martedì 12 gennaio 2021

#SPILLI / Fatti & Opinioni (Massimo Ferrario)

La realtà è dura: se non ha sempre ragione, ha sempre le sue ragioni. 

E tentare di separare i fatti dalle opinioni può significare invalidare le opinioni. 
Cosa terribile quando le opinioni sono nostre.
Meglio allora far diventare i fatti opinioni. 

E' negazionismo. 

E ci vuole il coraggio dell'ignoranza, l'inconsapevolezza dell'imbecillità e la sfacciataggine della tracotanza.
Oppure, più semplicemente, basta la malafede. 
Oggi prodotta e distribuita in quantità industriali in ogni parte del mondo. 
Da masse di politicanti, intellettualoidi, utili idioti: che si dichiarano alleati del popolo mentre sono furbescamente complici di una plebe scientificamente manipolata e inconsciamente asservita a poteri sempre più elitari.

Già. O ignoranza, o imbecillità, o tracotanza. 
O disonestà intellettuale.
Sono gli unici modi per non farsi toccare dai fatti e spacciare come Verità le opinioni. 
Nostre, ovviamente. 

Perché le altre sono accusate d'essere per definizione false
Anche (e soprattutto) quando non fanno che ribadire e riflettere la realtà. 
Quella compatta come il cemento armato. 
Che non si può piegare. Che non è opinabile.

O, almeno, che non era opinabile. 
Perché poi, con un atto di truffaldaggine conclamata solo per chi ha occhi e vuole vedere, c'è chi ha inventato i fatti alternativi. Ai quali il complottismo allucinatorio ormai dilagante giura di poter attribuire più realtà della realtà. 

E oggi siamo a questo punto.

Nessuno chiama l'ambulanza. Perché è impossibile mettere la camicia di forza ad una folla. 
Meglio non contrastarla, la folla. Anzi, quando non la si incita, si può sempre cederle il passo. Come per il recente assalto a Capitol Hill: nella capitale Usa di quella democrazia, mai come stavolta bestemmiata in diretta tv, che ogni tanto, anche chi non vuole fare grande l'America, vuole esportare nel mondo con la forza delle armi e i morti conseguenti.

Sarebbe semplice trovare il vaccino sociale
Basterebbe recuperare e distribuire informazione, consapevolezza, logica, analisi di realtà, intelligenza, pensiero critico. 
Basterebbe scegliere con accortezza gli alleati e individuare i veri avversari: contro cui scontrarsi anche duramente, ma in uno spirito democratico, per ottenere quelle uguaglianze che tutti hanno in bocca come promessa, ma che nessun potere veramente vuole neppure in parte realizzare. 
Basterebbe lasciare istrioni, cialtroni e malati psichiatrici che si credono grandi leader e statisti al loro destino di ominicchi: si sgonfierebbero subito come dei palloni bucati. 

Ma è troppa fatica.
Meglio cullarsi nei sogni e farsi prendere per i fondelli da chi ti vende per realtà i suoi fatti alternativi.

E non illudiamoci che Trump, il trumpismo e i tanti/troppi trumpini del mondo scompaiono in un baleno solo per l'ignominia di una presidenza Usa e il finale inverecondo di Capitol Hill. 
Intanto perché almeno 74 milioni di elettori americani continuano ad avere introiettato un ben diverso concetto di ignominia. 
E poi perché è il nocciolo di trumpismo/fascismo che alberga dentro tanti/troppi di noi, negli Usa come in Italia come altrove, su cui dobbiamo costantemente vigilare. E i fatti (quelli veri e non alternativi) dicono che non lo facciamo abbastanza.

