venerdì 5 gennaio 2018

#HUMOR / Scendi subito dal tavolo

(via web)

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#SGUARDI POIETICI / Le cose vive (Alessandra Racca)

Le cose vive iniziano spesso in luoghi di buio
sotto terra o fra le viscere
sono fragili e fortissime
non hanno coscienza di sé
hanno bisogno di tempo
e calore
l'amore non è sempre necessario
o forse, in qualche modo, sì.

*** Alessandra RACCA,1979, poetessa, Le cose vive, facebook, 1 gennaio 2018, qui


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#MOSQUITO / Conflitti, e proiezione (Carl Gustav Jung)

Il fatto di non voler vedere i nostri errori e di proiettarli sugli altri è all’origine della maggior parte dei conflitti ed è la più solida garanzia che ingiustizia, odio e persecuzioni non scompariranno tanto in fretta. Finché si è inconsapevoli di sé stessi, spesso non ci si accorge nemmeno dei propri conflitti. Si ritiene addirittura impossibile l’esistenza di conflitti inconsci.

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, Un colloquio con Carl Gustav Jung sulla psicologia del profondo e la conoscenza di sé, in La vita simbolica, Opere 18, Bollati Boringhieri, edizione digitale, 2015
https://it.wikipedia.org/wiki/Carl_Gustav_Jung


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#EX LIBRIS / L'ombra del padrone (Colson Whitehead)

La musica si fermò. Il cerchio si ruppe. Capita, a volte, che uno schiavo si perda in una breve vertigine di liberazione. In preda a un’improvvisa fantasticheria tra i filari di piante, o mentre sbroglia i misteri di un sogno di prima mattina. Nel bel mezzo di una canzone in una calda domenica sera. A quel punto arriva, sempre, il grido del sorvegliante, il richiamo al lavoro, l’ombra del padrone, qualcosa che gli ricorda che è un essere umano solo per un brevissimo istante rispetto all’eternità del suo essere servo. I fratelli Randall, usciti dalla casa padronale, erano lì in mezzo a loro.

*** Colson WHITEHEAD, 1969, scrittore statunitense, La ferrovia sotterranea, 2016,  Sur edizioni, 2017.


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giovedì 4 gennaio 2018

#FAVOLINE / Paziente e Analista (MasFerrario)


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#QUADRI / Aligi Sassu, George Hyde Pownall, Hans Baluschek

Aligi SASSU, 1912-2000
(facebook, 'dalla pittura alla poesia', qui)

° ° °

George Hyde POWNALL, 1866-1939
pittore inglese
(facebook, 'dalla pittura alla poesia', qui)

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H
Hans BALUSCHEK, 1870-1935
artista tedesco
(facebook, 'dalla pittura alla poesia', qui)

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#SPOT / Romanticismo

facebook, 'cultura degli aforismi', 2 gennaio 2018, qui

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#VIDEO / Hong Kong, minicase di 18 metri quadri


Le minicase di Hong Kong
'D-La Repubblica', facebook, 3 gennaio 2018, qui
video 1min48

Dopo le mini-case di Hong Kong c'è da rivedere il concetto di metro quadro.
Sarà un futuro prossimo che si estenderà anche da noi...?


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#ANIMALI / Gufi, farfalle, mamma uccellina

(via pinterest)

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(via pinterest)

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(via pinterest)

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#SGUARDI POIETICI / Il torrente (Umberto Saba)

Tu così avventuroso nel mio mito,
così povero sei fra le tue sponde.
Non hai, ch'io veda, margine fiorito.
Dove ristagni scopri cose immonde.

Pur, se ti guardo, il cor d'ansia mi stringi,
o torrentello.
Tutto il tuo corso è quello
del mio pensiero, che tu risospingi
alle origini, a tutto il fronte e il bello
che in te ammiravo; e se ripenso i grossi
fiumi, l'incontro con l'avverso mare,
quest'acqua onde tu appena i piedi arrossi
nudi a una lavandaia,
la più pericolosa e la più gaia,
con isole e cascate, ancor m'appare;
e il poggio da cui scendi è una montagna.

