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domenica 20 agosto 2017

#SPOT / Punti di vista (Monica Orma)

Monica Orma
psicologa, psicoterapeuta
(psicologa-modena.com, via pinterest)

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domenica 25 ottobre 2015

#MOSQUITO / Punti di vista, c'è anche il mio (Andrea Favaretto)

Recentemente mi è capitata un’esperienza di questo tipo. 
Stavo negoziando un accordo e il mio interlocutore era un po’ arrabbiato con me (e probabilmente lo è ancora), perché lui voleva quell’accordo, mentre secondo me non c’erano presupposti o motivazioni sufficienti a realizzarlo. Da come mi dava le sue motivazioni era evidente che si aspettasse uno scontro da parte mia. Io invece non ero disposto a scontrarmi, semplicemente non volevo l’accordo. 
Così, mentre lui argomentava tutto concitato, a un certo punto l’ho guardato e gli ho detto: «Hai ragione!» E ho trovato la frase magica: «Sono perfettamente d’accordo con te». Approfittando del fatto di averlo spiazzato, ho proseguito: «Vedendo le cose dal tuo punto di vista, se fossi in te farei la stessa identica cosa. Ma io non sono te, cioè, se io vedo le cose dal tuo punto di vista, tu hai ragione, ma ci sono anche altri punti di vista, tipo il mio». 
Dicendo così gli ho dimostrato di capire il suo punto di vista, e a vederla dal suo punto di vista la proposta non faceva una grinza. Lui si è calmato e ha cominciato ad ascoltare le mie motivazioni.

*** Andrea FAVARETTO, 1973, consulente e coach, PNL facile: Migliora da subito le tue relazioni, il tuo lavoro, la tua vita con la Programmazione Neuro-Linguistica, Sperling & kupfer, 2013

lunedì 17 agosto 2015

#SPILLI / Punti di vista, di invidia e non solo (M. Ferrario)

(dal web, via linkedin)

Vero.
Ma anche falso.
O comunque pericoloso crederci troppo.

Perché l'invidia esiste e c'è chi nel muovere una critica è mosso dall'invidia: cioè dalla voglia di distruggere il lavoro, e l'immagine, dell'altro, non sopportando di non essere lui al centro dell'attenzione e del successo.
Però non tutte le critiche sono riportabili alla categoria dell'invidia. 
Esistono 'punti di vista' diversi ed esistono anche 'punti di critica' argomentati, fondati, 'corretti'. Che meritano di essere presi in considerazione, o comunque di essere rispettati, per quello che sono, senza venire degradati ad un sentimento più o meno consapevolmente inventato da chi è interessato a che siano prontamente e ignominiosamente distrutti.

Ridurre tutto all'invidia è comodo: per non sentire le critiche e zittire chi critica. E, specie in tempi come questi, per poter continuare a gonfiare il nostro Io-Narciso, che si alimenta di prestazioni e risultati che debbono essere percepiti (da tutti) sempre eccelsi, pena un miserevole e disturbante afflosciamento: depressivo, ma che avrebbe il merito di produrre finalmente un incontro 'realistico' con la realtà.
Squalificando l'altro, il cattivo, come semplice e banale invidioso, abbiamo squalificato e gettato via dal tavolo, in un colpo solo, ogni contenuto, anche valido, di dissenso che l'altro propone.
E se poi aggiungiamo sulle spalle del presunto invidioso, come precisazione ulteriore, anche l'accusa di essere un gufo che 'frena e intralcia e non sa esser mai contento', è fatta: siamo in Italia, in linea con la moda.

Il problema è che, per troppi e sempre più numerosi, gli altri 'punti di vista' vanno bene se sono come i nostri. Dunque se non sono 'altri'. 
Naturalmente questi 'troppi' sono gli stessi che inneggiano, ad ogni dichiarazione, al valore del confronto, della differenza, della discussione, della democrazia e si professano ascoltatori indefessi e rispettosi di ogni punto di vista.

E' questo che mi fa pensare che i punti che piacciono siano sempre più altri. Dilaganti, ormai. 
Più che punti di vista o di invidia, di ipocrisia.

*** Massimo Ferrario, Punti di vista, di invidia e non solo, per Mixtura

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venerdì 13 febbraio 2015

#SPILLI / L'attenzione fluttuante

Concentrato. Concentratissimo.
Tanto concentrato sull'obiettivo da perdere di vista tutto il resto.

Già. Avremmo bisogno dell'ennesimo ossimoro: una concentrazione fluttuante. Che tenda a essere distratta e distraente. 
L'ideale sarebbe usare tutti gli obbiettivi della macchina fotografica (o, meglio, della cinepresa): dal grandangolare allo zoom. In contemporanea e in parallelo. 
Impossibile, ovviamente. 

Ma basterebbe, ancora una volta, la consapevolezza. Di ciò che perdiamo quando ne usiamo uno solo. 
La consapevolezza che non soltanto la vista con cui guardiamo è data dal 'nostro' punto di vista. Ma che anche il punto di vista, al di là del fatto che è 'nostro', quindi di per sé 'soggettivo', è 'oggettivamente' e 'intrinsecamente' limitato, dunque limitante. 
Perché è uno. 
'Un' punto. 
Uno dei tanti possibili. 
Non l'unico. (mf)

lunedì 9 febbraio 2015

#VIDEO #CINEMA / Guardare da punti di vista diversi, da 'Qualcosa di speciale'




Brandom CAMP, 1971, sceneggiatore e regista statunitense
dal film Qualcosa di speciale, 2009
Guardare le cose da punti di vista diversi
video, 1min45

«Dobbiamo soltanto fare lo sforzo di salire le scale...» (dal video)

Già, salire le scale. Che fatica...
Meglio stare a terra.
E poi, stando a terra, restiamo attaccati alla realtà. 
Non ci ripetono tutti, ossessivamente, che dobbiamo essere realistici? Pragmatici?
E se poi vediamo cose diverse da quelle che vedono tutti? (mf)