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mercoledì 22 giugno 2016

domenica 3 gennaio 2016

#RITAGLI / Futuro, prevederlo (Annamaria Testa)

(...) Volete farvi un’idea di chi sono i futurologi e quali sono i maggiori centri di ricerca sul futuro? In fondo a questa pagina di Wikipedia trovate elencati i più importanti. Ma è la BBC a dirci quello che probabilmente tutti siamo più curiosi di conoscere: a saper fare le previsioni migliori non sono tanto i superesperti, quanto le persone dotate di un alto grado di apertura mentale (peraltro questo è, insieme all’introversione, uno dei due tratti che nel Big Five, uno dei più accreditati modelli della personalità, è correlato con la creatività).
In termini psicologici, essere mentalmente aperti significa saper affrontare l’incertezza, essere capaci di esaminare le questioni da molte prospettive, non avere preconcetti, essere pronti a cambiare idea e saper evitare le trappole mentali (bias) che possono fuorviare anche le persone più accorte.

*** Annamaria TESTA, pubblicitaria, Prevedere il futuro, blog 'nuovoeutile'

LINK articolo integrale qui


In Mixtura altri 13 contributi di Annamaria Testa qui

martedì 15 dicembre 2015

#MOSQUITO / Glaciazioni, il futuro dell'uomo (Henning Mankell)

Le glaciazioni possono essere misurate studiando la quantità d’acqua imprigionata nel ghiaccio terrestre durante le varie fasi temporali. Oggi si può stabilire con grande precisione quando si verificheranno le prossime glaciazioni, quanto dureranno e che tipo di clima ci sarà tra l’una e l’altra. Tra circa cinquemila anni le Alpi scandinave saranno ricoperte di ghiaccio permanente. La crosta terrestre sarà premuta verso il basso di trecento metri, il che a sua volta comporterà un abbassamento del livello dei mari di una misura compresa tra i cinque e i cinquanta metri. Quasi tutti i nostri arcipelaghi scompariranno per non riemergere mai più. Dopo questa glaciazione ci sarà un periodo caratterizzato da un clima un po’ più mite, ma a quel punto difficilmente in Svezia abiteranno degli esseri umani, perché farà troppo freddo. Una nuova glaciazione avrà il suo culmine tra circa ventimila anni. Il ghiaccio raggiungerà uno spessore di millecinquecento metri. Seguirà una fase più calda e gli scienziati ritengono che il clima sarà paragonabile a quello odierno della Groenlandia. Nelle zone della Svezia non coperte dal ghiaccio la terra sarà perennemente congelata e quindi incoltivabile. Forse gruppi di cacciatori e pescatori si sposteranno lungo l’attuale costa meridionale e occidentale del Paese, ma per il resto il Paese sarà deserto. La glaciazione più violenta raggiungerà il suo apice tra sessantamila anni circa. La coltre di ghiaccio su Stoccolma potrà a quel punto avere uno spessore di duemilacinquecento metri. Quando, piano piano, il ghiaccio si scioglierà, il livello del mare salirà fino a trovarsi cento metri al di sopra dell’attuale livello massimo di marea. Poi il clima tornerà a essere più caldo. Di qui a centoventimila anni sarà forse simile a quello di oggi. Con questi cicli, dunque, le glaciazioni si avvicenderanno otto o nove volte prima che la pericolosità delle scorie [nucleari] che abbiamo nascosto nella roccia primaria si sia esaurita. (...) 

