giovedì 26 dicembre 2019

#HUMOR / I pastori del mio presepe (Marco Rubino)

Mauro Rubino
facebook, 24 dicembre 2019, qui

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#SPOT / Natale 2019 (Banksy)

BANKSY, 1974
artista, writer inglese
Natale 2019
dalla rete

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#EX_LIBRIS / L'eccezione di Natale (Carl Gustav Jung)

Non amavo andare in chiesa, fatta eccezione per il giorno di Natale. Il canto natalizio "Die ist der Tag, den Gott gemacht" mi piaceva moltissimo; e poi, la sera, naturalmente, c'era l'albero di Natale.

Era questa l'unica festività cristiana che potevo celebrare con fervore; tutte le altre mi lasciavano indifferente.

Solo la vigilia del Capodanno aveva un po' dell'attrattiva del Natale, ma in definitiva stava al secondo posto, e anche l'Avvento aveva qualcosa che non andava d'accordo col vicino Natale, qualcosa che era in rapporto con la notte, il vento, le tempeste, l'oscurità della casa, e che insinuava il sospetto.

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, Ricordi, Sogni, Riflessioni, a cura di Aniela Jaffè, 1961, Bur Rizzoli


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#FUMETTI / Buon Natale, Charlie Brown (Charles M. Schulz)

Charles M. SCHULZ, 1920-2000
https://it.wikipedia.org/wiki/Charles_M._Schulz
faceboook, 25 dicembre 2019, qui

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#MOSQUITO / Natale a New York (Tiziano Terzani)

Non sopportavo i due chili di inserti pubblicitari che dovevo buttar via dalla edizione domenicale del New York Times e l’invito standard di tutti i camerieri in tutti i ristoranti e in tutte le caffetterie a «Enjoy it», a godere, qualunque cosa fosse quell’it. Sotto Natale alla normale cacofonia della città si aggiunse il suono della banale canzoncina "Jingle Bells": per le strade, nei negozi, negli ascensori.

Dopo una lunga camminata ero entrato in una libreria, ma non riuscii a starci che pochi minuti. "Jingle Bells" mi perseguitava. Anche lì soffiava, pioveva da ogni soffitto, aleggiava in ogni angolo: Jingle Bells... Jingle Bells. Insopportabile, ossessivo. Uscii di corsa e, sul marciapiede, c’era un uomo infreddolito, che, appena riparato da un telo di plastica appeso al suo barroccino, vendeva hot dog.

«Dov’è la prossima stazione della metropolitana?» gli chiesi.
«Alla fine di questo blocco, a sinistra.»
Dall’accento capii che era uno di quei miei cari ebrei russi coi quali anni prima, scrivendo "Buonanotte, signor Lenin", avevo tanto discusso e riso e bevuto tè nell’Asia centrale.
«Spassiba», risposi.
Mi guardò come fossi un’apparizione. Con un calore che non avevo sentito in tutta la giornata, quasi titubante, ribatté:
«Pagialsta».
E, come rincuorati da un qualche riconoscerci, col sorriso sulle labbra, continuammo le nostre ugualmente strane vite in quel campo profughi, quella fornace umana, quel porto di salvezza, quel gulag dall’ottimo cibo che per tutti e due era New York.

*** Tiziano TERZANI, Un altro giro di giostra, Longanesi, 2004, in facebook, 25 dicembre 2019, qui


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#VIGNETTE / Babbo Natale e i bambini, poveri e ricchi (Passepartout)

PASSEPARTOUT
 (Pietro Gorini e Gianfranco Tartaglia)
facebook, 25 dicembre 2019, qui

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mercoledì 25 dicembre 2019

#FILASTROCCHE / Buon Natale a chi (Germana Bruno)

Buon Natale a chi è diverso,
a chi a un tratto poi si è perso,
che si possa ritrovare
senza cercar d'essere uguale.
Buon Natale a chi ci crede,
a chi l'altro in faccia vede
e non prova mai orrore
dei suoi panni o del colore.
Buon Natale a questa gente,
mai nemica e indifferente,
gente unica e speciale
come il giorno di Natale.