*** Massimo Ferrario, Fatti & Opinioni, per Mixtura


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#FUMETTI / Certi filosofi (Charles M. Schulz)

Charles M. SCHULZ, 1920-2000
facebook, 11 gennaio 2021, qui

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#VIGNETTE / L'indice IV (Stefano Rolli)

Stefano ROLLI
'Il Secolo XIX', 10 gennaio 2021, via facebook, qui

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lunedì 11 gennaio 2021

#SGUARDI POIETICI / Se ti dicono di accontentarti (Gio Evan)

Se ti dicono di accontentarti
allora vuol dire
che non è il posto
a cui ambivi,
che il tramonto, visto da qui
non getta i colori che fanno per te
e le strade che incroci
rigirano sempre
su se stesse
senza via d'uscita
senza via di riuscita

se ti dicono di accontentarti
è perché loro
si sono accontentati
e hanno visto che si può sopravvivere
anche senza sogni di alfabeti maiuscoli,
con i salti normali al posto dei mortali
che tanto le capriole
non portano mai da nessuna parte

si vive anche senza brividi sulla schiena,
le pelli d'oca 
sono tessuti che non si trovano più in città,
e non si può avere tutto
in una vita
in cui non ci si capisce più niente

accontentare viene dal latino
contenere
significa assegnare un limite
alla felicità, alle gioie proprie,
battezzarle ad una misura,
ma le felicità pregiate non sono misurabili
non hanno bordi
e nascono già fuori le righe

e io li ho visti quelli che si accontentano
e non è vero che poi sono contenti
mentre tu invece sei fatta per esserlo,
sei fatta per per ridere sano
e vivere a squarciagola.

*** Gio EVAN (Giovanni Giancaspro), 1988, scrittore e poeta, umorista, performer, cantautore, artista di strada,  facebook, 13 dicembre 2020, qui
http://www.gioevan.it/biografia/



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#PIN / Miser'uomo (MasFerrario)

twitter, 5 aprile 2013

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#EX_LIBRIS / L'apprezzamento per i criminali (Scott Turow)

Benché in genere eviti di confessarlo, in privato Stern ha da tempo accettato che, sotto molti aspetti, gli è piaciuto trascorrere la vita adulta in mezzo ai criminali. E ha sviluppato un apprezzamento estetico per la disonestà, la scaltrezza e l’intelligenza egoistica di tanti suoi clienti e una sorta di stima per la meschina creatività della scorrettezza umana. In quasi tutti i casi penali c’è un momento in cui un’immaginazione ispirata si combina alla semplice audacia in maniere tali da lasciare Stern a bocca aperta e pieno di una perversa ammirazione per una condotta che, lo sa, lui non avrebbe mai il coraggio di azzardare.

*** Scott TUROW, 1949, scrittore, avvocato, accademico statunitense, L'ultimo processo, Mondadori, 2020


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#VIGNETTE / La corda di Renzi (LP)

LP (Paolo Lombardi)
facebook, 10 gennaio 2021, qui

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domenica 10 gennaio 2021

#SGUARDI POIETICI / Apro il rubinetto (Massimo Salvadori)

Apro il rubinetto
l'acqua scende
calda, fredda
a volte intermittente.
L'idraulica è sapiente
io lo sono meno
mi aspetto il tuo ritorno
quando dalla finestra guardo fuori
quando sono in strada
tra tutta questa gente.

*** Massimo SALVADORI, insegnante e poeta, facebook, 6 gennaio 2021, qui


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#SENZA_TAGLI / Il privilegio bianco (Roberto Saviano)

Quando qualcuno vi chiederà cos’è il privilegio bianco, avrete modo di spiegare facilmente in cosa consiste mostrando queste foto. 

Trump chiamava “delinquenti” immigrati inermi, mentre i delinquenti che hanno assaltato il Campidoglio, su sua istigazione, li chiama “patrioti”.

Se attivisti afroamericani del #BLM organizzano una manifestazione pacifica sono “sovversivi”, se i miliziani assaltato il Congresso a Washington sono “patrioti”.

Il privilegio bianco è tutto nel confine che separa i “patrioti” dai “delinquenti”.

Il privilegio bianco è esattamente questo: ricevere attestazioni di affetto e stima... porte aperte e possibilità di spiegare i propri atti. Ieri Trump ha diffuso un video in cui diceva loro: “vi amo, siete speciali”.

