Testo originale (Foi sempre tão incerto o caminho até ti)
Foi sempre tão incerto o caminho até ti:
tantos meses de pedras e de espinhos, de
maus pressá-gios, de ramos que rasgavam a
carne como forquilhas, de vozes que me
diziam que não valia a pena continuar, que
o teu olhar era já uma mentira; e o meu

coração sempre tão surdo para tudo isso,
sempre a gritar outra coisa mais alto para
que as pernas não pudessem recordar as
suas feridas, para que os pés ignorassem
as penas da viagem e avançassem todos
os dias mais um pouco, esse pouco que
era tudo para te alcançar. Foi por isso que,

ao contrário de ti, não quis dormir nessa
noite: os teus beijos ainda estavam todos
na minha boca e o desenho das tuas mãos
na minha pele. Eu sabia que adormecer

era deixar de sentir, e não queria perder os
teus gestos no meu corpo um segundo que
fosse. Então sentei-me na cama a ver-te
dormir, e sorri como nunca sorrira antes
dessa noite, sorri tanto. Mas tu falaste de

repente do meio do teu sono, estendeste o
braço na minha direcção e chamaste baixinho.
Chamaste duas vezes. Ou três. E sempre tão
baixinho. Mas nenhuma foi pelo meu nome.

Maria do Rosário Pedreira, de Nenbum Nome Depois, Gótica, Lisboa, 2004

#ILLUSIONI_OTTICHE / La luna a canestro

facebook, 22 aprile 2014, qui

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#MOSQUITO / Persone come formine (Giovanni Floris)

Non sappiamo niente di nessuno. Pensiamo di saperlo, o forse in realtà pensiamo che non sia importante saperlo. Facciamo coincidere le persone che incontriamo con le idee che abbiamo in testa prima di incontrarle. Diamo loro la forma che preferiamo, come facevamo con le formine in spiaggia da piccoli. Solo che le persone non sono di sabbia. Hanno già una forma che ha dato loro la vita, il loro passato, la loro natura. Il DNA, la madre, il padre, la società, non importa. Tanto quella forma noi non la conosciamo. A noi serve che siano quelle che ci immaginiamo, non indaghiamo su di loro, non ascoltiamo davvero ciò che dicono, non cerchiamo di capire. Ci comportiamo con loro in base a quello che pensiamo possano o debbano essere. Ma loro sono diverse. E prima o poi ce lo dimostrano. Deludendoci, o dandoci una fregatura. Perché le abbiamo modellate sulle nostre aspettative, e avere delle aspettative è sempre sbagliato.

*** Giovanni FLORIS, 1967, giornalista, scrittore, conduttore tv, L'invisibile, Rizzoli, 2019


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#VIGNETTE / Hai sentito? Gesù era ebreo (Mauro Biani)

 
Mauro BIANI,  1967
'la Repubblica', 1 dicembre 2019, via facebook, qui

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domenica 1 dicembre 2019

#SPILLI #SPOT / Responsabilità e potenza devono essere cosa nostra (Massimo Ferrario)

Naval RAVIKANT
imprenditore statunitense
Ceo e co-fondatore di AngelList
da Sebastiano Zanolli, LinkedIn, 1 dicembre 2019, qui


Al di là della solita enfasi amerikana che rischia la stucchevolezza retorica (quella che parla di angeli e evangelisti per designare i nuovi venditori/promotori di business diventati la vera nuova religione), il messaggio, nel suo senso profondo, mi pare uno stimolo condivisibile. 

La responsabilità è una qualità e un bene prezioso di cui dovremmo (ri)appropriarci: se vogliamo cercare di essere ciò che vogliamo essere. 
Senza onnipotenza. Ma anche senza impotenza
Soltanto recuperando un po' di quella potenza che pure 'abbiamo', ma non sempre ci riconosciamo di avere. 
E, quindi, utilizziamo.

Perché, questo è certo, nessuno 'ci salva' se non siamo noi a salvarci. 
E se anche qualcuno ci vuole salvare e prova a farlo con le migliori intenzioni, non sempre ci salva nel modo in cui a noi serve e nel rispetto pieno di noi: di ciò che siamo e vogliamo essere e dei nostri bisogni.