*** Germana BRUNO, insegnante e scrittrice, Buon Natale a chi, facebook, 11 dicembre 2019, qui


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#SENZA_TAGLI / Caro Babbo Natale (Matteo Bussola)

Caro Babbo Natale,
le mie figlie ormai sanno che non esisti, perciò ti scrivo io.
Capiamoci: anch'io so che non esisti, però questa non mi pare una buona ragione per non scriverti. Perché le lettere, in fondo, più che per ricevere una risposta, si scrivono perché si ha qualcosa da dire a qualcuno. O non si spiegherebbero i milioni di missive mai spedite che giacciono nei cassetti di tutto il mondo.
Comunque, ecco, ti volevo scrivere solo per farti sapere un'idea che mi frulla da un po'.

In pratica, ho l'impressione che la tua (non) esistenza, da quando eri San Nicola prima a Santa Claus poi a quando sei diventato un santino sponsorizzato dalla cocacola - da lì vengono il rosso e il bianco del tuo vestito, anche se magari non tutti lo sanno - serva nella sostanza a due sole cose. E che quelle due cose siano però fondamentali e siano, in fondo, la ragione vera del tuo successo planetario.
No, non c'entrano niente con l'essere più buoni per statuto. No, non hanno a che fare con l'albero e i parenti e il cenone e tutto il repertorio. E non c'entra niente nemmeno quella camionetta del Big Jim che tu sai.
Facciamo che te le dico subito, dai, che anche se non esisti so che in questi giorni, e oggi in particolare, non hai molto tempo da perdere.
Te la spiego così, te la dico da genitore.
Tu sei quello che ufficialmente porta i regali ai più piccoli, ma in realtà i regali li facciamo noi.
Tu sei quello che, con i nostri bambini, si prende il merito di fatiche solo nostre.
Mi sono chiesto spesso perché lo permettiamo.
E credo sia perché questa piccola "ingiustizia" consente a ogni madre, a ogni padre, di ricordarsi che essere genitori significa, a volte, farsi da parte. Rendersi invisibili. Lasciare spazio. Perché la felicità vera ha bisogno di aria.
E questa è la prima cosa.

La seconda cosa, invece, che poi è forse quella più importante, è quella di ricordarci che dietro alle magie ci sono sempre le persone, anche quando magari crediamo di no. Ci sono i nostri occhi, le nostre mani, il nostro tempo, il nostro impegno. Che quella magia possiamo decidere di metterla a disposizione degli altri, che sia sotto un albero, in un pacchettino colorato, dentro un abbraccio, in un piatto di minestra o in un gesto gentile.
Ecco, secondo me è per quello che tu non esisti.
Perché, se esistessi, sarebbe indubbiamente tutto più facile.
Invece, così, dipenderà solo da noi.

Con stima,

*** Matteo BUSSOLA, 1971, scrittore, fumettista, conduttore radiofonico, facebook, 24 dicembre 2019, qui


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#SPOT / Contrasti (Asaf Hanuka)

Asaf HANUKA, 1974
 disegnatore israeliano
dalla rete, qui
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#PANORAMI / Mosca, Natale 2019 (Elena Krizhevskaya)

Elena Krizhevskaya
Mosca
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° ° °

Elena Krizhevskaya
Mosca
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° ° °

Elena Krizhevskaya
Mosca
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#VERSETTI SATIRICI / Il presepio (Trilussa)

Ve ringrazio de core, brava gente,
pè ‘sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa? Si poi v’odiate,
si de st’amore nun capite gnente…

Pé st’amore so nato e ce so morto,
da secoli lo spargo da la croce,
ma la parola mia pare ‘na voce
sperduta ner deserto senza ascolto.

La gente fa er presepe e nun me sente,
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cià er core freddo e indifferente e
nun capisce che senza l’amore
è cianfrusaja che nun cià valore.

*** TRILUSSA (Carlo Alberto Salustri), 1871-1950, poeta, scrittore, giornalista, Il presepio, 'Corriere della Sera', 15 dicembre 2019, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Trilussa


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#FILASTROCCHE / Il pianeta degli alberi di Natale (Gianni Rodari)

Dove sono i bambini che non hanno
l’albero di Natale
con la neve d’argento, i lumini
e i frutti di cioccolata?
Presto, presto, adunata, si va
nel Pianeta degli alberi di Natale,
io so dove sta.

Che strano, beato Pianeta…
Qui è Natale ogni giorno.
Ma guardatevi attorno:
gli alberi della foresta,
illuminati a festa,
sono carichi di doni.
Crescono sulle siepi i panettoni,
i platani del viale
sono platani di Natale.
Perfino l’ortica,
non punge mica,
ma tiene su ogni foglia
un campanello d’argento
che si dondola al vento.

