(via pinterest)
In Mixtura ark #Humor qui
mercoledì 30 agosto 2017
#BREVITER / Tenuta democratica e Pd bolognese (mf)
#QUADRI / Cecilia Beaux, Gerard Sekoto, Umberto Boccioni
Cecilia BEAUX, 1855-1942
artista statunitense
° ° °
Gerard SEKOTO, 1913-1993
artista sudafricano
(via pinterest)
° ° °
Umberto BOCCIONI, 1882-1916
pittore e scultore
(via pinterest)
In Mixtura ark #Quadri qui
#SGUARDI POIETICI / Sveglia (Luigi Pirandello)
Guizzò la prima rondine dal nido
sotto la mia grondaja,
vibrando al cielo il breve acuto strido;
e già ne strillan cento in frotta gaja.
Filan gli aerei stridi; intanto pare
che dai tetti vicini,
salterellando, col lor cianciugliare,
bézzichin l’aria i passeri piccini.
Giú, nel cortile, ostinasi un galletto
nel suo verso arrochito,
- Zitto, signor Dovere, ho già capito:
è ora, è ora di lasciare il letto.
https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Pirandello
In Mixtura altri contributi di Luigi Piarandello qui
sotto la mia grondaja,
vibrando al cielo il breve acuto strido;
e già ne strillan cento in frotta gaja.
Filan gli aerei stridi; intanto pare
che dai tetti vicini,
salterellando, col lor cianciugliare,
bézzichin l’aria i passeri piccini.
Giú, nel cortile, ostinasi un galletto
nel suo verso arrochito,
- Zitto, signor Dovere, ho già capito:
è ora, è ora di lasciare il letto.
*** Luigi PIRANDELLO, 1867-1936, scrittore, poeta, drammaturgo, premio Nobel per la letteratura nel 1936, Sveglia, da 'Nuova Antologia', 16 agosto 1910, in 'classiciitaliani', qui
In Mixtura altri contributi di Luigi Piarandello qui
#MOSQUITO / Memoria e ricordo, l'etimologia aiuta (Mario Capanna)
II sostantivo latino ‘memoria’ - come il corrispettivo greco ‘mnème’ - indica sì, primariamente, la «facoltà di ricordare», ma significa anche «fatto», «avvenimento» e, persino, «età» e «epoca», a sottolineare complessi di eventi.
Infatti rinvia al verbo ‘maneo’ (ciò che «rimane», «perdura», «resta»), che richiama sia la radice sanscrita ‘man’ sia quella indoeuropea ‘men’ (una «forza vitale» che «persiste»).
La memoria, quindi, è ciò che per-’man’-e e ri-’man’-e, mentre ri-’man’-da a qualcosa ed è anche ciò che ‘man’-tiene l’unità del molteplice. ‘Men’zionando l’avvenuto, è la ‘men’te del/nel tempo.
La ‘memoria’ presuppone il ‘ricordo’. La capacità di ricordare è la prima condizione perché essa possa sedimentarsi. Ma, anche qui, il significato originario del termine è ben più ricco della leggera semplificazione che la parola è venuta assumendo.
Il verbo latino ‘recordor’ esprime sì il «ricordarsi», in quanto «rievocare nella mente» e «richiamare alla memoria», ma indica anche l’idea di ‘immaginarsi qualcosa al futuro’.
E’ costituito da ‘re’ e ‘cor’, il «cuore» considerato sede della memoria. Mentre il prefisso ‘re’, in composizione, significa «indietro», ma anche di fronte, oltre che «contro».
L’etimologia, spesso, è più utile e più efficace di un lungo trattato. Qui ci dice che il ‘ricordare’ consiste nel richiamare qualcosa fuori dalla caligine del tempo, mettendola ‘di fronte’ alla luce (e alla lente) della mente, così questa ha il paragone per ‘immaginare’ qualcos’altro di diverso.
Il ri’co’rdare, perciò, vive come ac’cor’do e rac’cor’do fra passato e futuro, attraverso il presente. Il ‘ricordo’ è ciò che sta ‘indietro’ e, insieme, ‘qui e di fronte’.
*** Mario CAPANNA, 1945, leader del ‘68, presidente della Fondazione Diritti Genetici, scrittore, agricoltore e apicoltore, Il Sessantotto al futuro, Garzanti, Milano, 2008.
