sabato 6 luglio 2019

#SGUARDI POIETICI / Tornare da te (Federico Pichetto)

Tornare dal bambino
e raccontargli che andrà tutto bene,
andare a prendere l’adolescente
e portarlo al sicuro,
parlare al ragazzo
e chiedergli di avere coraggio,
farsi prossimo all’uomo
e abbracciarlo nel suo dolore,
nel suo costretto silenzio.

Vivere è avere memoria,
non perdere per strada
nessuno di coloro che siamo stati,
ma coltivarli con umiltà,
permettendo loro
di continuare ad esistere
e di custodire ancora il sogno
di essere felici.

*** Federico PICHETTO, Tornare da te, facebook, 25 giugno 2019, qui


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#SPOT / In Giappone gli oggetti rotti

" In Giappone gli oggetti rotti 
spesso vengono riparati con oro. 
Il difetto viene visto come un pezzo unico della storia dell'oggetto, 
che aggiunge bellezza all'oggetto stesso. 
Pensaci, quando ti senti rotto. "

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#SENZA_TAGLI / Contro l'autismo corale (Franco Arminio)

Ce la prendiamo con Salvini, ma forse è il caso di riconoscere che si fa fatica a fare gli incontri umani che si facevano una volta. C'è molta rigidità, il gioco è bandito, l'altro è un bersaglio su cui scaricare le nostre tensioni, non una via per adire al sacro, al divino. Ma così il mondo diventa una galera e non è Salvini che ci porta a destra, siamo noi che portiamo Salvini a destra: lui si spinge dove sente che batte il cuore della maggioranza. Un mondo senza scatti immaginativi, un modo in cui i moti affettivi mettono a disagio, è di fatto un mondo di destra. La condizione naturale è l'ostilità e questa condizione non l'ha inventata un politico vanitoso e accaldato. Non possiamo centrare tutto il ragionamento sulle nostre relazioni coi migranti. Il cuore della questione sono le relazioni tra di noi. A me sembrano relazioni malate, protese all'immunità più che alla contaminazione. Relazioni in cui anche la lingua è giocata sull'ovvio o sull'aggressività. Non sono gradite le aperture all'impensato. In un mondo del genere il deperimento di personaggi come Salvini non ci salverà. Dobbiamo pensare a come tenere viva l'immaginazione, dobbiamo usare la poesia come uno degli ultimi strumenti umani che abbiamo per salvarci. La poesia come esercizio contro l'autismo corale, contro una politica che insegue le nostre miserie più che produrle.

*** Franco ARMINIO, scrittore, poeta, paesologo, facebook, 4 luglio 2019, qui

facebook, qui

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#BREVITER / Dai dati dell'Istat emerge che (Fabio Macchia)

via facebook, 5 luglio 2019, qui

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#EX_LIBRIS / Nella vita ci sono momenti del genere (Sándor Márai)

Un giorno – me lo ricordo con precisione, era una mattina di aprile, il quattordici aprile, domenica – ero seduta sotto il portico, ai margini del giardino in cui nei cespugli di euforbie facevano timidamente capolino i primi fiori gialli. Leggevo un libro, quando sentii che mi stava succedendo qualcosa. Prendimi pure in giro, se vuoi. Non voglio fare la Giovanna d’Arco di fronte a te. Non mi sentii chiamare dal cielo, ma provai una delle sensazioni più intense nella vita di un essere umano. Una voce, forte e chiara, mi diceva che non si poteva più andare avanti così, che nulla aveva più senso, che quella era una situazione umiliante, crudele, disumana. Dovevo mutarla, operare il prodigio. Nella vita ci sono momenti del genere, in cui si prova una sorta di vertigine e si vede tutto con assoluta lucidità: si riscoprono energie e potenzialità nascoste e si comprende perché si è stati troppo codardi o troppo deboli. E sono i momenti in cui la nostra vita cambia. Arrivano all’improvviso, come la morte, o una conversione.

