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venerdì 15 settembre 2017

BREVITER / 'Ius soli', la resa (mf)

MasFerrario, facebook, 14 settembre 2015, qui

[ Aggiungo, da uno scambio seguìto in 'facebook' come reazione al post sopra riportato in immagine, queste righe (commento in 'facebook', 14 settembre 2017, qui) ]

Registro tristezza e incazzatura (soprattutto incazzatura violenta).

Ambedue sono dovute al fatto che ci si è arresi: alla pancia della 'ggente', che vira sempre più a destra, e alla paura di 'finire sotto' in Parlamento. 
Nel Paese non si è condotta nessuna campagna di contrasto all'equazione (assurda, illogica, volgare) 'ius soli-invasione migranti-terrorismo'. 

Una Politica (non una politica) è tale se 'guida', non se 'va dietro'. 
Se 'fa cultura', pilotando il 'senso comune' (che in genere non coincide con il buonsenso) e non facendosene serva. 
Se cioè fa anche (oibò, sì, lo dico) 'pedagogia', e non va, pedissequamente e beotamente, dove la portano i sondaggi. 
Se insomma ha il coraggio, per affermare principi e valori in cui crede, di fare battaglia e, anche, di rischiare di perdere, ma alla luce del sole: in piedi. 

Il Pd, al solito, sulle questioni che contano, dice e non dice, fa e non fa, privilegiando la linea di destra che soffia ormai da mesi lungo lo Stivale. 
E che soffierà sempre di più, se lasci il campo al fascioleghismo che ormai colora qualunque posizione di centro destra. O, peggio, se ne diventi una fotocopia vergognosa (come è avvenuto per il famoso mantra 'aiutiamoli a casa loro').

P.S. - Alessandro Robecchi, giornalista e scrittore, in un suo dialogo su twitter avvenuto in contemporanea con quanto stavo scrivendo su facebook, ha scritto: «Non si mette la fiducia su Ius soli perché "ci costa 2 punti nei sondaggi". Tra "norma di civiltà" e sondaggi si sceglie sondaggi. Tutto qui». 

Ecco: il 'tutto qui' si chiama schifo.  (mf)

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#VIGNETTE / Legge di civiltà (ellekappa)

ELLEKAPPA
'la Repubblica', 14 settembre 2017

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mercoledì 13 settembre 2017

#SPILLI / 'Ius soli', un analizzatore efficace (M. Ferrario)

Come era prevedibile, la legge sul cosiddetto 'ius soli', approvata alla Camera ma da approvare al Senato, è stata accantonata. 'Sospesa', dicono ipocritamente. Di fatto cancellata per questa legislatura ormai al termine e rimandata a tempi migliori. Cioè, dati i tempi di oggi, a tempi ancora peggiori. 
Dunque, per oggi e per domani, niente 'ius soli': neppure nella forma temperata all'italiana che di fatto lo trasforma in uno 'ius culturae'.

Guardavo, attonito, un video (qui) di un confronto in piazza fra un gruppo di italiani 'per sangue' e un gruppo di stranieri che rivendicavano la cittadinanza per i figli nati in Italia e qui cresciuti e scolarizzati. 
Gli argomenti, ineccepibili se non altro per logica, portati dai genitori 'stranieri' erano contrastati con una rozzezza impareggiabile. 
Ad un certo punto, uno dei presenti, credendo di usare una metafora definitiva per troncare ogni discussione, dice: «Ma scusi, se un topo nasce in una stalla, diventa un cavallo?».

Incredibile. 
Eppure il documento è lì da vedere e ascoltare. 
E del resto, il tizio, che purtroppo condivide la sua italianità anche con me e che sicuramente ripete a ogni piè sospinto il mantra ossessivo del 'prima gli italiani', non è un singolo caso limite: il suo 'pensiero' (si fa per dire) è rappresentativo e molti (troppi) sempre più sragionano così, magari senza riuscire ad esprimere, con il pizzico di perversa creatività di cui il suddetto connazionale ha dato prova, l'equivalenza, palesemente razzista, topo-straniero.

Credo che lo "ius soli che-non-è-uno ius soli" e che neppure in questa forma annacquata riesce a 'passare' né in Parlamento né tra gli italiani, sia un analizzatore efficace del nocciolo di xenofobia, se non di razzismo, che è in noi: anche a nostra insaputa
Bisogna avere il coraggio di dirlo: chi rifiuta lo 'ius culturae' di fatto rifiuta lo straniero e ammette solo la consanguineità: gli altri sono topi. E i topi non possono diventare cavalli.

