sabato 26 dicembre 2015
#CIT / Immaginazione (Albert Einstein)
Albert EINSTEIN, 1879-1955
fisico e filosofo tedesco naturalizzato svizzero e statunitense
premio Nobel per la fisica nel 1921
citato da Azar Nafisi, scrittrice iraniana,
Per favore non rinunciate al diritto di immaginare, 'Sette', 18 settembre 2015.
In Mixtura altri 5 contributi di Albert Einstein qui
#SGUARDI POIETICI / Sei significativi panorami (Wallace Stevens)
I razionalisti, che portano cappelli a cilindro,
pensano in stanze quadrate,
guardando il pavimento,
guardando il soffitto.
Si interessano soltanto di triangoli rettangoli.
Se provassero con romboidi,
linee ondulate, ellissi
- come per esempio l’ellisse della mezzaluna -
i razionalisti porterebbero sombreri.
pensano in stanze quadrate,
guardando il pavimento,
guardando il soffitto.
Si interessano soltanto di triangoli rettangoli.
Se provassero con romboidi,
linee ondulate, ellissi
- come per esempio l’ellisse della mezzaluna -
i razionalisti porterebbero sombreri.
*** Wallace STEVENS, 1879-1955, poeta statunitense, Sei significativi panorami, citato da Warren Bennis, Come si diventa leader, 1989, Sperling & Kupfer, Milano, 1990.
#MOSQUITO / Storie, ci insegnano (Massimo Gramellini)
Perché ci piacciono tanto le storie? Perché rivelano in controluce il segreto dell’esistenza. All’inizio di una storia il protagonista non sa chi è davvero. Custodisce il suo sogno, ma lo rinnega o addirittura non lo conosce. Tocca al narratore sostituirsi alle leggi dell’universo, o se preferite a Dio, e sottoporre l’eroe a una serie di prove che gli consentiranno di rivelarsi agli altri e a se stesso. Se da quando nasci a quando muori nella tua vita non è cambiato tutto o almeno qualcosa, significa che la vita non ti è servita a niente.
Da ragazzo mi regalarono una maglietta con una frase scritta sopra, attribuita a un personaggio mitico, Re Artù, e rivolta ai cavalieri della Tavola Rotonda: «Siamo stati costretti ad andare in giro per il mondo in cerca di avventure perché non eravamo più capaci di viverle nei nostri cuori». Fu una folgorazione. Dunque le avventure che il mondo celebrava come eroiche non erano che una versione ridotta dell’avventura vera: quella che ognuno può compiere dentro di sé.
La nostra società non sa più concepire grandi avventure. Si trascina lungo un presente asfittico e avvelenato dalla paura di perdere quello che ha, compreso quello di cui forse potrebbe fare a meno. Glorifica le emozioni più basse, al punto che una parola meravigliosa come «distacco» ha assunto un significato negativo. E disprezza i sentimenti.
Le emozioni sono violente e brevi, colpiscono e svaniscono. I sentimenti invece sono lenti e profondi, a volte noiosi. Ma parlano il linguaggio universale del cuore, che non si esprime attraverso le parole e i ragionamenti, ma con i simboli. È il linguaggio della musica, dei miti, delle favole. E comunica col muscolo rattrappito della nostra intuizione che Jung chiamava «la voce degli dei».
La voce ci sussurra ininterrottamente le cose giuste da fare. Ci dice quando una persona o una scelta sono adatte a noi e quando non lo sono. Ci ricorda che la vita ha un senso, sempre, anche quando quel senso non ci piace.
