venerdì 6 settembre 2019

#SPILLI / L'azzardo del governo giallo-rosso (Massimo Ferrario)

Chi come me non riesce a guarire dalla malattia che porta a seguire la Politica anche quando ormai da anni la 'P' iniziale ha perso la maiuscola, rattrappendosi in una minuscola sempre più microscopica, ha potuto esprimere fino al parossismo la sua dipendenza psicologica durante il recente mese di agosto: quasi ogni giorno c'era materiale per definire il processo della crisi di governo un inno alla follia, per i suoi contorcimenti quotidiani sempre più assurdi e interminabili e per i suoi giochetti di potere sempre più indecorosi e autoreferenziali. 

Metto in fila alcuni brevi punti che ricapitolano il mio pensiero sul momento politico attuale.

(1) - Gli avvenimenti, almeno nelle loro linee 'grosse', sono noti a tutti. 
Nel momento in cui nessuno se l'aspettava, Matteo Salvini, con una mossa che qualificare avventata è un eufemismo per evitare di evocare, più realisticamente, la stupidità assoluta, ha buttato via tutto il suo potere di vicepremier e di straripante Ministro dell'Interno per cercare di ottenere i 'pieni poteri' dopo un bagno elettorale che riteneva fosse dietro l'angolo soltanto perché preteso da lui. 
E' finita che il Conte-2 giallo-rosso, ieri, ha prestato giuramento e ora si avvia a ricevere la fiducia dalle due Camere all'inizio di settimana prossima. Mentre la Lega, suicidatasi all'opposizione, per il momento lì è recintata, a sputare livore e risentimento verso tutto e tutti, sproloquiando di complotti di cui il suo capo, rivelatosi al mondo un campione di grullaggine, è unico Grande Cospiratore.

(2) - Sono sempre stato favorevole ad un incontro centrosinistra-5Stelle.
Sapevo che probabilmente l'operazione era prematura, ma apprezzai la mossa di Pier Luigi Bersani del 2013, quando, durante il famoso streaming (valutato per lo più umiliante per Bersani, ma a mio avviso invece penoso per la figuraccia offerta dai neoeletti stellati), chiese un appoggio minimo ad un possibile avvio di governo di centrosinistra aperto al movimento appena entrato in Parlamento. 
Così come, in sintonia con Massimo Cacciari e non molti altri, tifavo l'anno scorso, dopo le elezioni, più che per un accordo di governo, per un appoggio esterno del Pd al M5S: iniziale, se non altro. Sarebbe stato un tentativo difficile, forse destinato all'insuccesso. Ma era da provarci. E se fosse riuscito, ci saremmo risparmiati oltre un anno di oscenità salviniane: forse i 5S non si sarebbero dimezzati e Salvini non sarebbe salito a oltre il 30% di consenso. E' prevalsa invece la teoria del pop corn di Matteo Renzi, che giurò (e l'ha ripetuto ogni giorno per oltre un anno) che mai e poi mai (#senzadime) il Pd si sarebbe dovuto accordare, in qualunque modo, con i grillini: come ricordiamo, da 'semplice senatore', senza più alcun titolo formale di guida nel partito, passò sulla testa di molti dirigenti che sarebbero stati propensi a provare l'intesa, affermando la linea isolazionista del Pd in una intervista televisiva da Fabio Fazio.

(3) - Immaginare un incontro centrosinistra-5Stelle, finché era una ipotesi di lavoro, non significava dimenticare le differenze, anche profonde, tra le due forze politiche. Storiche, innanzitutto: se è vero che il movimento ha alla sua origine, quasi una sua ragion d'essere, una secca contrapposizione al Pd e si è alimentato per anni di un'ostilità 'dura-e-pura' (il famoso 'PdmenoElle' di Beppe Grillo), manifestatasi anche, in modo crescente, con insulti di ogni genere. L'anno e mezzo di 'contratto' M5S-Lega, poi, ha ulteriormente incattivito le relazioni con il centrosinistra, per i cedimenti evidenti della forza di Luigi Di Maio al traino leghista e le conseguenti accuse di complicità. Eppure, elementi di possibile sovrapposizione tra 5S e centrosinistra, in termini di contenuti di politiche a difesa di diritti individuali e sociali, si possono rintracciare nei valori e nelle intenzioni di entrambi, o comunque si possono costruire in alcune parti comuni. I 5S ripetono ossessivamente che sinistra e destra non contano più (tipico mantra, peraltro, di chi di fatto si colloca a destra, anche a sua insaputa), perché contano solo le soluzioni (come se le soluzioni non fossero di destra o di sinistra); ma ciò non significa che convergenze e collaborazioni siano impossibili, almeno con quella parte del movimento più 'sinistrorsa', ancora non del tutto approdata al pragmatismo post-ideologico e opportunistico che pare essere un vanto per molti pentastellati (in particolare, se si tiene conto, più che della dirigenza 5S fedele all'attuale 'capo politico' o a Davide Casaleggio, di quell'80% di iscritti che ha votato su Rousseau per l'accordo con il Pd).

