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domenica 24 luglio 2016

#SPILLI / Terrorismo? No, impazzimento (M. Ferrario)

No, non è terrorismo.
Il terrorismo ha una sua logica.
Perversa. Ma logica.
Uccide con un fine. E tra i fini c'è pure quello di terrorizzare.

Ormai invece è puro terrore.
Perché è follia. Dispersa. Diffusa. Selvaggiamente prorompente.
Perché è impazzimento generale. Potenzialmente alla portata di tutti.  
In ogni luogo e momento, possiamo essere uccisi. Oppure diventare assassini.

È impazzimento quello che fa imbracciare un'arma per sparare alzo zero su chiunque solo perché 'senti di dover' sparare a chiunque. Mirando, con intenzione lucida e allucinata, a uomini resi birilli. Svuotando il caricatore su giovani e bambini in un centro commerciale. O zigzagando con un camion tra la folla per mettere sotto il maggior numero possibile di chi sta sulla tua strada: più ne abbatti, più scarichi fuori la tua pazzia contro il mondo.
E non importa se alla fine muori anche tu: tanto sei già morto dentro, depresso, frustrato, incazzato, quando hai impugnato l'arma e gli altri, i birilli-umani, chissenefrega, lo saranno dopo.
Diventeranno finalmente come te.
E comunque non è un tuo problema. Tu stai male: hai subito angherie, ingiustizie. E loro la pagheranno. 

La follia è incontenibile. Ma un tempo il folle in qualche modo, almeno nella maggioranza dei casi, riusciva, se non a contenerne le accensioni più violente, almeno a limitarne gli effetti
Non era intenzionale, questo contenimento; se no il folle, ieri come oggi, non sarebbe folle. Forse agivano, pure nel buio della pazzia più profonda, i residui di un'educazione al sociale anche ipocritamente imposta con il mantra dei troppi e soffocanti doveri. Tuttavia, sta di fatto che, come obbedendo a una pulsione che fissava un limite, un contenitore c'era. L'onnipotenza non straripava. Magari la spinta aggressiva si indirizzava su qualcuno in particolare, in base a una motivazione assurda, ma specifica e soggettivamente logica: che riguardava 'quella' persona e non un'altra. E allora quella 'persona' non aveva scampo. 
Ma la pazzia, un tempo, almeno qui in Italia e in Europa (e non negli Usa), non investiva dei suoi effetti omicidi chiunque: non era stragista.
Tendeva a implodere. Non esplodeva, con gusto e accanimento, regalando anche agli altri (tutti, indistintamente, e più sono sconosciuti e meglio è) la morte distruttiva che bruciava dentro e urlava di passare all'atto.

Oggi abbiamo introiettato il terrorismo. 
Ci sentiamo autorizzati a uccidere e seminare terrore. 
È atto allo stato puro. Nessun pensiero. Nessun ideale. Nessun fine.
C'è solo che noi stiamo male. E questo basta.
Ci siamo noi con la nostra follia e niente e nessuno contano più di noi.
Solo noi. Il nostro Io.
Io. Io. Io.
Gli altri crepino tutti.
Con noi. Come noi.

No, non è terrorismo. 
E' impazzimento generale. Di una società.
Siamo noi che stiamo impazzendo.

*** Massimo Ferrario, Non è terrorismo, è impazzimento, per Mixtura

Ali Sonboly, tedesco iraniano, killer di Monaco, 22 luglio 2016