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martedì 21 giugno 2016

#VIGNETTE / Natangelo, Biani

NATANGELO
 Luna di miele, 'Il fatto Quotidiano', 21 giugno 2016

° ° °

Mauro BIANI
Ideologie, 'il manifesto', 21 giugno 2016

sabato 20 giugno 2015

#LINK / Ideologia gender e seghe mentali (Pasquale Videtta)

Ora, io posso anche capire che alla bufala dell’«ideologia gender» ci caschino l’anziana e l’anziano che frequentano assiduamente una parrocchia, il ragazzetto o la ragazzetta che seguono poco politica e attualità e magari si fidano del proprio prete o del/della proprio/a catechista, i parenti di Mario Adinolfi e così via. Ciò che non è né comprensibile né accettabile è che a diffondere (e quindi a crederci e a condividerlo) l’allarmismo apocalittico di una cosa che non esiste, copiando pari pari il contenuto di un volantino che sta facendo il giro di Facebook e Whatsapp, sia un Dirigente Scolastico che, al contrario, dovrebbe essere portatore di cultura e di conoscenza, elevare il pensiero collettivo. Ancor meno accettabile è che si usi una circolare (un documento ufficiale, quindi) per propagandare, di fatto, un evento politico, invitando a cliccare sul portale ufficiale della manifestazione. (...)

A proposito di ideologie (quelle vere): il terrore delle organizzazioni ultra-cattoliche è la perdita del controllo monopolistico sulla vita e sull’identità degli individui. E allora, pur di gonfiare il numero dei partecipanti alla manifestazione, inventiamoci di tutto, creiamo il panico. Poi, che lo si faccia sulla pelle e sulla vita delle persone, alimentando quotidianamente omofobia, chissene. E chissene pure di quel comandamento che dovremmo rispettare: non dire falsa testimonianza. (...)

Nessun corso di masturbazione. Le seghe, a quanto pare, sono solo quelle mentali.

*** Pasquale VIDETTA, 1993, blogger, Ideologia gender e corsi di masturbazione non esistono. Le seghe mentali, sì, blog 'piano inclinato', 'L'espresso on line', 19 giugno 2015

LINK articolo integrale qui

martedì 9 giugno 2015

#SENZA_TAGLI / Finite le ideologie è rimasto il marcio (Michele Serra)

Tutti a dire che “bisogna spazzare via il marcio” (come scrive il quotidiano della Cei). Ottima idea. Ma se il famoso “marcio” non fosse più asportabile, nel senso che è un marcio strutturale, non l’eccezione ma la regola, non la devianza ma il costume che uniforma? Non credo che i tanti soci del mercato nero capitolino ritenessero di essere dei criminali. Qualcuno sì, certamente i boss, i Carminati e i Buzzi. Ma gli altri? Quanti di loro pensavano semplicemente di partecipare a un business informale, esteso a tanta parte della politica romana, quanti erano convinti di arrotondare lo stipendio, da padri di famiglia, facendo un po’ di nero come tanti italiani negli anni della crisi? Ciò che davvero è stato “spazzato via”, in appena un paio di decenni, sono le differenze ideologiche, le identità culturali, le appartenenze di partito prima avvertite come ricchezza di cui vantarsi e adesso come un impiccio di cui sgravarsi.

Sinistra e destra nello stesso sacco, fascisti che fondano la banda (nelle migliori tradizioni della storia criminale romana) e “compagni” che chiedono di partecipare, come si spiega una promiscuità così stretta se non con il fatto che la carriera personale e le tasche da riempire sono la sola vera linea-guida che traccia il percorso, se non di tutti, di moltissimi? Se è questo il marcio - questo non poter essere più niente al di fuori di se stessi e dei propri porci comodi - come ci si può illudere di “spazzarlo via”? È l’orribile motto plebeo, “so’ tutti uguali e tutti ladri”, che rischia l’autorevole convalida delle cosiddette classi dirigenti. Metà paese non va più a votare anche per questo.

*** Michele SERRA, giornalista, saggista, scrittore, 'l'amaca', 'la Repubblica', 7 giugno 2015

In questo blog, di Michele Serra altri 6 contributi, qui

martedì 14 aprile 2015

#RITAGLI / Ideologie (John F. Burns)

Il fallimento dell'approccio che divide il mondo in destra e sinistra è stata una lezione che ho imparato presto. Un incarico in Cina agli inizi degli anni Settanta mi mise di fronte alle dottrine omicide del "Pensiero" di Mao Zedong, che fece milioni di vittime; e un altro incarico a Mosca nei primi anni Ottanta, mi mise a contatto con le miserie che una forma perversa di marxismo-leninismo aveva imposto alla Russia sovietica, con un tragico tributo di milioni di vittime.
L'ideologia è stata il flagello del XX secolo, e ha continuato ad esserlo in molti dei peggiori regimi del XXI. Forse il più omicida di tutti gli Stati è la Corea del Nord della famiglia Kim, con milioni di morti di fame e le sofferenze di grandi campi di prigionia nascosti. E anche le decapitazioni, le fucilazioni di massa e le persone bruciate vive ad opera dello Stato islamico hanno la loro origine in un altro genere di pensiero estremista e corrotto.
Se dovessi catalogare questi momenti nelle truci dittature del mondo potrei riempire un libro, o forse tre. Ma nel tornare a casa, nei paesi occidentali, dove nessuno muore per un calo di fedeltà a un primo ministro o a un presidente, può essere deprimente sentire i sostenitori di un credo politico adottare le inflessibili certezze degli stati totalitari. Abbiamo conquistato a caro prezzo il diritto di pensare e parlare liberamente, ma ne facciamo un cattivo uso a nostro rischio e pericolo.

*** John F. BURNS, 1944, giornalista statunitense, estratto da Caro Terzani solo adesso posso dirti che ho capito, 'la Repubblica', 13 aprile 2015, da 'The New York Times', traduzione di Luis E. Moriones