giovedì 28 luglio 2016

#PIN / Ingurgitiamo (MasFerrario)

#SCRITTE / Pensa diverso

(starwalls.com)

#SPOT / Alieni, intelligenti

(via facebook)

#CIT / Viaggiare (Jan Myrdal)

Jan MYRDAL, 1927
giornalista e scrittore svedese

#GIF / Relax artistico


Facebook, 25 luglio 2016
Per vedere il movimento,
cliccare su 'f' di facebook in alto a destra
oppure link a
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#SGUARDI POIETICI / Intorno (Vincenzo Costantino)

Guardati
la passione che riga le guance
e riempie gli occhi
guarda 
le scelte consapevoli 
che riempiono la vita
nutriti 
della curiosità degli occhi dei bambini
gustati 
la bellezza del ritorno
ad una casa che ti aspetta
segui 
la libertà di un gatto che insegue un uccello
c’è sempre tempo
per arrivare in ritardo,
anticipa i passi
e innamorati di dove stai andando,
intorno
qualcuno
ti aspetta.

*** Vincenzo COSTANTINO, poeta, scrittore, cantautore, Intorno, 'facebook', 10 giugno 2016, qui

#LINK / Cervello, le bugie più clamorose (Elisabetta Intini)

Nell'età dell'oro delle neuroscienze, l'organo più complesso, misterioso e meraviglioso del corpo umano è spesso soggetto a eccessive semplificazioni o colossali equivoci. Abbiamo raccolto, e demolito uno per uno, i più diffusi falsi miti che lo riguardano.

*** Elisabetta INTINI, giornalista, Le bugie più clamorose sul cervello, 'focus.it', 6 aprile 2016, 

LINK articolo e immagini qui


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#VIDEO / Usa, convenzione democratica (Michelle Obama)

Michelle Obama
Intevrento alla convenzione domocratica
intermnazionale.it, 26 luglio 2016
video 1min32

La convention del Partito democratico si è aperta il 25 luglio nel Wells Fargo Center di Filadelfia con un richiamo all’unità e lo slogan “insieme più forti”.

Michelle Obama, nel suo terzo intervento alla convention, dopo quelli del 2008 e nel 2012, ha ricordato che questa elezione, come ogni elezione, “non è una scelta tra repubblicani e democratici, tra destra e sinistra, ma di che paese vogliamo costruire per le prossime generazioni”. “Sono qui perché c’è una sola persona di cui mi fido per questa responsabilità, che credo sia davvero qualificata per essere presidente degli Stati Uniti ed è la nostra amica Hillary Clinton. Lei è il presidente che voglio per le mie figlie e per i nostri figli”, ha detto Michelle Obama.

“La storia di questo paese, la storia che mi ha portato su questo palco stanotte, è la storia di generazioni di persone che hanno conosciuto la frusta della schiavitù, la vergogna della schiavitù, la ferita della segregazione, ma che hanno continuato a lottare e a sperare e fare quello che era giusto fare. Per questo oggi io ogni mattina mi sveglio in una casa costruita da schiavi e guardo le mie figlie, due belle e intelligenti giovani donne nere, che giocano con il loro cane sul prato della Casa Bianca. È grazie a Hillary Clinton che le mie figlie e tutti i nostri figli oggi danno per scontato che una donna possa diventare presidente degli Stati Uniti”.

#SENZA_TAGLI / Pieni di sé (Domenico Starnone)

Abbracciarsi, travolti dall’entusiasmo, è meraviglioso. Lo notava qualche tempo fa, in margine, un’esponente del Pd parlando in televisione dei cinquestelle vittoriosi. E aveva ragione.

L’essere umano è al meglio quando si riempie di fantasie, di idee, di passione, di gioia, d’amore, dell’urgenza entusiastica di rifare tutto daccapo, fino a traboccare. Non gli basta più se stesso, il proprio particulare. Vuole farla finita con la solitudine, il rimuginio insofferente, lo scontentissimo blablabla. Vuole, anzi deve sconfinare. E poiché rompersi e dilagare non si può, cerca l’abbraccio, gli abbracci, con l’altro, con gli altri. La politica in quei momenti è una straordinaria occasione di felicità comunitaria. E la deputata del Pd ne sentiva la mancanza.

C’è tutto il necessario, a volte, nella politica-spettacolo: la giovinezza, l’aspetto piacevole, la parlantina addottrinata o immaginifica, la resistenza del sistema nervoso, il giusto dosaggio di aggressività e pacatezza, un programmino da volantinare. Ma il profilo individuale è troppo netto. La persona è come irrigidita dalle numerose qualità che gli sono toccate in sorte. Così si è pieni, sempre più pieni, ma di sé. L’entusiasmo è enunciato, tuttavia non trabocca. La politica è compiacimento, non comunanza travolgente. Si coopta, si fa fuori, si esclude, si include, si vince, si perde. Ma si è soli, non ci si abbraccia.

