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martedì 8 agosto 2017

#MOSQUITO / Bancari, usurai (Piergiorgio Odifreddi)

Tutti sanno che Dante pone gli usurai nel terzo girone del settimo cerchio dell’Inferno. Ma pochi sanno che nel Medioevo gli usurai non erano, come oggi, coloro che prestano denaro a tassi esorbitanti (secondo la legge: superiori di quattro punti al tasso medio aumentato di un quarto). Bensì coloro che prestavano denaro a qualunque interesse: cioè, gli odierni banchieri.
Tutti sanno anche che i ghetti, il primo dei quali fu inaugurato a Venezia ai tempi di Dante e l’ultimo a Varsavia ai tempi di Hitler, erano zone di confinamento degli Ebrei. Ma pochi sanno che il confinamento in origine non era di natura razziale, bensì economica: si basava, cioè, sul fatto che gli Ebrei maneggiavano lo «sterco del Diavolo» che era intoccabile dai cristiani. Il problema, di nuovo, erano i banchieri. 
Oggi i cittadini e gli stati hanno stupidamente permesso che le banche speculassero sui loro risparmi privati e sui loro debiti pubblici, diventando «troppo grandi per fallire». Centinaia di miliardi sono stati investiti negli Stati Uniti e in Europa per salvarle, ma forse è venuto il momento di tornare a considerare i banchieri paria della società e reietti da Dio, rinchiudendoli di nuovo in ghetti e mandandoli all’inferno.

*** Piergiorgio ODIFREDDI, 1950, logico, matematico, saggista, Dizionario della stupidità, Bur, 2017
https://it.wikipedia.org/wiki/Piergiorgio_Odifreddi

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lunedì 14 novembre 2016

#RITAGLI / Banche e banchieri, poter vivere senza (Piergiorgio Odifreddi)

Nel Medio Evo, era considerato usuraio chiunque prestasse denaro, a qualsiasi tasso. Oggi il fastidio per i banchieri è tornato a essere forte. Quando la gente vede i posti di lavoro che evaporano, le tutele che si dissolvono, e dall'altra gli aiuti di stato per tenere in vita istituti che hanno fallito, s'incazza.

[D: Però è difficile vivere in un mondo senza banche]
Certo che si può vivere in un mondo senza banche. Per metà del secolo scorso, l'Unione Sovietica ne ha fatto a meno.

[D; Non è andata benissimo, però]
Non per quel motivo. Mi domando perché non si possano nazionalizzare le banche che vengono salvate. Perché è diventata una bestemmia?

[D: In Europa, nazionalizzare è contrario alle regole dell'Unione]
È per questo che l'UE suscita l'astio dei suoi cittadini: perché è solo un'unione economica.

*** Pergiorgio ODIFREDDI, 1950, matematico, divulgatore scientifico, saggista, autore del recente Dizionario della stupidità, Rizzoli, 2016, intervistato da Nicola Mirenzi, Piergiorgio Odifreddi, intervista Huffpost: "Il 90 per cento degli italiani è stupido", 'L'Huffington Post', 25 settembre 2016.

LINK intervista integrale qui


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giovedì 5 maggio 2016

#LINK / Banche, ma il decreto non risolve (Sandro Catani)

Infine è arrivato il tanto atteso decreto che offre certezza nei rimborsi a una parte dei risparmiatori truffati. Ma, nonostante l’ottimismo del premier Matteo Renzi, il provvedimento non risolve “definitivamente tutti i problemi del mondo bancario”. Per fermare il declino delle banche italiane è necessario intervenire su fattori più impegnativi e “scomodi” di quelli contenuti nella legge: la governance delle imprese, le loro capacità manageriali e, non ultimo i comportamenti delle autorità di regolamentazione e vigilanza, a partire dalla Banca d’Italia. Perché le difficoltà delle banche italiane nascono dal modo in cui sono state gestite e non solo dalla crisi dei mercati iniziata nel 2008. (...)

