mio cugino Carlo
quel pomeriggio che giocavamo
a nascondino, ed ero l’ultima
da recuperare. Gli altri
correvano per aiutarlo:
a spiare negli anfratti
del prato, nel parcheggio
vicino, tra gli alberi e la siepe.
Ma dimentica di loro
e di tutto
giacevo nel fosso
a guardare il cielo
che mi perdonava.
I bambini come matti urlavano
insulti a perdifiato,
e io tacevo.
*** Alida AIRAGHI, 1953, poetessa, L’attesa, Marco Saya, 2018, in 'internopoesia', 31 ottobre 2019, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Alida_AiraghiIn Mixtura i contributi di Alda Airaghi qui
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