Ad altri, invece, prima ancora di agire, prima ancora di capire cosa sta accadendo, verrebbero piazzate palle di piombo in testa.

*** Roberto SAVIANO, scrittore, facebook, 7 gennaio 2020, qui


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#BREVITER / Coazione a ripetere

dalla rete

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#VIGNETTE / Arrestato lo sciamano di Trump (Stefano Rolli)

Stefano ROLLI
facebook, 9 gennaio 2021, qui

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sabato 9 gennaio 2021

#SGUARDI POIETICI / Vecchia sotto il temporale (Karmelo C. Iribarren)

Aveva più o meno
ottant’anni,
era bloccata a un semaforo
come una piccola barca a vela
sotto il temporale,
incapace di dominare
l’ombrello.
                  Finalmente,
barcollando,
non si sa come,
alla disperata,
è arrivata dall’altro lato della strada.

La guerra l’aveva persa
- come tutti –,
ma aveva vinto la battaglia.

*** Karmelo C. IRIBARREN, 1959, poeta portoghese, Vecchia sotto il temporale, da Certo che questa storia ti suona. Antologia 1985-2005, 2012, in 'il canto delle sirene', 9 gennaio 2021, qui


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#IMMAGINId'IMPATTO / Meditazione a tavola

facebook, 4 gennaio 2021, qui

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#HUMOR / Tatuaggi

facebook, 9 dicembre 2020, qui

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#VIGNETTE / Nuovo Mondo (Mauro Biani)

Mauro BIANI
'la Repubblica', 8 gennaio 2021, via facebook, qui

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venerdì 8 gennaio 2021

#SGUARDI POIETICI / Giardino d'inverno (Erich Fried)

La tua busta da lettera
con i due francobolli rossi e gialli
l’ho piantata
nel vaso dei fiori

La voglio annaffiare
tutti i giorni
perché crescano
le tue lettere

Belle
e tristi lettere
e lettere
che sanno di te

Ma avrei dovuto
farlo prima
e non così tardi
nell’anno

*** Erich FRIED, 1921-1988, poeta austriaco, Giardino d'inverno, da Liebesgedichte (Poesie d'amore), cura e traduzione di Davide Racca, in 'carteggiletterari.it', 31 agosto 2017, qui, già in 'Smerilliana', n. 18, ottobre 2015

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Testo originale (Wintergarten)

Deinen Briefumschlag
mit den zwei gelben und roten Marken
habe ich eingepflanzt
in den Blumentopf

Ich will ihn
täglich begießen
dann wachsen mir
deine Briefe

Schӧne
und traurige Briefe
und Briefe
die nach dir riechen

Ich hätte das
früher tun sollen
nicht erst
so spät im Jahr

#QUADRI / Luci al mattino (Greg Rutkowski)

Greg RUTKOWSKI
illustratore, artista polacco
facebook, 7 gennaio 2021, qui

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#SCRITTE / Chissà perché

facebook, 6 gennaio 2021, qui

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#VIGNETTE / E altri 14 giorni (Mauro Biani)

Mauro BIANI, 1967
'Atlantide', La7, 7 gennaio 2021, qui


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giovedì 7 gennaio 2021

#SPILLI / Trump e la destra italiana (Massimo Ferrario)


(twitter, 6 gennaio 2021). 

Giorgia Meloni. Spudorata e intellettualmente disonesta. 

Chi ha aizzato alla rivolta è il suo camerata patriota statunitense in vena di golpismo: che continua a farneticare di vittoria rubata e presidente eletto illegittimo. 

Neppure ora, peraltro, dopo l'assalto al Congresso e 4 morti frutto diretto e inoppugnabile della violenza verbale di uno psicopatico che ha spaccato in due l'America, è capace di prendere le distanze. 

In perfetta compagnia del suo camerata italiano: Matteo Salvini.
Che, durante la scorsa ondata epidemica, le rare volte in cui aveva la mascherina, esibiva e promuoveva il nome di chi era disposto a tutto pur di vincere le elezioni cianciando di brogli prima ancora che si fossero aperte le urne.