In piazza c’è il mercato dei balocchi.
Un mercato coi fiocchi,
ad ogni banco lasceresti gli occhi.
E non si paga niente, tutto gratis.
Osservi, scegli, prendi e te ne vai.
Anzi, anzi, il padrone
ti fa l’inchino e dice: “Grazie assai,
torni ancora domani, per favore:
per me sarà un onore…”

Che belle le vetrine senza vetri!
Senza vetri, s’intende,
così ciascuno prende
quello che più gli piace: e non si passa
mica alla cassa, perché
la cassa non c’è.

Un bel Pianeta davvero
anche se qualcuno insiste
a dire che non esiste…
Ebbene, se non esiste, esisterà:
che differenza fa?

*** Gianni RODARI, 1920-1980, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, Il Pianeta degli Alberi di Natale, 'Il Pioniere', n. 51, 1954,  rivista per ragazzi, in Filastrocche in cielo e in terra, Einaudi, 1960, in 'flilastrocche.it', qui.

https://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Rodari


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#SENZA_TAGLI / Buona "Joulurauha" a tutti (Vera Gheno)

Tra i dieci e i dodici anni ho abitato in Finlandia. Il Natale, chiaramente, era diverso: c'era il buio, c'era la neve, faceva freddo e lo spirito del Natale era più semplice da trovare. O forse ero solo una ragazzina più sognatrice di adesso.

Tra tutte le tradizioni natalizie, ce n'è una in particolare che ricordo da quegli anni, e che mi è sempre sembrata significativa: alla Vigilia, a Turku, la città dove vivevamo, un messo del comune dichiara solennemente, dal balcone di un palazzo cittadino, l'inizio dei venti giorni di Joulurauha, di "pace natalizia", che si concludono il 13 gennaio.

Si tratta di una tradizione antichissima; fino agli ultimi decenni dell'Ottocento, chi commetteva un crimine durante la Joulurauha subiva pene più severe del solito. Oggi la "pace natalizia" non ha alcuna rilevanza giuridica, ma rimane qualcosa a cui oggi, dopo trent'anni, ho ripensato con affetto.

Volendo trovare un augurio da condividere con chi mi conosce e conosco, forse per il momento turbolento, bellissimo e orripilante al tempo stesso che sto vivendo, ho pensato a questo: auguro a tutti di trovare un po' di pace, interiore o con altri che sia. Dato che, volenti o nolenti, siamo costretti a rallentare un po' rispetto ai ritmi soliti, forse possiamo passare qualche minuto in più alla ricerca della nostra pace.

Buona "Joulurauha" a tutti.

*** Vera GHENO, sociolinguista, facebook, 23 dicembre 2019, qui


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#VIGNETTE / Zia, prima che me lo chiedi (Chiara Rapaccini)

Chiara RAPACCINI
facebook, 22 dicembre 2019, qui

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martedì 24 dicembre 2019

#IMMAGINId'IMPATTO / A pois

dalla rete

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#SPOT / A Time For Giving

facebook, 22 dicembre 2019, qui

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#FOTO / Albero di Natale al seguito

Sara TASKER
creativa britannica
instagram, 21 dicembre 2019, qui

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#VIGNETTE / Mi chiamo Donald e sono da due giorni (Giancarlo Covino)

Giancarlo COVINO
facebook, 22 dicembre 2019, qui

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#SGUARDI POIETICI / L'altra metà (Valentino Zeichen)

Nella moltitudine di contenitori
che popolano il mondo invidiamo
quelle mezze scatole avvitabili
che per un incontro fortuito
hanno riconosciuto nel coperchio
l'altra metà mancante.

Evento mitico ricorrente nei sogni
che non ha mai luogo in vita
né per oggetti gli umani,
risultando sempre vane le ricerche
intraprese, senza contare le spese.


*** Valentino ZEICHEN,  1938-2016, poeta e scrittore, L'altra metà, da Pagine di gloria, Guanda, 1983, in 'il canto delle sirene', 7 dicembre 20'19, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Valentino_Zeichen

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#BREVITER / Hai mai visto un animalista (Dario Clemente)

Dario CLEMENTE
facebook, 23 dicembre 2019, qui

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