*** Massimo GRAMELLINI, giornalista e scrittore, Fai bei sogni, Longanesi, 2012
In Mixtura altri 10 contributi di Massimo Gramellini qui
#SENZA_TAGLI / Indugiare, un piacere (Umberto Eco)
Quando una ventina di anni fa avevo tenuto le mie Norton Lectures alla Harvard University, avevo ricordato che otto anni prima di me avrebbe dovuto tenerle Calvino, che però era scomparso senza poter scrivere la sesta lezione (i suoi testi sono poi stati pubblicati come “Lezioni americane”). Come omaggio a Calvino avevo preso le mosse dalla lezione in cui elogiava la rapidità, ricordando tuttavia che la sua apologia della rapidità non pretendeva negare i piaceri dell’indugio. Perciò al piacere dell’indugio avevo dedicato una delle mie conferenze.
L’indugio non piaceva a quel Monsieur Humblot il quale, respingendo per l’editore Ollendorf il manoscritto della “Recherche” di Proust, aveva scritto: «Sarò forse duro di comprendonio, ma non riesco proprio a capacitarmi del fatto che un signore possa impiegare trenta pagine per descrivere come si giri e rigiri nel letto prima di prendere sonno». Negare i piaceri dell’indugio ci impedirebbe dunque di leggere Proust. Ma, a parte Proust, ricordavo un caso tipico di indugio ne “I promessi sposi”.
Don Abbondio torna a casa recitando il suo breviario, e vede qualcosa che non avrebbe per niente desiderato vedere, e cioè due bravi che lo attendono. Un altro autore vorrebbe soddisfare subito la nostra impazienza di lettori e ci direbbe subito che cosa accade. Invece Manzoni a quel punto impiega alcune pagine a spiegarci chi erano a quel tempo i bravi - e, quando ce lo ha detto, indugia ancora, insieme a don Abbondio che si gira il dito nel colletto per guardarsi indietro, se mai qualcuno potesse venire in suo aiuto. E alla fine don Abbondio si chiede “che fare?” (in anticipo su Lenin).
Era necessario che Manzoni inserisse quelle informazioni storiche? Sapeva benissimo che il lettore sarebbe stato tentato di saltarle, e ciascun lettore de “I promessi sposi” ha fatto così, almeno la prima volta. Ebbene, anche il tempo che occorre per sfogliare delle pagine che non si leggono fa parte di una strategia narrativa. L’indugio accresce lo spasimo non solo di don Abbondio ma anche di noi lettori, e rende il suo dramma più memorabile. E ditemi se non è una storia di indugi la Divina Commedia, dove il viaggio di Dante potrebbe svolgersi oniricamente anche in una sola notte, ma per arrivare all’apoteosi finale dobbiamo impegnarci su cento canti.
La tecnica dell’indugio presume una lettura non affrettata ma lenta. Woody Allen, parlando delle tecniche di “quick reading”, per cui si scorre diagonalmente un testo in fretta, aveva concluso a un dipresso: «Ho letto così “Guerra e Pace”. Parlava della Russia».
Alla lettura lenta dedica il suo libro “Lettura lenta nel tempo della fretta” (Scripta Edizioni) Anna Lisa Buzzola, ma non si limita ad auspicare il ritorno a un passo rilassato di lettura. Lega il problema alla tematica della velocità nel nostro tempo, e alle analisi antropologiche che ne sono state fatte, ponendo il suo tema al centro di una serie di pratiche salvifiche in cui rientra persino lo “slow food”.
Per quanto riguarda la letteratura, Buzzola (come mi spiace che per una malintesa correttezza politica si eviti ormai di dire “la Buzzola” come si diceva, anche all’estero, “La Callas”) esamina le teorie di Genette, Sklovskij e altri, e analizza compiutamente le opere di Javier Marías, Ian McEwan, Bufalino, De Luca, Saramago, Kundera, Delerm, Rumiz, Baricco - e onestà di recensore mi obbliga a dire che si occupa gentilmente anche di me e dell’indugiare godendo della vertigine della lista.
Ne nasce una fenomenologia delle tecniche dell’indugio alla fine della quale nasce nel lettore il desiderio di imparare a leggere più lentamente - anche se deve indugiare su trenta pagine per capire come qualcuno si giri e rigiri nel letto prima di prendere sonno. Escludendo noterelle e bibliografia il libro conta solo centotrenta pagine, e si può leggere con la dovuta lentezza.
