domenica 13 giugno 2021

#QUADRI / Daniele Galloni

 
Daniele GALLONI,  1959
Dietro l'angolo
danielegalloni.it, qui

° ° °

Daniele GALLONI, 1959
Ambiente ostile
danielegalloni.it, qui

° ° °

Daniele GALLONI, 1959
Metafabbrica
danielegalloni.it, qui

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#VIGNETTE / L'Italia è un paese fondato sui lavoretti (Mauro Biani)

Mauro BIANI, 1967
'la Repubblica', 10 giugno 2021, via facebook, qui

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sabato 12 giugno 2021

#SGUARDI POIETICI / il fatto che tu veda bellezza qui (Rupi Kaur)

il fatto che tu veda bellezza qui 
non implica 
che ci sia bellezza in me 
implica una bellezza talmente 
radicata in te 
che non riesci a non 
vederla dappertutto

*** Rupi KAUR, 1992, scrittrice, poetessa, artista, di origine indiana, Milk and Honey. Parole d'amore, di dolore, di perdita, di rinascita, autopubblicazione 2014, edizioni tre60, 2017, traduzione di Alessandro Storti


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#EX LIBRIS / Il primo uomo che può cedere venendone fuori ancora più grande (Alice Basso)

Perché, diciamocelo. Sebastiano non è l’unico uomo che la faccia sentire intelligente. Più o meno tutti gli uomini di sua conoscenza, che magari partono bene, brillanti e autorevoli, e poi però davanti alle sue curve si trasformano in scimmioni primordiali, la fanno sentire intelligente. Ma Sebastiano è l’unico che riesca addirittura a dirle che la trova più intelligente di lui. E Anita non è che gli creda – non pensa affatto di essere più intelligente di lui; forse più veloce a inventar storie, quello magari sì, e va bene, ma non più intelligente in senso assoluto – ma non è quello il punto. Il punto è che Sebastiano è il primo uomo che Anita conosca che può cederti qualcosa non solo senza perderci niente, ma venendone fuori ancora più grande.

*** Alice BASSO, 1979, scrittrice, Il grido della Rosa, Garzanti, 2021


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#VIGNETTE / Federiamo anche la sinistra? (Stefano Rolli)

Stefano ROLLI
'Il Secolo XIX', 11 giugno 2021, via facebook, qui

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venerdì 11 giugno 2021

#SGUARDI POIETICI / Da ieri (Erik Nordbrandt)

Sono diventato vecchio da ieri
e la mia stanza non vuole più

lasciarmi. I mobili consunti
e le cose che abbiamo raccolto

in comune mi torturano d’improvviso
come lamette: piccoli barbigli

che avvelenati dalla luce di settembre
non fanno che affondare sempre più

se mi volto a cercarti
o cerco di svincolarmi.

*** Henrick NORDBRANDT, 1945, poeta danese, Da ieri, da Il nostro amore è come Bisanzio, traduzione di Bruno Berni, Donzelli Poesia, 2000, 'interno poesia', 9 giugno 2021, qui

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#BREVITER / E' facile che in Italia non si trovino camerieri e lavapiatti perché (Stefania Colombo)

Stefania COLOMBO
facebook, 10 gikungo 2021, qui

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#VIGNETTE / Astrazeneca per i giovani? (Natangelo)

 

NATANGELO, 1985
'il Fatto Quotidiano', 10 giugno 2021, via facebook, qui

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giovedì 10 giugno 2021

#SGUARDI POIETICI / I giacigli per la notte (Bertolt Brecht)

Ho sentito dire che a New York 
all’angolo della 26ª strada e di Broadway 
nei mesi invernali ogni sera c’è un uomo 
e ai senzatetto che si radunano 
pregando i passanti procura un giaciglio per la notte. 