In Mixtura ark #Mosquito qui
#SENZA_TAGLI / Ordine, la mania aiuta a combattere lo stress (Oliver Burkeman)
Ultimamente, grazie a diversi studi, il vecchio detto “una scrivania ordinata riflette una mente ordinata” è stato sostituito dal suo opposto. Oggi il caos è segno di creatività. Francamente, essendo un maniaco della precisione, lo considero offensivo, anche se confesso che c’è un solido argomento a favore di questa teoria, proposto nel modo più convincente da Tim Harford nel suo libro del 2016 Messy.
Accettare il disordine, sostiene, ci aiuta a rinunciare alla tendenza a seguire sempre gli stessi percorsi mentali, e lascia spazio a nuove associazioni che consentono la formazione di nuove idee. D’accordo. Ma non aspettatevi che smetta di allineare perfettamente i miei blocnotes e le mie penne sulla scrivania. E non venite a dirmi che la mia è la manifestazione esteriore di un disperato bisogno di mantenere l’illusione del controllo in un mondo privo di qualsiasi significato. Sono semplicemente ordinato, ok?
Negli ultimi anni, però, mi sono reso conto che questa dicotomia tra ordine e disordine – motivo di innumerevoli liti tra coniugi – è una semplificazione eccessiva. È vero, sono una persona ordinata, ma in quanto a pulizia sono decisamente nella media, mentre la mia compagna attribuisce un’enorme importanza alla pulizia pur essendo un po’ disordinata. Io trovo sconcertante che le sembri normale lasciare i libri sparsi sul tavolo, quando potrebbero essere perfettamente impilati. E lei trova sconcertante che io ci tenga tanto a mettere il tappeto perfettamente perpendicolare alle assi del pavimento, ma non mi accorga delle briciole e dei pezzetti di pasta che si sono accumulati sui bordi.
Non è tanto che muoio dalla voglia di vivere in un ambiente ordinato, quanto che mi piace mettere in ordine
La cosa che mi fa più rabbia dell’essere dalla parte dell’ordine in questo dibattito è che i maniaci della pulizia hanno un argomento forte a loro favore: se la nostra casa diventa troppo sporca, possiamo veramente prenderci qualche brutta malattia, mentre la stessa cosa non si può dire di una libreria non organizzata in ordine alfabetico. È vero che l’ordine fa risparmiare tempo – se sappiamo dove sono le cose, le troviamo più facilmente – ma mentirei se dicessi che questa è la mia motivazione, e sono sicuro che a mettere in ordine spreco più tempo di quello che risparmio. No, noi maniaci della precisione dovremmo essere onesti. Abbiamo un profondo bisogno, presumibilmente perché siamo ansiosi, di imporre un ordine all’ambiente che ci circonda, e forse dovremmo fare qualcosa per superarlo.
Oppure no? In realtà mi sono reso conto che, stranamente, la dicotomia tra pulizia e ordine non provoca quasi nessuna tensione in famiglia. In parte perché si tratta di due aspetti della personalità complementari tra loro: uno dei due si occupa soprattutto di mettere in ordine, e l’altro soprattutto di pulire. Ma anche a causa di un’altra cosa che ho imparato di me stesso: non è tanto che muoio dalla voglia di vivere in un ambiente ordinato, quanto che – e credetemi, è imbarazzante ammetterlo – mi piace mettere in ordine.
Se vivessi con una persona che ha la mia stessa mania, non avrei nulla da fare. O, peggio ancora, cercherebbe di impormi una logica organizzativa diversa. Il mio mettere in ordine è un patetico modo per tranquillizzarmi? Forse sì, ma di certo è più sano che scolarmi una bottiglia di vino ogni sera. E nonostante tutte le ricerche sul disordine e la creatività, è proprio in quei momenti che mi vengono le idee migliori: mentre riordino il soggiorno, riordino anche i miei pensieri. Secondo me, la creatività si può anche imbrigliare.
*** Oliver BURKEMAN, giornalista e saggista britannico, La mania dell’ordine aiuta a combattere lo stress, traduzione di Bruna Tortorella, 'internazionale.it', 29 agosto 2017, qui
In Mixtura altri contributi di Oliver Burkeman qui
In Mixtura ark #SenzaTagli qui
martedì 29 agosto 2017
#CIT / L'essere umano (Leo Rafael Reif)
#COSE_PASSATE / Radio Zenith, Registratore Grundig, Telefono a muro
Radio Zenith
(via pinterest)
° ° °
Registratore Grundig
(via pinterest)
° ° °
Telefono a muro
(via pinterest)
In Mixtura ark #Cose Passate qui
#SGUARDI POIETICI / Il mio cuore (Katia Sebastiani)
Il mio cuore
potrei gettarlo tra le pietre incatramate
che bloccano la rotaia.
