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venerdì 21 luglio 2017

#SENZA_TAGLI / Robot, la Torre di Babele (Mattia Feltri)

Ecco a che punto è l’umanità: «Ho accesso al massimo dei vantaggi che l’Intelligenza artificiale offra e ritengo che la gente debba iniziare seriamente a preoccuparsi. Continuo a lanciare allarmi ma, finché non vedranno i robot scendere in strada e uccidere qualcuno, le persone non capiranno. È troppo etereo». Non lo ha detto il ghost writer di Isaac Asimov o lo sceneggiatore di Ridley Scott. Lo ha detto Elon Musk, amministratore delegato di Tesla, azienda che presto produrrà automobili senza conducente per il mercato di massa. 

L’Intelligenza artificiale, ha detto Musk, è il più grande rischio per l’uomo. «La minaccia non ha mai toccato questi livelli. I robot sono in grado di fare tutto meglio di noi. E intendo tutti noi. Rischiamo la dominazione». È questione di tempo. Sono già pericolosi i robot di oggi ma immaginatene uno capace di disporre di tutto il sapere che l’uomo ha accumulato nei millenni, e di utilizzarlo all’istante. Un robot che possieda la chimica, la letteratura, l’ingegneria, l’informatica, la medicina, e viva dentro internet, ossia ovunque, e lo domini. Che non possieda coscienza, o peggio la possieda, la coscienza di sé.  

La storia dell’uomo è la storia di nemici sconfitti, uno a uno, con fatiche millenarie, fino alla conquista del pianeta; ma il nemico più terribile pare se lo stia creando con le sue mani, con ambizione divina. La nuova Torre di Babele. E l’aspetto più straordinario è che di questo discuta in giro per il mondo qualche centinaio di persone, e gli altri sette miliardi tirano a sera. 

*** Mattia FELTRI, giornalista, La Torre di Babele, 'La Stampa', 19 luglio 2017, qui


In Mixtura altri contributi di Mattia Feltri qui

lunedì 20 febbraio 2017

#LINK / Robot, secondo Bill Gates vanno tassati (Giuseppe Sarcina)

Tassare anche i robot. È la proposta di Bill Gates, il fondatore di Microsoft, l’uomo più ricco del mondo. «Oggi se un essere umano guadagna 50 mila dollari all’anno, lavorando in una fabbrica, deve pagare le imposte. Se un robot svolge gli stessi compiti, dovrebbe essere tassato allo stesso livello». Messa così può sembrare quasi una provocazione. Ma, intervenendo ieri alla Conferenza sulla sicurezza a Monaco, Gates si proietta nel futuro ormai prossimo: «Non ritengo che le aziende che producono robot si arrabbierebbero se fosse imposta una tassa. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale può generare profitti con risparmi sul costo del lavoro». Il miliardario americano, sembra di capire, prospetta una doppia imposizione. Dovrebbero pagare un prelievo extra sia le aziende che costruiscono i robot e, poi, sia le imprese che li installano per sostituire la manodopera di uomini e donne. (...)

*** Giuseppe SARCINA, giornalista,  La proposta di Bill Gates: una tassa sui robot che ci rubano il lavoro, 'corriere.it', 18 febbraio 2017, qui

martedì 3 maggio 2016

#LINK / Robot, ci sostituiranno? (Stefano De Agostini)

(...) Secondo un rapporto presentato a Davos, all’ultimo meeting del World economic forum, entro il 2020 i robot si prenderanno 5 milioni di posti di lavoro prima occupati da altrettanti uomini in 15 Paesi del mondo. Ma è davvero così? (...)

*** Stefano DE AGOSTINI, giornalista, Lavoro, ecco come i robot sostituiscono l’uomo in azienda e servizi. Intelligenza artificiale, ma anche posti in fumo, 'ilfattoquotidiano.it', 30 aprile 2016

LINK articolo integrale (e galleria foto) qui


In Mixtura 1 altro contributo di Stefano De Agostini qui

giovedì 10 marzo 2016

#VIDEO / Robot, l'ultimo lavoro sulla terra

L'ultimo lavoro sulla terra
The Guardian, internazionale.it, 8 marzo 2016
video 2min41


“Nei prossimi trent’anni le macchine potrebbero fare il 50% dei lavori al posto nostro”, dice il professor Moshe Vardi dell’univeristà Rice, in Texas.

Nel corto The last job on earth il Guardian immagina un futuro prossimo in cui il mondo sarà completamente automatizzato. Il video è prodotto in collaborazione con la sezione Sustainable business del Guardian. 
(dalla presentazione)

domenica 6 marzo 2016

#VIDEO / Robot, quasi umano


Atlas, The Next Generation
Boston Dynamics, febbraio 2016
video 2min41

Guardate questo video. Sono poco più di due minuti 'impressionanti': perché ci indicano il futuro che è già oggi.
Non so voi, ma io ho avuto una duplice reazione: di empatia per il robot quasi-umano, a cui vengono fatti 'dispetti' fino a farlo cadere a terra, e di timore.
Il timore ovviamente è per noi: ancora (nonostante talvolta venga il dubbio) umani. E ancora (ma non sappiamo fino a quando) in grado di comandare ai robot. (mf)

martedì 4 agosto 2015

#IMPRESA / Cina, dentro i robot e fuori gli operai

In Cina, la fabbrica Changying Precision Technology Company ha recentemente sostituito il 90% della sua forza lavoro con robot, passando da 650 dipendenti a 60. 
Nel prossimo futuro si conta di arrivare a occupare solo 20 persone.