È il fascismo 2.0 che ci sta impregnando, ormai da anni, ma sempre più negli ultimi mesi, le teste e le anime: anche senza che ce ne accorgiamo. 
E non c'entra se abbiamo in simpatia o in odio il fascismo storico espressosi nel secolo scorso: se facciamo il saluto romano e postiamo ogni giorno, su facebook, immagini di Mussolini a cavallo (il cavallo ha sempre un fascino maggiore del topo...), oppure se ci diciamo disinteressati alla storia e alla diatriba 'fascismo-antifascismo'. 
Il problema è che il fascismo, prima ancora di un'epoca storica, è uno stile di vita, un metodo, un tratto psico-culturale. Un modo di 'pensare' (le virgolette sono d'obbligo per non insultare il verbo). Un modo di sentire. Un modo di agire. Una oscena, rozza e omicida, visione del mondo.

È su questo che dovremmo cominciare a lavorare. E il primo passo, come sempre avviene per ogni cambiamento, è averne consapevolezza.
Per ora, mi pare, la consapevolezza latita, o riguarda una minoranza. Magari anche tra chi, senza saperne più il significato, continua dichiararsi 'di sinistra' e pensa di fare cose 'di sinistra' comportandosi con logiche di 'destra': ubbidendo soltanto ad una coazione a ripetere che ha svuotato parole, concetti, principi, valori e ci ha collocati dove neppure sappiamo di essere.

Ma altre volte, l'intenzionalità di essere quel che si fa c'è tutta. "Non bisogna lasciare il fascismo ai fascisti", dice Maurizio Crozza: con la paradossalità del comico, ma l'acume, realistico e spietato, dell'analista sociale.

*** Massimo Ferrario, Ius soli, il test, per Mixtura


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giovedì 20 luglio 2017

#RITAGLI / Ius Soli? Meglio 'Birthright Citizenship' (Erri De Luca)

Il governo, cioè il PD, oggi è rappresentato dal decreto infame, dal ministro che va in Libia a dare soldi a un rappresentante che governa solo i metri quadrati del suo ufficio di Tripoli, mentre il resto del paese e la costa sono in mano a formazioni armate che controllano anche la Guardia Costiera. Il nostro governo è incapace di intendere e volere una norma che regolarizza la posizione di cittadini italiani nati nel nostro Paese, che hanno frequentato le nostre scuole, che parlano l'italiano e che appartengono alla vita civile del nostro presente e del nostro futuro. Lo Ius Soli, questo desueto nome latino, va chiamato invece Birthright Citizenship. Usiamo a sproposito la terminologia inglese, ma stavolta siamo andati a nasconderci dietro il latino. Stavolta ci vergogniamo di usare quella lingua, perché quella lingua riconosce quel diritto.

*** Erri DE LUCA, scrittore e poeta, intervistato da Giacomo Russo Spena, Erri De Luca: “Decreto Minniti, vogliono censurare il diritto di critica”, 'MicroMega online', 19 luglio 2017.

LINK intervista integrale qui


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mercoledì 19 luglio 2017

#VIDEO / Ius Soli, flop annunciato (Tommaso Cerno)


Ius Soli, flop annunciato:
la sinistra torni a studiare
Tommaso CERNO
giornalista, saggista, direttore 'L'Espresso'
video 3min41

"La sinistra ha proposto questa legge e poi l'ha ritirata. Chiamandola atto di civiltà ha dimostrato l'assenza di argomentazioni"
(dalla presentazione)


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domenica 25 giugno 2017

#LINK / Ius Soli, italiani senza cittadinanza (Angela Gennaro)

Quelle di Fioralba, Xavier, Cristian, Emmanuel, Sonny, Christabel, Camila, Sandro, Monia, Charlotte sono storie di cittadinanza mancata. A volte, infine, conquistata. Ma la cui assenza ogni volta ha cambiato il corso delle loro vite. 
“Quando lavoravo in negozio le signore italiane mi parlavano lentamente e puntualmente si stupivano di quanto parlassi bene italiano”, racconta Christabel, accento romano di Roma, sorriso contagioso e genitori della Sierra Leone. “Da quanto tempo sei in Italia, mi sono sempre sentita chiedere. Sono nata a Roma, rispondo. Sì, ma da quanto? Da tutta la vita, signora”.  (...)