Questa, oggi, è la destra italiana. Rappresentata da questi personaggi.

*** Massimo Ferrario, Trump e la destra italiana, per Mixtura

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#SGUARDI POIETICI / Quando mi chiami (Shin Seok-Jeong)

Quando mi chiami
io verrò da te
come le foglie ingiallite del ginkgo
fluttuano nel vento d’autunno.

Quando mi chiami
verrò da te
come la luna nuova cala di notte in silenzio,
quando scende la foschia sopra il lago.

Quando mi chiami
verrò da te
come il sole di una primavera in anticipo penetra l’erba
quando aironi bianchi cantano nel cielo azzurro.

*** Shin SEOK-JEONG, 1907-1947, poeta sudcoreano, Quando mi chiami, Traduzione di Laura Garavaglia, in 'ilcantodellesirene', 7 gennaio 2020, qui


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#HUMOR / Quelli che il vaccino

facebook, 6 gennaio 2021, qui

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#QUADRI / Cottages in Winter (Tavík František Šimon)

Tavík František Šimon, 1877-1942
artista ceco
facebook, 6 gennaio 2020, qui

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#VIGNETTE / La variante americana (Stefano Rolli)

Stefano ROLLI
facebook, 6 gennaio 2020, qui

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mercoledì 6 gennaio 2021

#SGUARDI POIETICI / Esistono parole che costeggiano (Valerio Magrelli)

Esistono parole che costeggiano
il pensiero o lo attraversano
dolcemente oblique come lacrime.
Come ospiti dimenticati si aggirano
segrete per le stanze,
ogni cosa toccando.
Il loro andare sembra l’offerta lenta
di un frutto della terra.

*** Valerio MAGRELLI, 1957, poeta, traduttore, critico letterario, docente di letteratura francese, da Ora serrata lentis, in Aequator lentis, Feltrinelli, 1980. 
Segnalato in 'poesiainrete', 5 gennaio 2021, qui


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#HUMOR / I nuovi Re Magi

via whatsapp

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#BREVITER / Vedo gente che (Fabio Canazza)

facebook, 5 gennaio 2021, qui

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#VIGNETTE / Prigionieri (Marco De Angelis)

Marco DE ANGELIS, 1955
vignettista, illustratore, giornalista 
facebook, 4 gennaio 2021, qui

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martedì 5 gennaio 2021

#SGUARDI POIETICI / Che quest'anno (Maria Balossi)

Che quest'anno 
sia per tutti 
una carezza.
Una tazza fumante 
di porcellana.
Un cuscino di piume.
Pelle d'oca.
Farina tra le dita. 
Un sorriso rotondo.
Un camino. 
Un cammino. 
Delicato.

*** Maria BALOSSI (sogni sospesi), Che quest'anno, facebook, 3 gennaio 2021, qui

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#EX_LIBRIS / In democrazia, gli schiavi e le donne (Alessandro Barbero)

L’oratore seguente cominciò a prendersela con gli schiavi. In democrazia, è chiaro, sono soprattutto loro ad approfittarsene: e non bisogna farla finita? 

«Ancora un po’ e in questa città saranno gli schiavi a comandare! Oggi se per la strada molli un ceffone a uno schiavo, subito senti borbottare: nemico del popolo! Ma che differenza c’è fra uno schiavo e un disgraziato che ha venduto i figli, e che venderebbe la città per una dracma? Li incontri per strada e non li distingui!» 

Un altro intervenne senza aspettare che la coppa finisse di fare il giro e gli venisse data la parola. «E ci fosse uno che per la strada cede il passo a chi è migliore di lui. Macché, tirano dritto! Se continua la democrazia, finirà che neanche un asino ti lascia il passo!» 

Un altro non volle essere da meno. 

«E le donne? Vanno per la strada col velo, mogli di pezzenti che non sanno cosa mangeranno la sera, ma ti guardano male: sono cittadine, loro!»

