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sabato 10 febbraio 2018

giovedì 28 settembre 2017

#BREVITER / Come i comuni mortali, coerenza, Pd (mf)

MasFerrario, facebook, 27 settembre 2017, qui

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MasFerrario, facebook, 27 settembre 2017, qui

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MasFerrario, facebook, 27 settembre 2017, qui

In Mixtura ark #Breviter qui

mercoledì 10 maggio 2017

#SENZA_TAGLI / Missione Pd, ammissione di fallimento (Alessandro Gilioli)

Franceschini, fresco di nomina sua e della moglie nella direzione Pd, oggi si appella a Berlusconi per isolare insieme "i populisti", dato che "Il vecchio bipolarismo tra destra e sinistra è stato sostituito dallo scontro tra forze responsabili e forze populiste".

Berlusconi, che ieri ha esultato per Macron contro Le Pen, è pronto ad accogliere l'appello, basta leggere il Giornale in questi giorni.

Tra i vari effetti delle elezioni francesi c'è questa cosa qui: Pd e Forza Italia che vogliono rappresentare insieme l'Italia dei responsabili, soffiando il fuoco sulla paura dei "populismi".
Ha qualcosa di grottesco il fatto che oggi il Pd consideri Berlusconi un "responsabile": partito dalla memoria corta in un Paese dalla memoria corta.
Ma soprattutto la diade politica di cui è convinto Franceschini (responsabili contro populisti, non più destra contro sinistra) rappresenta implicitamente un'ammissione della vittoria culturale del M5s - sono stati loro i primi a dire che destra e sinistra non esistono più - e un'ammissione di completo, totale fallimento della missione per cui era nato il Pd, cioè unire le varie anime della sinistra italiana in un progetto politico e sociale.

Franceschini oggi si è fatto, chissà quanto consapevolmente, esecutore testamentario del progetto Pd.

*** Alessandro GILIOLI, giornalista e saggista, 'facebook', 9 maggio 2017, qui


In Mixtura altri contributi di Alessandro Gilioli qui

mercoledì 22 giugno 2016

#LINK / La storia rottamata (Ezio Mauro)

Con tutto il vento seminato in questi ultimi anni, il Pd non può certo stupirsi della tempesta che ha raccolto domenica sera nelle urne. Quando la sorte e le circostanze trasformano un partito da forza di maggioranza relativa in perno del sistema politico-istituzionale e questa occasione storica viene dissipata, la politica si vendica, l'opinione pubblica si ribella e il voto lo certifica. Da ieri il perno non c'è più, il sistema gira su se stesso, imballato, e l'energia politica residua prende l'unica via di fuga rimasta dopo il fallimento parallelo di destra e sinistra, trasformando il voto comunale in un certificato nazionale di protesta, e chiedendo alla protesta di governare, cambiando. (...)

*** Ezio MAURO, giornalista e saggista, già direttore di 'la Repubblica', La storia rottamata, 'la Repubblica', 21 giugno 2016

LINK articolo integrale qui


In Mixtura altri 4 contributi di Ezio Mauro qui

martedì 5 gennaio 2016

#SPILLI / Candidature Pd, 'me ne frego' (M. Ferrario)

«Se sono di destra, di sinistra, di centro o di altro? Io dico: me ne frego». 
Giuseppe Sala, candidato alle primarie Pd di Milano, convegno Acli, 2 novembre 2015, citato da Gianni Barbacetto, Oggi Sala fa il compagno. Ieri era l'uomo della Moratti, 'Il Fatto Quotidiano', 5 gennaio 2016. 

In genere quando si dice che non si è né di destra né di sinistra si è di destra. 
Il 'me ne frego' poi è una espressione quanto meno infelice: visto che era un motto famoso degli anni bui del 900. 
Di colore nero. 
Per questo Lorenzo Milani l'aveva capovolto in 'I care'. 
Ma Milani, appunto, non c'entra nulla con i nostri tempi.


*** Massimo Ferrario, Me ne frego, per Mixtura

domenica 11 ottobre 2015

#RITAGLI / Pd-Pdn, partito della nazione (Alberto Asor Rosa)

[D: Professore, che cosa sta diventando il Pd di Renzi?]
«Un partito nuovo che non ha più una base di massa, risponde al comando di un leader incontrastato e ha un gruppo dirigente conservatore di destra».

[D: È una perfetta definizione accademica, senza fronzoli. Un partito di destra, nemmeno di centro]
«È un dato di fatto che l’attuale vertice del Pd ha escluso dal gruppo dirigente ogni erede della tradizione comunista, ma anche progressista o riformista. Sono tutti ex democristiani».