(4) - L'accordo giallo-rosso ha precipitato gli eventi, azzerando l'eventualità di un processo di graduale avvicinamento, essenziale per costruire un rapporto consapevole e meditato, che dia origine a un minimo di visione realmente e convintamente condivisa. E soprattutto è mancata, da ambo le parti, una sana e non rituale autocritica delle due pesantissime sconfitte: 5-6 milioni di elettori persi, per parte (!), da entrambe le forze (il Pd in 4 anni, dalle elezioni europee del 2014 alle elezioni politiche del 2018; e il M5S nell'arco di poco più di 1 anno, durante il governo giallo-verde). La causa di questo incontro improvviso e imprevisto è scontata: la paura del voto. Per il Pd, soprattutto, il timore di una vittoria pigliatutto di Salvini, con le concrete e conseguenti preoccupazioni di tenuta democratica del sistema (rischio di una 'democratura' in formato nostrano). Per il M5S, la consapevolezza che le elezioni avrebbero probabilmente più che dimezzato il consenso del 2018, con relativa perdita di posti per i parlamentari uscenti e non più rientranti. In comune, poi, il desiderio di governo: per il Pd di tornarci dopo poco più di un anno dalla storica disfatta, e per il M5S di continuare a esercitare il potere appena conquistato possibilmente per l'intera legislatura.

(5) - Nessun dubbio sulla legittimità del governo giallo-rosso: chi la mette in discussione, parlando di sovranità del popolo che esigerebbe elezioni, o è in malafede o è ignorante. In un sistema parlamentare, le maggioranze si formano in Parlamento e il voto fuori scadenza è la procedura eccezionale, da usare come ultimo strumento per uscire da uno stallo. Non si capirebbe, del resto, perché il governo giallo-verde sarebbe legittimo e questo giallo-rosso dovrebbe essere illegittimo: i numeri dei sondaggi, in mutazione nel tempo, o delle elezioni europee, successive a quelle politiche, non valgono per questo Parlamento, i cui seggi restano fissati dalle elezioni del 2018.

(6) - L'ipotesi del voto, ora superata dall'insediamento del governo giallo-rosso, non era così assurda come è stata dipinta dalla maggioranza. Non solo la vittoria di Salvini poteva non essere data per scontata (la sua 'ammaccatura' per la castroneria di aver gettato via come un poker d'assi la sua posizione dominante nel governo avrebbe potuto avere contraccolpi più che positivi per un centrosinistra capace di proporre in sede elettorale contenuti sociali finalmente di rottura col passato), ma certo si sarebbe impedito, giocando apertamente sul campo, di essere accusati di poltronismo e di vigliaccheria, offrendo, con lo sviluppo della crisi cui abbiamo assistito, uno spettacolo oggettivamente vergognoso.

(7) - La mossa di Zingaretti di puntare a un governo di legislatura, e dunque di 'svolta' (e non a un 'governicchio a termine' finalizzato a risolvere i problemi dell'Iva, come inizialmente chiesto da Matteo Renzi), mi è sembrata più che corretta. Ma i due paletti principali fissati come non negoziabili per ottenere la svolta sono saltati subito: prima il no a Conte è diventato Conte-2, poi la condizione di un solo vicepremier targato Pd si è trasformata in assenza di vicepremier sia per Pd che per M5s. Con il risultato finale che a Palazzo Chigi ora non siede neppure un sottosegretario Pd. E tutto questo mentre Giuseppe Conte e Luigi Di Maio ripetevano solennemente, a più riprese e ossessivamente, che erano 'orgogliosi di quanto fatto nel governo giallo-verde' e che non avrebbero mutato nulla per l'avvenire (opponendo alla 'discontinuità' sempre richiesta dal Pd la loro convinta e sprezzante 'continuità').

