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venerdì 17 marzo 2017

#SENZA_TAGLI / Populisti, una retorica grottesca (Fabio Chiusi)

Questa retorica dei "populisti" ha raggiunto proporzioni di grottesco tali da non funzionare più nemmeno come vulgata propagandistica. 
"Populisti" sarebbero i neofascisti, gli anti-immigrati, gli islamofobi, gli euroscettici, chi è per la democrazia diretta. 
"Populista" è Wilders come Corbyn o Grillo. Sinistra come destra come "oltre la sinistra e la destra". 
Tutto nello stesso calderone. Per tutti la stessa parola, usata con un disprezzo che peraltro originariamente non ha.

È ridicolo, e insultante per l'intelligenza di chi legge. 
"Populista" ormai significa "opposto a chi governa", o meglio "opposto a chi governa o si oppone al governo stando però all'interno della stessa ideologia". 
È la retorica del "derby": o noi - responsabili - o loro - "populisti".
Che sia essenza di quella stessa definizione di "populismo", beh, non è ammesso da quella propaganda.

*** Fabio CHIUSI, giornalista e saggista, 'facebook', 16 marzo 2017, qui


In Mixtura altri contributi di Fabio Chiusi qui

lunedì 23 gennaio 2017

#MOSQUITO / 'Populista', ogni buon partito dovrebbe esserlo (Zygmunt Bauman)

“Populisti” in politica sono sempre gli altri, gli avversari. In realtà ogni buon partito dovrebbe essere “populista”, cioè ascoltare cosa pensano e cosa chiedono le persone ordinarie, i semplici cittadini. Invece nel dibattito pubblico la parola viene usata in senso dispregiativo. No, non sono preoccupato per la presunta minaccia del “populismo”, ma per la possibile risposta autoritaria alla crisi della democrazia.

*** Zygmunt BAUMAN, 1925-2017, sociologo e filosofo polacco di origini ebraiche, docente emerito all’università di Leeds, intervistato da Alessandro Gilioli, Zygmunt Bauman: "E' il carnevale della democrazia", 'L'Espresso', 15 febbraio 2016, qui


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