[D: Una nuova Dc]
«No, perché ai vecchi democristiani non sarebbe mai venuto in mente di proclamare il Partito della nazione. L’obiettivo del Pdn è l’ulteriore perfezionamento in termini di destra di questa tradizione centrista, che non ha ritegno a considerare interlocutori Alfano e Verdini».

[D: Risultato: Verdini non è il mostro di Loch Ness (Renzi dixit) ma Marino sì]
«La liquidazione di Marino può essere annoverata tra le molteplici iniziative di Renzi e del renzismo di avere sull’Italia un controllo totale. Quando questo controllo non c’è si ricorre all’aggressività».

[D: Marino ci ha messo del suo]
«Il sindaco di Roma non ha rivelato quella tempra di condottiero necessaria, ma non ho dubbi che abbia prevalso, contro di lui, una spinta eversiva e catastrofica proveniente da tante parti».

[D: Com’è possibile che il Partito di Loch Ness nasca a sinistra, anziché a destra?]
«La risposta è facile. Per mettere in moto questo processo occorreva che la forza trainante fosse una parvenza di sinistra dietro cui nascondersi, altrimenti ci sarebbe stato un coro di sghignazzamenti, se non di manifestazioni di piazza».

[D: Quindi il berlusconismo è stato meno pericoloso del renzismo]
«Sì, “Silviuccio” non era in grado di elaborare culturalmente una simile invenzione. E politicamente la piazza glielo avrebbe impedito».

[D: A Renzi no, invece]
«Può fare quello che sta facendo perché il Pd è mutato nelle sue radici e la mutazione genetica ha investito anche i suoi elettori. Non dimentichiamo che lui arriva dopo una sequela pluridecennale di fallimenti del centrosinistra e la gente ha pensato: “Almeno questo fa qualcosa”».

[D: Il fatidico 40 per cento alle Europee]
«Renzi ha un consenso vasto anche se il punto culminante del suo successo è già alle nostre spalle».

[D: All’orizzonte c’è però l’autoritarismo della nuova Costituzione]
«Qualsiasi atto del presidente del Consiglio mira al restringimento della democrazia, in termini di spazi e di base del consenso. Contano solo i vertici del potere, dalle rappresentanze politiche al presi de-manager della scuola. Per renzismo, intendo questo».

[D: Combattere il renzismo dall’interno del Pd non sembra possibile]
Sulla minoranza del Pd, in questi giorni, mi sono venute in mente solo due parole».

[D: Quali?]
«Ridicola e penosa. Ridicola perché ha fatto ridere la battaglia su alcuni particolari della riforma Boschi. Penosa perché il risultato ha dimostrato che la minoranza non conta nulla. Poi ha superato anche il limite etico-politico perché non si è vergognata di votare con Verdini». (...)

[D: Come si qualifica una mutazione?]
«Quando cambiano natura, vocazione e cultura».

[D: Nel Pd renziano?]
«Si parte dall’idea che i conflitti sociali siano dannosi per cui i sindacati diventano il nemici. Così la cultura della nazione impone una ratio comune che è quella del grande capitale e della grande finanza. Il terzo punto è il restringimento della democrazia. Il Partito della nazione, sviluppato sino in fondo, comprenderà anche Berlusconi e i berlusconiani, non solo Verdini e Alfano» .

*** Alberto ASOR ROSA, 1933critico letterario, scrittore, docente universitario, politico, intervistato da Fabrizio d'Esposito, “Renzi e Verdini preparano una destra autoritaria”, 'Il Fatto Quotidiano', 10 ottobre 2015

LINK, intervista integrale qui


venerdì 15 maggio 2015

#VIGNETTE / Biani, Natangelo, Vauro, Ellekappa


Mauro BIANI
Renzi, la Buona Scuola, 'il manifesto', 15 maggio 2015

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NATANGELO
Renzi alla lavagna, 'Il Fatto Quotidiano', 14 maggio 2015

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Mauro BIANI
Giudicheremo le mafie, blog 'maurobiani.it', 13 maggio 2015

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VAURO
Imbarchiamo tutti, 'servizio pubblico', 14 maggio 2015

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NATANGELO
La ripresa di Matteo il magnifico, 'Il Fatto Quotidiano', 13 maggio 2015

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ELLEKAPPA
Sinistra e Tony Blair, 'la Repubblica', 9 maggio 2015

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 Mauro BIANI
Mogherini: bombarderemo, 'il manifesto', 13 maggio 2015

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ELLEKAPPA
Europa unita e migranti, 'la Repubblica', 12 maggio 2015

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VAURO
Pesci e migranti, 'servizio pubblico', 14 maggio 2015