Sulla tua sponda lastricata l'erba
cresceva, e cresce nel ricordo sempre;
sempre è d'intorno a te sabato sera;
sempre ad un bimbo la sua madre austera
rammenta che quest'acqua è fuggitiva,
che non ritrova più la sua sorgente,
né la sua riva; sempre l'ancor bella
donna si attrista, e cerca la sua mano
il fanciulletto, che ascoltò uno strano
confronto tra la vita nostra e quella
della corrente.

*** Umberto SABA, 1883-1957, poeta, scrittore, aforista, Il torrente, in Canzoniere,  Einaudi, 2014
https://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Saba


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#MOSQUITO / Fascismo, ogni tempo ha il suo (Primo Levi)

Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.  

*** Primo LEVI,  1919-1987, scrittore e poeta, chimico, deportato e partigiano, Un passato che credevamo non dovesse tornare più, 'Corriere della sera', 8 maggio 1974, citato da Giulio Cavalli, Se questo è (ancora) un uomo, 27 gennaio 2017, 'Left', qui


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#SENZA_TAGLI / Tre propositi per il 2018 (Bruno Mastroianni)

I miei 3 propositi per il 2018:

1. Capire, prima di farmi capire 
(è la prima azione che rende possibile la seconda)
2. Fare più domande che affermazioni
(c’è molto più da chiedere che da dire)
3. Usare di più il congiuntivo
(la maggior parte delle volte le cose non stanno così, ma a me risulta che stiano così)

*** Bruno MASTROIANNI, filosofo, esperto di comunicazione, facebook, 2 gennaio 2018, qui


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#LINGUA_ITALIANA / Neologismi 'presunti' (Vera Gheno)

Nuvola neologismi 
segnalati alla Accademia della Crusca

La "nuvola" dei presunti neologismi più segnalati alla Crusca dai suoi utenti. 
Una parte nei dizionari c'è già, una parte (per fortuna) è sconosciuta ai più. Una parte, invece, è puro intrattenimento. 
La nostra cloud è la più bella del mondo. I nostri utenti, pure.

*** Vera GHENO, sociolinguista, facebook, 21 dicembre 2017, qui

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mercoledì 3 gennaio 2018

#SENZA_TAGLI / Buone intenzioni per il 2018 (Simone Tempia - Lloyd)

"Non ha fatto la lista delle buone intenzioni per il 2018, sir?"
"No, Lloyd. Tanto comunque non la porto mai a termine"
"Perché allora non sostituire i buoni propositi con qualche ottimo sproposito, sir?"
"Dici che così ce la posso fare a seguirli, Lloyd?"
"A volte ciò che conta non è realizzare un'impresa, quanto divertirsi nel tentarla, sir"
"E questo sembra davvero un ottimo proposito, Lloyd"
"Buona giornata, sir"
"A te, Lloyd"

*** Simone TEMPIA (Vita con Lloyd), facebook, 2 gennaio 2018, qui

Immagine di Gianluca Folì
facebook, qui

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#FUMETTI / Felice anno nuovo (Charles Schulz)

Charles SCHULZ, 1922-2000
fumettista statunitense
(via pinterest)

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#VIGNETTE / Anno nuovo (Silvia Ziche)

Silvia ZICHE, 1967
fumettista
(via pinterest)

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Silvia ZICHE, 1967
fumettista
(via pinterest)

° ° °

Silvia ZICHE, 1967
fumettista
(via pinterest)

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#SPOT / Stagione di abbracci (Lim Heng Swee)

Lim Heng Swee
illustratore malese
Season of Hugs
(via facebook, 11 dicembre 2017, qui)

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#SGUARDI POIETICI / Sto cercando qualcosa (Francesco Casuscelli)

Sto cercando un gesto, una parola,
un abbraccio, una sorgente d’umanità

Sto cercando un significato
a tutte queste luci che abbagliano
a questo fiume di parole e di solitudini

Sto cercando un ascolto con il cuore
in questo chiasso dove è difficile
sentire e ascoltare, più facile fuggire,
nascondersi dietro maschere tutte uguali

Sto cercando un giorno di festa
quello sulla bocca di tutti
e nel cuore di pochi
quello del periodo più buono dell’anno
dolce di favole e regali anonimi