Dopo questa lunga serie di glaciazioni, se ci sarà ancora, l’essere umano si troverà in una fase in cui tutto ricomincerà dall’inizio. Torneremo a essere nomadi, cacciatori, pescatori e raccoglitori. Non possiamo sapere se il cervello di questi esseri umani avrà subito delle modifiche rispetto a quelli delle epoche storiche precedenti, ma le conoscenze coltivate dalla specie saranno state spazzate via. Se un cellulare o un computer sarà sopravvissuto, sarà comunque qualcosa di incomprensibile. Forse un oggetto caduto da un pianeta sconosciuto dell’universo? Oppure scivolato dalle mani di divinità ignote? Quando scoppierà un tuono, forse sarà di nuovo ricondotto a un dio che viaggia a bordo del suo carro brandendo un martello. Probabilmente non si chiamerà Thor, ma avrà un altro nome. Antichi miti, però, si ricreeranno, non per imitazione, ma come qualcosa di mai esistito prima, dato che non esisteranno ricordi delle epoche passate. Il tempo stesso avrà perso la memoria. Ma quello che dico non è del tutto esatto. Qualcosa resterà dopo la scomparsa della nostra civiltà. Una o più discariche sotterranee.

*** Henning MANKELL, 1948-2015, scrittore svedese, Sabbie mobili. L'arte di sopravvivere, Marsilio, 2015

sabato 26 settembre 2015

#MOSQUITO / Destino, che possiamo fare (Salvatore Natoli)

Il futuro non è una spazio vuoto verso cui ci si muove, ma è un avvenire che matura nel presente, e soprattutto frutto di una combinatoria eterogenea di moti, dall’intrecciarsi aleatorio di volontà tra loro diversamente orientate, ma che danno luogo a una convergenza improbabile, a una curvatura del tempo che ‘a un certo momento’ si fa ‘destino’. Un destino che non è fato ineluttabile e meno che mai provvidenza, disegno di una mente superiore che guida la storia. Al contrario, è il prodotto di una composizione casuale di forze che acquista il peso inequivocabile della necessità. Da questo sorge o probabilmente da questo deriva l’antica convinzione secondo cui ‘la storia trascina gli uomini più di quanto essi la guidino’. Pretendere di governarla è impresa impossibile e come tale presuntuosa. E’ stato dimostrato. E’, invece, possibile muoversi in essa sciogliendone, di volta in volta con oculata prudenza, i nodi e le ambiguità. 

*** Salvatore NATOLI, 1942, filosofo, docente e saggista, Stare al mondo. Escursioni nel tempo presente, Feltrinelli, Milano, 2002.

https://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Natoli


Sempre in Mixtura, altri 2 contributi di Salvatore Natoli qui

venerdì 5 giugno 2015

#TAVOLE #LINK #SOCIETA' / Lessico del futuro (Ilvo Diamanti)


° ° °



... abbiamo "misurato" il sentimento suscitato dalle parole. Il grado di consenso ma anche la loro capacità di evocare il futuro. Ne è emersa una mappa suggestiva. Non del tutto scontata. D'altronde, le parole e il linguaggio definiscono la nostra visione del mondo. Che, oggi, appare particolarmente incerta. Anche se si distende fra due "regioni semantiche" sicuramente chiare. Certamente certe.

In basso, a sinistra, confuse nella delusione, sull'orlo del passato, ci sono le "parole della politica". Sindacati e partiti. Nella zona più depressa. Insieme ai "politici". Lo stesso Matteo Renzi, che l'anno scorso si poneva alla confluenza fra speranza e attese, quest'anno è anch'egli qui. Insieme agli altri leader anche se in posizione migliore. Ma confuso, anch'egli, nella nebbia di una politica incapace di annunciare, o almeno, suggerire il futuro.

