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lunedì 22 agosto 2016

#MOSQUITO / Italiani, la colpa è sempre degli altri (Vittorio Foa)

Voglio dire qualcosa sull’Italia. Nel nostro paese v’è stata una campagna razziale. Non è stata una cosa da poco; ha cacciato dalle scuole tutti i bambini, ha cacciato gli insegnanti, ha cacciato dal lavoro tutti gli ebrei. La mia famiglia è stata costretta all’emigrazione. Come hanno reagito gli italiani? Qui vi è stato veramente un silenzio colpevole. Io ho vissuto l’esperienza del giuramento dei professori universitari: alcuni professori universitari hanno rifiutato di giurare, altri hanno accettato di giurare in condizioni di disperazione. Non vi è stato allora su questo nessun commento. Poi, quando hanno cacciato via i professori ebrei dalle scuole e dalle università, non vi è stata una sola parola di solidarietà. Ciò che più mi ha colpito è che nel 1945, quando cioè tutto era ridiventato normale, nella gran moltitudine di intellettuali antifascisti, comunisti, socialisti, azionisti, non c’è uno solo che abbia detto una parola per un amico, per un collega fatto partire. Perché? Esiste una tentazione italica di sentirsi sempre vittime, in qualunque circostanza, cioè la colpa è sempre degli altri, noi siamo sempre puliti. 

*** Vittorio FOA, 1916-2008, intellettuale e militante politico, leader storico del sindacato e della sinistra, intervista al mensile ‘Una città’, www.unacitta.it, pubblicato con il titolo L’ultimo monito di Foa: "Impariamo a ricordare", ‘la Repubblica’, 27 gennaio 2009


In Mixtura 1 altro contributo di Vittorio Foa qui

giovedì 26 novembre 2015

#RITAGLI / Terrorismo, basta con la colpa all'Occidente (Salman Rushdie)

Ovviamente questi pazzi si ritengono dei musulmani, citano il Corano e gridano che Allah è grande. Non si può dire che l’Islam sia la religione dell’amore e della pace se le sue espressioni mostrano esattamente il contrario. Il terrorismo è una mutazione dell’Islam. È dovuto soprattutto all’educazione e all’istruzione, alla diffusione del wahabismo in Arabia Saudita per circa due o tre generazioni. È più legato al denaro e al petrolio che a crimini dell’Occidente e della sua politica estera. 

[D: Quindi i Paesi occidentali non sono responsabili del suo sviluppo?] 
Ne ho abbastanza di chi dice che dobbiamo incolparci! Se io la faccio arrabbiare e lei mi uccide il mio comportamento non è una scusa, lei è sempre un assassino. Le vittime di Parigi non hanno fatto nulla, come neanche Charlie Hebdo . È nella natura della satira essere offensivi. Come dovrebbe essere una caricatura politica rispettosa? Non esiste. E che cosa hanno fatto di male gli avventori del supermercato ebraico?.

*** Salman RUSHDIE, 1947, scrittore e saggista indiano, intervistato da Britta Heidemann, Salman Rushdie: Vivete la vita «Mai cancellare ciò che amiamo», 'corriere.it', 25 novembre 2015


LINK, intervista integrale qui

mercoledì 30 settembre 2015

SPILLI / Noi, e Adamo ed Eva (M. Ferrario)

Ci siamo dimenticati del peccato originale, dicono i cattolici. E qualcuno aggiunge: perché questo significherebbe dover ammettere il Salvatore. 
Anche un laico non credente come me può convenire. 
E’ vero: Adamo ed Eva non ci parlano più. La loro storia appare, a noi occidentali del XXI secolo, solo come loro: un piccolo episodio privato. Neppure più un mito. 
E forse anche per questo stiamo perdendo l’anima. 
Eppure, nel momento in cui Eva ha spinto Adamo a mangiare il frutto proibito e insieme lo hanno mangiato, noi siamo nati all’umanità. Quell’atto originario è stato un atto fondativo pesantissimo, che ha segnato e continua a segnare il nostro destino di esseri umani: un peccato, per i cattolici, una scelta necessaria di vita - di umanità -, per i laici. 
Che sia proprio per questo che lo allontaniamo dalla mente?
Per non dover tirare le conseguenze: logiche, inoppugnabili, rigorosissime. Perché non si tratta di espiare, bensì di pagare
Adamo ed Eva, decidendo di esistere come soggetti, hanno scelto anche per noi e per i nostri discendenti. Con loro è cominciato il nostro divenire di uomini: e il compito di questo divenire ci è stato marchiato addosso nel momento stesso in cui la trasgressione ci ha fatto nascere al mondo. 

L’inconscietà di chi è oggetto è gratuita, ma la consapevolezza ha un costo: non una tantum, continuo. 
La colpa può suggerire un Salvatore: perché venga alleviata l’espiazione. 
Ma una libera scelta è più esigente: ci obbliga ad essere, ognuno di noi, salvatore di se stesso.

*** Massimo Ferrario, 2000-2015, per Mixtura

Pieter Paul RUBENS, 1577-1640, pittore fiammingo
Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre, 1599-1600