Con questo il mondo non cambia, 
le relazioni fra gli uomini non migliorano, 
l’epoca dello sfruttamento non è per questo piú vicina alla fine. 
Ma a qualcuno non manca un giaciglio per la notte, 
il vento viene tenuto lontano da loro per una notte, 
la neve destinata a loro cade sopra la strada. 

Non deporre il libro tu che leggi, uomo. 
A qualcuno non manca un giaciglio per la notte, 
il vento viene tenuto lontano da loro per una notte, 
la neve destinata a loro cade sopra la strada. 
Ma con questo il mondo non cambia, 
le relazioni fra gli uomini per questo non migliorano, 
l’epoca dello sfruttamento non è per questo piú vicina alla fine.

*** Bertolt BRECHT, 1898-1956, scrittore drammaturgo e poeta tedesco, I giacigli  per la notte, traduzione di Franco Fortini, da Bertolt Brecht, Poesie politiche, a cura di Enrico Gianni, Einaudi, 2015
https://it.wikipedia.org/wiki/Bertolt_Brecht


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#SPILLI / I vaccini, l'Africa, noi (Massimo Ferrario)

In questa parte di mondo siamo entrati in agitazione: sui media (stampa, social, talk show) ci chiediamo con ansia se non è il caso di pretendere di avere sin d'ora (subito, domani)  la terza dose di vaccino quando ancora la scienza non ha acquisito evidenze documentate sulla sua utilità/necessità. 

Per la verità il verbo giusto che meglio esprime il nostro atteggiamento di preoccupazione concitata e rigorosamente auto-riferita, più che 'avere', dovrebbe essere 'arraffare': visto che a nessuno di noi continua a 'fregare niente' dell'Africa, un continente di oltre 1 miliardo e duecento milioni di popolazione, che finora ha immunizzato poco più dell'1% perché da 'loro' i vaccini non arrivano.

Il solito 'buonismo'? Per niente. Anche autorevolmente è già stato detto che preoccuparsi degli africani non è buonismo stucchevole per le anime belle. Ma egoismo. Egoismo intelligente. Per corpi e anime che vogliano salvaguardare sé stessi. Perché mai  come stavolta dovremmo aver capito che gli 'altri' siamo 'noi'. Di qualunque colore siano questi 'altri'. E qualunque simpatia, o antipatia, questi 'altri' suscitino in noi. 
Solo per il fatto che esistono, gli 'altri' ci riguardano.

Doverlo ripetere già dice il livello di idiota stoltezza che ci sommerge.

Chi credeva che 'dopo' saremmo stati meglio di 'prima' prenda atto: neppure la pandemia può insegnare, a chi è culturalmente e irrimediabilmente ottuso e confonde il suo ombelico per il mondo, la banalità fondamentale che il pianeta è un villaggio e l'interdipendenza è globale. 

Il suicidio non è un destino: ce lo stiamo meritando. 
Basta attendere. 

*** Massimo Ferrario, I vaccini, l'Africa, noi, per Mixtura


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#FUMETTI / Per fortuna era soltanto un sogno (Sio)

SIO, 1988
fumettista
facebook, 9 giugn o2021, qui

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#VIGNETTE / Quaquà (Riccardo Mannelli)

Riccardo MANNELLI, 1955
pittore, disegnatore
'il Fatto Quotidiano', via facebook, 9 giugno 2021, qui

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mercoledì 9 giugno 2021

#SGUARDI POIETICI / lui bisbiglia ti amo solo (Rupi Kaur)

lui bisbiglia ti amo solo 
quando infila le mani 
sotto la cinta 
dei tuoi pantaloni 

è qui che devi 
capire la differenza 
fra desiderio e bisogno 
magari desideri quel ragazzo 
ma di sicuro 
non ne hai bisogno

*** Rupi KAUR, 1992, scrittrice, poetessa, artista, di origine indiana, Milk and Honey. Parole d'amore, di dolore, di perdita, di rinascita, autopubblicazione 2014, edizioni tre60, 2017, traduzione di Alessandro Storti


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#PIN / Reddito di cittadinanza e reddito da lavoro (MasFerrario)


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#SENZA_TAGLI / Discriminazioni (Alessandro Gilioli)

Visto che bisogna sbloccare i licenziamenti perché sennò si discriminano i precari, si potrebbe anche sfrattare quelli che hanno una casa in affitto sennò si discriminano i senzatetto, schiavizzare gli italiani nei campi di pomodori sennò si discriminano gli africani e ammazzare le donne che hanno un compagno non violento sennò si discriminano le vittime di femminicidio.