Potrei affogarlo in un bicchiere di gazzosa,
o spappolarlo contro
una giornata tersa.
Purché si muova purché
torni a mostrare il suo essere rosso
per elezione.
E la smetta di mandare sorrisi
cortesemente a chi siede di fronte
potrei gettarlo tra le pietre incatramate
che bloccano la rotaia.
Potrei affogarlo in un bicchiere di gazzosa,
o spappolarlo contro
una giornata tersa.
Purché si muova purché
torni a mostrare il suo essere rosso
per elezione.
E la smetta di mandare sorrisi
cortesemente a chi siede di fronte
*** Katia SEBASTIANI, 1971, poetessa, Il mio cuore, da Convivenze, citata in ‘Sagarana’, n. 36, luglio 2009, qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui
#MOSQUITO / Nella vita come a un banchetto (Epitteto)
15 - Ricorda che nella vita devi comportarti come a un banchetto. Una portata girando tra i convitati è arrivata davanti a te: allunga la mano e prendi la tua parte, con educazione; il piatto passa oltre: non fermarlo; non è ancora arrivato da te: non protenderti inseguendo l’appetito, aspetta che ti sia di fronte. Così fai con i figli, così con la moglie, con le cariche pubbliche, con la ricchezza: e un giorno sarai degno di stare a banchetto con gli dèi. Se poi, invece di prendere la porzione che ti sarà servita, la ignorerai, allora sarai degno non solo della mensa degli dèi, ma anche di governare con loro. È per questo comportamento che Diogene ed Eraclito, e gli uomini come loro furono meritatamente considerati divini, e tali furono in effetti.
*** EPITTETO, 50 ca-130 ca, filosofo greco antico, esponente dello stoicismo, Manuale (Enchiridion), 120, Garzanti, edizione ebook, 2013
In Mixtura ark #Mosquito qui
#LINK / Violenza sulle donne, quando non se ne parla a sinistra (Lorella Zanardo)
Dello stupro di Rimini, ieri non vi era traccia nelle pagine di molte associazioni di sinistra e femministe, perché? Non è certo la prima volta che accade e stupisce che grandi movimenti che hanno portato in piazza migliaia di persone proprio contro la violenza o che hanno come loro obiettivo principale proprio la rimozione della violenza verso le donne, abbiano trascurato di recensire e stigmatizzare un fatto così grave.
Accadde anche qualche settimana fa quando un’anziana venne violentata da un ragazzo in Puglia e pochissime si dissero dalla parte della donna. In entrambi i casi la violenza, nel primo caso è certo e nel secondo pare altamente probabile, è stata commessa da migranti africani.
*** Lorella ZANARDO, 1957, autrice, blogger, attivista, Da Rimini a Gioia del colle, la violenza sulle donne fa notizia anche se commessa da stranieri?, blog 'ilfattoquotidiano.it', 28 agosto 2017
LINK articolo integrale qui
In Mixtura altri contributi di Lorella Zanardo qui
#VIDEO / 10 bufale sui migranti (Roberto Saviano)
Roberto SAVIANO, scrittore
"Smonto 10 bufale sui migranti"
repTv, 26 agosto 2017
video 5min08
I migranti ricevono 35 euro dallo Stato, le cooperative che gestiscono l'accoglienza hanno legami con le mafie, i migranti fanno la bella vita negli alberghi, portano malattie, ci rubano il lavoro. E la legge sullo "ius soli" farà aumentare gli sbarchi in Italia.
Vero o falso?
(dalla presentazione)
In Mixtura altri contributi di Roberto Saviano qui
lunedì 28 agosto 2017
#BREVITER / Macron e certi italiani (mf)
#SENZA_TAGLI / Legalità, fruttivendolo (Alessandro Gilioli)
Oggi all'edicola ho incrociato il mio fruttivendolo che faceva l'elogio della legalità. Conoscendolo, gli ho chiesto quando ha fatto l'ultimo scontrino fiscale.
Dovrò cambiare fruttivendolo.