*** Umberto ECO, 1932, semiologo, saggista, scrittore, Il piacere dell'indugio, rubrica 'La bustina di minerva', 'L'Espresso', 14 novembre 2014, qui
In Mixtura altri 5 contributi di Umberto Eco qui
#RITAGLI / Atei, i 10 comandamenti (linkiesta)
Si tratta di un progetto in crowdsourcing, il Re-think prize: chi voleva riscrivere i comandamenti doveva inviare la sua versione al sito Atheist Mind Humanist Heart (AMHH), dove una giuria di 13 persone (come Gesù + apostoli, per restare in tema), avrebbe scelto i migliori con criteri insindacabili (tra i giudici, come si segnala qui, c’è anche Adam Savage che, per chi non lo sapesse, è un conduttore televisivo americano piuttosto celebre).
(...) ecco i nuovi dieci comandamenti, decisi tra 2.800 proposte, da un’umanità che ha scelto di restare senza Dio:
(1) - Sii di mente aperta, e disposto a cambiare le tue convinzioni di fronte a prove nuove.
(2) - Cerca di capire cosa è, nei limiti della probabilità, la verità, e non di credere a ciò che vorresti che fosse la verità.
(3) - Il metodo scientifico è il mezzo più affidabile per comprendere il mondo della natura.
(4) - Ogni persona ha il diritto di decidere sul proprio corpo.
(5) - Non è necessario che ci sia Dio per essere una buona persona o per vivere una vita piena di significato.
(6) - Pensa sempre alle conseguenze delle tue azioni e riconosci che devi assumerti le responsabilità per ognuna di esse.
(7) - Tratta gli altri come vorresti che gli altri trattassero te, e come vorrebbero essere trattate. Pensa sempre al loro punto di vista.
(8) - Abbiamo la responsabilità di considerare gli altri, anche le future generazioni.
(9) - Non esiste un modo giusto di vivere.
(10) - Lascia il mondo migliore di come lo hai trovato.
*** (non firmato), Basta con la Bibbia: ecco i 10 comandamenti per atei, 'linkiesta', 2 gennaio 2015
LINK articolo integrale qui
venerdì 25 dicembre 2015
#VIDEO #CARTONI / Santa Claus Is Coming to Town (Haven Gillespie, J. Fred Coots)
Santa Claus is coming to Town
Haven Gillespie e J. Fred Coots, 1932
video 2min27
https://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Claus_Is_Coming_to_Town
Haven Gillespie e J. Fred Coots, 1932
video 2min27
https://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Claus_Is_Coming_to_Town
You better watch out
You better not cry
You better not pout
I'm telling you why
Santa Claus is coming to town
Santa Claus is coming to town
Santa Claus is coming to town
He's making a list,
Checking it twice;
Gonna find out who's naughty or nice.
Santa Claus is coming to town
Santa Claus is coming to town
Santa Claus is coming to town
He sees you when you're sleeping
He knows when you're awake
He knows if you've been bad or good
So be good for goodness sake
E' meglio che stai attento
E' meglio che non piangi
E' meglio che non fai il broncio
Ti dico perché
Babbo Natale sta arrivando in città
Babbo Natale sta arrivando in città
Babbo Natale sta arrivando in città
Sta facendo un lista
La controlla due volte
Arriverà a scoprire chi è buono o cattivo
Babbo Natale sta arrivando in città
Babbo Natale sta arrivando in città
Babbo Natale sta arrivando in città
Lui vede quando dormi
Lui sa quando quando sei sveglio
Lui sa se sei stato cattivo o buono
Quindi stai buono pr carità
#LINK, 2 video di Babbo Natale di Walt Disney (1932-1933)
Ripropongo, per grandi e piccoli, due video diffusi un anno fa in Mixtura: si tratta di due 'preziosità' di Walt Disney su La notte prima di Babbo Natale (1932) e L'Arrivo di Babbo Natale (1933) (mf)
#VIDEO / Stanlio e Ollio (Laurel and Hardy)
Laurel and Hardy !