*** Alessandro GILIOLI, giornalista, direttore di Radio Popolare, facebook, 5 giugno 2021, qui


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#VIGNETTE / Il futuro del libro (Mark Parisi)

Mark PARISI, 1961
cartoonist statunitense
facebook, 5 giugno 2021, qui

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martedì 8 giugno 2021

#SGUARDI POIETICI / Crepuscolo a giugno (Sara Teasdale)

Sera, e tutti gli uccelli
In un coro di suoni scintillanti
Stanno alleviando i loro cuori di gioia
Per miglia intorno.

L'aria è blu e dolce,
Le poche prime stelle sono bianche, -
Oh lasciami come gli uccelli
Canta prima di notte.

*** Sara TEASDALE, 1884-1993, poetessa statunitense, Crepuscolo a giugno, da Fiumi verso il mare, 1915, in 'il canto delle sirene', 1 giugno 2021, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Sara_Teasdale


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#MOSQUITO / Nonna, come si affronta il dolore? (Elena Bernabè)

"Nonna, come si affronta il dolore?"
"Con le mani, tesoro. Se lo fai con la mente il dolore invece di ammorbidirsi, s'indurisce ancora di più."
"Con le mani nonna?"
"Si. Le nostre mani sono le antenne della nostra anima. Se le fai muovere cucendo, cucinando, dipingendo, suonando o sprofondandole nella terra invii segnali di cura alla parte più profonda di te. E la tua anima si rasserena perché le stai dando attenzione. Così non ha più bisogno di inviarti dolore per farsi notare."
"Davvero le mani sono così importanti?"
"Si, bambina mia. Pensa ai neonati: loro iniziano a conoscere il mondo grazie al tocco delle loro manine. Se guardi le mani dei vecchi ti parlano della loro vita più di qualsiasi altra parte del corpo. Tutto ciò che è fatto a mano si dice che è fatto con il cuore. Perché è davvero così: mani e cuore sono connessi. I massaggiatori lo sanno bene: quando toccano il corpo di un'altra persona con le loro mani creano una connessione profonda. E' proprio da questa connessione che arriva la guarigione. Pensa agli innamorati: quando le loro mani si sfiorano fanno l'amore nel modo più sublime."
"Le mie mani nonna... da quanto tempo non le uso così!"
"Muovile tesoro mio, inizia a creare con loro e tutto dentro di te si muoverà. Il dolore non passerà. Ma si trasformerà nel più bel capolavoro. E non farà più male. Perché sarai riuscita a ricamarne l'essenza."

*** Elena ERNABE', psicologa, scrittrice, Alla conquista delle stelle, edizioni Youcanprint, 2020 (anche in 'eticamente.net', 19 luglio 2020, qui) 


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#VIGNETTE / Casaleggio & dissociati (Stefano Rolli)

Stefano ROLLI
'Il Secolo XIX', 6 giugno 2021, via facebook, qui

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lunedì 7 giugno 2021

#SGUARDI POIETICI / Portami con te in un supermercato (Franco Arminio)

Portami con te in un supermercato,
dentro un bar, nel parcheggio 
di un ospedale.
Spezza con un bacio il filo
a cui sto appeso.
Portami con te in una strada di campagna,
dove abbaiano i cani,
vicino a un’officina meccanica,
dentro a una profumeria.
Portami dove c’è il mondo,
non dove c’è la poesia.