(8) - Anche guardando la quantità e la qualità delle risorse ministeriali messe in campo (alcune inesperte e forse non tutte adeguate ai ruoli e al momento di grande sfida), un certo pessimismo parrebbe giustificato e accresce il  rischio/azzardo con cui si è optato per continuare la legislatura. Due forze spesso 'nemiche' (e non semplicemente 'avversarie') si sono accostate (più che associate) senza un'elaborazione preventiva che portasse alla 'volontà ferma e sentita', e non solo necessitata ed emergenziale, di fare squadra secondo una strategia di visione comune. Domando: dove sono finite le condizioni auspicate da Romano Prodi per propiziare l'accordo (due congressi di idee, in entrambi gli schieramenti, che valutassero luci e ombre delle rispettive politiche passate e decidessero una opportuna conversione per individuare una linea condivisa di lavoro insieme)? Certo: è mancato il tempo. Ma quando si pretende il 'risultato' senza passare dal 'processo', il 'risultato' rischia di essere illusorio, perché mancano la solidità e la stabilità necessarie per creare legami durevoli. Il dubbio, quindi, sulla durata, oltre che sulla qualità di quanto produrrà questa coalizione messa insieme in questo modo avventato, resta tutto.

(9) - Se le condizioni in cui è nato questo governo sono quasi da manuale perché, con alta probabilità, l'operazione fallisca, credo e spero che a questo punto tutti (5S e Pd, governo e partiti, militanti ed elettori) 'tifino' per farla funzionare, evitandone il fiasco. Non con la retorica delle parole: ma con atti, comportamenti, fatti: precisi e concreti. Critica e dissenso, specie da parte di osservatori esterni, sono sempre importanti e da valorizzare, specie in momenti di scelte difficili e delicate, perché possono pungolare e ricordare che la sfida è ardua e la partita non è una normale partita: in gioco è la sopravvivenza democratica di chi tiene alla democrazia. Ma lo 'spirito', soprattutto da parte di chi ha ruoli e poteri effettivi per agire nel governo o attorno ad esso, deve essere finalizzato a produrre davvero una 'rottura' con il passato e a mutare radicalmente l'immagine sia di Pd che di M5S, oggi negativa per entrambe le forze proprio per i trascorsi, recenti o lontani, certificati dal voto fortemente penalizzante degli elettori. Se i risultati, nel giro di breve, non saranno davvero da 'svolta', e osservabili in modo il più possibile oggettivo e non opinabile, alle prossime elezioni, specie se non saranno a fine legislatura, l'estrema destra farà sicuramente il pienone: con centrosinistra e 5S ridotti al lumicino, accusati entrambi di essere a difesa dell'establishment più o meno europeo e 'nemici del popolo sovrano'. E nessuno più, per anni, ci salverà da un nazionalpopulismo fascistoide che potrà smantellare dall'interno (senza carri armati) la democrazia che conosciamo, intossicando definitivamente, più di quanto già non sia avvenuto, ogni cultura di convivenza civile.

*** Massimo FERRARIO, L'azzardo del governo giallo-rosso, per Mixtura 


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#EX_LIBRIS / Livia, una presenza propiziatrice (Andrea Camilleri)

S'arrisbigliò malamente: i linzòla, nel sudatizzo del sonno agitato per via del chilo e mezzo di sarde a beccafico che la sera avanti si era sbafàto, gli si erano strettamente arravugliate torno torno il corpo, gli parse d'essere addiventato una mummia. Si susì, andò in cucina, raprì il frigorifero, si scolò mezza bottiglia d'acqua aggilàta. Mentre beveva, taliò fòra dalla finestra spalancata. La luce dell'alba prometteva giornata bona, il mare una tavola, il cielo chiaro senza nuvole. Montalbano, soggetto com'era al tempo che faceva, si sentì rassicurato circa l'umore che avrebbe avuto nelle ore a venire. Era ancora troppo presto, si ricurcò, si predispose ad altre due ore di dormitina tirandosi il linzòlo sopra la testa. Pensò, come sempre faceva prima d'addormentarsi, a Livia nel suo letto di Boccadasse, Genova: era una prisenza propiziatrice a ogni viaggio, lungo o breve che fosse, in «the country sleep», come faceva una poesia di Dylan Thomas che gli era piaciuta assà.