*** Sándor MÁRAI, 1900-1989, scrittore ungherese, La donna giusta, 1941, Adelphi, 2012

Sándor Márai visto da Marian Gladis

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#VIGNETTE / Puzzo di carne bruciata in Libia (Mauro Biani)

Mauro BIANI, 1967
'il manifesto', via facebook, 4 luglio 2019, qui

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venerdì 5 luglio 2019

#SPOT / Scuola, il rischio

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#PUBBLICITA'_VINTAGE / Rimini 1919, Roll-Film Ferrania

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° ° °

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#FUMETTI / Mi credi sconfitto? (Charles M. Schulz)

Charles M. SCHULZ, 1920-2000
via facebook, 31 maggio 2019, qui

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#VIGNETTE / Intanto al pronto soccorso di Pontassieve (Natangelo)

NATANGELO, 1985
'Il Fatto Quotidiano', 4 luglio 2019, qui

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#SGUARDI POIETICI / Infiammatevi (Franco Arminio)

Infiammatevi,
bruciate nel fuoco della controversia,
non lasciate nessun attimo
all’inerzia, riposatevi
stesi nel cielo
o sul palmo di una mano,
non date retta alla noia.
Apritelo il pugno della vita,
uscite al buio,
sono le nove e mezza di sera
e siamo vivi,
buttatevi dentro il cuore della vita,
è appena fuori della nostra casa,
siamo gli imperatori
della nostra passeggiata.

*** Franco ARMINIO, 1960, poeta, scrittore, paesologo, facebook, 4 aprile 2019, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Arminio


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#SENZA_TAGLI / Non avere paura che ci sono io (Nicola Fratoianni)

Disegno di Adriano Fratoianni
Settimana dei diritti dei bambini, 23 novembre 2018
facebook, 4 luglio 2019, qui

“Non avere paura che ci sono io e ti tengo”.
Questo è il disegno fatto da mio figlio Adriano e che ieri ho regalato a Salvini, alla fine del mio intervento.
Anche i bambini sanno che la paura è la peggiore delle sensazioni e che il compito di un ministro, della politica, è costruire una società senza paura, costruire reti di protezione sociale. 
Mi avete scritto in tanti per chiedermelo ed eccolo qui.

*** Nicola FRATOIANNI, parlamentare, faceboook, 4 luglio 2019, qui

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#EX_LIBRIS / Al tempo della disoccupazione (Petros Markaris)

“Ha lavorato negli alberghi di Fokidis?” 
“Sì, a Xilòkastro.” 
“Ed è stato licenziato nel 2016?” 
“Dipende che cosa intende per licenziamento,” mi risponde, con un sorriso amaro. “Io dico che sono stato licenziato, Ma l’azienda mi ha proposto una risoluzione del contratto di comune accordo.” 
“Ossia?” gli chiede Dermitzakis. 
“Mi hanno offerto un risarcimento pari a una mensilità, spiegandomi che, se avessi rifiutato, potevo procedere per vie legali. La loro giustificazione è stata che l’albergo avrebbe chiuso: certo, ha chiuso alla fine della stagione, ma ha riaperto la stagione successiva. Ho pensato di citarli in giudizio, ma poi ho deciso di lasciar perdere: non sono pazzo.” 
“Perché?” chiede Dervìsoglou. 
Koulìs risponde alla domanda con un’altra domanda. “Conoscete qualche disoccupato che abbia i soldi per pagare un avvocato? Chi lo fa ha altre entrate: io avevo solo il mio lavoro.” 
“E da quanto è disoccupato?” gli chiede Dermitzakis. 
Koulìs torna a sorridere. “Voglio convincermi di non esserlo. Faccio qualsiasi lavoro che mi propongono – dal cameriere alle pulizie nei condomini. Ma, quando finisce la giornata, finiscono anche le illusioni, e ogni sera mi rendo conto di essere disoccupato.” 
“Perché proprio la sera?” gli chiedo. 
“Perché torno a casa dai miei suoceri. Sono loro che ci offrono un tetto e un piatto di minestra. Sono loro che aiutano anche i nostri due ragazzi che ancora studiano. Mia moglie fa la commessa in un negozio: il suo principale la paga a percentuale, quando se ne ricorda.”