*** Franco ARMINIO, scrittore, poeta, 'paesologo', facebook, 6 giugno 2021, qui


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#HUMOR / L'urlo di Munch in versione integrale

facebook, 6 giugno 2021, qui

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#VIGNETTE / Sei bella come una stagione (Fabio Magnasciutti)

Fabio MAGNASCIUTTI
facebook, 4 giugno 2021, qui

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domenica 6 giugno 2021

#SPILLI / Un chiacchiericcio ripugnante (Massimo Ferrario)

Soltanto il fatto, più o meno sussurrato nei retroscena politici, che circoli l’ipotesi in base a cui  Silvio Berlusconi sia candidabile a prossimo presidente della Repubblica dovrebbe produrre vomito e rabbia in qualunque cittadino che ancora creda nel dovere costituzionale, per ogni figura  pubblica,  di esercitare le proprie funzioni con ‘dignità e onore’. 

Forse resterà un chiacchiericcio. Ma anche un chiacchiericcio tanto ripugnante, accettato come possibilità 'normale', costituisce l'ennesimo segnale che non c'è nulla da fare. 

La politica è sempre più sconcia e politicante e noi, con la nostra complice indifferenza, ormai abituati a tutto, siamo, insieme, logica causa e irrimediabile conseguenza di questo disfacimento. 

*** Massimo Ferrario, Un chiacchiericcio ripugnante, facebook, 6 giugno 2021


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#SGUARDI POIETICI / Ho paura di essere felice (Manuela Toto)

Ebbene sì, lo confesso.
Ho una paura fottuta
di essere felice.
Ti sembrerà strano, 
ma quando un sorriso improvviso
si affaccia sul confine delle mie certezze,
io tremo, come di fronte a un baratro.
Ho paura a dire voglio e lasciare ai margini ciò che devo.
Ho paura di allargare disarmata le braccia al cielo,
di prendere il volo
e di restare nuda, 
nel tremore che fa salire e scendere il piacere.
Ho paura della danza che posso scatenare,
di un mare aperto,
senza porti in vista.
Ho paura di tradire la vergogna
e di demolire le colpe, 
di respirare
e non attendere più ricompense.
Ho paura di sentire
un amore senza meriti
e di perdere la testa.
Ho paura, sì,
paura di abbandonare tutto quello che credevo di sapere
di lasciare ai venti i miei veli
e dissolvere la nebbia che mi impedisce di vedere.
La felicità,
amico mio,
è un rischio.
E in fondo io la cerco, 
perché non la conosco.

*** Manuela TOTO, psicologa, counselor, da Sotto le scale, Tabula Fati, 2020


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#CIT / Niente come (Vittorio Zucconi)

Vittorio ZUCCONI, 1944-2019
giornalista, scrittore
facebook, 25 maggio 2019, qui

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#VIGNETTE / Non dovevamo diventare migliori? (GianLo)

GIANLO
facebook, 5 giugno 2021, qui

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sabato 5 giugno 2021

#SGUARDI POIETICI / A volte dimentico (Alessandra Bordino)

A volte dimentico
se è con lo zucchero o col sale
che si prende il caffè
come si aprono gli ombrelli
se sono destra o mancina
quanto fa otto per sette.
Ma a volte ricordo
di quando ero airone,
di quando abbiamo attraversato
a piedi nudi tutta la tundra
dell’attesa dei primi raggi
che i petali già tesi spalancano.

*** Alessandra BORDINO, 1985, poetessa, A volte dimentico, da Via Rivolta, Edizioni Sartoria Utopia, 2021, qui

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#SENZA_TAGLI / Lavoro, perché i giovani scappano all'estero (Cristina Correani)

La figlia di un nostro conoscente, infermiera, che qui a Roma veniva assunta tramite cooperativa a 800 euro al mese si è trasferita tempo fa a Londra dove ne guadagna 2500, dove per prima cosa le hanno trovato una casa e, all'inizio della nuova esperienza, le hanno garantito anche un percorso psicologico per superare gli eventuali traumi da trasferimento. 
I genitori hanno già detto che quando andranno in pensione la raggiungeranno per stabilirsi lì. 