*** Alessandro GILIOLI, giornalista e saggista, facebook, 27 agosto 2017, qui
In Mixtura altri contributi di Alessandro Gilioli qui
In Mixtura ark #SenzaTagli qui
#CIT / Lo siamo tutti (Cesare Pavese)
#SGUARDI POIETICI / Ultima rima. Per i grandi (Bruno Tognolini)
Scongiuro contro il nazismo futuro
Gli abbiamo detto che la rabbia non è bene
Bisogna vincerla, bisogna fare pace
Ma che essere cattivi poi conviene
Più si grida, più si offende e più si piace
Gli abbiamo detto che bisogna andare a scuola
E che la scuola com’è non serve a niente
Gli abbiamo detto che la legge è una sola
Ma che le scappatoie sono tante
Gli abbiamo detto che tutto è intorno a loro
La vita è adesso, basta allungar la mano
Gli abbiamo detto che non c’è più lavoro
E quella mano la allungheranno invano
Gli abbiamo detto che se hai un capo griffato
Puoi baciare maschi e femmine a piacere
Gli abbiamo detto che se non sei sposato
Ci son diritti di cui non puoi godere
Gli abbiamo detto che l’aria è avvelenata
Perché tutti vanno in macchina al lavoro
Ma che la società sarà salvata
Se compreranno macchine anche loro
Gli abbiamo detto tutto, hanno capito tutto
Che il nostro mondo è splendido
Che il loro mondo è brutto
Bene: non c’è bisogno di indovini
Per sapere che arriverà il futuro
Speriamo che la rabbia dei bambini
Non ci presenti un conto troppo duro.
In Mixtura altri contributi di Bruno Tognolini qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui
Gli abbiamo detto che la rabbia non è bene
Bisogna vincerla, bisogna fare pace
Ma che essere cattivi poi conviene
Più si grida, più si offende e più si piace
Gli abbiamo detto che bisogna andare a scuola
E che la scuola com’è non serve a niente
Gli abbiamo detto che la legge è una sola
Ma che le scappatoie sono tante
Gli abbiamo detto che tutto è intorno a loro
La vita è adesso, basta allungar la mano
Gli abbiamo detto che non c’è più lavoro
E quella mano la allungheranno invano
Gli abbiamo detto che se hai un capo griffato
Puoi baciare maschi e femmine a piacere
Gli abbiamo detto che se non sei sposato
Ci son diritti di cui non puoi godere
Gli abbiamo detto che l’aria è avvelenata
Perché tutti vanno in macchina al lavoro
Ma che la società sarà salvata
Se compreranno macchine anche loro
Gli abbiamo detto tutto, hanno capito tutto
Che il nostro mondo è splendido
Che il loro mondo è brutto
Bene: non c’è bisogno di indovini
Per sapere che arriverà il futuro
Speriamo che la rabbia dei bambini
Non ci presenti un conto troppo duro.
*** Bruno TOGNOLINI, 1951, scrittore, poeta e autore teatrale, Ultima rima. Per i grandi. Scongiuro contro il nazismo futuro, da Rime di rabbia, Salani, 2010.
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui
#MOSQUITO / Comunismo, ma le domande valgono ancora (Claudio Magris)
Il revisionismo di oggi dimentica le domande ancora irrisolte poste dal comunismo. Il comunismo non ha dato risposte giuste, ma ha posto domande con cui si devono ancora fare i conti. Questo modo di rivedere la storia così com’è fatto oggi mi pare privo di quel senso di comprensione globale che io ho sempre sentito usare da parte di anticomunisti di decenni fa. Il tono mi è alieno perché completamente diverso. Basta paragonare il tono usato dai grandi transfughi del comunismo, i Silone, i Wright, Koestler, Spender che non si possono certo accusare di tiepidezza e paragonarli a molti revisionisti di oggi. Quel tono permette di dire di no al comunismo in un altro modo. Con una diversa ‘pietas’ anche verso sé stessi, che non significa certo inventare delle scuse. Ma quegli uomini non buttano a mare le ragioni che li avevano portati a credere nel comunismo.
*** Claudio MAGRIS, 1939, scrittore, germanista, intervistato da Corrado Stajano, giornalista e scrittore, ‘Corriere della Sera’, 26 gennaio 1999, citato da Corrado Stajano, Maestri e Infedeli. Ritratti del Novecento, Garzanti, Milano, 2008
In Mixtura altri contributi di Claudio Magris qui
In Mixtura ark #Mosquito qui
Iscriviti a:
Post (Atom)