Anche chi ti vuole davvero bene non sempre ti fa del bene. 
Qualche volta bisogna dirgli di smettere: ci ha già fatto male abbastanza.

Per riprendere un esempio dalla citazione: nessun insegnante riesce a lasciarci il segno di un sapere se noi non decidiamo di ap-prendere: cioè non 'ci alziamo e andiamo a prendere'. 
Assumendoci la responsabilità, anche faticosa, di un 'moto a luogo'.

*** Massimo Ferrario, Responsabilità e potenza, devono essere cosa nostra, per Mixtura

In Mixtura ark #Spilli di Massimo Ferrario qui
In Mixtura ark #Spot qui

#RILEGGERE / U. Galimberti (Indifferenza), P. Mottana (Scuola), S. Vegetti Finzi (Anima)


Tre riproposte dall'ark #Mixtura:

(1) - Umberto GALIMBERTI, #MOSQUITO / Indifferenza, non ci sono scuse, 1dic15, qui
(2) - Paolo MOTTANA, #EXLIBRIS / Esame, meglio uno scambio di doni, 30dic15, qui
(3) - Silvia VEGETTI FINZI, #MOSQUITO / Plusvalore, d'anima, 10gen16, qui

In Mixtura ark #Rileggere qui
In Mixtura ark #Mosquito qui
In Mixtura ark #ExLibris qui

In Mixtura ark Umberto Galimberti qui
In Mixtura ark #Paolo Mottana qui
In Mixtura ark Silvia Vegetti Finzi qui

#HUMOR / Vendo chitarra

via pinterest

In Mixtura ark #Humor qui

#SCRITTE / Per aprire la porta

via pinterest

In Mixtura ark #Scritte qui

#VIGNETTE / Renzi nervosetto (Natangelo)

NATANGELO, 1985
'Il Fatto Quotidiano', via facebook, 1 dicembre 2019, qui

In Mixtura i contributi di Natangelo qui
In Mixtura ark #Vignette qui

#SGUARDI POIETICI / Se è vero che il gelo (Lalla Romano)

Se è vero che il gelo
soppianterà il timido calore
delle nostre mani avvinte
e noi non avremo altra sorte
nella terra bagnata dalla pioggia
delle foglie d’autunno
è vero che andranno in polvere i mondi

Le ere franeranno senza rumore
come castelli di cenere
sul focolare che nessuno smuove
nella casa disabitata
solo il vento farà fremere le porte
finché imputridiranno sotto il cielo
quando anche il tetto si sarà scoperchiato

Questo e non altro rimarrà della casa
e l’Eterno sarà detto l’Assente

*** Lalla ROMANO, 1906-2001, giornalista, scrittrice, aforista, poetessa, Se è vero che il gelo, da Da una ruvida mano, in Lalla Romano, Opere, I Meridiani Mondadori, 1991, segnalata in 'poesiainrete.com', 22 novembre 2019, qui


In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

#PIN / Il rischio di un futuro (MasFerrario)

Rivista Direzione Personale, marzo 2014

In Mixtura ark #Pin di MasFerrario qui

#FILASTROCCHE / Signora onestà (Germana Bruno)

Ha un vestito semplice e pulito
ed il viso di chi ha ben dormito,
non è astuta, né furbacchiona
non fa nulla, così, alla carlona.
Lei dà retta soltanto a sé stessa
a nessuno mai è sottomessa,
non è in cerca di gloria o vittoria,
la sconfitta non le fa paura.
Tutto ciò che davvero lei vuole
è agire alla luce del sole,
non tradire sé stessa, né alcuno,
andar dritto per il suo cammino.
Lei non teme di esser schernita,
che si dica sia tonta e finita,
non pretende stima o ammirazione
e sta ferma nella sua posizione.
L’onestà è una grande signora,
ciò che non le somiglia lo ignora,
sa tenere da sé assai distante
quel che a lei non somiglia o l’offende.

*** Germana BRUNO, insegnante e scrittrice, Signora onestà, facebook, 29 novembre 2019, qui



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#VIGNETTE / L'ottimista e il Titanic (Massimo Bucchi)

Massimo BUCCHI
via facebook, 30 giugno 2017, qui

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