Questo mentre in Italia gli imprenditori dicono ormai a chiare lettere che si scocciano a dover pagare chi lavora e c'è chi cade dal pero, s'interroga sul perché chi cerca lavoro preferisca andarsene dall'Italia con un biglietto di sola andata verso ovunque e chi non se ne può andare rifiuta - giustamente - di piegarsi ad un mercato nel quale uno stipendio è più basso del reddito di cittadinanza.

*** Cristina CORREANI, facebook, 3 giugno 2021, qui


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#VIGNETTE / L'uomo forte (Mauro Biani)

Mauro BIANI,  1967
'la Repubblica', 3 giugno 2021, via facebook, qui

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venerdì 4 giugno 2021

#SPILLI / Una politica sospesa, lassù in alto (Massimo Ferrario)

Certo, la politica non è 'piantare bandierine'. Nel senso che non è piantare bandierine e basta. Ma se non si piantano bandierine per poi agire in conformità alle bandierine piantate come si fa politica?
A meno che dicendo che non si devono piantare bandierine si voglia intendere che non bisogna disturbare il Manovratore. Unico deputato a far politica. 
Ma deputato da chi, visto che in democrazia dovrebbe essere il popolo a deputarlo?

Il problema è che siamo ormai in una 'democrazia dall'alto'.  Di fatto sospesa, lassù in alto.
E chi disturba chi è stato deputato, da lassù, a fare il deputato senza il concorso di chi dovrebbe (ancora, per ora) rappresentare chi sta quaggiù viene redarguito: non pensa all'interesse del Paese.
Come se uno, da solo, potesse fare l'interesse del Paese. E l'interesse del Paese non fosse la sintesi dialettica di tanti interessi particolari chiamati a comporsi proprio attraverso la discussione e il sano conflitto dei differenti attori in gioco. A questo dovrebbero servire i partiti: che si chiamano così, appunto, in quanto parte. Di parte.
Il contrario di chi pensa che esiste (indicativo presente: tanta è la convinzione dogmatica di chi lo pensa) un Manovratore Salvifico perché il Migliore: in possesso di una Scienza-a-Priori, neutra rispetto agli interessi partigiani degli altri, unica risorsa in grado di guidarci con sicurezza e certezza verso il Luminoso Avvenire di un Pil perennemente in Crescita.

Forse una politica commissariata non è il modo migliore per far rinascere la Politica: che senz'altro, per colpa di una classe di politici meno che mediocri e più che affaristi, è finita al tappeto, più minuscola e 'melmosa' che mai, da parecchi anni. 
Ma quando si mette da parte la politica, anche quella degradata di oggi, dando spazio alla tecnica, più o meno fintamente credendola non politica e dunque oggettiva e sfolgorante come la Verità, si continua a fare politica. Come e più di prima. Solo non ci si accorge che, così facendo, si è cambiato pericolosamente  il contesto. E, con questo, la 'natura sostanziale' della democrazia che il contesto dovrebbe esprimere.

Si immagina di poter sospendere la politica. 
Invece la politica continua, in forma diversa, con l'esclusione dei politici e l'inclusione di tecnici. Magari affaristi come i politici, ma più capaci di mascherarsi come soggetti neutrali, al di sopra delle parti. Oppure davvero non affaristi, ma comunque 'sensibili' alla ideologia e al fascino di chi non nasconde di avere come unico business il fare affari e cerca di influenzare, naturalmente sempre 'nell'interesse superiore de Paese', le scelte 'tecniche' dei 'tecnici', 

Il punto è che il risultato non cambia: se la sospensione, per come è nato e come si sviluppa il processo 'politico', diventa il modo 'naturale' di operare, implicito nel messaggio reverenziale di 'lasciar fare chi sa fare', si finisce fuori dalla democrazia. Tra gli applausi di tutti quelli (partiti, intellettuali, media) che non passano giorno senza inchinarsi (e chiedere l'inchino: per il bene generale) al Grande Manovratore. Profondamente da ringraziare perché finalmente 'ci pensa lui'. 