*** Alessandro BARBERO, 1959, storico, accademico, scrittore e saggista, Le ateniesi, Mondadori, 2015

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#CIT / I mostri esistono (Primo Levi)

I mostri esistono, 
ma sono troppo pochi per essere veramente pericolosi; 
sono più pericolosi gli uomini comuni, 
i funzionari pronti a credere e ad obbedire senza discutere. 

*** Primo LEVI, 1919-1987, scrittore, poeta, testimone dei lager 
Se questo è un uomo, 1947, Einaudi, 2015
facebook, 3 gennaio 2021, qui

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#HUMOR / E' stato un attimo

facebook, 3 gennaio 2021, qui

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#VIGNETTE / Epifania 2021 (JK)

JK (John Kilburn)
illustratore statunitense
dalla rete

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lunedì 4 gennaio 2021

#SGUARDI POIETICI / L'acqua, la insegna la sete (Emily Dickinson)

L’acqua, la insegna la sete.
La terra – gli oceani trascorsi.
Lo slancio – l’angoscia –
La pace – la raccontano le battaglie –
L’amore, i tumuli della memoria –
Gli uccelli, la neve.

*** Emily DICKINSON, 1830-1886, poetessa statunitense, L'acqua, la insegna la sete (opera postuma)Feltrinelli, 2014 (ein 'poetz.it', 7 dicembre 2017, qui


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#SENZA_TAGLI / Il sole è nuovo ogni giorno (Stefano Greco)

Il sole è nuovo ogni giorno.
È una citazione del filosofo Eraclito di Efeso. 

Mi è sempre piaciuta perché mi ricorda il fatto che per il sole, come per l'universo, il tempo, per come siamo abituati a pensarlo noi umani, non esiste. La scansione passato, presente e futuro, con il conseguente calendario, sono nostre invenzioni. La nostra struttura mentale (almeno per noi occidentali, dopo la fine della antica cultura greca) è organizzata intorno a questa idea di tempo che, per alcuni aspetti, ci è tornata utile. Soprattutto per i riti e le simbologie che da sempre accompagnano le culture umane nei momenti di "passaggio del tempo". Ciclico (Le stagioni, la vita e la morte, il giorno e la notte) oppure cronologico (ieri, oggi e domani), il tempo rispecchia bene il mistero di tutto quello che ci circonda. Forse coincide esso stesso con questo mistero che genera stupore ogni volta che lo si osserva o lo si pensa. Ecco perché il sole è nuovo ogni giorno. È nuovo perché è sempre lo stesso. Tutto cambia eccetto il cambiamento. Noi siamo soliti dire: "Come passa il tempo!". In realtà, tutto passa tranne il tempo. Lui è un unico grande evento simultaneo che contiene i miliardi di anni che hanno fatto e  faranno ancora la storia del nostro universo, fino alla sua implosione (se un giorno ci sarà). 

"Perché esiste qualcosa e non il nulla?", si domanda Einstein. Una domanda che sembra "da bambini". Ma sono proprio i bambini, con i loro perché, ad agganciare i misteri dell'esistenza che tali devono rimanere per farci ancora sognare, pensare, creare, vivere. Noi viviamo per goderci questo spettacolo il più a lungo possibile e nel modo migliore, in convivenza con altri sette miliardi di nostri simili. 

Una convivenza per nulla facile. 
Ma questo è il nostro stare al mondo.
E allora tutti insieme gioiosi verso la nuova alba di domani.

*** Stefano GRECO, consulente, formatore, saggista, Il sole è nuovo ogni giorno, 'facebook', 31 dicembre 2020, qui


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#PANORAMI / Alberobello innevato

Alberobello innevato
facebook, 3 gennaio 2021, qui

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#STREET_ART / Contro il virus (Escif)

ESCIF
artista spagnolo
facebook, 3 gennaio 2021, qui

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#VIGNETTE / Renzi, buoni propositi per l'anno nuovo (Natangelo)

NATANGELO, 1985
'il Fatto Quotidiano', 2 gennaio 2021, via facebook, qui


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domenica 3 gennaio 2021

#SGUARDI POIETICI / L'inizio di una nuova era (Francesca Bottari)

Alberi.

