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venerdì 13 maggio 2016

#LINK / Fiducia, le basi statistiche (LeScienze)

Le nostre decisioni dipendono dalla fiducia che nutriamo in un certo corso degli eventi invece che in un altro. Questo sentimento si basa sull'incessante elaborazione statistica dei dati fatta dal nostro cervello secondo regole simili a quelle che userebbe un computer. A questo calcolo, sostanzialmente affidabile, si sovrappongono però considerazioni di altro tipo che a volte modificano le scelte.

(...) La fiducia è un sentimento soggettivo collegato in qualche modo con l'idea che vi sia un'elevata probabilità che accada un certo evento o che una persona si comporti in un certo modo. Tuttavia, mentre un vero calcolo probabilistico si basa su dati oggettivi, il nostro sentimento di fiducia è spesso frutto di fattori molto più impalpabili. In altre parole, i sentimenti di fiducia, pur avendo una certa obiettività, sono molto più soggetti a errori rispetto a un vero calcolo statistico. Ma fino a che punto? (...)

*** LeScienze, Le basi statistiche del sentimento di fiducia, 'lescienze.it', 9 maggio 2016

LINK articolo integrale qui

martedì 7 luglio 2015

#MOSQUITO / Fiducia, ma in azienda è possibile? (Pier Luigi Celli)

La fiducia è un bene scarso, che andrebbe coltivato. Ma richiede un animo grande, aperto; consapevole dei rischi e appassionato degli uomini e del futuro. In condizioni di non rispetto o di grigiore sentimentale non può maturare alcuna disposizione positiva verso gli altri, i loro impegni e le loro difficoltà. Per questo è sempre più difficile incontrare imprese che non siano luoghi di ‘passioni tristi’. Predisposte a ruotare, senza scampo, su se stesse approdando a mediocri delusioni. 
Ci vorrebbe coraggio, e un po’ di carisma. Resta il tema della contraddizione tra i tempi (corti) del mercato e i tempi necessari perché si sviluppino rapporti di fiducia, lealtà e impegno. Le relazioni che reggono scambi fiduciari devono essere durature, perché impegnano tempo e producono esperienze che maturano lentamente. 
Il bisogno di radicarsi è un prerequisito alla fiducia. Ma il radicarsi non sembra oggi funzionale ai rapporti professionali e allo sviluppo di carriere spot.
Oggi vale la logica del breve e del brevissimo termine, il cambiamento rapido e rapidissimo che capitalizza sul divario tra le posizioni di partenza e quelle di approdo; un tipo di flessibilità che si potrebbe chiamare ‘usa e getta’.
In fondo anche tradire è un modo per semplificare la realtà. Meno oneroso, spesso, in termini di tempo e di impegno, del creare e mantenere reti di scambio fiduciario.
La variabilità, la frammentazione, la precarietà temporale delle relazioni - nell’attuale fase di sviluppo industriale caratterizzata da una fortissima competitività - ‘corrodono il carattere’, come ha scritto qualcuno, e la tenuta anche psicologica delle persone, rendendo volatili i valori e incerte le prospettive.
Cioè distruggono fiducia. 

*** Pier Luigi CELLI, top manager e scrittore, L’azienda? Chiede la mano e offre il pugno, ‘CorrierEconomia’, 19 aprile 2004. 

venerdì 2 gennaio 2015

#TAVOLE / Demos 2014, fiducia nelle istituzioni


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Rapporto annuale 2014 sugli atteggiamenti degli italiani nei confronti delle istituzioni e della politica, realizzato da Demos, su incarico del Gruppo L'Espresso.Vedi altre tabelle, http://bit.ly/1zYSvNw

Vedi l'articolo di Ilvo Diamanti, sociologo, politologo, saggista, Partiti, istituzioni, Europa: la fiducia va a picco, cittadini sempre più soli. Il Papa unica speranza, ‘la Repubblica’, 28 dicembre 2014, http://bit.ly/1ETbPij