*** Petros MARKARIS, 1937, scrittore, drammaturgo, sceneggiatore e traduttore greco, Il tempo dell'ipocrisia, La Nave di Teseo, 2019


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#VIGNETTE / Ai visto ke tagli (Fabio Magnasciutti)

Fabio MAGNASCIUTTI,  1967
facebok, 4 luglio 2019, qui

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giovedì 4 luglio 2019

#BREVITER / Caro Matteo (Roberto Citelli)

via facebook, 3 luglio 2019, qui

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#SPOT / Trump e Kim in Nord Corea (Tom Curry)

Tom Curry
cartoonist statunitense
'cartoonmovement.com', 3 luglio 2019, qui

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#HUMOR / Io conto gli amici sulle dita di una mano

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#SCRITTE / Ballate burattini

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#SGUARDI POIETICI / Similitudine a due (Alberto Bevilacqua)

…hai la bellezza della farfalla che muore
sulla rovente lampada tenuta accesa
da un uomo insonne fino al giorno:
bruciata impronta del confine
fra il grande sogno e la notte breve.
Bellezza, un senso del nulla,
il solo forse,
che percepisce il mondo
che ci scruta dal fondo del suo specchio
dove riflette solo chi ci manca.

***Alberto BEVILACQUA, 1934-2013, giornalista, sceneggiatore, scrittore, poeta, regista, Similitudine a due, in 'ilcantodellesirene', 10 settembre 2013, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Bevilacqua


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#SENZA _TAGLI / Quando tornerò in classe, lo vedranno da soli (Enrico Galiano)

Io glielo dirò, a settembre, cosa avete fatto.
Anzi, non servirà nemmeno dirglielo: basterà portare in classe i giornali. I post. I video. Saranno loro a giudicare.
Lo vedranno da soli.

Quando tornerò in classe, il primo giorno di scuola, o forse il secondo. Lo vedranno da soli che avete fatto arrestare chi voleva salvare delle persone.
Che avete scritto e detto cose orrende, che avete l'anima sporca di parole che nessuno potrà cancellare.
Lo vedranno da soli che avete usato la vita di centinaia di persone, in questi mesi, solo per raccattare quattro voti in più.
Che avete mandato decine e decine di agenti ad ammanettare una donna, mentre nei quartieri dove ci sono i veri criminali non vi fate neanche vedere.

Lo vedranno da soli che avete rubato 49 milioni agli italiani.
Che siete scappati da un processo in cui eravate accusati di sequestro di persona.
Che mentre la 'ndrangheta si mangia il Nordest, mentre la camorra ammazza la gente per strada, mentre abbiamo l'evasione fiscale più alta d'Europa, mentre i ponti crollano, mentre la disoccupazione è a livelli mai visti, voi state lì a farvi forti con pochi disperati e a farvi selfie con le lasagne.
Lo vedranno da soli che il Ministro dell'Interno era da Barbara D'Urso mentre gli altri Ministri europei erano in Lussemburgo a parlare di migranti.
Che in quasi tutte le riunioni in cui si prendono decisioni su questo tema, lui non c'è mai.
Che al Viminale non c'è mai.

Non è propaganda. È informazione. È dire come stanno le cose.

Perché vedranno anche che quelli che c'erano prima non erano così diversi, solo che sapevano nasconderlo meglio.
E mandatemi la Digos, mandate chi volete, toglietemi la cattedra, la classe.

Alla fine è tutto quello che sapete fare: usare la forza con i più deboli. Con quelli davvero forti non ci provate neanche.

Sospendetemi pure: voglio poter dire a mia figlia, quando sarà grande e vedrà cosa stava succedendo in questi giorni, in questi anni, quando mi chiederà dov'ero, voglio l'orgoglio di poterle rispondere, a testa alta: dall'altra parte.