Fuori casa
tutto tace.
I pioppi giacciono in fila
fanno risplendere maestosi la loro chioma
che si circonda di luce.
I petali s’innamorano del vento,
lo inseguono
lasciano i loro fiori
e colorati si allontanano,
per posarsi un po’ più in là.
Non piove
né il sole fa capolino da dietro quelle montagne.
Sussurro al mio gatto “coraggio”
siamo alla fine dei tempi.
Ne vedo l’inizio.

*** Francesca BOTTARI,  L'inizio di una nuova era, 'francescabottari.it', qui


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#LINGUA_ITALIANA / Il 'neostandard' italiano (Vera Gheno)

 Al di là di quanto studiato a scuola, insomma, il parlante tenderà [nella sua lingua di tutti i giorni] a non usare costrutti, parole, tempi e modi verbali, congiunzioni ecc. complessi e sentiti in qualche modo come poco utili o poco economici. 
Questo fenomeno diviene evidente tra gli anni Settanta e Ottanta del Novecento, tanto che negli Ottanta i linguisti sentono il bisogno di portare a sistema queste novità, che non potevano più essere considerate semplicemente una deviazione dalla norma, data la loro enorme diffusione nella lingua realmente usata dalle persone. 
Questo «nuovo italiano», che non corrisponde perfettamente alla norma studiata a scuola (fondamentalmente uguale a sé stessa da secoli), ma che ormai non si può dire sbagliato, viene definito italiano neostandard da Gaetano Berruto, dell’uso medio da Francesco Sabatini e tendenziale da Alberto Mioni. 

Comunque si decida di chiamarlo, il «nuovo standard» comprende fenomeni come la semplificazione del sistema verbale, con caduta in disuso di tempi come il trapassato remoto o il futuro anteriore, l’impiego del presente pro futuro (come in "domani vado" invece di "domani andrò") o dell’imperfetto di cortesia ("volevo del pane" invece di "vorrei del pane") o, ancora, dell’indicativo al posto del congiuntivo ("penso che è una buona idea"); la semplificazione del sistema pronominale, con lui, lei e loro come soggetto invece di egli, ella, essi (chi è che impiega mai egli «dal vivo», in una conversazione reale, fuori dall’astrazione dell’ambiente scolastico?); l’oblio delle congiunzioni più complesse come affinché, acciocché, poiché, tutte tendenzialmente sostituite da perché. In più, emerge una serie di fenomeni tipici del parlato, come le dislocazioni a destra e sinistra ("il biglietto l’ho preso ieri") o il riflessivo apparente ("mi bevo un caffè") o quel "ci" che non si sa mai come scrivere ("ci ho fame/c’ho fame"). Forse l’esempio più noto di italiano neostandard, che nonostante la sua diffusione fa tuttora venire i brividi alle persone più sensibili, è il testo della canzone Ragazzo fortunato di Lorenzo Jovanotti Cherubini, che contiene versi come "sono fortunato perché non c’è niente che ho bisogno" (un bell’esempio di "che polivalente", laddove sarebbe piú corretto "non c’è niente di cui ho bisogno") oppure "a me mi fai impazzire" (il già discusso pleonasmo, in realtà comunissimo nel parlato: "mi fai impazzire" ha sicuramente un impatto molto differente, non comunica lo stesso pensiero nello stesso modo). 

Che cosa pensiamo di questo neostandard? Per molti è indigeribile: che si avallino queste devianze dalla norma è visto come una specie di «alto tradimento» nei confronti della «bella lingua». Per i linguisti è segno della vitalità dell’italiano, del fatto che finalmente sia usato da una grande quantità di parlanti. Certo, è un problema se una persona non riesce a elevarsi da questo livello di uso della lingua ad altri più formali; per ora, diciamo che l’affermarsi del neostandard mostra, senza ombra di dubbio, che l’italiano è diventato la lingua degli italiani, e che questo ha provocato una serie di cambiamenti molto veloci resi ancora piú evidenti dal fatto che per secoli la lingua dove il sì suona era rimasta di fatto imbalsamata, non sfruttata pienamente. 