*** Andrea CAMILLERI, 1925-2019, scrittore, sceneggiatore, regista, Il ladro di merendine, Sellerio, 1996qui


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#BREVITER / Da un ministro dell'interno all'altro (Emanuele Cicala)

via facebook, 5 settembre 2019, qui

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#VIGNETTE / Grullini e pidioti (Nico Pillinini)

NicoPILLININI,  1951
disegnatore, pittore, giornalista
facebook, 5 settembre 2019, qui

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giovedì 5 settembre 2019

#PIN / Quando dici che c'è un complotto (MasFerrario)

twitter, 20 gennaio 2013 (rielaborazione)

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#CIT / Un desiderio incontenibile di sottomissione (Antonio Scurati)

Tutta gente 
scossa nella propria fibra più intima 
da un desiderio incontenibile di sottomissione 
a un uomo forte 
e, al tempo stesso, di dominio sugli inermi. 
Sono pronti a baciare le scarpe 
di qualsiasi nuovo padrone 
purché venga dato anche a loro 
qualcuno da calpestare.


*** Antonio SCURATI, 1969, scrittore, docente universitario, M il figlio del secolo, Bompiani, 2019
https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Scurati
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#BREVITER / Salvini, ieri e oggi (mf)


Il governo Conte 2 ha giurato.
Luciana Lamorgese è il nuovo ministro degli Interni.
Da twitter, leggo il passaggio di 'stato' di Matteo Salvini. 
Leggo e rileggo. Poi ancora rileggo.
Ed è godimento allo stato puro... (mf)

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#VIGNETTE / E' strano come sembri normale (Mauro Biani)

Mauro BIANI,  1967
'il manifesto', 4 settembre 2019, via facebook, qui

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#SGUARDI POIETICI / Mai del tutto felice (Giovanni Raboni)

Mai davvero felice e mai del tutto
infelice – oh, l’ho capito; e mi regolo.
Ma pensare la gioia, almeno quello:
pensarla! e qualche volta , senza farsi
troppe idee, senza montarsi la testa,
annusarla, sfiorarla con le dita
come se fosse (non lo è?) l’avanzo
della vita d’un santo, una reliquia…

*** Giovanni RABONI, 1932-2004, poeta, scrittore, giornalista, Mai del tutto felice, da Barlumi di storia, Mondadori, 2003, in 'ilcantodellesirene', 29 agosto 2019, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Raboni


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#MOSQUITO / Gli scacchi come la vita (Irvin D. Yalom)

«Mio nonno era nato a Napoli» disse Carol. «Non ricordo molto di lui, se non che mi aveva insegnato a giocare a scacchi, e ogni volta che finivamo una partita e stavamo mettendo via i pezzi, mi diceva sempre la stessa cosa, posso sentire anche adesso la sua voce gentile: “Vedi, Carol, gli scacchi sono come la vita: quando la partita è finita, tutti i pezzi, i pedoni, e i re, le regine, tutti se ne tornano nella stessa scatola”.

*** Irvin D. YALOM, 1931, psichiatra, psicoanalista, docente universitario, scrittore, saggista statunitense, Sul lettino di Freud, 1996, Neri Pozza, 2015


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#VIGNETTE / Di Maio all'Estero (Kutoshi Kimimo)

Kutoshi KIMIMO
facebook, 4 settembre 2019, qui

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mercoledì 4 settembre 2019

#PROVERBI / Quando il tuo Maestro ti corregge (proverbio giapponese)

dalla rete

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#IN_LETTURA / Eugen Spiro, Newell Convers Wyeth, Róbert Berény

Eugen SPIRO, 1874-1972
pittore tedesco di origine polacca
via pinterest

° ° °

Newell Convers WYETH, 1882-1945
illustratore statunitense
via pinterest

° ° °

Róbert BERÉNY, 1887-1953
pittore ungherese
via pinterest

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#VIGNETTE / Felicità e governo (Mauro Biani)

Mauro BIANI, 1967
'L'Espresso', 1 settembre 2019, via facebook, qui

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#SGUARDI POIETICI / Il sesso (Franco Arminio)

Il sesso 
ha una chiarezza
che non ha l'amore.
Nessuno lo dice
ma il vero amore
è il sesso felice.