*** Enrico GALIANO, insegnante e scrittore, facebook, 29 giugno 2019, qui


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#EX_LIBRIS / Bambini in crisi di astinenza (Gunnar Staalesen)

“Ricordati quello che ti ho detto, però. Il disturbo reattivo dell’attaccamento insorge nei primi anni di vita. Un bambino adottivo del quale non si conosce il passato può essere una bomba a tempo. Noi lo vediamo soprattutto nei casi di adozioni internazionali, di bambini che vengono da baraccopoli o – peggio ancora – da zone di guerra. Ma qui il passato si conosce, e si sa che è stato terribile. Quando la madre assume droga in gravidanza il bambino, si può dire, nasce in crisi d’astinenza. Al suo organismo viene improvvisamente a mancare quello a cui era abituato quando si trovava nel corpo della madre. Inoltre Jan Egil non ha avuto un padre, e la madre o è assente – perché lui per un periodo è stato in istituto – oppure, quando c’è, è appena in grado di occuparsi di lui.” Si chinò in avanti e mi guardò intensamente. “Né Cecilie, né Hans, né tu avreste potuto fare niente per Jan Egil, Varg!” 
“È una visione della vita terribilmente disfattista, Marianne!” 
Lei mi guardò con tristezza. “No, purtroppo. Questa è statistica. Ed esperienza.”

*** Gunnar STAALESEN, 1947, scrittore norvegese, Satelliti della morte, Iperborea, 2009, traduzione di Maria Valeria D'Avino


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#VIGNETTE / Se il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me (Mauro Biani)

Mauro BIANI, 1967
'il manifesto', 4 luglio 2019, via facebook, qui

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mercoledì 3 luglio 2019

#BREVITER / Tagliati 4 mld alla scuola (Francesco Giamblanco)

via facebook, 2 luglio 2019, qui

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#HUMOR / Tutti siamo stati

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#SCRITTE / Non ci fermeremo

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#VIGNETTE / Trump, vi spiace se proseguo? (Michael De Adder)

Michael DE ADDER, 1967
disegnatore canadese
Trump: "Vi spiace se proseguo?"

"" L’illustrazione satirica (che riportiamo sopra) è diventata virale negli ultimi giorni e critica la posizione del Presidente degli Stati Uniti a seguito del rinvenimento di due migranti, un uomo e sua figlia, morti nel Rio Grande nel tentativo di raggiungere il Texas dal Messico. 
Nella vignetta Trump dice: «vi spiace se proseguo?» (“play through, significa anche “superare un giocatore più lento”).

De Adder ha rivelato su Twitter di essere stato licenziato da tutti i giornali del gruppo dopo 17 anni di collaborazione. Non ha specificato il motivo, ma considerata la diffusione avuta dalla sua vignetta è parso ovvio, anche nei commenti al suo tweet, che il licenziamento sia avvenuto a causa di essa. ""
(da 'fumettologica.it', 1 luglio 2019, qui)

Sull'annegamento di padre e bambina nel Rio Grande, vedi articolo di 'corriere.it' qui

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#SGUARDI POIETICI / Un appunto (Wislawa Szymborska)

La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;

essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;

distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;

stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.

Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;

e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla
nel vento;

e persistere nel non sapere
qualcosa d’importante.

*** Wislawa SZYMBORSKA, 1923-2012, poetessa e saggista polacca, premio Nobel per la Letteratura nel 1996, Un appunto, da La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009), a cura di Pietro Marchesani, Adelphi Edizioni, 2009


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#SENZA_TAGLI / La panzana dell'aiutiamoli a casa loro (Sandro Venturoli) (con vignetta di Mauro Biani)

Basta con questa scemenza dell’aiutiamoli a casa loro. Noi abbiamo le chiavi della loro casa. E poiché li vi sono risorse fondamentali per il nostro modello economico non vi è alcuna intenzione di restituirle ai legittimi padroni di casa. 

Coloro che ripetono questo mantra se avessero rimasugli di quel che si definiva un tempo onestà intellettuale e personale, dovrebbero dire: "aiutiamoli ad adattarsi al ghetto in cui abbiamo ridotto le loro terre".

Questa è la civiltà di questi cinici opportunisti; il più forte domina riducendo i deboli a sgabello del loro benessere. Guai a turbare l’indecenza di questo equilibrio.

*** Sandro VENTUROLI, facebook, 1 luglio 2019, qui

Mauro BIANI,  1967
'L'Espresso', 10 novembre 2017, qui
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#MOSQUITO / La voce del padrone (Enrico Finzi)

Una delle panzane del pensiero unico è la tesi della crisi come opportunità, con presentazione della consueta immagine dell’ideogramma cinese che entrambe le rappresenta.