Nulla di nuovo sotto il sole. 
Ma, proprio per questo, attenzione: il sole cala e si può finire al buio. 
E la storia insegna che riaccendere la luce, poi, quando si finisce in 'questo' buio, può non essere così facile.

*** Massimo Ferrario, Una politica sospesa lassù in alto, per Mixtura


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#SGUARDI POIETICI / L'anima in attesa (Edith Irene Södergran)

Sono sola tra gli alberi al lago,
vivo in amicizia con i vecchi abeti a riva
e in segreta intesa con tutti i giovani sorbi.
Sola, sto distesa ad aspettare,
non ho visto passare nessuno.
Grandi fiori mi guardano dall’alto di
lunghi steli,
pungenti rampicanti mi strisciano sul grembo,
ho un solo nome per tutto, ed è amore.

*** Edith Irene SÖDERGRAN, 1892-1923, poetessa finlandese di lingua svedese, L'anima in attesa, dalla rivista 'Poesia', aprile 1997, traduzione di Piero Pollesello, in 'poesia in rete', 1 gennaio 2021, qui


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#FUMETTI / Obbedire ai comandi (Charles M. Schulz)

Charles M. SCHULZ
facebook, 1 giugno 2021, qui

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#VIGNETTE / Zitti e buoni (Stefano Rolli)

Stefano ROLLI
'Il Secolo XIX', 3 giugno 2021, via facebook, qui

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giovedì 3 giugno 2021

#SGUARDI POIETICI / Sei la mia consolazione più pura (Karin Boye)

Sei la mia consolazione più pura,
sei il mio più fermo rifugio,
tu sei il meglio che ho
perché niente fa male come te.

No, niente fa male come te.
Bruci come ghiaccio e fuoco,
tagli come acciaio la mia anima –
tu sei il meglio che ho.


*** Karin BOYE, 1900-1941, poetessa e scrittrice svedese, da Poesie, traduzione di Daniela Marcheschi, Le lettere, Firenze, 1994, segnalata in 'poesiainrete', 12 gennaio 2019,  qui


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#QUADRI / Johan Messely

Johan MESSELY, 1927
pittore belga

° ° °

Johan MESSELY, 1927

Johan MESSELY, 1927
pittore belga

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#MOSQUITO / Quando si rovina la scuola (Luciano Canfora)

Gli studenti condannati a una preparazione scarsa o apparente, o addirittura all’ignoranza, diventano più facilmente vittime del potere. Sono cittadini debolissimi, indifesi, aperti a ogni influenza improvvisata e chiassosa.
Chi ha rovinato la scuola, ha ferito gravemente anche la Repubblica, il sistema democratico, la libertà individuale e la consapevolezza dei diritti. Spero che qualcuno prima o poi se ne accorga. Purtroppo le riforme che si sono via via susseguite nel tempo non sono andate nella direzione del prendere atto della modernità e farla fruttare in maniera seria. Si sono mosse invece nel senso della semplificazione banalizzante, che alla fine risulta corruttrice.
I futuri cittadini vengono resi così più fragili e manipolabili. È un grande problema storico-politico, di cui, temo, prima o poi vedremo conseguenze lancinanti. Non vorrei apparire troppo pessimista, ma il successo di movimenti irruenti e semplificatori sul piano della lotta politica si spiega anche con questa debolezza culturale

*** Luciano CANFORA, 1942, storico, filologo, accademico, saggista, Intervista sul potere, a cura di Antonio Carioti, Laterza, 2013


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#VIGNETTE / Prima e ora (Mauro Biani)

 
Mauro BIANI, 1967
'Atlantide, La7, 2 giugno 2021, via facebook, qui

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mercoledì 2 giugno 2021

#SGUARDI POIETICI / Puoi cambiare, lo sai? (Manuela Toto)

Puoi cambiare, lo sai?

