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sabato 10 ottobre 2015

#LINK / Educazione sessuale, dal porno al gender (Alex Corlazzoli)

Oggi lezione di pornografia. Non è una folle provocazione ma la proposta lanciata da Christian Graugaard, medico e professore di sessuologia all’Università di Aalborg (Danimarca) convinto che gli adolescenti dai 13 anni in su dovrebbero vedere e discutere di sesso orale e posizione del missionario, in classe. Una presa di posizione destinata a far discutere la Danimarca ma anche l’Italia dove ogni giorno qualcuno si alza e combatte il fantasma dell’ideologia gender. Due estremi.

Da una parte la Danimarca dove dal 1970 l’educazione sessuale è obbligatoria al punto che un sessuologo arriva a proporre di guardare i porno a scuola per reinventarsi il modo di insegnare questa materia non solo partendo dagli aspetti biologici ma anche discutendo di altri fattori come la pornografia dal momento che nei Paesi del Nord Europa l’86% delle ragazze e il 99% dei maschi vede o ha visto film porno.

Dall’altro canto, un’Italia che si alza ogni mattina con la preoccupazione che in un’aula qualsiasi del nostro Paese si pronunci la parola gender (...)

*** Alex CORLAZZOLI, maestro e giornalista, Educazione sessuale: dal porno in classe al fantasma del gender, blog 'ilfattoquotidiano.it', 8 ottobre 2015

LINK articolo integrale qui

In Mixtura, 1 altro contributo di Alex Corlazzoli qui

sabato 18 luglio 2015

#LINK / Cattolici, siamo al delirio (Michele Sasso)

La “Linea guida per i genitori” è un fac-simile diffuso dalle associazioni Pro-vita e da una pagina locale di La Manif Pour Tous che prende di mira la riforma della Buona scuola. Alimentando paure, allarmismi e facilonerie con lo spauracchio della teoria gender: «I vostri figli sono istigati all’omosessualità»

Una diffida delirante che prende di mira la riforma della scuola e lo spauracchio della teoria gender per difendere i bambini da «danni psicologici irreparabili».
Si chiama “Linea guida per i genitori” e contiene queste indicazioni: «Non firmare il patto di corresponsabilità educativo e leggere se il piano della offerta formativa contiene parole come educazione al rispetto delle diversità o educazione di genere o educazione sessuale (parole usate per non dire gender, ma che significano proprio quello), e se lo contiene vuol dire che i vostri figli saranno istigati all'omosessualità, che saranno invitati alla masturbazione precoce fin dalla culla, che potrebbero essere obbligati ad assistere a proiezioni di filmati pornografici, fino ad arrivare a correre il rischio di sentirsi obbligati ad avere rapporti carnali con bambini dello stesso sesso» (...)

*** Michele SASSO, giornalista, Diffida choc: 'Genitori attenti al gender'. I pericoli? Porno e masturbazione in culla, 'L'Espresso', 17luglio 2015

LINK, articolo integrale qui

domenica 28 giugno 2015

#LINK / Gender, il sindaco che grida al lupo (Chiara Lalli)

«Si chiede di voler raccogliere i libri “gender”, genitore 1 e genitore 2, consegnati durante l’anno scolastico e prepararli al fine del ritiro che avverrà al più presto da parte di un incaricato. Con i migliori saluti».

Questo è il testo della circolare inviata il 24 giugno al personale docente di asili nido e scuole dell’infanzia dal neosindaco di Venezia Luigi Brugnaro (PG. N. 282873), che mantiene così le promesse della campagna elettorale.

È l’ultima vicenda nel dominio del “gender” e si potrebbe liquidare chiedendosi solo cosa diavolo sono i libri “gender” e ricordando che la storia del “genitore 1” e “genitore 2” è una delle più ostinate e colossali scemenze degli ultimi mesi. Questa dicitura non ha mai avuto a che fare con i libri, ma con i moduli di iscrizione scolastica: la proposta originaria era, banalmente, di usare la parola “genitore” invece di madre e padre come termine più ampio e comprensivo e per includere, per esempio, i figli di genitori single. Ma alla conferenza stampa di presentazione un giornalista ha “tradotto” il contenuto della proposta in genitore 1 e genitore 2 e non è stato più possibile rimediare (genitore non è un insulto, e non lo sarebbe nemmeno “genitore 1” o “genitore 2”, ma la dicitura mai esistita è diventata, nelle menti dei timorati del “gender”, un modo per offendere e insultare le famiglie e i sacri ruoli genitoriali).

Vale però forse la pena aggiungere un paio di considerazioni. (...)

*** Chiara LALLI, bioeticista, Il sindaco che a scuola grida al lupo contro il gender, 'internazionale.it', 26 giugno 2015

LINK articolo integrale qui

sabato 20 giugno 2015

#LINK / Ideologia gender e seghe mentali (Pasquale Videtta)

Ora, io posso anche capire che alla bufala dell’«ideologia gender» ci caschino l’anziana e l’anziano che frequentano assiduamente una parrocchia, il ragazzetto o la ragazzetta che seguono poco politica e attualità e magari si fidano del proprio prete o del/della proprio/a catechista, i parenti di Mario Adinolfi e così via. Ciò che non è né comprensibile né accettabile è che a diffondere (e quindi a crederci e a condividerlo) l’allarmismo apocalittico di una cosa che non esiste, copiando pari pari il contenuto di un volantino che sta facendo il giro di Facebook e Whatsapp, sia un Dirigente Scolastico che, al contrario, dovrebbe essere portatore di cultura e di conoscenza, elevare il pensiero collettivo. Ancor meno accettabile è che si usi una circolare (un documento ufficiale, quindi) per propagandare, di fatto, un evento politico, invitando a cliccare sul portale ufficiale della manifestazione. (...)

A proposito di ideologie (quelle vere): il terrore delle organizzazioni ultra-cattoliche è la perdita del controllo monopolistico sulla vita e sull’identità degli individui. E allora, pur di gonfiare il numero dei partecipanti alla manifestazione, inventiamoci di tutto, creiamo il panico. Poi, che lo si faccia sulla pelle e sulla vita delle persone, alimentando quotidianamente omofobia, chissene. E chissene pure di quel comandamento che dovremmo rispettare: non dire falsa testimonianza. (...)

Nessun corso di masturbazione. Le seghe, a quanto pare, sono solo quelle mentali.

*** Pasquale VIDETTA, 1993, blogger, Ideologia gender e corsi di masturbazione non esistono. Le seghe mentali, sì, blog 'piano inclinato', 'L'espresso on line', 19 giugno 2015

LINK articolo integrale qui