All'opposto, in alto a destra, appare un "altro mondo". Racchiude gli obiettivi di valore della società. Premiare il merito. Ridurre le disuguaglianze e la disoccupazione. Curare l'ambiente e le energie rinnovabili. L'abbiamo definito, "la fortezza", perché, oltre a indicare alcune priorità, seleziona i punti fermi della nostra società. Per prima e sopra tutto: la famiglia. Poi, significativamente: Internet. Segno esplicito di quanto la rete sia divenuta "essenziale" nella nostra vita. Famiglia e Internet. Marcano i nostri luoghi di relazione e di comunicazione. Sul piano personale, interpersonale. E globale. Qui e dovunque. Oggi e domani. A presidiare la nostra "fortezza" c'è sempre  -  e ancora  -  Papa Francesco. Come l'anno scorso. L'unica figura davvero "con-divisa". Mentre tutti gli altri personaggi pubblici  -  per primi i "politici"  -  dividono. E allontanano. In mezzo a questi due mondi, troviamo due flussi di parole, che definiscono le "promesse", il primo, e, l'altro, "le tensioni". La "Terra promessa" si spinge verso il futuro e raccoglie riferimenti (perlopiù) attesi. E citati spesso. Perché riflettono segnali di cambiamento  -  effettivi e positivi. La "ripresa". La crescita dei consumi e delle esportazioni. Le "riforme", situate, non a caso, accanto alla "scuola", che tanto dibattito e tante polemiche ha sollevato, negli ultimi mesi. E poi: il "bene comune" e la "qualità della vita". Argomenti che echeggiano spesso nel nostro linguaggio e nei discorsi pubblici. Anche per questo, rientrano nell'ambito delle "promesse". Tanto attese e attese da tanto. Non lontani, si incontrano gli imprenditori. Attori della ripresa. Assai più credibili dei "politici" e della politica". Ma comunque guardati con un certo disincanto. Come la globalizzazione, che sentiamo evocare senza sosta e senza pausa. Anche se non è del tutto chiaro cosa significhi davvero.

Infine, ai confini fra "Terra promessa" e "Terra di mezzo", c'è la Democrazia. Non è una sorpresa, d'altra parte, perché intorno alla democrazia c'è molta discussione. Come sempre. Ma oggi in modo particolare. Per effetto dei mutamenti che attraversano i protagonisti e le istituzioni della democrazia "rappresentativa". I partiti, per primi. E poi l'Unione Europea, l'euro. E lo Stato. Che, non per caso, si collocano proprio in quella che abbiamo definito la "Terra di mezzo", citando Tolkien. Per evocare un luogo di conflitti e di battaglie ricorrenti. All'origine della nostra storia. Di cui sono divenuti "canali" importanti i "social media": Twitter e Facebook. Ma anche i giornali e la Tv. Infine, proiettati verso la Terra Promessa, vi sono, il Presidente della Repubblica e la domanda di "Uomo Forte". Non per caso. Sottolineano anch'essi le tensioni della nostra democrazia rappresentativa. Alla ricerca di autorità, governo, riconoscimento. Consenso. (...)

*** Ilvo DIAMANTI, sociologo e sondaggista, saggista, Lessico del futuro, 'la Repubblica', 4 luglio 015

LINK, articolo integrale qui

Sempre in questo blog, di Ilvo Diamanti 1 altro contributo qui


domenica 10 maggio 2015

#VIDEO #SOCIETA' / Verso il futuro con l'auto (Luca De Meo)



Luca DE MEO, 1967, top manager
Verso il futuro con auto, TedxMilano, luglio 2013
video, 17min35

Luca De Meo è oggi membro del board di direzione di Audi per le vendite e il marketing globali. E' stato per anni in Fiat Goup come responsabile del brand Lancia e Ceo di Fiat Automobili. 
Una panoramica veloce sulla storia dell'auto e alcuni spunti sul futuro prossimo del prodotto, che sarà sempre più connesso con il 'sistema esterno'. Esistono ormai tecnologie già pronte per l'immissione sul mercato: sensori, algoritmi intelligenti, strumenti telematici.
Un intervento pacato, chiaro, interessante. (mf)

venerdì 1 maggio 2015

#TAVOLE #LINK / Il futuro della nutrizione


(da 'la Repubblica', 30 aprile 2015)

da Maurizio RICCI, Il banchetto che non c'è. Ecco cosa serve al banchetto globale, 'la Repubblica', 30 aprile 2015.
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LINK, articolo integrale, qui

domenica 12 aprile 2015

#VIGNETTE / Biani, Ellekappa, Makkox, Magnasciutti, Altan


Mauro BIANI
La tortura non esiste, 'manifesto', 8 aprile 2015

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Mauro BIANI
Eccidio al tribunale di Milano, 'manifesto', 10 aprile 2015