*** Franco ARMINIO, poeta, scrittore, paesologo, facebook, 11 luglio 2019, qui


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#MOSQUITO / La verità è inutile come tutte le cose pure (Francesco Caringella)

«... Non c’è la verità. Ci sono le verità. E sono tutte giuste, e tutte false. Ma l’unica che interessa a me è quella che emerge dai documenti del processo. Qualsiasi cosa lei mi raccontasse, romperebbe il nostro patto. Se si proclamasse innocente, non le crederei: gli imputati colpevoli sono i più grandi bugiardi del mondo. Se confessasse di aver ucciso suo marito, non riuscirei più a leggere negli atti del processo gli elementi a suo favore, Antonella» l’uomo anziano sfiorò i capelli della giovane donna con una mano e la investì con uno sguardo addolcito da un affetto paterno, «un avvocato difensore non deve sapere se l’imputato è colpevole o innocente. Deve sapere solo se sembra colpevole o innocente. Per convincere il giudice devo ragionare come lui, conoscere esattamente le stesse cose che conosce lui. Vale a dire le apparenze. La verità non conta, è inutile, come tutte le cose pure, come la perfezione, come la fatica dell’onestà.» 

*** Francesco CARINGELLA, 1965, magistrato, scrittore, Oltre ogni ragionevole dubbio, Mondadori,  2019


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#BREVITER / Nuovo governo, donne e sinistra extraPd (mf)

facebook, 3 settembre 2019

° ° °

facebook, 3 settembre 2019

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#VIGNETTE / Rousseau dice sì (Natangelo)

NATANGELO
facebook, 3 settembre 2019, qui

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martedì 3 settembre 2019

#BREVITER / Gestazione nuovo governo (mf)

facebook, 3 settembre 2019

facebook, 3 settembre 2019

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#HUMOR / Secondo me quelli che vanno a correre

via pinterest

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#SCRITTE / Il tempo, l'amore e la fame

via pinterest

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#VIGNETTE / Scatoloni-Time (Antonio Cabras)

Antonio CABRAS
facebook, 30 agosto 2019, qui

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#SGUARDI POIETICI / I poeti sono più affamati (Massimo Salvadori)

I poeti sono più affamati
della vita dei bambini
mangiano biscotti di nascosto
e di notte
custodiscono segreti
raccolti dietro i vetri rotti
di una casa in costruzione.
Nascondono al mattino
tutt'intorno
i cocci e le briciole in cucina
quando il mondo degli adulti sta dormendo
perché riflettano di giorno
la luce ancora della luna.

*** Massimo SALVADORI, poeta e insegnante, facebook, 1 settembre 2019, qui


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#BREVITER / Un alleato che non si vuole alleare (mf)

facebook, 2 settembre 2019, qui

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#FILASTROCCHE / A vacanza finita (Germana Bruno)

Tra il sole ed il mare,
la strada è smarrita,
adesso è un bel guaio,
non trovo l'uscita.
È ora di uscirne,
non so come fare,
il tempo è scaduto 
e devo tornare.
È tempo di scuola,
di nuove scoperte 
e poi pure in classe 
noi ci si diverte.
Fortuna che ho un filo 
che ad essa mi unisce,
è lungo e robusto 
e in aula finisce.
Un filo d'Arianna 
per scovare l'uscita
ed eccomi a scuola 
a vacanza finita!

*** Germana BRUNO, insegnante e scrittrice, A vacanza finita, facebook, 1 settembre 2019, qui

Roberta Imperatori 
Il filo di Arianna
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#SENZA_TAGLI / Cominciamo da qui (Antonia Storace)

C'è quel gesto che fanno le donne, poco prima di iniziare qualcosa. 
Quel gesto di raccogliersi i capelli con entrambe le mani, e fissarli con un elastico sopra la testa. 
Un attimo dopo tirano su le spalle con fare da generale in battaglia e dicono: "Cominciamo".
Cominciamo da qui, a cambiarci la sorte, a salvarci la vita.

