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lunedì 27 marzo 2017

#SENZA_TAGLI / Responsabilità (Lloyd - Simone Tempia)

“Lloyd, quante fermate mancano?”
“Poche, sir. Ha preso una decisione molto diretta che porterà a breve a delle conseguenze”
“E una volta lì, Lloyd?”
“Secondo il programma dovrebbe trovarsi di fronte alle sue responsabilità, sir”
“Tutto chiaro Lloyd. Strano però che siamo i soli in tutto il vagone…”
“Non particolarmente, sir. Certi viaggi hanno un prezzo molto alto”
“Dipende dalle distanze Lloyd?”
“Dipende dalla classe, sir”

*** LLOYD (Simone TEMPIA), giornalista e scrittore, fondatore del progetto Vita con Lloyd, Responsabilità'facebook', 26 marzo 2017, qui


In Mixtura i contributi di Lloyd qui
In Mixtura ark #SenzaTagli qui

martedì 12 maggio 2015

#MOSQUITO / Responsabilità, ce n'è per tutti (Warren Bennis)

Diversi anni fa, quando visitò l’America, Nikita Krusciov tenne una conferenza stampa al Washinghton Press Club. 
La prima domanda fattagli - tradotta da un interprete - fu: «Oggi voi avete parlato del ruolo ripugnante del vostro predecessore, Stalin. In quegli anni voi eravate uno dei suoi collaboratori e colleghi più stretti. Che cosa avete fatto per tutto quel tempo?». 
Il viso di Krusciov avvampò. 
«Chi ha fatto questa domanda?». 
Cinquecento visi si abbassarono. 
«Chi ha fatto questa domanda?». 
Nulla. 
«Ecco cosa facevo». 

*** Warren BENNIS, 1925-2014, consulente di direzione statunitense, esperto di leadership, saggista, Come si diventa leader, 1989, Sperling & Kupfer, Milano, 1990.

° ° °

Su Nikita Krusciov, 1894-1971, leader dell'Unione Sovietica dopo Stalin:

martedì 14 aprile 2015

#LINK #SOCIETA' / Corruzione: la responsabilità è di tutti noi (Rossella Guadagnini)

(...) l'Ocse, ha reso noto pochi giorni fa, a Parigi, durante un convegno sulla corruzione a cui ha partecipato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, un documento, Cubbing corruption. Investing in growth, che riporta uno studio Gallup. 
In Italia la corruzione percepita nelle istituzioni nazionali e locali è al 90%, al top tra i Paesi sviluppati. 
Sono stati ricordati gli alti costi di questa pratica in termini economici: dalle spese più alte per le opere pubbliche per la concessione delle quali si sono pagate tangenti, alla scarsa qualità delle opere stesse, fino all'errata collocazione delle risorse pubbliche. Il costo delle truffe negli investimenti – scrive l’Ocse – non è solo economico, ma politico e istituzionale, con seri risvolti per la legittimazione dell’apparato dello Stato e la capacità delle istituzioni governative di funzionare in modo efficace.
(...)

LINK(qui)
*** Rossella GUADAGNINI, La Grande Truffa. Contro la corruzione la responsabilità è individuale, blog 'MicroMega', 8 aprile 2015, 

venerdì 6 marzo 2015

#SPILLI / Vergogna

«Siamo messi così, come uomini: tu, io, poi Carlo Rossella, presidente di Medusa, Fabrizio Del Noce, direttore di RaiUno e responsabile di tutta la fiction. Sono persone che possono far lavorare chi vogliono. Ecco quindi, le ragazze hanno l'idea di essere di fronte a uomini che possono decidere del loro destino. L'unico ragazzo sei tu, gli altri sono dei vecchietti, però hanno molto potere.» (Silvio Berlusconi, all'epoca Presidente del Consiglio, telefonata a Gianpi Tarantini, agli atti del processo a Gianpi Tarantini per associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, dai giornali del 6 marzo 2015.)

Nulla di nuovo.
Come lo schifo già provato in tutti questi anni. 
Eppure, il disgusto si rinnova.
E, per quanto mi riguarda, cresce anche la vergogna. 
Come uomo. Come maschio.
E come cittadino di questo Paese. 
Un Paese dal cui vertice possono venire espressi con tanta ovvia e tranquilla sicurezza disvalori di questo tipo: il potere come strumento per ottenere qualunque cosa. Per ridurre a cosa l'uomo. O la donna in questo caso.
Mercificare le persone. Comprarne la dignità.
Certo, siamo sempre almeno in due. Se qualcuno compra la dignità di qualcun altro, c'è qualcun altro che la vende.
Ma chi ha più potere dovrebbe avere anche più responsabilità. E se poi il potere è pubblico, la Costituzione parla del requisito dell'«onorabilità».
Ma la Costituzione non a caso è ormai considerata un ferrovecchio: che intralcia il fare frenetico, luminoso e progressivo, di rottamatori e innovatori.
E il cinico potrebbe obiettare che non viviamo nel libro dei sogni. 
Può darsi. 
Del resto, a chi da troppi anni è avvolto dalla melma degli incubi, la realtà normale appare come un sogno. Disperato. (mf)

sabato 20 dicembre 2014

#SOCIETA’ / Proiezioni, quando le ritireremo?

Una volta, da piccoli, ci insegnavano l’esamino di coscienza.

Non c’è bisogno di essere credenti per farlo. Anzi, ancor più importante dovrebbe essere per chi, non avendo un Dio, ha solo la propria coscienza. 
E’ un apprendimento che abbiamo quasi tutti dimenticato.

A partire da troppi top manager. Che si credono vincenti anche quando perdono.
Per non parlare dei politici. E di tanti sedicenti statisti.
Nonché di troppi anonimi appartenenti alla cosiddetta ‘società civile’. Troppo spesso incivile.

Buttare la colpa su altri è un fenomeno diffuso. Specie in Italia. 
Tutti (‘vincenti’ in primis) vinceremo davvero, quando impareremo a vincere questa sindrome.
Assumendoci la responsabilità di quanto fatto, ma soprattutto di quanto non fatto. O fatto male. 
Dei successi. Ma soprattutto degli insuccessi. 

La via è semplice, anche se cozza contro il narcisismo imperante. 
‘Ritirare le proiezioni’, si dice in psicologese. 
Cioè: riportare a noi ciò che è nostro. E che abbiamo buttato sugli altri.
Magari anche, con un po’ di ‘ego-puntura’, sgonfiando i nostri Io. 
Per (ri)dare loro la minuscola che gli spetta. 
E che poi ci consentirebbe, finalmente, di relazionarci alla pari con gli altri. 
Anziché sognare di farne a meno. 
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*** Massimo Ferrario, Proiezioni, quando le ritireremo?, ‘spilli’, 1, 18 marzo 2013



Vignetta di Massimo Cavezzali