*** Sandro CATANI, consulente, saggista, Banche salvate, il decreto non risolve. Contro la crisi sono mancate misure radicali, 'ilfattoquotidiano.it', 3 maggio 2016

LINK articolo integrale qui


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domenica 10 gennaio 2016

#SENZA_TAGLI / Banche, la patente per i risparmiatori? (Sandro Catani)

Pensavamo che la brutta storia della vendita delle obbligazioni subordinate ai piccoli risparmiatori fosse ormai acclarata e, invece, no. Voci autorevoli puntano il dito sulla vera causa: l’ignoranza dei risparmiatori! Per confortare la tesi vengono utilizzate ricerche sulla modesta educazione finanziaria italiana pari alla Grecia, alla Tunisia, al Brasile. Dati interessanti purché si ricordi che l’asimmetria informativa tra banca e cliente rimane ineliminabile e le istituzioni proteggono proprio l’ingenuità del risparmiatore. In caso diverso accetteremo la filosofia che Totò  nel film Totò truffa spiega a Ernesto Calindri: “Lo so dovrei lavorare invece di cercare fessi da imbrogliare, ma non posso, perché nella vita ci sono più fessi che datori di lavoro!”. A differenza di quanto accade troppo spesso nel nostro mondo finanziario, il commissario Calindri è pronto a difendere “i fessi”e ad arrestare puntualmente il suo amico truffatore.

Non sembra necessario aggiungere analisi perché i responsabili dell’accaduto sono palesi: le autorità preposte alla garanzia del risparmio, gli amministratori collusi tra territorio e affari personali e l’incapacità o peggio del management. La decisione del governo di attribuire all’Autorità anticorruzione e non alla Banca d’Italia la gestione dei rimborsi ne appare la conferma. Anzi, condividendo la preoccupazione per l’immagine dei nostri regolatori sui mercati finanziari, abbiamo finto di credere alla famosa solidità del sistema bancario italiano e al corretto funzionamento dei controlli. In realtà c’è ben altro in gioco che quattro piccole banche regionali. Mps è ancora in stato di difficoltà, la Popolare di Vicenza e la Veneto Banca sono oggetto di cure da cavallo. Non dimentichiamo i casi di Tercas, di Carige, della Popolare di Spoleto, della Popolare di Milano. Più indietro nel tempo, era solo il 2008, lo scandalo Italease… Quanto hanno perso i risparmiatori? Era un problema di competenza dei clienti o di scarsa conoscenza del management dei derivati, e di suoi comportamenti delittuosi?

Per questi motivi sorprende, e mi scandalizza, che un economista sottostimi i problemi di governance del sistema e lanci sul Corriere della Sera la patente dei risparmiatori. Secondo la surreale proposta, una persona che voglia aprire un conto corrente in una banca non deve essere garantita dalle istituzioni sulla sua solidità. No, deve superare un esame per dimostrare di avere le nozioni di base: tasso di interesse composto, diversificazione del rischio… Un esame da estendere agli attuali correntisti (a partire dai truffati perché ignoranti confessi!). Milioni di correntisti che si affollano davanti alle filiali bancarie in attesa di verificare la propria competenza!

In realtà conosciamo le medicine amare per cambiare le cose nel credito: il sistema di proprietà e controllo a partire dalle Banche Popolari e dalle Banche di Credito Cooperativo; lo svecchiamento del management, salvo alcune eccezioni noto per essere gerontocratico; un più efficace controllo preventivo dei rischi degli istituti. Personalmente non chiederei ai risparmiatori di studiare per avere l’onore di portare i soldi in banca. Se avessi un unico gettone da puntare, copierei la vecchia Bank of England che, essendo ben più importante del nostro ex Istituto d’emissione, ha aperto le porte al nuovo. Ha scelto il governatore dal mercato: Mark Carney già a capo della Banca del Canada e successore di Mario Draghi al Financial Stability Board, l’ente di regolazione del sistema finanziario globale. 

Viviamo in un’epoca in cui la fiducia disegna le relazioni e i modelli di consumo e di vita. Quando saliamo su un aereo o su una nave da crociera diamo per scontato che qualcuno si sia occupato della salute psicofisica del pilota e dell’idoneità al comando del capitano. Se accade un incidente si accertano l’eventuale errore umano, le procedure di sicurezza della compagnia, il comportamento delle autorità preposte al controllo del traffico aereo o della navigazione. Non si suggerisce ai passeggeri di studiare ingegneria aeronautica o tecniche di navigazione. A maggior ragione nella finanza.

*** Sandro CATANI, consulente e saggista, Banche, rischio truffa per i risparmiatori? Tranquilli, vi facciamo l’esame, blog 'ilfattoquotidiano.it', 8 gennaio 2016, qui


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giovedì 17 dicembre 2015

#RITAGLI / Banche, truffati (Virginia Piccolillo)

Chiusi, paese record con il più alto numero percentuale di danneggiati dalla Banca Etruria. In 160, su circa 3.000 abitanti, hanno visto evaporare in una notte titoli e sicurezze per il futuro. 
*** Virginia PICCOLILLO, "Ci hanno truffato, ma non siamo fessi" , 'Corriere della Sera', 16 dicembre 2015).

