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martedì 17 gennaio 2017

#MOSQUITO / Grande Spirito, e gli uomini che fanno tutti le stesse cose (Cervo Zoppo)

Ho guardato attentamente le piante: le foglie non sono mai una identica all'altra, anche se sono sullo stesso ramo. In tutta la Terra non c'é una foglia perfettamente uguale all'altra. Il Grande Spirito ha deciso così. Per ogni creatura Egli ha tracciato a grandi linee un sentiero: Egli insegna la direzione e lo scopo, ma lascia ognuna libera di trovarsi la sua strada. Egli vuole che ognuna agisca in modo autonomo, secondo il proprio istinto e obbedendo alla sua forza interiore. 
Se il Grande Spirito vuole che le piante, gli animali, persino i piccoli topi e gli insetti vivano in modo diverso, quale orrore deve provare davanti a degli uomini che fanno tutti le stesse cose. Uomini che si svegliano tutti alla stessa ora, che indossano vestiti comprati nello stesso supermercato, che prendono la stessa metropolitana, che arrivano nello stesso ufficio e fanno lo stesso lavoro, che fissano lo stesso orologio e - la cosa peggiore - hanno gli stessi pensieri...

*** CERVO ZOPPO, morto nel 1877, condottiero nativo americano dei Miniconjou, citato in Delia Guasco, a cura, Una storia degli indiani del nord America. Gli uomini dalla pelle rossa, Giunti Demetra, 1999

giovedì 10 dicembre 2015

#RITAGLI / Uomini, meno carriera se belli (Enrico Franceschini)

Uno studio della London Business School essere belli diventa un ostacolo quando si cerca di essere assunti o di strappare una promozione: si è visti come una minaccia da colleghi e superiori. Per le donne l'equazione non vale

(...) L'uomo attraente viene in media ritenuto anche intelligente: come tale rappresenta una doppia minaccia per chi è chiamato a decidere assunzioni o promozioni, secondo i test condotti dalla prestigiosa università londinese insieme alla School of Management della University College London e alla University of Maryland. E poiché a guidare aziende e società ci sono spesso altri uomini, la bellezza di un candidato viene mal vista anche per un altro motivo: gelosia. Timore che, con quel look ed eventualmente un po' di cervello, il nuovo assunto porti via il posto a chi lo ha preso, facendo più carriera di lui. L'uomo bello, insomma, viene visto come una minaccia da superiori e colleghi: se viene assunto, osserva la ricerca, viene indirizzato verso settori in cui prevale il lavoro di squadra, in maniera che sia poi il capo ufficio - anche se meno bello o magari bruttino - a trarne i meriti.

Il ragionamento non vale, hanno riscontrato gli studiosi di Londra, per le donne: essere belle, anche qui in nome di uno stereotipo maschilista, non viene comunemente associato con una particolare competenza sul piano lavorativo. La bella ragazza viene piuttosto considerata leggera: non è il suo look a impedirle di fare carriera per gelosia o timore che faccia meglio degli altri. (...)

*** Enrico FRANCESCHINI, giornalista, Belli e disoccupati: gli uomini sexy non fanno carriera, 'repubblica.it', 9 deicembre 2015

martedì 10 novembre 2015

#RITAGLI / Discriminazione, per donne e uomini (Carla Fiorentini)

(...) Recentemente un amico, maschio, ha affrontato un colloquio di lavoro. Chi conduceva il colloquio era un uomo, giovane, intorno ai 40. Il lavoro era interessante, motivante. Si trattava di viaggiare molto, con parecchie notti fuori casa.
Il mio amico, giovane, con bimbi piccoli e una moglie che lavora, ha chiesto chiarimenti su quante notti si riteneva che dovesse passare fuori casa e su quali introiti gli avrebbe garantito il lavoro. In piena onestà, ha spiegato che la sua frequente assenza da casa gli crea qualche difficoltà sia perché considera la paternità un valore da tutelare sia perché avrebbe creato disagi alla moglie e probabilmente la moglie avrebbe dovuto ridurre il suo impegno lavorativo, con conseguente danno economico.
Frasi del tipo
“Di che ti preoccupi? Anch’io ho bimbi piccoli, ma ci pensa mia moglie”
"Non mi dirai che ti fai condizionare da tua moglie nelle tue scelte lavorative?"
" Perché ti preoccupi del lavoro di tua moglie? Quanto vuoi che guadagni?"
hanno evidenziato che non solo mancava ogni rispetto per la professionalità femminile, ma anche che l’attenzione verso la moglie faceva perdere punti, secondo la logica che il vero uomo decide da solo mentre la moglie subisce.
Così la discriminazione si avvia a colpire non solo le donne, ma anche quegli uomini che hanno compreso il valore della famiglia, della paternità e della condivisione delle decisioni all’interno di una coppia.
Andiamo indietro, e tra un po’ ci troveremo a discutere se la donna ha l’anima o no.
Cerchiamo almeno di fare in modo che tutto questo non diventi normale: continuiamo ad indignarci!