Sto cercando una stalla
dove non vuole nascere nessuno
un luogo freddo di miseria
pieno di luce e di silenzio
ma fertile e fecondo d’umanità

Sto cercando una casa
dove il presepe è la gioia del mistero
non strumento di false identità
ma culla della semplicità

Sto cercando strade senza nome
dove perdermi tra oggetti dimenticati
senza ingannare il tempo
guardando dubbioso volute di fumo

*** Francesco CASUSCELLI, Sto cercando qualcosa, blog' sospensioni molecolari', 23 dicembre 2017, qui


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#MOSQUITO / L'attesa, anche per creare (Andrea Köhler)

Amo le fasi di passaggio, i tempi di transizione, quando le cose ancora sono indefinite. Amo l’“ora blu” che già promette l’arrivo della notte, anche questa molto più di un passaggio verso un mattino che ritorna fedele. Chi è capace di aspettare sa cosa significa vivere al modo verbale della possibilità. Ma ogni attesa diventa un’occasione persa, se rimane soltanto una possibilità. La vita ci sfugge per via delle false speranze che ci fanno ignorare i dati di fatto – o, come amiamo dire, «tenere aperte tutte le opzioni» (...).

Non ci sono né crescita né sviluppo senza attesa, pensiamo alla gravidanza, alla pubertà o al raccoglimento e alla titubanza che precedono un atto creativo. Per Kafka era «l’esitazione prima della nascita». Chi attende immagina ciò che avverrà, spesso contemplando la possibilità che non avvenga, ed è per questo che l’attesa, la quale mantiene il desiderio sotto controllo, è il nostro primo grande risultato di civiltà. Freud la definì «rinuncia pulsionale», ed è all’origine di qualunque simbolizzazione. La vita consiste di solito in una successione di istanti dal ritmo irregolare, alternati a momenti in cui il flusso delle aspettative si arresta e all’improvviso ci sentiamo bloccati. Da quando tendiamo a sacrificare il ritmo ondeggiante del tempo che scorre in favore di una cronica simultaneità, le pause ci appaiono più che altro come intoppi e interferenze.

*** Andrea KÖHLER, giornalista e saggista tedesca, L'arte dell'attesa, 2016, Add editore, 2017, traduzione di Daniela Idra.


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#SENZA_TAGLI / Mattarella, giovani, lavoro (Enrico Mentana)

Mattarella nel discorso di fine anno ha chiamato al voto i nuovi maggiorenni, ricordando che i 18enni di cent'anni fa furono richiamati al fronte della Grande Guerra. 
Ma perché mai, presidente, un giovane di oggi dovrebbe andare a votare? Il voto è l'esito di una presa di coscienza, di una condivisione ideale, di una adesione di interessi. Quali idee, speranze, promesse, ricette sono state messe in campo per i giovani dai vari partiti e movimenti? Nessuna. I giovani vedono una scuola fatta a misura del passato, dove l'inglese e il web non sono quasi mai il pane degli insegnanti, dove poco o niente li prepara al mondo del lavoro, un mondo che comunque tiene per loro le porte sbarrate, salvo ruoli gregari o precari, senza speranze di stabilizzazione, senza prospettive per costruire un futuro professionale e personale. Il voto è una conquista della democrazia consacrata dall'articolo 1 della costituzione, subito dopo le prime fondamentali parole: l'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. Ma per i giovani, nella realtà, quelle parole sono lettera morta.

*** Enrico MENTANA, giornalista, direttore TgLa7, facebook, 2 gennaio 2018, qui


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#RITAGLI / La locomotiva e il '68 (Francesco Guccini)

[D: Come è nata "La locomotiva"?
Per delle strane combinazioni. Lessi le memorie bolognesi di Romolo Bianconi, un lavoratore che raccontando la sua vita scrisse di un ferroviere anarchico, Pietro Rigosi, cui avevano amputato una gamba che decise di impadronirsi di un treno per farlo saltare. Fu una ballata, contro le ingiustizie sociali, che scrissi in mezz' ora. Arrivai alla fine e mi accorsi che mancava l' ultima e la prima strofa: "Non so che viso avesse e neppure come si chiamava...". In quel periodo cominciai a cantarla alla Osteria delle Dame.