*** Antonia STORACE, scrittrice, facebook, 1 settembre 2019, qui


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#VIGNETTE / Avevamo fatto un popolo razzistissimo (Mauro Biani)

Mauro BIANI, 1967
'il manifesto', 31 agosto 2019, qui

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lunedì 2 settembre 2019

#BREVITER / Palazzo, Di Maio, Migranti, Conte (mf)

facebook, 2 settembre 2019

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facebook, 2 settembre 2019

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facebook, 2 settembre 2019

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#SPILLI / Logica e vocabolario all'epoca di Conte (Massimo Ferrario)

Ha detto Giuseppe Conte, presidente incaricato del possibile governo Conte-2 con il Pd dopo aver appena concluso l'esperienza del governo Conte-1 con la Lega (Festa della Versiliana di 'Il Fatto Quotidiano', ‘HuffPost’, 1 settembre 2019, qui):

(1) “Discontinuità è fare le cose che andavano fatte e che non sono state fatte.”
(2) “Ho dimostrato di non essere uomo per tutte le stagioni quando mi è stata ritirata la mozione di sfiducia e ho rifiutato di proseguire una rinnovata stagione.” 

A me pare che:
(1)Discontinuità’ è smettere di fare, almeno in buona parte, ciò che si è fatto; altrimenti è continuità. 
(2) ‘Uomo di tutte le stagioni’ è chi è disponibile ad allearsi con chiunque, a destra come a sinistra. 

Ma forse logica e vocabolario appartengono ormai ad altre stagioni. 

*** Massimo Ferrario, Logica e vocabolario all'epoca di Conte, facebook, 1 settembre 2019


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#MEMO / 50 milioni di morti (Gad Lerner)

Ottant’anni fa Hitler diede avvio alla più terribile strage di popoli europei con l’invasione della Polonia. 
Morirono 30 milioni di civili e più di 20 milioni di soldati. 
C’è chi inneggia ancora al suo nome e chi disprezza la convivenza, in questi tempi cinici e incarogniti.

*** Gad LERNER, 1954, giornalista, saggista, facebook, 1 settembre 2019, qui


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#HUMOR / E il gatto se la gode

dalla rete

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#SCRITTE / Placebo

via pinterest

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#VIGNETTE / Non guardarmi così (CharlieComics)

CharlieComics (Carlo Casaburi)
facebook, 30 agosto 2019, qui

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#SGUARDI POIETICI / Lascio le cose (Marilina Giaquinta)

Lascio le cose 
che hanno un posto,
lascio le cose 
che ho guardato 
che ho preso
che ho voluto 
che ho usato
e che rimarranno
loro, senza senso
perché le lascio.

Eppure, se chiudo 
gli occhi o li distolgo 
o li poso o li smetto, 
non so più 
dove sono messe,
dove sono rimaste,
se si sono perse
se sono state buttate.

Verranno a trovarmi
ogni volta che non avranno
niente da fare
e parleranno, loro
e vorranno sapere
perché le ho lasciate:
mi chiederanno 
perché non sono finite 
anche loro insieme a me.

*** Marilina GIAQUINTA, facebook, 31 agosto 2019, qui


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#RITAGLI / La scuola vista dai ragazzini (Enrico Galiano)

Vi siete mai chiesti come può viverla, un ragazzino di prima media, che dopo un mese insieme a un prof magari valido e capace deve dirgli addio, ricominciare tutto daccapo, nuovo metodo di studio, nuovo rapporto, nuovo tutto?
Ve lo dico io: male, molto male. È come sperare di costruire una casa che stia in piedi cambiando ogni due giorni fondamenta, materiali e progetto. Dura eh?
Oppure: cosa penserà della scuola un altro che si vede fino a dicembre solo supplenti di altre materie, che giocoforza ovviamente dopo un po’ si ritrovano a fare essenzialmente i baby-sitter più che gli insegnanti?
O, infine – ed è uno dei problemi più gravi – come andranno le cose in quelle classi dove ci sarà bisogno dell’insegnante di sostegno che proprio non ci sarà, e non fino a dicembre ma per tutto l’anno, visti gli ultimi tagli?

Pensate forse che siano stupidi? Che non le vedano certe cose? Cosa possono mai pensare della scuola, se vedono che fin dall’inizio manca proprio l’aspetto più importante, cioè gli insegnanti?

