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giovedì 6 agosto 2015

#SPILLI / Chi vince, chi perde e chi è peggio di una bestia (M. Ferrario)

(dal web, autore anonimo)
Non perdo mai: o vinco o imparo.

Walter James Palmer è il dentista statunitense che ha ucciso il leone Cecil, uno degli animali più famosi del parco nazionale Hwange, in Zimbabwe. Lo ha decapitato per aggiungerlo ai suoi trofei di casa.
Secondo Theo Bronkhorst, il cacciatore locale che lo ha accompagnato nella battuta, il dentista statunitense voleva anche una zanna d'elefante da 30 chili.
Ora Palmer ha lasciato la sua casa in Minnesota, trovando rifugio in una località segreta, rincorso dalle polemiche globali che il suo gesto ha provocato. (dai giornali)

Il leone Cecil ha perso. Perché è morto.
E non è più in grado di imparare. 
Ma ha vinto. 
A tutte maiuscole.
E il suo titolo di re non glielo toglie nessuno.

Certo non glielo toglie un misero e miserevole essere umano che sopperisce ai suoi problemi di erezione imbracciando un fucile. E uccidendo, vigliaccamente, in un parco nazionale e con il contributo di uno spregevole cacciatore locale, un animale che ha imparato a vivere in un ambiente creato dall'uomo per lasciarlo vivere.

Chi non impara mai, perché è solo preso dal bisogno perverso di vincere (in qualunque modo, anche con l'inganno) per affermare il suo povero Io, è solo l'uomo. 
Che appartiene al mondo animale, ma è peggio di una bestia.

*** Massimo Ferrario, per Mixtura


lunedì 20 luglio 2015

#MOSQUITO / Perdere, il mito del vincere (Ermanno Olmi)

Qualche volta pensi che la condizione di perdente la assumi nell’attimo in cui vieni al mondo. 
Ma c’è uno spazio per essere vincenti. Nel riuscire a concedere qualche attimo di più a un momento cordiale, a una generazione perché abbia l’idea, per lo meno il profumo di una vita armonica. La poesia, frammenti di vittoria sulla stupidità, sull’opacità. Cristo dice questo, non aver paura di perdere perché puoi comunque essere vincente. 
Ho letto di un’inchiesta fra i bambini di Palermo: dicono di Falcone e Borsellino "due stupidi perché hanno perso". Terribile. 

*** Ermanno OLMI, 1931, autore e regista cinematografico, intervistato da Paolo d’Agostini, ‘la Repubblica’, 3 giugno 2004.



Sempre in Mixtura, altri 2 contributi di Ermanno Olmi qui

mercoledì 25 marzo 2015

#SPILLI #IMMAGINI / Vincere e...


(dal web, fonte ignota)


Condivido al 100%. 
Una volta tanto non è un'americanata.
E lascio in originale proprio per rimarcare che anche gli anglosassoni, se vogliono (quando vogliono), possono 'azzeccarci'.
Intanto perché il mondo non si divide tra vincenti e perdenti. Ma, qui si suggerisce, ovviamente si vince 'e' si perde.
E poi perché si sottolinea che, perdendo (sbagliando), si impara.
Certo, a furia di perdere (e sbagliare), si può anche imparare a perdere (e a sbagliare).
Ma dipende.
Se attiviamo l'autoconsapevolezza e l'analisi critica della situazione, non avviene. 
Perché, appunto, si 'apprende'. 
Che è la cosa fondamentale per vivere. 
E, ancor più, per con-vivere: con gli altri. Con il mondo.
Lo so, sarebbe un mondo orribile per i vincenti non poter più umiliare i perdenti. Ma sarebbe un mondo finalmente bellissimo, e soprattutto umano.

*** Massimo Ferrario, per Mixtura