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mercoledì 27 settembre 2017

#CIT / La lettura (Ottavio Missoni)

citazione dalla intervista di Paola Jacobbi
Ottavio Missoni, la vita si decide in un attimo 
'Vanity Fair', 9 maggio 2013, qui

In Mixtura ark #Cit qui

domenica 2 aprile 2017

#SENZA_TAGLI / Lettura, numeri (Giovanni De Mauro)

Esasperato per il ritardo nei pagamenti dei diritti d’autore dei suoi libri, nella primavera del 1955 Ernest Hemingway decise di convertire parte del credito che aveva con l’Einaudi in azioni della casa editrice. La storia poco nota dei complicati e pittoreschi rapporti dello scrittore statunitense con i suoi editori italiani (l’altro è Mondadori) l’ha raccontata di recente Andrea di Robilant sulla Paris Review.

Sessant’anni dopo, il mondo dei libri in Italia se la passa decisamente meglio. Smentite le catastrofiche previsioni di una scomparsa imminente dei libri e delle librerie, gli ultimi dati dell’Associazione italiana editori segnano per il secondo anno consecutivo una crescita del mercato: più 2,3 per cento rispetto al 2015. Scendono un po’ lettori e lettrici, che sono comunque 23,3 milioni. Rimangono stabili i cosiddetti lettori forti, cioè quelli che leggono almeno un libro al mese (sono 3,2 milioni). Bambine e ragazzi leggono sempre molto: nella fascia d’età tra i 6 e i 17 anni, il 47,3 per cento legge almeno un libro all’anno, mentre nel resto della popolazione la percentuale è del 39,5.

Cresce la quota di lettori che hanno più di 60 anni. Le vendite di ebook aumentano, ma nel complesso la lettura di libri elettronici non supera il 10 per cento. Le librerie, sia quelle indipendenti sia le catene, restano il canale preferito dalla maggioranza dei lettori (il 72,8 per cento degli acquisti). È anche enormemente cresciuta la produzione. Nel 1980 i titoli usciti erano stati 13.203, di cui 1.087 di narrativa. Nel 2016 invece sono usciti in Italia 66.505 titoli, di cui 18.517 di narrativa: 182 novità al giorno. Un aumento del 400 per cento. Tanto che nei prossimi anni il problema principale per gli editori potrebbe non essere il digitale, ma riuscire a far conoscere i propri libri. Perfino avendo tra gli autori un nuovo Hemingway.

*** Giovanni DE MAURO, giornalista, direttore di 'Internazionale, Lettura, 'inmternazionale', 30 marzo 2017, qui

Soizick Meister
artista canadese
(via pinterest)

In Mixtura altri contributi di Giovanni De Mauro qui

giovedì 14 gennaio 2016

#SENZA_TAGLI / Lettori: in crescita, ma lo scenario resta desolante (Sabina Minardi)

Un leggero incremento. Così lieve da indurre a parlare di sostanziale stabilità. In uno scenario lontano da quello degli altri Paesi europei, da suscitare poco ottimismo. Ma un primo segnale positivo, dopo due anni di segno meno.

È l'ultimo aggiornamento Istat sul rapporto tra gli italiani e i libri: nel 2015 l'indice di lettura degli italiani è stato del 42 per cento. Meno della metà degli italiani, cioè, di età superiore ai 6 anni, ha letto almeno un libro nell'ultimo anno, per ragioni diverse da quelle scolastiche o professionali. Leggermente di più rispetto all'anno scorso, quando il dato si era fermato al 41,5 per cento.

La diaspora dalla lettura è iniziata nel 2011. Da allora, la stima è di 2 milioni e 400 mila lettori persi. Oggi circa 400 mila di questi lettori sono tornati a leggere.

L'Istat arricchisce la fotografia di ulteriori informazioni: il 9,1 per cento delle famiglie italiane non ha alcun libro in casa; il 64,4 per cento, ben oltre la metà, ne ha al massimo un centinaio.

Uno scenario desolante, che tuttavia non sorprende più: perché non solo si legge pochissimo. Ma un italiano su cinque è totalmente indifferente a qualunque proposta culturale: cinema, teatro, arte. Come ha appena dimostrato la stessa Istat in una più ampia indagine sui consumi culturali. E la correlazione è ribadita: fra i lettori di libri, le quote di coloro che coltivano altre attività culturali, praticano sport e navigano in Internet sono regolarmente più elevate rispetto a quelle dei non lettori.

La buona notizia viene, ancora una volta, dal fronte dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni, l'unica riserva nella quale la quota di lettori è superiore al 50 per cento. In particolare, la fascia di età in cui si legge di più è quella dei 15-17enni. Con evidente differenze in base all'ambiente di provenienza: legge libri il 66,8 per cento dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori e solo il 30,9 per cento di quelli con genitori che non leggono libri.