[D: È stata una canzone emblema che ti ha identificato con il Sessantotto. Che giudizio dai di quel momento?]
Per me è stato un periodo positivo. Sono cambiate molte cose, a cominciare nei rapporti tra i due sessi. Penso che il '68 ha trasformato la società.

[D: Migliorandola?]
In certe cose sì, in altre no. Se penso alla scuola e all'università vedo i disastri che la morte del merito ha provocato. Non ci siamo ancora ripresi.


*** Francesco GUCCINI, cantautore, scrittore, intervistato da Antonio Gnoli, "Ho smesso di cantare perché non ho più niente da dire", 'la Repubblica', 29 dicembre 2017, qui


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martedì 2 gennaio 2018

#CIT / Stoltezza (William Makepeace Thackeray)


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#VIGNETTE / Dialogo 2018-2017 (Lele Corvi, Vauro)

Lele CORVI
facebook, 31 dicembre 2017, qui

° ° °

VAURO
facebook, 31 dicembre 2017, qui

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#LINGUA_ITALIANA / "Qual è", e non "qual'è" (Raffaella Setti)

L'esatta grafia di qual è non prevede l'apostrofo in quanto si tratta di un'apocope vocalica, che si produce anche davanti a consonante (qual buon vento vi porta?) e non di un'elisione che invece si produce soltanto prima di una vocale (e l'apostrofo è il segno grafico che resta proprio nel caso dell'elisione). 
Come qual ci sono altri aggettivi soggetti allo stesso trattamento: tal, buon, pover (solo nell'italiano antico), ecc. 
È vero che la grafia qual'è è diffusa e ricorrente anche nella stampa, ma per ora questo non è bastato a far cambiare la regola grafica che pertanto è consigliabile continuare a rispettare.

*** Raffaella SETTI, a cura di, redazione consulenza linguistica dell'Accademia della Crusca, 'accademiadellacrusca.it', 30 settembre 2002, qui

Manolo Trinci, Gram-modi
facebook, 11 dicembre 2017, qui

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#HUMOR / Ogni Capodanno

(via pinterest)

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#QUADRI / Cinema, acquerelli (Severino Salvemini)

Severino SALVEMINI, 1950
docente di economia Università Bocconi 
saggista
Cinema Astoria, Milano
(qui)

° ° °

Severino SALVEMINI, 1950
docente di economia Università Bocconi 
saggista
Cinema Avenida, La Coruña
(qui)

° ° °

Severino SALVEMINI, 1950
docente di economia Università Bocconi 
saggista
Cinema Impero, Asmara
(qui)

° ° °

Severino SALVEMINI, 1950
docente di economia Università Bocconi 
saggista
Cinema Italia, Acqui terme
(qui)

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#SGUARDI POIETICI / Quanta mitezza inconsapevole (Maurizio Cucchi)

Quanta mitezza inconsapevole
nutriamo sempre in noi.
La rassegnazione e la semplicità
la mancanza di ansia.

Solo bruciando bruciando
tutto il superfluo sarà possibile
un passo a ritroso.

Non pettinarti senza che un ricciolo
ti scappi via. Ne avrei paura.

*** Maurizio CUCCHI, 1945, poeta e critico letterario, Quanta mitezza inconsapevole, da Paradossalmente e con affanno, Einaudi, Torino, 2017, segnalato in 'poesia in rete', 26 dicembre 2017, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Cucchi


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#MOSQUITO / L'uomo in malafede (Aldo Carotenuto)


L'uomo in malafede è colui che sfugge all'angoscia che deriva dall'assumersi la responsabilità dei propri atti ‐ possiamo dire che è un uomo che deve mascherare a se stesso la possibilità di fare del male nell'atto stesso di compierlo. 

*** Aldo CAROTENUTO, 1933-2005, psicoanalista di matrice junghiana, docente universitario e saggista, Le lacrime del male, 1996. Anche in 'aforismario.net' qui



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#SENZA_TAGLI / Gli altri siamo noi (Roberto Ruga)

Cambiare è difficile perché siamo troppo affezionati a ciò che crediamo di essere, siamo ancorati a quel personaggio che conosciamo, alla nostra identità. Cambiare è impegnativo, significa mettersi in discussione; invece preferiamo non vedere, non vogliamo sapere, meglio non conoscere la verità perché la verità potrebbe cambiarci.

