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domenica 30 luglio 2017

#VIDEO / Riflessioni sul Mito (Luigi Zoja)


Riflessioni sul Mito
Luigi Zoja, 1943
psicoanalista e saggista
pubblicato da Teatro Franco Parenti, 28 gennaio 2016
Progetto a cura di Irene La Scala
video 65min10

Il ripresentarsi di temi simili nelle epoche e nelle culture più diverse ci ricorda che dobbiamo sempre fare i conti con un inconscio non solo personale ma anche collettivo: e con i suoi contenuti archetipici.
Ne è tragico esempio il bisogno di eroismo arcaico manifesto nei fondamentalismi. Il mito è una categoria che permette distinzioni all’interno di una apparente modernità. Mentre gli attentati di Parigi hanno scopi vendicativi e mediatici più legati all’attualità, l’attacco dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle cercava anche di essere la continuazione di un antichissimo mito presente della cultura occidentale: quello dell’arroganza punita, di una nemesis che colpisce la hybris (arroganza).
(dalla presentazione)

Intervento accattivante, che alterna accenni all'oggi con riferimenti ai miti e alla loro funzione: come sempre, da apprezzare la competenza, profonda e vasta, di Luigi Zoja, e non solo sul piano psicoanalitico.
Ma da non trascurare il confronto finale con il pubblico (una ventina di minuti), che cerca di chiarire alcuni concetti presentati nel corso della relazione. (mf)

In Mixtura altri contributi di Luigi Zoja qui

venerdì 30 settembre 2016

#MOSQUITO / Crescita, il mito (James Hillman)

La psicologia trova molto gradevole questo espediente concettuale della Grande Madre e di suo Figlio, per cui ogni mutamento psichico è visto come sviluppo e ogni processo come segno di 'crescita'. Questa filosofia ci fa tornare tutti bambini e, per quanto l'infanzia sia per i cristiani e per i romantici una condizione privilegiata, la filosofia o la fantasia della crescita rende però la psicologia maternamente materialistica e infantile. La nozione di crescita costituisce in effetti un corretto punto di vista e una metafora necessaria per quel che riguarda l'infanzia, ma in un adulto crescita significa anche eccesso, sovrappeso, sovrappopolazione, cancro, escalation, ipercapacità distruttiva nucleare. E' così che il concetto di crescita è divenuto la sciocca metapsicologia di un uomo pingue in una cultura in declino.

*** James HILLMAN, 1926-2011, psicologo, psicoanalista, filosofo statunitense, fondatore della psicologica archetipica, Trame perdute, 1975, Raffaello Cortina, 1985 


In Mixtura altri 8 contributi di James Hillman qui

venerdì 17 giugno 2016

#SGUARDI POIETICI / Mito (Muriel Rukeyser)

Molto tempo dopo Edipo, vecchio e accecato, camminava per le
strade. Sentì un odore familiare. Era
la Sfinge. Edipo disse, “Ho una domanda.
Perché non ho riconosciuto mia madre?” “La tua risposta
era sbagliata”, disse la Sfinge. “Ma era quella che ha reso
tutto possibile”, disse Edipo. “No”, lei disse.
“Quando ho chiesto: che cos’è che cammina a quattro zampe la mattina,
due il giorno, e tre la sera, hai risposto:
l’Uomo. Non hai parlato della donna.”
“Quando si dice Uomo”, disse Edipo, “sono comprese anche
le donne. Lo sanno tutti.”
Lei disse, “È quello che pensi tu.”

*** Muriel RUKEYSER, 1913-1980, poetessa e attivista politica statunitense, Mito, in 'cantosirene.blogspot.it', 15 dicembre 2013, qui

Edipo e la Sfinge
coppa attica V secolo a.C., Musei vaticani

In Mixtura 1 altro contributo di Muriel Rukeyser qui

giovedì 29 ottobre 2015

#MOSQUITO / Coesione, il suo mito (Luciano Canfora)

Il processo è stato abbastanza lineare:
(1) - si abroga il principio proporzionale e si innesca il maggioritario (più o meno totale) in omaggio alla religione idolatrica del bipolarismo; 
(2) - bipolarismo significa necessariamente penalizzazione delle ali dette pomposamente ‘estreme’ e convergenza al centro dei due «poli»; 
(3) - il perseguimento di tale ‘conquista’ ha come effetto la crescente rassomiglianza tra i due po-li, i quali infatti rinunciano ben presto a chiamarsi destra e sinistra, e adottano una formula (centro-destra versus centro-sinistra) che almeno per il 50% ribadisce la coincidenza, se non identità, dei due cosiddetti «poli»; 
(4) - quando questo processo è finalmente compiuto, si constata che la ‘via d'uscita’ dal grave momento nazionale e mondiale è la «coesione»; 
(5) - a quel punto l'idolatrato bipolarismo non so-lo boccheggia ma viene senz'altro archiviato, e l'operazione appare agevole (o almeno fattibile) perché la marcia dei poli verso il centro ha dato finalmente i suoi frutti, e infatti - come ci viene ripetuto - sulle ‘co-se fondamentali’ si deve andar tutti d'accordo! 
(6) - a questo punto i teorici del ‘superamento’ della distinzione destra/sinistra in quanto concetti obsoleti possono esultare. E difatti esultano. È impressionante che, in Italia, inconsapevoli della gaffe lessicale, alcuni si dispongano addirittura a dar vita ad un 'Partito della Nazione' (il partito fascista si chiamò per l'appunto «nazionale», e «nazionali» erano detti i seguaci di Franco, mentre 'socialista-nazionale' era il partito del 'Führer'; 
(7) - l'effetto della progressiva assimilazione tra i due poli culminata nella «coesione» è il non-voto di coloro che non si riconoscono nel-la melassa. Ma questo non preoccupa l'ormai «coesa» élite, passata giocosamente attraverso la dedizione ad entrambe le ideologie (bipolarismo prima e coesione poi). Anzi, si gioisce ulteriormente perché si può sperare, procedendo per questa strada, di raggiungere i record delle cosiddette ‘grandi democrazie’ dove - come negli USA - vota meno della metà degli aventi diritto. Anzi i più sfacciati dicono che il fenomeno del non-voto è un segno di maturità della democrazia. 

*** Luciano CANFORA, 1942, docente di filologia classica, storico, saggista, «E’ l’Europa che ce lo chiede!». Falso!, Laterza, 2012.


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