*** Carla FIORENTINI, consulente, formatrice, saggista, Di male in peggio - Femminilità in cammino, blog 'chingecoaching' (senza data)

LINK articolo integrale qui 

In Mixtura altri 3 contributi di Carla Fiorentini qui

martedì 3 novembre 2015

#CIT / Desiderio degli uomini (Edward Dahlberg)

Edward DAHLBERG, 1900-1977, scrittore statunitense
citato da da Mardy Grothe, psicologo e saggista, consulente di management, Ossimori, paradossi e altre perle di saggezza, 2004, Orme, Milano, 2004.

mercoledì 29 luglio 2015

#SENZA_TAGLI / Aumento di stipendio, uomini e donne (Barbara Stefanelli)

Gli uomini che - in teoria - si dicono favorevoli alla parità finiscono - nella pratica - per vivere la leadership femminile come una minaccia. La realtà di un capoufficio o di un capofamiglia femmina fa scattare, inconsapevolmente, il bisogno di farsi rispettare: di più. L'auto assertività dei maschi va poi a incidere sulle donne: che, a loro volta inconsapevolmente, frenano lungo la scala delle ambizioni personali per garantirsi un clima più sereno. In tre mosse si chiude così un cerchio poco incoraggiante per il futuro delle nostre evoluzioni. Ma la consapevolezza, si sa, può aiutare a spezzare la catena delle azioni e reazioni - e coazioni a ripetere. 
E' questo lo spirito che anima la relazione di una ricercatrice, Ekaterina Nerchaeva, legata all'Università Bocconi di Milano: il suo lavoro, pubblicato sul 'Personality and Social Psichology Bulletin', fa riferimento a tre esperimenti realizzati in gruppi misti sottoposti a una specifica "pressione di genere". 
Uno di questi vedeva un gruppo di 76 individui americani, di cui 24 femmine e 52 maschi, discutere un aumento di stipendio con un proprio superiore. Se il superiore era femmina, il maschio subordinato si sentiva chiamato a chiedere una cifra media di 49.400 dollari; se il colloquio avveniva con un altro maschio 42.870 dollari potevano bastare. Per le femmine nessuna differenza e comunque pretese minori: 41.346 dollari. 
Siamo fortunati/e perché tutto questo viene raccontato e calcolato. Niente dibattito, dunque, lasciamoci andare. Le donne capo possono non pensare di dover alzare i toni per farsi rispettare; gli uomini non capo pure.

*** Barbara STEFANELLI, giornalista, Esperimenti di (dis)parità, blog 'IoDonna', 25 luglio 2015

sabato 13 giugno 2015

#LINK #PSY / Uomini che non ascoltano le donne (Brunella Gasperini)

Una ricerca rivela che l’uomo medio è in grado di seguire i discorsi della propria compagna per circa 6 minuti, dopodiché smette di ascoltare e la sua mente inizia a vagare lontano. Però sa rimanere attento per oltre 15 minuti in una conversazione di sport, film e sesso con un amico. 
A svelarlo sono i risultati di un’indagine condotta dal sito britannico di giochi on line Landbrokes. I dati dicono che mentre lui sta seguendo una partita, cercando un canale tv o giocando con una app, è meglio evitare di spiegargli qualcosa, sono i momenti in cui è più difficile essere ascoltate. Sono gli argomenti però a determinare in particolar modo l’interesse e quindi l’ascolto. I temi più insignificanti all’orecchio maschile si riferiscono al parlare di persone sconosciute, personaggi famosi e moda seguiti da ciò che succede su Facebook, oroscopo e alimentazione. 

Le donne risultano comunque preparate a questa “sordità” maschile. Il 55 per cento di loro dichiara di mettere appositamente alla prova il partner per vedere se sta ascoltando.
(...)
Top 10 degli argomenti di conversazione che spengono l'ascolto di un uomo secondo la ricerca di Landbrokes:
1. Persone che non conoscono
2. Colleghi del partner
3. Personaggi famosi, vip, celebrità
4. Moda, acquisti
5. Relazioni, coppia
6. Cosa succede su Facebook
7. Oroscopo
8. Con chi si è pranzato, chi si è incontrato
9. Sentimenti
10. Dieta/nutrizione

*** Brunella GASPERINI, psicologa, Uomini che non ascoltano le donne, 'drepubblica.it', 11 giugno 2105

LINK, articolo integrale qui

lunedì 13 aprile 2015

#EX LIBRIS / Rifiuti (Eduardo Galeano)

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... a Dio erano avanzati pezzetti di tutto quello che aveva creato. Mentre nascevano dalla sua mano il sole e la luna, il tempo, il mondo, i mari e i boschi, Dio gettava nell’abisso gli scarti che gli avanzavano. Ma Dio, distratto, dimenticò di creare la donna e l’uomo, e la donna e l’uomo non poterono far altro che farsi da soli. E là, nel fondo dell’abisso, nella discarica, la donna e l’uomo si crearono con gli avanzi di Dio. Noi esseri umani siamo nati dai rifiuti, e per questo abbiamo tutti qualcosa del giorno e qualcosa della notte, e siamo tutti tempo e terra e acqua e vento. 
*** Eduardo GALEANO, 1940-2015, giornalista, scrittore, saggista uruguaiano, A testa in giù, 1998, Sperling & Kupfer, Milano, 1999.
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