لوريل و هاردي .. الايام الجميلة :) Laurel and Hardy
Posted by Radio Gaza FM 100.9 on Domenica 18 ottobre 2015
Imperdibile... !!! (mf)
#VIDEO / Stille Nacht
24 dicembre 1818: viene eseguita per la prima volta in Austria la canzone "Stille Nacht" (in italiano "Astro del Ciel"). Diventerà uno dei motivi natalizi più famosi di sempre #AccaddeOggiPosted by la Repubblica on Giovedì 24 dicembre 2015
giovedì 24 dicembre 2015
#SPOT / Buon Natale, agli amori sfigati (Chiara Rapaccini)
Chiara RAPACCINI
blogautore.espresso.repubblica, 22 dicembre 2015
In Mixtura 1 altro contributo di Chiara Rapaccini qui
#VIGNETTE / Mauro Biani
Mauro BIANI
Tutto a Cantone, 'il manifesto', 19 dicembre 2015
° ° °
Mauro BIANI
Danimarca e migranti, 'maurobiani.it', 23 dicembre 2015
° ° °
Mauro BIANI
Nuovo naufragio nel Mar Egeo: morti 18 migranti, 10 erano bambini,
'maurobiani.it', 19 dicembre 2015
° ° °

Mauro BIANI
Addobbi, 'il manifesto', 23 dicembre 2015
#LINK / Filastrocca di Natale, proviamoci (M. Ferrario)
I miei auguri a tutti con il link della mia filastrocca di Natale pubblicata l'anno scorso.
Troverete alcune mie considerazioni sulla tradizione delle feste e un video con una graziosa (zuccherosa...) canzoncina sui papà. (mf)
*** LINK, M. Ferrario, Filastrocca di Natale, proviamoci, 'Mixtura', 13 dicembre 2014, qui
Tricia Reilly-Matthews
#SPOT / Babbi Natale Vintage
Babbo Natale 1906
° ° °
Babbo Natale 1908
Babbo Natale 1925
° ° °
Babbo Natale 1923 - Pubblicità White Rock
° ° °
Babbo Natale 1923 - Pubblicità White Rock
° ° °
Babbo Natale 1931 - Pubblicità Coca Cola
di Haddon Sundblum
*** da I colori di Babbo Natale non li ha decisi la Coca Cola, 'linkiesta', qui
#FUMETTI / Natale (Charles Schulz)
#SGUARDI POIETICI / Versi di Natale (Giovanni Raboni)
Il mattino del mondo è nella notte
che lo precede, nello zampettìo
dei messaggeri di frodo sulla neve.
Niente, si sa, succede quando deve,
ogni cosa s’adempie in un momento
che non è il suo. Dentro la carovana
che s’avvicina immobile alla grotta
vi riconosco uno per uno, spiriti
benedicenti, mia carne, mie ossa: e
imploro di restarvi prigioniero
nell’amen che separa il ventiquattro
dicembre dal venticinque dicembre.
che lo precede, nello zampettìo
dei messaggeri di frodo sulla neve.
Niente, si sa, succede quando deve,
ogni cosa s’adempie in un momento
che non è il suo. Dentro la carovana
che s’avvicina immobile alla grotta
vi riconosco uno per uno, spiriti
benedicenti, mia carne, mie ossa: e
imploro di restarvi prigioniero
nell’amen che separa il ventiquattro
dicembre dal venticinque dicembre.
*** Giovanni RABONI, 1932-2004, poeta, scrittore, giornalista, Versi di Natale, da ‘Corriere della Sera’, 24 dicembre 1997.
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