Avere un rapporto profondo con un altro è pericoloso da questo punto di vista, poiché più il rapporto è intimo e maggiore è il rischio di esserne influenzati e quindi modificati. Jung dice che l’incontro autentico di due persone è come il contatto tra due sostanze chimiche; se c’è una qualche reazione, entrambe ne vengono trasformate.

Il trauma è l’incapacità a godere di una relazione. Quando le relazioni che abbiamo si impoveriscono, soffriamo. Per godere di queste relazioni, per far si che una relazione sia creativa e foriera di cambiamento dobbiamo accettare che sia sovversiva, che quindi ci possa destabilizzare, destrutturare, rinnovare. Perché in fondo, come ci ricorda Jung: ogni incontro che facciamo è un incontro con noi stessi.

Vero: gli altri siamo noi. E ogni volta che proviamo irritazione, fastidio, rabbia nel vedere un dato comportamento nell’altro, dovremmo chiederci quanto quella sua difficoltà sia anche la nostra, quanto quel comportamento ci appartenga. Allora, non esisteranno più nemici esterni, ma solo occasioni di comprensione. L’occasione è il rapporto stesso con l’altro e come lui risuona in noi.

Se, dunque, la relazione è il luogo prediletto ove osservare le nostre stesse difficoltà, solo in essa e attraverso di essa possiamo cambiare, accogliendo con occhi diversi e con lo sguardo del cuore le emozioni e i loro nuovi significati che sorgono nel rapporto interpersonale. Solo allora scopriamo chi siamo e la vita diventa piena.

*** Roberto RUGA, psicologo e psicoterapeuta, 'facebook', 29 dicembre 2017, qui


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#VIGNETTE / Anno nuovo, premetto che (Mauro Biani)

Mauro BIANI, 1967
'il manifesto', 31 dicembre 2017

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lunedì 1 gennaio 2018

#SGUARDI POIETICI / Augurio di buon anno (Diego Valeri)

Io credo all’uccellino batticoda:
che ci porti il buon anno.
Scorre liscio su l’umido tappeto
di bruni muschi, alla soglia del mare,
sosta un tratto a beccare, e poi di nuovo
scivola via come una spola, vola,
sparisce in cielo. Neppur ci ha guardati.
Ma è bello, affusolato, grigio e bianco:
porta, certo, il buon anno.

*** Diego VALERI, poeta, 1887-1976, Augurio di buon anno, in 'filastrocche.it', qui


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#PIN / Un futuro amico, auguri per il 2018 (MasFerrario)


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#RACCONTID'AUTORE / Il cinese della pioggia e il Tao (Carl Gustav Jung)

Come esempio dell’“essere nel Tao” e della sincronicità che accompagna tale stato, citerò la storia del rain-maker Kiao-chau, riferitami dal compianto Richard Wilhelm.

Nel luogo in cui viveva Wilhelm imperversava una grande siccità; per mesi e mesi non era caduta una goccia di pioggia, e la situazione diventava catastrofica. I cattolici moltiplicavano le processioni, i protestanti le preghiere, i cinesi bruciavano bastoncini d’incenso e sparavano fucilate per spaventare i demoni della siccità, ma tutto ciò non serviva a nulla.
Alla fine i cinesi dissero: “Andremo a cercare l’uomo della pioggia.” 
E da un’altra provincia arrivò un vecchio dalla pelle grinzosa. L’unica cosa che chiese fu di avere una casetta tranquilla nella quale si fermò per tre giorni. 
Il quarto giorno le nubi si ammassarono e ci fu una grande tempesta di neve in un periodo dell’anno in cui non la si attendeva assolutamente.
Il risultato fu straordinario, e in città si parlava talmente del prodigioso rain-maker, che Wilhelm andò a domandargli come avesse fatto.
Gli domandò in modo squisitamente europeo: “Di Lei si dice che faccia la pioggia. Mi può dire come è riuscito a fare la neve?”
E il piccolo cinese gli ripose: “Non sono stato io a fare la neve, io non c’entro.”
– “Ma, che cos’ha fatto in questi tre giorni?”
– “Oh, questo posso spiegarlo. Io vengo da un altro paese, dove le cose sono in ordine. Qui invece le cose sono in disordine, non sono come dovrebbero essere secondo il comandamento del Cielo. Perciò tutta la regione non è nel Tao, e neppure io sono nell’ordine naturale delle cose, perché mi trovo in un paese in disordine. Per questo ho dovuto aspettare tre giorni per rimettermi nel Tao e allora, naturalmente, è arrivata la pioggia.” 
[Nota presente nei Collected Works of C. G. Jung, vol. 14, pp. 419 sg. ed estratta da The Interpretation of Visions, protocolli di seminari junghiani riprodotti per uso privato (Zurigo 1939) p. 7.]