Puoi scendere dal palco e dire al regista: “Grazie, ma non m’interessa più.”
Puoi deludere la tua platea.
O sorprenderla.
La tragedia che ti hanno scritto
oggi non fa più per te.
Il nostro strazio interno è una calamita a scadenza,
l’attenzione che ci conquistiamo lamentandoci 
è un pronto soccorso che non prevede lunghe degenze 
nel cuore altrui e nel cuore del mondo.

È meraviglioso, sai?
Puoi cambiare taglio di capelli,
indossare un vestito nuovo 
e addirittura un sorriso.
Puoi lasciare il rancore per quello che non ti hanno dato,
sgusciare dalla rabbia come da una pelle che non fa più per te.
La tua vita non è un’opera immutabile e fissa,
la noia la fai tu quando ti racconti sempre la stessa storia,
puoi cambiare il titolo e rivoluzionare la trama.
Il mondo fuori dalla tua prigione è infinitamente grande 
e tu hai sempre avuto le chiavi.
Puoi essere irriverente.
Non ti riconosceranno?
Tu lascia che lo stupore faccia il suo lavoro
nella tua vita e in quella degli altri.

*** Manuela TOTO, facebook, 30 maggio 2021, qui


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#MOSQUITO / Festa della Repubblica, il fascismo è una vergogna (Norberto Bobbio)

Vi è ancora un punto in cui lo spirito della Costituzione è stato continuamente violato: la sopravvivenza del fascismo. Questo marchio d’infamia della storia italiana avrebbe dovuto da tempo essere cancellato. La sopravvivenza del fascismo, di cui abbiamo visto con orrore ancora in questi giorni il volto ottuso e feroce, è contraria non soltanto allo spirito della Costituzione, che è nata dall’antifascismo militante, ma anche alla lettera. Non vi è articolo della nostra carta costituzionale che sia stato più calpestato che l’art. XII delle disposizioni transitorie il quale aveva solennemente e seccamente proibito «la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista».
Intendiamoci, il fascismo, il fascismo storico, non è un pericolo. Ma è peggio che un pericolo: è una vergogna. Dobbiamo chiedere e lo chiederemo sino a che avremo fiato, che questa vergogna sia lavata per sempre. Verremmo meno a un preciso dovere se oggi, ricorrendo il trentesimo anniversario della fondazione della Repubblica, non riaffermassimo che nell’Italia repubblicana e democratica non c’è posto per il fascismo, che l’attuazione della Costituzione passa anche per la fine della incredibile tolleranza, di cui abbiamo ogni giorno inconfutabili prove, per i fascisti e i loro alleati.

*** Norberto BOBBIO, 1909-2004, giurista, storico, politologo e senatore a vita, testo del 2 giugno 1976,  scritto per celebrare la festa della Repubblica, pubblicato con il titolo Norberto Bobbio. Ora e sempre antifascisti, in 'la Repubblica', 31 maggio 2021, qui


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#VIGNETTE / Non voglio perderti (Fabio Magnasciutti)

Fabio MAGNASCIUTTI
'Rewriters Magazine', 31 maggio 2021, via facebook, qui

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martedì 1 giugno 2021

#SGUARDI POIETICI / Se ti abbraccio non sento (Franco Arminio)

Se ti abbraccio non sento
l’amore ma la fatica
di chi vuole darsi e non riesce.
Guarda
in questa crepa
che per te si è aperta,
soffia dentro questa crepa
col tuo respiro,
aprimi ancora.
 