L’ideologia conformista, anzitutto dei manager e dei consulenti, è basata sulla colpevolizzazione implicita di chi soffre le conseguenze di una delle tante, continue crisi prodotte dal sistema attraverso il meccanismo elegantemente descritto come ‘distruzione creativa’. Tale ideologia – perversa anche perché non dichiarata – insiste sul dovere degli individui penalizzati di trovare una loro risposta all’ictus subito. Ciò è utile a distrarre la gente dalla ricerca delle responsabilità del sistema (quelle definite ‘oggettive’) e dei singoli decisori (cosiddette ‘soggettive’): il fine è quello di focalizzare l’attenzione sui colpiti, invitandoli ad accettare il ‘vulnus’ e a mostrare resilienza, ossia ad arrangiarsi nel leccarsi le ferite loro inferte.

Eh, no, care voci del padrone, troppo comodo! Dalle crisi ci si salva (in parte) individuando e delegittimando i colpevoli, battendosi contro di essi, con-dividendo rabbia e voglia di cambiare, togliendo loro legittimazione e consenso: insomma, usando bene l’aggressività individuale e sociale. Ciò vale nelle crisi aziendali, in quelle politiche, nelle crisi economico-sociali così come in quelle di coppia, ecc.: in tutti i casi si tratta – se si vuole uscirne – di individuare le responsabilità, di non soffrire di cadute d’autostima e di fiducia in sé, di agire ‘contro’ (con altri).

Ragazze e ragazzi, crisi viene dal greco e non significa affatto opportunità ma scelta, decisione: quella, autonoma e consapevole, che lor signori (spesso maschi) e i loro servi prezzolati (sempre meno pagati) temono come sabbia negli ingranaggi del potere.

*** Enrico FINZI, 1946, sociologo, saggista, già presidente di Astraricerche, fondatore di Sòno Human Tuning, La voce del padrone, 'Sòno-Tuning', 2 luglio 2019, qui


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In Mixtura sul tema dell'ideogramma 'crisi-opportunità', qui

#VIGNETTE / Sea Watch (Lele Corvi)

Lele CORVI, 1964
'Il cittadino', 2 luglio 2019, via facebook, qui

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martedì 2 luglio 2019

#VIGNETTE / E' record (Altan)

ALTAN
via facebook, 21 giugno 2019, qui

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#ANIMALI / Gufetti

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#HUMOR / Scusi, per la retta via?

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#IN_LETTURA / Karin Jurick

Karin JURICK
pittrice statunitense
via pinterest

° ° °

Karin JURICK
pittrice statunitense
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#SGUARDI POIETICI / Una dolce esattezza (Franco Arminio)

C'è chi nella vita produce vita,
io produco inquietudine,
ogni giorno c'è un pretesto
per inquietarmi, ma ora ho un metodo
nuovo: la vita finisce,
la tua e quella degli altri,
allora la bellezza è trascurare il denaro, 
le offese, trascurare il successo
e l'insuccesso, credere
sempre e solo alla via più larga,
se perdi una cosa ne hai sempre cento,
se ti tolgono le cose a cui tieni
ci saranno delle cose che tengono a te,
magari avrai la gioia di un sasso,
magari una nuvola sarà dentro il cielo
solo per te. e perfino la malattia
prendila come un santo che viene
a farti compagnia, pensa all'amore
per un amore che non c'è mai stato,
pensa che tu potrai riempire la tua giornata
come non è riuscito a nessuno, sì 
proprio tu, da domani, da subito
e per sempre
sarai nella gloria di una dolce esattezza.