Per far questo, la fabbrica ha automatizzato le linee di produzione: ora utilizza bracci robotici per produrre pezzi di smartphone. Anche i camion che trasportano i prodotti sono stati sostituiti con degli autonomi. 
Ma la cosa più sorprendente di questa strategia sono i risultati: la società sostiene che la produzione è aumentata e il numero di errori si è ridotto. 
In effetti, i robot di fabbrica sono riusciti a produrre circa tre volte di più degli operai nello stesso periodo, passando da 8.000 a 21.000 pezzi, con un incremento del 162,5%. 
E la qualità è aumentata: prima dell'introduzione dei robot il tasso di fallimento era del 25%, ora è inferiore al 5%.

*** (mf), notizia tratta da Sergio Asenjo, Fábrica china sustituye el 90% de su plantilla por robots y la producción aumenta, 'what's new', 1 agosto 2015, qui


lunedì 3 agosto 2015

#SENZA_TAGLI / Assumere i trasgressivi, per non diventare robot (Paolo Cervari)

Steve Jobs, il creatore di Apple, quando era presidente di Pixar, leader mondiale del cinema di animazione poi inglobata in Disney, assumeva regolarmente persone irregolari. 
Tra queste Brad Bird, famoso per aver lanciato i Simpson, quando fu chiamato dalla Pixar si senti dire: «L’unica cosa che temiamo è scivolare nell’autocompiacimento. Dobbiamo importare persone dall’esterno per mantenere una situazione di squilibrio creativo». 
Poco dopo Bird spiegò così la logica della sua assunzione: «Mi hanno assunto perché portassi una certa indisciplina. Mi hanno licenziato parecchie volte perché ero indisciplinato, ma è la prima volta che mi assumono per questo.»

Gary Hamel, nel suo Il futuro del management, riferendosi alle qualità che i collaboratori dovrebbero possedere in termini di contributo alla creazione di valore e alla generazione di vantaggio competitivo per l’organizzazione per la quale lavorano, propone una classifica di sei valori per comprendere le caratteristiche ideali dei professionisti che agiscono in mercati ipercompetitivi e ultrainnovativi, come dire l’ambiente sulla soglia del caos che oggi ci accompagna.
Passione 35% 
Creatività 25% 
Iniziativa 20% 
Intelletto 15% 
Diligenza 5% 
Obbedienza 0%

In questa dimensione entrano in gioco anche la capacità di mettere continuamente in discussione le proprie conoscenze per acquisirne di ulteriori e diverse, la predisposizione al rischio e al fallimento, il non accontentarsi del mondo così come visto da una visione ”unidirezionale“. 
Con un corollario, che sottoscrive lo stesso Hamel: le prime tre qualità dell’elenco qui sopra le potete comprare? E allora, come potete fare per assicurarvele? 
Chi sa rispondere a questa domanda tra 10 anni ci sarà ancora. Gli altri saranno vegetali o robot.

*** Paolo CERVARI, consulente filosofico, saggista,  Assumete chi infrange le regole o tra 10 anni sarete robot, 'caosmanagement', n. 99, luglio 2015, qui

venerdì 15 maggio 2015

#LINK #IMPRESA & SOCIETA' / I robot rubano il lavoro (Nicolò Cavalli)

Uno spettro si aggira per l’Europa, quello dell’automazione. L’allarme è scattato la scorsa estate, quando i ricercatori di Bruegel, influente think-tank con sede a Bruxelles, hanno calcolato che tra il 45 e il 60% della forza lavoro europea rischia, nel corso dei prossimi decenni, di essere sostituita da robot governati da sofisticati algoritmi. 
(...)
Anche in Italia, insomma, emergono i primi segnali di una polarizzazione del mercato del lavoro: mentre una piccola categoria di lavoratori altamente qualificati cresce a livello numerico e retributivo, ma non in maniera sufficiente per trainare la ripresa, la classe media smotta verso occupazioni a bassa retribuzione, ma ancora al riparo dall’automazione. È una dinamica che da decenni sta svuotando la manifattura statunitense, dove secondo Carl Frey e Michael Osborne, che a Oxford studiano l’impatto delle nuove tecnologie sul mondo del lavoro, il 47 per cento dei 150 milioni di lavoratori statunitensi potrebbe essere sostituito da robot entro i prossimi vent’anni. 
(...)
... a rischio il 56,1% dei posti di lavoro italiani – cioè poco più di 12 milioni di occupati.

*** Niccolò CAVALLI, ricercatore e giornalista, I robot rubano posti di lavoro, 'internazionale.it', 13 maggio 2015

LINK, articolo integrale qui

domenica 29 marzo 2015

#TAVOLE / Robot operai nel mondo (1995-2015)


(da 'Internazionale', 27 marzo 2015)

La tavola è a commento dell'articolo di John Lanchester, London Review of Books, Regno Unito, Il capitalismo dei robot, in 'Internazionale', 27 marzo 2015