La popolazione femminile, e anche questo non è una novità, ha maggiore confidenza con i libri: si stima che il 48,6 per cento delle donne siano lettrici, contro il 35 per cento dei maschi.

La lettura continua ad essere più diffusa al Nord - e nel Nord-est specialmente - che al Sud: nel Mezzogiorno solo il 28,8 per cento, cioè meno di una persona su tre, ha letto almeno un libro nel corso di un anno. Nelle Isole le cose vanno un po meglio: i lettori sono il 33,1 per cento, e in aumento rispetto al 31,1 per cento dell'anno prima.

Si legge di più nei comuni centro di aree metropolitane, dove la stima della quota di lettori raggiunge il 51 per cento (è il 38,1 per cento nei comuni con meno di 2.000 abitanti).

Segnali di disaffezione dal fronte dei "lettori forti", cioè le persone che leggono in media almeno un libro al mese: con una percentuale del 13,7 per cento, sono in calo (erano il 14,3 per cento nel 2014). Mentre quasi un lettore su due (45,5 per cento) si conferma "lettore debole", avendo letto non più di tre libri in un anno.

Sono stimate in 4,5 milioni le persone che hanno letto o scaricato libri online o e-book negli ultimi tre mesi: l'8,2 per cento della popolazione complessiva e il 14,1 per cento delle persone che hanno navigato in Internet negli ultimi tre mesi.

Dati sui quali  discutere e riflettere. Per verificare se, come ripete da mesi l'Aie, «la tempesta è passata». E ripartire è davvero possibile.

*** Sabina MINARDI, giornalista, Lettori in crescita anche se di poco, blog 'L'Espresso', 13 dicembre 2016, qui

domenica 5 luglio 2015

#MOSQUITO / La lettura, ci arricchisce (Piero Dorfles)

Il passaggio dalla rappresentazione per immagini alla simbologia dell’alfabeto ci ha resi capaci di astrazioni sempre più complesse. E l’invenzione di Gutenberg, dei caratteri mobili, ha messo alla portata di tutti questo esercizio, che fa compiere al nostro cervello il compito più raffinato che gli possiamo chiedere: trasformare velocemente centinaia di segni astratti in parole, e le parole in frasi, e le frasi in un testo complesso. Un esercizio formidabile. Se non lo facciamo, se non acquistiamo la competenza del lettore abituale, il cervello funziona lo stesso, ma la nostra capacità di astrazione, di pensiero, di elaborazione, di selezione e memorizzazione non si esercita. Perdiamo qualcosa. (...)

Forse esagero, ma penso che senza lettura sia difficile comprendere quanto ci arricchisce il rapporto con chi è diverso da noi; che senza lettura non si abbia lo stimolo a pensare su come potrebbe essere migliorato il mondo in cui viviamo; che senza lettura è improbabile che si riesca a pensare al futuro come qualcosa il cui andamento dipende da noi. Non ne ho la certezza ma, in definitiva, spero almeno che quante più persone leggono e capiscono Kafka, tanto più difficile sarà che siano insensibili ai problemi degli altri. E al destino dell’uomo.

*** Piero DORFLES,  1946, giornalista e critico letterario, I  100 libri. Che rendono più ricca la nostra vita, Garzanti, 2014


martedì 6 gennaio 2015

#RITAGLI / Lettura, ricordiamo gli indici

Ricordo per i fortunati che lo avessero dimenticato che, secondo le statistiche attuali, 1 italiano su 2 non legge neanche un libro all’anno. Il 18% di noi ne legge da 4 a 11, e il 6% viene considerato un “lettore forte” perché legge almeno 1 libro al mese. Uno, non due. 
In una celebre intervista di qualche anno fa, Philip Roth disse che il numero di lettori di romanzi nel giro di pochissimo tempo sarebbe diminuito così tanto da essere paragonato all’attuale numero dei lettori di poesia. Pochissimi eccentrici, feticisti dai gusti incomprensibili ai più. I libri, si sgolano gli editori, non si vendono. Le storie, è ormai argomento inoppugnabile, non abitano più tra le pagine, ma nelle serie tv, nelle sceneggiature dei videogiochi. Basta vedere dove va il denaro, segui il successo e scoprirai chi sono oggi i veri raccontatori. Lo predichiamo tutti, e ci strappiamo i capelli.

*** Elena STANCANELLI, scrittrice, «Un superclub per la lettura»: l'ultima sfida di mr Facebook, da 'la Repubblica', 5 gennaio 2015