*** Franco ARMINIO, 1960, scrittore, poeta, paesologo, Una dolce esattezza, facebook, 24 giugno 2019, qui

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#MOSQUITO / Ignoranza è cosa diversa dalle percezioni sbagliate (Bobby Duffy)

L’ignoranza è il fatto di «non sapere», «non conoscere» qualcosa. Le percezioni sbagliate invece sono un fraintendimento della realtà o, nella definizione formulata da Brendan Nyhan, professore di Politica al Dartmouth College, nel New Hampshire, e dai suoi colleghi: «Le percezioni sbagliate differiscono dall’ignoranza in quanto spesso sono accompagnate da un elevato grado di certezza […] e le persone che le detengono si considerano bene informate». Solo pochi dei nostri intervistati pensano di essere ignoranti; ciò che dicono nelle risposte corrisponde a ciò che credono sia vero.

*** Bobby DUFFY, ricercatore sociale inglese, Professor of Public Policy e direttore del Policy Institute presso il Kinkg's College di Londra, già direttore generale dell'Ipsos MORI Social Research Institute e già direttore globale dell'Ipsos Social Research Institute, I rischi della percezione. Perché ci sbagliamo su quasi tutto, Einaudi, 209


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#SENZA_TAGLI / Quando un ministro chiede l'arresto degli oppositori (Ersy Mattioni)

C'è una cosa - di una gravità inaudita - che in pochi hanno notato e che la quasi totalità dell'informazione sta ignorando bellamente. Nei giorni scorsi il ministro degli Interni ha chiesto l'arresto di alcuni parlamentari dell'opposizione. La loro colpa? Essere saliti a bordo della Sea Watch con il capitano Carola Rackete per agevolare lo sbarco di 42 persone. 
Ora, Salvini non dispone del potere di far arrestare nessuno, ma il punto è un altro: le dittature - di destra e di sinistra - arrestano i parlamentari; le democrazie no. E il fatto che un ministro degli Interni, estimatore di un personaggio equivoco come Putin, possa anche solo pensare di mettere in prigione gli oppositori politici dovrebbe far scattare l'allarme rosso. La libertà non è una conquista che dura per sempre, la libertà va nutrita ogni giorno con il pensiero e le azioni, la libertà va difesa, se necessario anche con la spada. Chi rimane lucido dentro questa travolgente deriva culturale - dove la bava alla bocca impedisce di ragionare - non può essere neutrale. 
Siamo tutti chiamati alla prova decisiva della responsabilità. Erich Fromm, un giorno, ha scritto: "La libertà ci obbliga a prendere delle decisioni, e le decisioni comportano rischi". Illustri italiani, benché i loro nomi siano in buona parte sconosciuti, lottarono per regalarci la libertà. In molti morirono. Tocca a noi mostrare che quel sacrificio non fu vano. Adesso.

*** Ersy MATTIONI, giornalista, facebook, 1 luglio 2019, qui


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#BREVITER / Esattamente, da quand'è (Giusi Mazza)

via facebook, 30 giugno 2019, qui

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#VIGNETTE / Separated Colors of Benetton (Stefano Rolli)

Stefano ROLLI
facebook, 1 luglio 2019, qui

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lunedì 1 luglio 2019

#RITAGLI / SeaWatch e la manovra ostruttiva di Gdf (Giorgia Linardi)

Noi crediamo che sia irresponsabile che anche nel momento in cui è stato violato un alt si faccia questo tipo di manovra ostruttiva nei confronti di una nave che non voleva certamente minacciare o bombardare. 
La Guardia di Finanza ha deciso di infilarsi nello spazio già ridotto tra la nave e la banchina nel momento in cui la nave stava già attraccando. La Gdf era già davanti alla banchina e faceva avanti e indietro mentre la Sea Watch proseguiva con la sua manovra. E’ rimasta in quello spazio che inevitabilmente si sarebbe chiuso. E’ stata una manovra molto difficile che non si aspettava di dover fare. 
Carola si è effettivamente scusata con la Guardia di Finanza ma non per essere entrata in porto. Mi ha detto che non aveva scelta perché non poteva fare un’altra notte in mare. 
Carola si è sacrificata per  portare a portare a terra i 40 naufraghi a bordo. Anche dopo l’arresto ha chiesto solo una cosa: se sono state sbarcate le persone. 

