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sabato 29 luglio 2017

giovedì 13 ottobre 2016

#MOSQUITO / Inferno, cos'è (Carl Gustav Jung)

Che cosa pensate della natura dell’inferno? 
Inferno è quando il profondo arriva a voi con tutto ciò di cui non siete più o non siete ancora padroni. 
Inferno è quando non potete raggiungere ciò che potreste. 
Inferno è quando dovete pensare, sentire e fare tutto ciò che sapete di non volere. 
Inferno è quando sapete che per voi dovere è anche volere e che ne siete responsabili. 
Inferno è quando sapete che tutte le cose serie che vi proponete di fare sono anche ridicole, che ogni cosa raffinata è anche grossolana, che tutto il bene è anche male, che tutto ciò che è elevato è anche basso, e che ogni opera buona è anche un’azione infame.

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico, psichiatra e psicoanalista, antropologo svizzero, Libro Rosso, scritto nel corso degli anni 1913-1930, 2009, Bollati Boringhieri, 2012-2014.
Anche in 'jungitalia', 'facebook', 29 settembre 2016, qui


In Mixtura altri 43 contributi di Carl Gustav Jung qui

domenica 2 agosto 2015

#MOSQUITO / Fede, salvezza, Inferno (Quirino Principe)

[D: Cosa le suscita la parola fede?]
«Una profonda e dolente indignazione. Essa è soltanto una desolante testimonianza della debolezza umana in cui convergono paura, calcolo, ignoranza puerile, desiderio di conforto e di servile appartenenza».

[D: Non le pare troppo tranchant? Dopotutto, la fede è anche abbandono, tormento, sete insaziabile]
«Guardo agli effetti della fede più che nel singolo nella coscienza collettiva. E vedo un collante per un potere sempre più smisurato».

[D: Se non nella fede dov'è la salvezza?]
«La vera salvezza, il vero ancorché effimero paradiso, è l'arte, il contatto con il Bello, con l'ordine, con l'autentico, con l'energia, con il coraggio della solitudine». (...)

[D: Lei non crede nel Paradiso. Cos'è allora l'Inferno?]
«L'Inferno è l'estinzione della libertà. Quando avevo meno di 11 anni mi ribellai alla religione, alla confessione, alla comunione, alla preghiera, all'obbligo di andare a messa. Dovevo sedere su un banco di chiesa e sentivo le lagne stonate e belanti di un gruppo di suore accovacciate su un banco vicino. Sapevo che, in realtà, era quello l'Inferno. L'oppressione praticata in nome di Dio. Non è quello che sta accadendo? Il nostro inferno è sempre più vicino, sempre più quotidiano».

*** Quirino PRINCIPE, 1935, musicologo, traduttore, saggista, intervistato da Antonio Gnoli, "Odio me stesso e odio ubblidre. Coltivo l'arte luciferna di dire no", rubrica 'straparlando', 'la Repubblica', 26 luglio 2015