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lunedì 30 settembre 2019

#CIT / Limite (Haruki Murakami)

Tamura Kafka, 
nella vita c’è un punto 
in cui non si può tornare indietro. 
E poi c’è un punto, 
ma i casi sono molto più rari, 
in cui non è più possibile andare avanti. 
Quando questo accade, 
che sia un bene o un male, 
l’unica cosa che possiamo fare 
è accettarlo in silenzio.

***  Haruki MURAKAMI, 1949, scrittore giapponese, Kafka sulla spiaggia, 2002, Einaudi, 2008


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martedì 22 settembre 2015

#SPILLI / Non si può (M. Ferrario)

(dal web, via linkedin)

«Pulisciti la mente dai non si può»
Condivido.

Poi, però, nella mente, ficcaci quei 'non si può' che davvero sono dei non si può.
Perché esistono, i non si può. 
Esistono eccome. E non sono neppure pochi.
Forse non sono tutti quelli che crediamo, perché anche l'impotenza ha i suoi lati di comodità: ci esenta dall'azione.
Però, cadere nell'onnipotenza è come cadere dalla padella nella brace.
I bambini sono onnipotenti: ma hanno l'anagrafe che gli dà ragione. Ad una certa età, l'onnipotenza segnala che non si è raggiunta quella certa età.
E i danni che ne conseguono sono ben peggiori.
Basta guardarsi in giro.

Banale. 
Eppure, questa banalità andrebbe ricordata a quei capi che nella realtà ripetono a pappagallo che 'non si deve dire problema'. E penalizzano un collaboratore che non dice, al suo posto, 'opportunità'.
Andrebbe ricordata a chi ripete stupidaggini come 'volere è potere'. 
O come 'basta la volontà e l'impossibile diventa possibile'.

Se smettessimo di credere in simili superficialità, allora sì che ci puliremmo la mente. 
E non sporcheremmo le menti altrui.

*** Massimo Ferrario, per Mixtura

lunedì 14 settembre 2015

#MOSQUITO / Limite, dimenticato (Luigi Zoja)

[D: Oggi più che in passato si contempla il fallimento. Dobbiamo ripensare la nostra idea di limite?]
«Il limite è una presenza universale e anche un archetipo. Ma viene dimenticato nell'orgia del consumismo e nel culto unilaterale dello sviluppo economico. Il solo limite che non riusciamo a dimenticare del tutto è la morte».

[D: Con quali conseguenze?]
«L'idea di morte è importante come presenza psichica, anche per chi ne è lontano. Con la vecchiaia poi i limiti materiali si avvicinano vertiginosamente. Ma proprio questo può favorire una concentrazione che produce consapevolezza e dare gioie più frequenti di quando si è giovani».

[D: Ci crede davvero?]
«Mi sforzo di pensarlo. Mi riguarda. So bene che il mondo è diventato un contenitore insicuro».

*** Luigi ZOJA, psicoanalista di matrice junghiana, saggista, intervistato da Antonio Gnoli, "Siamo vittime di noia e paranoia e non viviamo più di miti universali", rubrica 'straparlando', 'la Repubblica', 30 agosto 2015

mercoledì 4 febbraio 2015

#BRICIOLE / Managerialmente

Gestire
Aveva smesso di vivere da quando aveva cominciato a ‘gestire’.
La vita.

Limite
Il limite ti contiene.
Quando lo accetti sei 'conten(u)to'.
Poco manageriale?
Umano.

Affettività manageriale
Manager, in soggiorno: sta lavorando al computer.
Lei, dal balcone: «Vieni a vedere, c'è il tramonto sul mare!»
Lui: «E qual è l'obiettivo?»

Vincente
Se sbaglia strada il manager vincente non arretra.
Dice che basta pensare positivo e la strada diventa giusta.

*** Massimo Ferrario, rielaborazione per 'Mixtura' di Bruscolini, 9, 'Rivista di Direzione del Personale', 2012