*** Giorgia LINARDI, portavoce dell SeaWatch, 'HuffPost', 30 giugno 2019, qui (con video)


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#TAVOLE / Paesi con più rifugiati (Amnesty International Italia)


facebook, 20 giugno 2019, qui e qui

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#SPOT / Mondo folle

(dalla rete, autore non individuato)
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#HUMOR / 'Nse po' fa

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#SGUARDI POIETICI / Io ti amo (Marilina Giaquinta)

Io ti amo 
e non so 
se l’amore 
risolve 
o complica 
ogni cosa 
perché 
l’amore 
crede 
solo 
a se stesso.

*** Marilina GIAQUINTA, facebook, 24 aprile 2019, qui


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#MOSQUITO / Edith Stein, ciò che possiamo fare (Lella Costa)

Se la vita intera di Edith è una battaglia, la sua morte è un paradosso. Aveva rifiutato ben due volte la religione in cui era nata, prima con l’ateismo, poi con la conversione. In compenso aveva abbracciato con fervore la sua patria, ne aveva curato i feriti, galvanizzato le donne, arricchito il pensiero. Quella patria la uccide in quanto ebrea: lei, cattolica. Per questo, perché Edith incarna così nitidamente l’insensatezza di ogni persecuzione, dobbiamo tenere la sua foto sul nostro metaforico comodino di europei. Tutti: cristiani, ebrei, musulmani, buddisti, atei, non sa/non risponde. La guerra di Edith fonda il nostro progetto di pace. Ed è straziante pensare che a farle compagnia non ci siano né una rosa né un tulipano, e nemmeno mille papaveri rossi. L’unica cosa che possiamo fare per renderle omaggio è mantenere viva la sua memoria. 
Come dice Emily: «Essere ricordati è quasi come essere amati / ed essere amati è il Paradiso».

*** Lella COSTA, 1952, attrice, scrittrice, Ciò che possiamo fare. La libertà di Edith Stein e lo spirito dell'Europa, Solferino, 2019
Edith Stein (in religione Teresa Benedetta della Croce, Breslavia, 1891–Auschwitz, 1942) è stata una monaca cristiana, filosofa e mistica tedesca dell'Ordine delle Carmelitane Scalze, vittima della Shoah. Di origine ebraica, si convertì al cattolicesimo dopo un periodo di ateismo che durava dall'adolescenza. Venne arrestata nei Paesi Bassi dai nazisti e rinchiusa nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau dove, insieme alla sorella Rosa, terziaria carmelitana scalza, venne trucidata. Nel 1998 papa Giovanni Paolo II la proclamò santa e l'anno successivo la dichiarò patrona d'Europa.


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#SENZA_TAGLI / Stupro, niente a che fare col sesso (Chiara Sfregola)

Ve lo ricordate quando a Schettino hanno augurato lo stupro? No, perché nessuno l’ha fatto.
Vi ricordate quando a un uomo politico, magari di sinistra, anche favorevole ai porti aperti, hanno augurato di essere stuprato da un branco? Nemmeno io.

Eppure questo è ciò che è accaduto ieri sera a Carola Rackete, la capitana della Seawatch 3, quando è sbarcata a Lampedusa. Voci disumane le hanno augurato, urlando, in vari modi, di essere stuprata. Da neri, possibilmente.

Questa chiara manifestazione di miseria umana è la prova definitiva - casomai vi servisse - che lo stupro, col sesso, non ha niente a che fare. 
Non ha a che fare con la lunghezza delle gonne, né con l’altezza dei tacchi, né con le dimensioni del seno o di qualunque altra parte del corpo.
Non c’entra nulla con l’essere provocante e non ha a che vedere con la bellezza.
Ma chi augura ad un altro essere umano di vedere calpestata la propria dignità, con la violenza per giunta, la propria dignità l’ha già persa.
Chi arriva a considerare gli altri come oggetti è esso stesso un oggetto, poiché di umano ha già perso tutto.
A chi si è ridotto così posso augurare solo un lieto fine come quello di Pinocchio: di addormentarsi burattino e, perdonato (da una donna) risvegliarsi bambino. 

*** Chiara SFREGOLA, facebook, 29 giugno 2019, qui

Disegno di Paola Formica, facebook, qui

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#VIGNETTE / Più urlano (Mauro Biani)

Mauro BIANI, 1967
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