° ° °
«Speculatori? Ma non scherziamo. Quelli che hanno truffato qui a Chiusi erano semplici risparmiatori che avevano messo da parte i sacrifici di una vita. E vederli sparire dalla sera alla mattina è stato molto duro. Vero Patrizia?». 
Giuseppe Bernacchi, ex sindaco, dichiarazione a Virginia Piccolillo, "Ci hanno truffato, ma non siamo fessi" , 'Corriere della Sera', 16 dicembre 2015

° ° °
«So' loro che si devono vergognare che han fregato anziani di 80 e pure 90 anni. Non noi. A me ha chiamato a casa il direttore della banca. Per noi è una figura importante, come il medico, il farmacista. Ci si fida. Io avevo un terzo di una casetta del mio babbo che avevamo venduto e avevo sul conto 26 mila euro. È lui che mi ha detto mettili qui i soldi, in queste obbligazioni.» 
[D: Ora vi accusano di aver accettato il rischio per guadagnare di più. È così?] 
«Macché. Gli ho chiesto se in ogni momento avrei potuto prenderli. Lui mi ha detto di sì. E che al massimo nel 2023 avrei riavuto i miei soldi. A febbraio, quando già si diceva che la banca andasse male, mi ha ridetto: non c'è problema. Non sapevamo niente.»
Mara Gabiccini, 42 anni, sposata, una figlia e un lavoro stagionale da cameriera, intervistata da Virginia Piccolillo, "Ci hanno truffato, ma non siamo fessi" , 'Corriere della Sera', 16 dicembre 2015 

° ° °
«Prima ci hanno truffato. E adesso siamo diventati la loro barzelletta. Ci fanno passare da stupidi. Ignoranti sì, perché io ho un negozio di alimentari, non sono un'economista, ma stupida no. Siamo solo onesti e ci siamo fidati che lo fossero anche loro»
Enrichetta Loddi, proprietaria di un negozio di alimentari, dichiarazione a Virginia Piccolillo, "Ci hanno truffato, ma non siamo fessi" , 'Corriere della Sera', 16 dicembre 2015

lunedì 14 dicembre 2015

#LINK / Salva Banche, il dovere di informare (Angelo Baglioni)

(...) C’è una autorità che vigila sulla trasparenza e correttezza dei rapporti tra operatori finanziari e clienti: la Consob. Cosa ha fatto? A quanto pare, si è accontentata degli aspetti formali. L’emissione di un titolo sul mercato deve essere accompagnata da un “prospetto informativo”: un documento che riporta una quantità tale di informazioni che nessuno osa leggerlo, e che ben pochi sono in grado di comprendere. Tutti siamo costretti a dare alla nostra banca le informazioni necessarie a compilare il modulo relativo al nostro “profilo di rischio” (la “Mifid”): un rito che si traduce spesso in una mera formalità. Sulla sostanza, cioè sul fatto che una banca non approfitti della fiducia accordatale da un cliente per vendergli prodotti non adatti a lui/lei, nessuno controlla. (...)

Dal 1° gennaio 2016, la regola diventerà ancora più severa. In base a una direttiva europea (approvata anche con il voto degli italiani presenti nel Parlamento europeo) lo Stato potrà venire in aiuto di una banca solo se prima una quota delle perdite sarà stata addossata agli azionisti e ai creditori della banca stessa, compresi i detentori di obbligazioni ordinarie e i depositanti (saranno esentati solo i depositi inferiori ai 100mila euro, coperti dalla assicurazione). È il cosiddetto bail-in.

Per evitare che si ripetano situazioni simili a quella emersa in questi giorni, e potenzialmente ben più gravi, bisogna che tutti (banche, autorità, organi di stampa) si impegnino in una informazione corretta e capillare ai risparmiatori.
Deve essere chiaro che il mondo è cambiato: i salvataggi bancari interamente a carico dello Stato o del fondo interbancario (di assicurazione o di risoluzione) non sono più possibili. Questo vuol dire che come contribuenti siamo meno esposti al rischio-banca, ma come risparmiatori lo siamo di più. D’altra parte, si sa che in economia “non ci sono pasti gratis”.

*** Angelo BAGLIONI, docente di economia politica, saggista, Salva banche, il dovere dell'informazione sui titoli, 'lavoce.info', blog 'ilfattoquotidiano.it', 13 dicembre 2015.

LINK articolo integrale qui