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venerdì 27 ottobre 2017

#MOSQUITO / Informazione, chi la vuole? (Giampaolo Simi)

– L’informazione indipendente? Devo essere sincero? In questo momento mi chiedo cosa sia. Significa che il mio editore fa solo l’editore e non ha altri interessi? 
Qualcuno, da metà platea, mi ha interrotto senza neppure alzarsi in piedi: 
– Significa che i nostri editori sono solo i nostri lettori. 
– D’accordo. Bellissimo. Usiamolo come slogan di lancio, certo. Poi però guarda internet: lì i tuoi lettori li puoi contare uno a uno, li puoi conoscere anche tutti, per nome e cognome. Ma ti sembra un grande progresso? A quanto vedo oggi, non saprei. Là fuori c’è gente che combatte il tumore con il bicarbonato... mi dirai va bene, c’è sempre stata, ma il punto è che ora ha diritto a essere accontentata, capite? Ora ha diritto a leggere un blog, un sito, un gruppo, un forum del cazzo che gli dice che è vero. E la chiama informazione. Questa è l’informazione dei lettori: è passare da un padrone a un altro. L’informazione indipendente non la vogliono gli editori, lo sappiamo. Ma cosa abbiamo imparato in questi anni? Che non la vogliono neanche i lettori. Il mondo, se uno lo racconta com’è, ci fa troppa paura. Nessuno vuole essere informato, nessuno. Vogliamo essere rassicurati, vogliamo leggere solo quello che conferma le nostre convinzioni, perché non abbiamo nessuna voglia di verificarle. Vogliamo solo sapere che qualcun altro la pensa come noi, perché da soli non abbiamo il coraggio nemmeno di una mezza idea. Ecco come la penso.

*** Giampaolo SIMI, 1965, giornalista, scrittore, sceneggiatore, La ragazza sbagliata, Sellerio, 2017


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giovedì 17 settembre 2015

#SPILLI / Buon senso, ieri e oggi (M. Ferrario)

(dal web, via linkedin)

Uno legge e dice: ma è buon senso.
Vero.
" E' " buon senso.

Però manca. 
Come ieri. Più di ieri.
Con una differenza: ieri se ne 'combatteva' la mancanza (anche) con la formazione.
Oggi si crede di combatterla con l'informazione  spacciata per formazione: due ore, 60 slide e si registra 'fatto' in agenda. 
Poi ci si bea di aver fatto formazione.

Li chiamano ancora corsi
Seminari
Qualcuno ha il coraggio impudente di scomodare il termine master.
Ma sono 'sveltine'.

E i 'professionisti' della formazione?
Colludono con i committenti. 
E se loro in prima persona non colludono, lasciano che l'ambiente lo faccia. 
Non prendono posizione. 
A parte alcune mosche bianche: naturalmente segnate a dito e guardate con diffidenza.
Nei convegni, le mosche nere, intossicano i loro interventi (speech, mi correggo: mi era scappato l'italiano) di retorica, aria fritta, effetti speciali. Dicono che, loro, sono 'positivi'. E che  il mondo ha bisogno di 'positività'.
E guai se uno, provocando, disturba le magnifiche e progressive sorti della fuffa che avanza.
E poi credono ancora nella frottola (perversa e pervertente) che il cliente ha sempre ragione: lui (si consolano) lo vuole e loro glielo danno.
E questa frottola, naturalmente, continuano pure a insegnarla.

*** Massimo Ferrario, per Mixtura