° ° °


Mauro BIANI
La ragione, 'manifesto', 9 aprile 2015

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ELLEKAPPA
Reato di tortura, 'la Repubblica', 8 aprile 2015

° ° °


MAKKOX
Tortura, 'Internazionale', 10 aprile 2015

° ° °


Fabio MAGNASCIUTTI
Domani, blog 'fabiomagnasciutti', 7 aprile 2015

° ° °


Fabio MAGNASCIUTTI
Futuro, blog 'fabiomagnasciutti', 7 aprile 2015

° ° °


ALTAN
Paura, 'L'Espresso', 10 aprile 2015

giovedì 19 febbraio 2015

#FAVOLE & RACCONTI / La bambina del futuro

In una strada molto affollata un distinto signore è intento a fare un prelievo al bancomat.
All’improvviso sbuca da dietro le spalle un rapinatore. Che gli rifila una coltellata ai fianchi e gli sottrae i soldi appena ritirati.
In un attimo il rapinatore è scomparso.

L'uomo è caduto a terra. Perde sangue. Invoca aiuto.

venerdì 6 febbraio 2015

#VIGNETTE / Altan, Ebert, Fricca, Staino, Biani


ALTAN
Mi fidavo, 'la Repubblica', 12dic14

° ° °

EBERT
Expo, 'Il Fatto Quotidiano', 21dic14

° ° °


Filippo FRICCA
Miscredente, blog 'rododentro', 15mag14

° ° °


Sergio STAINO
Domande, 'la Repubblica', 4apr14

° ° °


Mauro BIANI
Futuro, 'il manifesto', 7ott14

giovedì 5 febbraio 2015

#VIDEO #SOCIETÀ / Giovani e futuro


Umberto GALIMBERTI, 1942, filosofo, psicoanalista, saggista
Diego FUSARO, 1983, filosofo, saggista
Giovani e Futuro, 12 settembre 2014
video, 15min22

Una breve ma significativa conversazione a due sul tema dei giovani, la società in cui viviamo e il futuro.
Sia Galimberti che Fusaro sono voci dissonanti e critiche rispetto ai valori dominanti.
Molto interessanti le considerazioni, convergenti, sulla figura di 'maestro', oggi praticamente assente. (mf)

«Dal futuro come promessa siamo al futuro come minaccia. Invece il futuro va preso: non va aspettato.  (...)
Una citazione di Charles Bukowsky. "Il capitalismo ha soppresso il comunismo. Bene. Adesso il capitalismo divora se stesso. Ma noi non ce ne accorgiamo". (...)
Il denaro è diventato l'unico generatore simbolico di tutti i valori. (...) 
Non ci sono più maestri, ci sono solo professori. I maestri danno forma, i professori danno contenuti. (Umberto Galimberti, dal video)

«Il futuro è nostro se sapremo appropriarcene, agendo con l'ottimismo della volontà. Siamo ad un'epoca di eterno presente. Oggi i giovani sono costretti a vivere in una dimensione di assenza totale di futuro. (...)
Mai nella storia si era creato un conflitto così insanabile tra giovani e vecchi come oggi. (...)
I veri maestri sono quelli che ti danno un modus di pensare, la capacità di ragionare criticamente sulle cose. » (Diego Fusaro, dal video)

martedì 13 gennaio 2015

#VIDEO #SOCIETA' / La malattia del futuro


Enrico FINZI, sociologo, saggista, scrittore, presidente di Astraricerche
La malattia del futuro, intervista di Enrico Cisnetto, nov14,
'Roma InConTra-Ara Pacis'
video, 2min09


Dice Enrico Finzi che, anche dalle sue ricerche, emerge che la maggioranza degli italiani denuncia un 'sentiment' negativo. Secondo i dati da lui rilevati, il 74% per l'esattezza.
Afferma: «Abbiamo una malattia: quella del futuro. Dopo la speranza Renzi, il clima è tornato molto cupo.»

Da quando queste affermazioni sono state rese (novembre 2014), sono trascorsi due mesi. 
Mi pare che la situazione non sia cambiata. 
La malattia permane. Se mai, si sta aggravando.(mf)