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, Note, in Opere 14, Mysterium conunctionis, paragrafo 5 Adamo ed Eva, nota n. 1823, 1875-1961, Bollati Boringhieri, edizione digitale, 2015
https://it.wikipedia.org/wiki/Carl_Gustav_Jung


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#MOSQUITO / 2018, quattro vorrei (Michela Murgia, Roberto Vecchioni, Antonio Manzini, Valeria Parrella)

VORREI un 2018 antifascista, intendendo per fascista tutto quello che banalizza la realtà con la pretesa di semplificarla, che preferisce il capo che comanda al leader che ispira, che crede che nemico e avversario siano la stessa cosa e che pensa che l'identità sia una cosa che non cambia più.
*** Michela MURGIA, scrittrice, 'Robinson', 31 dicembre 2017

° ° °
VORREI che gli ignoranti fossero additati, quelli 'chissenefrea' e, peggio del peggio, quelli 'ho trovato me stesso', che era meglio se lo perdevano. Vorrei che i ciclisti dei marciapiedi la smettessero di sentirsi minoranza perseguitata. Che i perdenti una volta vincessero Che la tecnologia fosse presa per ciò che è: un barlume che rischiara ombre di verità irraggiungibili.
*** Roberto VECCHIONI, cantautore, insegnante, scrittore, 'Robinson', 31 dicembre 2017

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PER L'ANNO NUOVO non voglio fare auguri solenni, mi basterebbero due cose molto semplici: che il profitto non sia il fine delle azioni degli esseri umani e che la gente la smetta di rompere i coglioni. E' tutto lì. Guerre, carestie, ingiustizie, malaffare, criminalità, possesso di armi, tutto ciò nasce da queste due inclinazioni umane, eliminate le quali si vivrebbe meglio.
*** Antonio MANZINI, scrittore,  'Robinson', 31 dicembre 2017

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L'AUGURIO E' che l'anno che verrà sia più dolce ai bambini: che quei 220 mila minori in Italia per cui la mensa scolastica è l'unico pasto della giornata siano sollevati dalla povertà, che quelli che partono da terre lontane arrivino sicuri nei nostri porti attraverso i corridoi umanitari, che quelli nati sul nostro suolo siano automaticamente (non temperatamente) italiani. Sono tre cose facili facili, basta votarle.
*** Valeria PARRELLA, scrittrice,  'Robinson', 31 dicembre 2017


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domenica 31 dicembre 2017

#SGUARDI POIETICI / Fine d'anno (Jorge Luis Borges)

Né la minuzia simbolica
di sostituire un tre con un due
né quella metafora inutile
che convoca un attimo che muore e un altro che sorge
né il compimento di un processo astronomico
sconcertano e scavano
l’altopiano di questa notte
e ci obbligano ad attendere
i dodici e irreparabili rintocchi.
La causa vera
è il sospetto generale e confuso
dell’enigma del Tempo;
è lo stupore davanti al miracolo
che malgrado gli infiniti azzardi,
che malgrado siamo
le gocce del fiume di Eraclito,
perduri qualcosa in noi:
immobile.


*** Jorge Luis BORGES, 1899-1986, scrittore, saggista, poeta, traduttore, accademico argentino, Fine d'anno, da Fervore di Buenos Aires, 1923, segnalato da 'il canto delle sirene', 31 dicembre 2011, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Jorge_Luis_Borges


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