Occorre ricordare, ci piaccia o meno, che le lingue non sono solitamente create a tavolino, e che il sistema della norma, pur dovendo senz’altro molto alle indicazioni dei linguisti, si realizza prima di tutto tramite l’uso vivo delle persone, come si è già detto.

*** Vera GHENO, sociolinguista, Potere alle parole, Einaudi, 2019, estratto da facebook, 2 gennaio 2021, qui


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#PIN / Dosare gli investimenti nei progetti (MasFerrario)

twitter, 23 febbraio 2013

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#SPOT / La vita in un'unica foto

facebook, 2 gennaio 2021, qui

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#VIGNETTE / Wifi? (Oguz Gurel)

Oguz GUREL, 1968
vignettista turco
facebook, 2 gennaio 2021, 1ui

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sabato 2 gennaio 2021

#SGUARDI POIETICI / La muta (Andrea Scivoletto)

Non sono
Che guscio immobile
E pelle ormai morta
Che sopra altra pelle
Non vuole cadere
E lenta si spacca
La muta impietosa
E sotto l’attende
Soltanto la vita
Che io nudo e tremante
Scelgo

*** Andrea SCIVOLETTO, La muta, 'Larivistaintelligente.it', 13 ottobre 2020, qui

foto di Bart Hess

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#HUMOR / Il 2021 (@lefrasidiOsho)

via whatsapp

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#VIGNETTE / Il discorso del Presidente (Natangelo)

NATANGELO,  1985
'il Fatto Quotidiano', 31 dicembre 2020, qui


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venerdì 1 gennaio 2021

#SGUARDI POIETICI / Ricetta dell'anno nuovo (Carlo Drummond De Andrade)

Per ottenere un bellissimo anno nuovo
del colore dell’arcobaleno, o della tua pace,
un anno nuovo senza paragoni con tutto il tempo già vissuto
(forse vissuto male o senza senso)
per ottenere un anno
non solo dipinto di nuovo, rammendato all’ultimo momento,
ma nuovo nei semi del futuro;
nuovo fino al cuore delle cose meno percepite
(a cominciare dal tuo intimo)
nuovo, spontaneo, così perfetto che neanche te ne accorgi,
ma con il quale si mangia, si cammina,
si ama, si comprende, si lavora,
non hai bisogno di bere champagne o altri alcolici,
non hai bisogno di spedire né di ricevere messaggi
(una pianta riceve messaggi? Spedisce telegrammi?)

Non hai bisogno
di fare la lista delle buone intenzioni
per riporla nel cassetto.
Non hai bisogno di piangere pentito
per le stupidaggini compiute
né di credere stupidamente
che per una decisione della speranza
a partire da gennaio le cose mutino
e che tutto sia chiarezza, ricompensa,
giustizia tra gli uomini e le nazioni,
libertà con profumo e gusto del pane appena sfornato,
diritti rispettati, a partire
dal diritto sacro di vivere.

Per ottenere un anno nuovo
degno di questo nome,
tu, mio caro, devi meritartelo,
devi costruirlo da capo, lo so che non è facile,
ma tenta, prova, in maniera consapevole.
È dentro di te che l’anno nuovo
sonnecchia e aspetta da sempre.

*** Carlos DRUMMOND DE ANDRADE, 1902-1987, poeta brasiliano,  Ricetta dell'anno nuovo, 'il canto delle sirene', 1 gennaio 2021, qui


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#VIDEO / Ballo dei robot (Boston Dynamics)

Do You Love Me?
Boston Dynamics
video, 2'54''

Incredibile...

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#CIT / Ma lei aveva le ali (Dean Jackson)

Quando lei si trasformò in farfalla, 
i bruchi non parlarono della sua bellezza, 
ma delle sue stranezze. 
Loro volevano che lei tornasse 
ad essere quella che era sempre stata.
Ma lei aveva le ali.

*** Dean JACKSON, poeta statunitense, But She Had Wings, 2017

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