*** Domenico STARNONE, scrittore, Pieni di sé, 'internazionale.it', 26 luglio 2016, qui


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#MOSQUITO / Agonia di un punto e virgola (Diego Cugia)

Ho passato tutta la notte con un punto e virgola. Ve li ricordate i punti e virgola? Sono uno dei segni più intelligenti (e quindi accantonati) della nostra punteggiatura. Non è un punto, uno sciocco punto presuntuoso, che sta a significare “questo concetto è chiuso, stop.” Tantomeno un punto a capo, che sta a dire: “Non solo l’argomento è chiuso, ma è proprio messo in soffitta!” No, il punto è virgola è una sospensione pausata, più incisiva della virgola e meno sfacciata del punto. Sta a significare: l’argomento di cui stiamo trattando continua ma su un altro binario; diciamo che, nella traiettoria del discorso, il punto e virgola innesta un’altra marcia. Adesso mi direte: sì, ma a noi? 
Non siate cinici. Avete mai visto un punto e virgola che piange? Un punto e virgola in corpo 14 carattere Times New Roman che si dispera perché non lo usano più? Be’ io l’ho visto stanotte e non è stato un belvedere. Ridevano le virgole, ridevano gli usatissimi punti, sghignazzavano perfino gli orribili puntini retorici e le pause sbagliate che prendono tutti gli speaker del telegiornale che hanno quel modo assurdo di parlare, quel grido cantilenante e a singhiozzo; ma lui no, il punto e virgola piangeva, con dignità. «Mi insegnano un po’ alle elementari» ha detto, poi basta. «Dai futuristi in poi, che abolirono la punteggiatura, è stato un lento e continuo dimenticarmi. Quando dovrebbero mettere me» ha continuato Punto e virgola, «piazzano una virgola, i più somari due virgole, i più banali un puntazzo.» 
Non sapevo come consolarlo, in compenso abbiamo fatto amicizia, Punto e virgola e io, e come stessi a braccetto con mio nonno ci siamo messi a ballare un vecchio pezzo di Louis Armstrong, Hello Dolly, quello con piccole pause dei fiati, i punti e virgola della tromba di Satchmo. (5 dicembre 2008)

** Diego CUGIA, 1953, giornalista, scrittore, regista, autore televisivo, Agonia di un punto e virgola, in Un'anima a 7 euro e 99. Diario 2008-2016, CreateSpace Independent Publishing Platform, 2016

mercoledì 27 luglio 2016

#SCRITTE / Affittasi

(dalla rete)

#CIT / Capace di cambiare (Carl Rogers)

Carl ROGERS, 1902-1987
psicologo statunitense
 fondatore della 'terapia non-direttiva'

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#SPOT / Condanna

(dalla rete, fonte e autore non identificati)

#HUMOR / Diversamente Suv

(via facebook)

#SGUARDI POIETICI / Sento (Simona C. Barsantini)

Sento. 
Profonda salire l'onda
dentro e fuori
si infrange piena
oltre lo scoglio di un Monte Cipreo.
Sento
quando sale la marea convulsa
tempesta che si abbatte
furiosa
nella grotta del desiderio.
Sento... sì... oh... sì....
un picco di forza nell'estasi
un grido nel frastuono
che sommerge l'orecchio
una richiesta e una supplica
fermare o continuare 
l'ascesa al cielo 
e poi... poi... mmm
Silenzio... gemito e sorriso.
Soave sospiro soddisfatto.

*** Simona C. BARSANTINI, 'facebook', 14 luglio 2016, qui

Milo Manara, 1945
disegnatore, fumettista

#CIT / Proletari (Karl Marx)

(via facebook)

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#LINK / Propaganda, quando la persuasione diventa tossica (Annamaria Testa)

Nei primi anni del nuovo millennio sembrava che la rozza, brutale propaganda si avviasse a diventare sempre più marginale.

Oggi, in coincidenza con il riaffermarsi delle ideologie e con il crescere del populismo, ecco che la propaganda spunta di nuovo fuori, più tossica che mai, insieme alle sue perfide assistenti: la manipolazione (la pressione psicologica esercitata sui punti deboli della vittima attraverso l’inganno) e la disinformazione (la diffusione di notizie false o fuorvianti).

Questo articolo vi invita a osservare più da vicino come funziona la propaganda, e vi segnala due-tre indizi utili a distinguerla al primo sguardo da altre forme di discorso persuasivo: la propaganda è, di fatto, il lato più oscuro della comunicazione persuasiva. (...)

*** Annamaria TESTA, pubblicitaria e saggista, Propaganda, quando la persuasione diventa tossica, 'internazionale.it', 26 luglio 2016

LINK articolo integrale qui


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#MOSQUITO / Fascismo, anti-partito (Antonio Gramsci)

Il fascismo si è presentato come l’anti-partito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odi, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano (...).

*** Antonio GRAMSCI,1891-1937, intellettuale, politico, filosofo, giornalista, 'L’Ordine Nuovo', 26 aprile 1921


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#LINK / Mondo, tutto è un'arma (Martín Caparrós)

Sono pieni di vite, mi ha detto. Proprio così, pieni di vite. È curioso quanta differenza una lettera possa fare in una frase. “Sono pieni di vita” è un’espressione comune, ma quando mi sono sentito dire “sono pieni di vite” non ho capito.

Sono assolutamente ignorante in materia di videogame e vorrei continuare a esserlo anche nell’epoca di Pokémon Go, ma quella frase ha catturato la mia attenzione, e ho chiesto spiegazioni. Lui mi ha risposto con ricchezza di dettagli e una convinzione totale: in questo gioco i maghi hanno molte vite, il gigante ha tutte quelle che vuole e le arciere, per quanto belle, ne hanno pochissime.

Sì, ma quante?

Non lo so, due o tre.

Esistono persone abituate all’idea che si possa avere più di una vita. Per M., cinque anni, i supereroi dei giochi possono perdere una vita e passare alla prossima. Per alcuni credenti esiste un’altra vita dopo quella terrena e si può anche decidere di farsi saltare in aria per raggiungere quell’esistenza, che sarà migliore.

Lo dicono tutti gli addetti alla sicurezza del mondo: è difficile fermare qualcuno che non ha paura di morire. (...)

*** Martín CAPARRÓS, giornalista e scrittore, In questo mondo spaventoso tutto è un’arma, 'internazionale.it', 25 luglio 2016

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