Ma come pretendiamo che credano ancora in questa istituzione, se i primi a non crederci, a non investire fondi ed energie, non dico per migliorarla ma per farla stare quantomeno in piedi, sono gli stessi che la dirigono?
Dappertutto si parla di disaffezione dei nostri ragazzi verso lo studio, di quanto non vedano più nella scuola un modo per realizzare sé stessi: be’ io credo che loro siano esattamente il riflesso di come la vedono quelli che da lassù la guidano.

Da qui, soprattutto da qui, si vede quanto ci tengono al nostro futuro.

*** Enrico GALIANO, insegnante e scrittore, estratto da Come possono i ragazzi credere nella scuola, se ovunque vedono cattedre vuote?, 'illibraio.it', 1 settembre 2019, qui e anche facebook, 1 settembre 2019, qui


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#VIGNETTE / La Terra brucia (Luca Garonzi)

Luca GARONZI, 1973
facebook, 29 agosto 2019, qui

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domenica 1 settembre 2019

#SCRITTE / I tramonti sono romantici perché

via facebook, 17 giugno 2019, qui

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#HUMOR / I told my wife

facebook, 15 giugno 2019, qui
"Ho detto a mia moglie 
che dovebbe abbracciare i suoi errori...
Mi ha abbracciato"

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#SPOT / Whatever

dalla rete

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#SGUARDI POIETICI / S'è avvolto nelle tenebre il mondo (Kostantinos Kavafis)

S’è avvolto nelle tenebre il mondo, non temere.
Non credere durevole tutto ciò ch’è oscuro.
Sei vicino ai piaceri, amico, alle valli, ai fiori:
osa, non ti fermare. Ecco, già sorge l’alba!

Solo una nebbia lieve il tuo sguardo intimorisce.
La natura benevola prepara sotto il velo
ghirlande di rose e di viole, di nobili narcisi
per te, profumate ricompense ai tuoi canti.

*** Kostantinos KAVAFIS, 1863-1933, poeta e giornalista greco, S'è avvolto nelle tenebre il mondo, non temere, 1886, da Nicola Crocetti, a cura, Poesie segrete, traduzione di Nicola Crocetti, Crocetti editore, 1985-2011, in 'poesia.it', 11 aprile 2019, qui 


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#EX_LIBRIS / L'unico modo per vincere la morte (Arnaldur Indriðason)

«Come fai a prenderla con tanta calma?» 
«Ho avuto una bella vita» aveva detto Erna. «Ho avuto te, ho avuto Húgó, e i gemelli. Ho avuto un lavoro che mi piace, tanti amici, e ho vissuto abbastanza. Vorrei avere altri vent’anni da passare con te, ma non li avrò. Pazienza, non ho di che lamentarmi. È tutta questione di punti di vista, Konráð. Questo è il mio atteggiamento, e vorrei che diventasse anche il tuo.» 
«Atteggiamento?» aveva detto Konráð. «Quindi devo prenderne atto e basta? Ti rassegni, è tutto qui?» 
«È l’unico modo.» 
«Devono pur essercene altri, Erna. Ci sarà pure un sistema per vincere questa cosa.» 
«No» aveva detto Erna. «Non c’è. L’unico modo per vincere la morte è accettarla.»

*** Arnaldur INDRIÐASON, 1961, scrittore islandese, Quel che sa la notte, Guanda, 2019
https://it.wikipedia.org/wiki/Arnaldur_Indri%C3%B0ason



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#FILASTROCCHE / Benvenuti alla mia tavola (Germana Bruno)

Alla mia tavola si possono sedere
persone di svariate maniere,
i lunghi o i corti, i tondi o i magrini,
giovani, vecchi, donne e bambini.
Tutti vestiti come gli pare
fino alla testa o in costume da mare;
prima di pranzo o a cena la sera,
ognuno recita la sua preghiera.
C'è chi ha due mamme, chi due papà,
chi padre e madre eppur caso non fa,
ognuno è libero ed è felice,
quel che fa male non fa e non dice.
Alla mia tavola ognuno ha il suo piatto
e quel che c'è in tutti io metto,
alla mia tavola mille sapori,
cibo e persone di mille colori.

*** Germana BRUNO, insegnante e scrittrice, Benvenuti alla mia tavola, facebook, 31 agosto 2019, qui


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#VIGNETTE / Di Maio fuori controllo (Stefano Rolli)

Stefano ROLLI
'Il Secolo XIX', via facebook, 31 agosto 2019, qui

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