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martedì 13 ottobre 2015

#SPILLI / Chi si contenta 'non' muore (Massimo Ferrario)

(dal web, via linkedin)

Elenco le reazioni a caldo che mi ha provocato la lettura di questa citazione.

(1) - Mi sarebbe piaciuto vedere una firma sotto il testo, o comunque una indicazione della fonte: specie quando si fanno affermazioni drastiche, sparando a zero con chi ha altre opinioni, il nome e cognome non sono solo un indice di buona educazione: sono la condizione indispensabile per dimostrare che ti sai esporre e ti prendi la responsabilità conseguente di ciò che affermi con cotanta sicurezza (fondamentalista).

(2) - Mi ha infastidito il tono: arrogante, supponente, tipico di chi è sicuro di essere nel 'solo giusto possibile'. E appagato dal navigare, applaudito, sull'onda del momento.

(3) - Il proverbio 'chi si contenta gode', come tutti i proverbi, va preso con le molle; ma, come tutti i proverbi, contiene, appunto in quanto tale, un grano di saggezza che solo la nostra hybris, stolta e rozza, può non vedere. 
Siamo tanto ossessionati dal bisogno di felicità che crediamo che la felicità 'è' (neppure: 'sia', congiuntivo; ma indicativo presente, con sottinteso un 'deve essere') un diritto. E spasimiamo per ottenerla.
Non appartengo ai fan della felicità. Però mi sembra ovvio che se davvero vi aspiriamo (e per certi versi è pure sano aspiravi), non essere sempre alla rincorsa di ciò che non abbiamo aiuta a propiziarla, la felicità.

Desiderare è cosa buona e giusta. E anche segno di vitalità. 

Ma saper godere ('accontentarsi') anche del presente, senza soffrire perché non abbiamo, o non siamo, ciò che vorremmo, e quindi senza necessariamente pensare-a, e vivere-nel, domani, attendendo, o dandoci ossessivamente da fare per ottenere ciò che ci sogniamo ogni notte e di cui sentiamo la mancanza, è una virtù che dovremmo recuperare.

Non c'è bisogno di richiamare buddismi vari o la nuova moda della mindfulness.
Basta un po' di intelligenza. Logica.
Può darsi che qualche volta 'chi si contenta muore'.
Ma è altrettanto certo che chi non si contenta, stressato com'è, non vive. 
E non basta, poi, un corso sulla gestione dello stress o un manuale di aiutoaiuto che ti abbindola con le 10 mosse giuste per non soffrire più.

Forse, la soluzione, la nonna, con i suoi proverbi, la conosceva.

*** Massimo Ferrario, Chi si contenta non muore, per Mixtura

In Mixtura ark #Spilli di Massimo Ferrario qui