*** Franco ARMINIO, scrittore, poeta, paesologo, facebook, 31 maggio 2021, qui


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#PIN / Nulla uccide la burocrazia come (MasFerrario)


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#MOSQUITO / Siamo tutti capitalisti (Marco D'Eramo)

Nell’antropologia neolib, l’unità-individuo è un’unità-impresa e l’individuo è il proprietario di se stesso. Non è certo un’idea che viene spontanea agli esseri umani, quella di entrare in relazione con se stessi in termini di proprietà. Io personalmente non mi sono mai visto come un proprietario di me stesso, non mi sono mai guardato allo specchio valutando la mia proprietà, o la proprietà di me. Anzi, il termine “proprietà” pare straordinariamente non pertinente se applicato al rapporto del sé con sé. 
La prima conseguenza di quest’impostazione è che siamo tutti proprietari, dal bracciante messicano al minatore nero sudafricano al banchiere di Wall Street. Ma di cosa esattamente siamo proprietari, quando per esempio non possediamo denaro né oggetti materiali? Siamo proprietari di noi stessi: cioè noi stessi costituiamo il nostro proprio capitale. Ognuno è proprietario di sé, cioè del proprio capitale umano: proprietario della propria impresa, cioè di sé, che investe il suo capitale: da qui la nozione di capitale umano: “La specificità del capitale umano è che è parte dell’uomo. È umano perché è incarnato nell’uomo, e capitale perché è fonte di future soddisfazioni, o di futuri guadagni, o ambedue”.50 Il capitale umano sta all’economia come l’anima sta alla religione: come secondo le varie fedi, ogni persona ha un’anima – non si vede ma c’è –, così in ognuno di noi c’è un “capitale”, invisibile, immateriale, che intride l’individuo imprenditore di se stesso. Siamo tutti capitalisti quindi, dal lavapiatti immigrato all’oligarca russo. 
Ma se anche i proletari sono capitalisti, seppure di solo capitale umano, allora non c’è da un lato il capitalista che compra la merce-lavoro al proletario e dall’altro il proletario che vende la propria merce-lavoro al capitalista. Ci sono solo due capitalisti che in modo diverso ricavano un reddito dal proprio capitale (l’uno dal capitale economico, l’altro dal capitale umano). Non c’è più sfruttamento del lavoratore da parte del capitalista, ma c’è autosfruttamento del lavoratore-capitalista-di-sé. Tutte le categorie concettuali tradizionali, come sfruttamento e alienazione, vengono meno e la loro cancellazione mina alla base, teoricamente, il movimento operaio, la cui sconfitta va ben al di là della contingenza storica dovuta alla scomparsa dei partiti e dei sindacati che lo rappresentano politicamente. È una sconfitta teorica e concettuale, perché in questa nuova visione dell’economia il lavoro diventa un reddito da capitale. In Spagna si diceva un tempo todos caballeros, ora nel migliore dei mercati possibili si dice todos capitalistas! La lotta di classe non c’è più, semplicemente perché non ci sono due classi diverse, ci sono solo capitalisti.

*** Marco D'ERAMO, giornalista, saggista, Dominio. La guerra invisibile dei potenti contro i sudditi, Feltrinelli, 2020


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#VIGNETTE / Presto ritorneremo a (Stefano Rolli)

Stefano ROLLI
facebook, 31 maggio 2021, qui

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lunedì 31 maggio 2021

#SGUARDI POIETICI / Pensa (Morten Søndergaard)

Pensa,
non sapevo
che delle labbra
potessero essere
così morbide.
I tuoi baci possono
fermare guerre
e io so
che l'acqua invidia
i tuoi occhi.
Così limpido
nulla
può essere.
Solo, semmai,
la parola
"azzurro"
quando prova
a descrivere
la prima luce del mattino.
Dobbiamo
brancolare ancora
per entrare
nella tintinnante euforia
della poesia.

*** Morten SØNDERGAARD, 1964, scrittore, traduttore, poeta danese, Pensa, da A Vinci, dopo gli alberi hanno ragione, Del Vecchio, 2013, traduzione di Bruno Berni, in 'il canto delle sirene', 27 dicembre 2019, qui


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