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domenica 28 agosto 2016

#LINK / Terremotati, e sciacalli contro i migranti (Stefano Feltri)

Chi sono gli “sciacalli”? Dopo le tragedie c’è sempre qualche ladruncolo che si infila nelle case, costruttori che pregustano gli appalti, politici che colgono l’occasione di un passaggio tv. Ma sono sciacalli, e peggiori, quelli che cercano di spostare l’onda di emozione collettiva dalla compassione all’odio. Di usare i 290 morti tra Lazio e Marche per validare i propri argomenti, come se anteporre la tragedia alle bestialità rendesse illegittime le obiezioni.

Lo sciacallaggio è partito presto, sui social network: “Perché i terremotati devono stare nelle tende e i profughi negli hotel?” Come osa lo Stato sprecare ancora risorse per quegli invasori esigenti e ingrati mentre tanti italiani hanno le proprie case distrutte? Il quotidiano Libero si è fatto interprete di questi umori che qualcuno attribuisce ancora alla “pancia” degli italiani, invece che trattarli come semplice razzismo in cerca di basi economiche per i propri pregiudizi. (...)

*** Stefano FELTRI, gionralista e saggista, Gli sciacalli che usano la tragedia contro i migranti, 'ilfattoquotidiano.it', 27 agosto 2016

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venerdì 26 agosto 2016

#SENZA_TAGLI / Terremoto, ma verrà il giorno...? (Matteo Saudino)

Certamente oggi è il giorno del lutto, del dolore e dell'unità nazionale. 
Ma... ma domani sarà il giorno in cui capiremo che, al di là delle parole e lacrime sempre identiche a se stesse, l'Italia è un Paese ad elevato rischio sismico e idrogeologico e che pertanto serve un piano nazionale straordinario di messa in sicurezza del territorio in cui viviamo? 
Verrà il giorno in cui capiremo che non sono i cacciabombardieri, i carroarmati, le navi e gli elicotteri da guerra a proteggerci, ma gli interventi civili di protezione civile e ambientale? 
Verrà il giorno in cui capiremo che l'Italia non ha bisogno di grandi opere e grandi eventi che arricchiscono i soliti noti, ma di tantissime piccole opere per dare qualità, benessere e dignità alle nostre comunità e alle nostre vite? 
La difesa della patria è innanzitutto la difesa reale dai rischi concreti che ci minacciano e non la tutela degli interessi geopolitici di governi o multinazionali. Se quel giorno non verrà, allora i morti di Amatrice, Accumoli e Arquata saranno le ennesime vittime di un elenco senza fine.

*** Matteo SAUDINO, insegnante, Terremoto, 'facebook', 24 agosto 2016, qui


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giovedì 25 agosto 2016

#SENZA_TAGLI / Terremoto Centro Italia, oggi lacrime, domani sorrisoni e dopodomani grandi opere (Antonello Caporale)

L’Italia ha la mappa meglio aggiornata del rischio sismico. Sappiamo cosa fare ma non facciamo. C’è un perché, anzi due.

La prevenzione del rischio sismico e di quello idrogeologico punta a una cucitura lenta e vasta dell’Appennino. Piccoli cantieri, piccole opere, ma molto utili. Lavoro faticoso e invisibile. L’adeguamento antisismico inciderebbe un minimo rispetto al costo dell’edificio ma chi lo riconoscerebbe? La riconoscibilità politica di un’opera è essenziale per la propaganda.

Le due Tav più il Mose avrebbero condotto l’Italia più fragile alla salvezza. Il costo di mezza Metro C di Roma avrebbe potuto far riattivare gli ottomila chilometri di binari morti. Ma queste grandi opere hanno grandi costruttori che muovono grandi interessi. La lobby ha un valore e un potere. Sono imprese spesso multinazionali con fatturati miliardari che pressano, indicano, consigliano ed eleggono deputati e senatori. Avrebbe infatti avuto senso spendere centinaia di milioni di euro per il solo studio di fattibilità (solo lo studio eh?) del Ponte sullo Stretto invece che mettere in sicurezza l’area dello Stretto, la più esposta d’Italia al rischio sismico e idrogeologico?

Seconda spiegazione del perché. Il valore e il costo dell’emergenza è molto più elevato di quella prevenzione. Solo L’Aquila (meno di centomila abitanti) ha prodotto un fatturato per le grandi aziende (compresa quella dell’ex presidente di Confindustria che ha fatto milioni con i suoi ponteggi). Vogliamo parlare dell’Irpinia e dei 56mila miliardi spesi, oppure del piccolo terremoto del piccolo San Giuliano di Puglia esteso artificiosamente a tutto il Molise?

Mi scrivono, gli imbecilli, che oggi è il tempo della solidarietà. Ma che bravi, e come no? Oggi lacrime, domani sorrisoni e dopodomani grandi opere.

*** Antonello CAPORALE, giornalista, Terremoto Centro Italia: oggi lacrime, domani sorrisoni e dopodomani grandi opere. 'ilfattoquotidiano.it', 24 agosto 2016

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