*** Angela GENNARO, giornalista, Ius Soli, le ambizioni dimezzate degli italiani senza cittadinanza: “Ammessa a università prestigiose a Londra, ho dovuto rinunciare”, 'ilfattoquotidiano.it', 24 giugno 2017

LINK articolo integrale (+ VIDEO) qui

mercoledì 21 giugno 2017

#VIDEO / Ius soli, lo sai che non sei italiano? (reptv)


Ius soli, lo sai che non sei italiano?
Reptv,  18 giugno 2017
video 3min18

Naturalmente la facile accusa, girata in rete, è di voler giocare sui sentimenti, strumentalizzando i bambini. 
Il video però tocca un fatto non inventato: in base al criterio oggi in vigore, lo ius sanguinis, questi bambini non sono italiani.
Ascoltare quello che dicono può far bene. A testa e pancia.
Se si ha ancora una testa aperta e una pancia che non soffoca il cuore. (mf)


domenica 18 giugno 2017

#VIGNETTE / Ius soli (Vauro)

VAURO
'Il Fatto Quotidiano', 17 giugno 2017

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#BREVITER / Cittadinanza, da meritare? (mf)

MasFerrario, 'facebook', 18 giugno 2017

Poiché qualcuno, su facebook, mi ha accusato di voler tornare ai tempi dell'antica Grecia in cui vigeva l'ostracismo, chiarisco che, ovviamente, la domanda è paradossale. E intende stigmatizzare la stupidità di chi dice che la cittadinanza va 'meritata'. Dove il merito sarebbe, all'italiana, lo 'ius sanguinis'. 
Questo, a casa mia, si chiama razzismo. 
Aggiungo che considero incivile chi non ha ancora capito che c'è un'unica razza umana e che l'unica vera cittadinanza è del mondo. 
Non è buonismo: è realismo. Ed è vergognoso vivere in un'epoca in cui lo si deve ricordare.

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#RITAGLI / Ius soli, battaglia di civiltà (Brahim Maarad)

Le elezioni per ogni giornalista sono uno spasso: settimane di campagna elettorale, incontri pubblici, scontri politici. I candidati che imparano a memoria il tuo numero. Le pizze in redazione durante lo spoglio. Le conferenze gongolanti dei nuovi sindaci. I comunicati rassegnati dei secondi arrivati. In questi dieci anni da giornalista ne ho seguite tante di campagne, eppure non sono mai entrato in una cabina elettorale. Non ho mai votato in vita mia. E non di certo perché sono iscritto al partito degli astensionisti. Non voto perché non posso. Non sono italiano. Non ancora. Nonostante io sia in Italia da diciotto anni. Praticamente una seconda maggiore età. Solo che questa è inutile perché non segna alcun passaggio.  (...)

È vero, una legge per la cittadinanza c'è già. Se volessi potrei fare domanda e, forse, ottenerla. Dovrei solo compilare una decina di moduli, tornare nel paese dove sono nato e chiedere un certificato che dimostri che durante i miei primi dieci anni di vita non ho commesso alcun reato, autenticare tutto al Ministero degli Esteri, tradurlo e legalizzarlo al Consolato italiano e inviarlo agli Interni. Il tutto dopo aver pagato tasse e marche da bollo per diverse centinaia di euro. Trascorsi tre o quattro anni potrei ricevere la comunicazione per andare a fare il giuramento davanti a un sindaco che ho seguito in campagna elettorale. 

Con lo ius soli la politica ha l'ultima occasione per dimostrare di avere la lungimiranza per essere degna di rappresentare l'Italia vera, non solo quella elettorale. Se fallisse anche questa volta sarei molto indeciso tra fare domanda per diventare italiano, come voglio, o lasciare definitivamente l'Italia che non mi vuole. 

*** Brahim MAARAD, giornalista marocchino, Io, in Italia da 18 anni, vi spiego perché lo ius soli è una battaglia di civiltà, 'espresso.repubblica.it', 16 giugno 2017

LINK articolo integrale qui

venerdì 16 giugno 2017

#SENZA_TAGLI / 'Ius soli', stranieri, bambini (Cecilia Strada)

«Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora io dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri», diceva don Lorenzo Milani.

E per quelli che si prendono il diritto di dividere i bambini in italiani e stranieri, di dividere le classi di bambini uguali - bambini che parlano la stessa lingua, giocano agli stessi giochi, sono nati nella stessa città e si sentono parte dello stesso Paese - tra chi è italiano e chi potrà solo sperare di diventarlo forse un giorno, per loro aggiungo: questi bambini sono la mia Patria, voi siete i miei stranieri.

*** Cecilia STRADA, presidente di Emergency, A proposito di ius soli,  'facebook', 15 giugno 2017, qui

In Mixtura altri contributi di Cecilia Strada qui

domenica 18 ottobre 2015

#VIGNETTE / Biani, Ebert, Magnasciutti

Mauro BIANI
Formazione della classe dirigente, 'il manifesto', 15 ottobre 2015

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Mauro BIANI
Difendiamoci dall'invasione, maurobiani.it, 12 ottobre 2015

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EBERT
Ius Soli e italiani, ebert.blogspot.it, 13 ottobre 2015

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Fabio MAGNASCIUTTI
Maschio Alfa, fabiomagnasciutti.blogsdpot.it, 16 ottobre 2015

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Fabio MAGNASCIUTTI
Prima di tutto, fabiomagnasciutti.blogspot.it, 16 ottobre 2015