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martedì 17 ottobre 2017

#MOSQUITO / Fascismo, la stampa doveva sembrare diversa per servire meglio il regime (Fabio Martini)

Contrastando apertamente un articolo uscito a metà agosto su «Critica fascista», intitolato Il regno della noia, il capo del fascismo aveva scandito parole chiare di dissenso: «Io contesto nella maniera più assoluta che la stampa sia il regno della noia e dell’uniformità». Mussolini aveva proposto una metafora musicale: «Considero il giornalismo italiano fascista come un’orchestra», «il “la” è comune» ed è un la che «il giornalismo dà a se stesso. Egli sa come servire il Regime». 
Ma poi c’è «la diversità degli strumenti, ed è appunto la loro diversità che evita la cacofonia e fa prorompere invece la vera armonia; oltre agli strumenti c’è la diversità dei temperamenti e degli artisti». Ecco perché ogni giornale deve diventare uno «strumento definitivo, cioè individualizzato, cioè riconoscibile nella grande orchestra». E la grande orchestra non può non suonare la musica del «Regime», del quale va illustrata «l’opera quotidiana», «creando e mantenendo un ambiente di consenso intorno a quest’opera». Dunque, la missione indicata dal duce, anche se non del tutto esplicitata, è chiarissima: sembrare diversi per magnificare meglio il regime, offrire l’apparenza di un’orchestra per fugare l’impressione di una costrizione, di una pubblicazione imposta, di un’unica emittente che ispiri tutti i mezzi di informazione. Conferendo, in qualche modo, l’illusione di una stampa libera. Si legge in una velina del 24 giugno 1932: «Per evitare l’uniformità dei giornali da ora in poi l’Ufficio stampa distribuirà ai giornali fotografie differenti dei vari avvenimenti». Il 19 settembre 1933: «Il conte Ciano ha deplorato che alcuni giornali ai quali sono stati inviati dall’Ufficio stampa del Capo del Governo articoli di propaganda non li abbiano pubblicati. Ciò è tanto più increscioso in quanto essi non sono preparati a serie ma vengono inviati diversi a ogni giornale».

*** Fabio MARTINI, giornalista e saggista, La fabbrica delle verità. L'Italia immaginaria della propaganda da Mussolini a Grillo, Marsilio, 2017


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sabato 25 febbraio 2017

#MOSQUITO / Stampa, all'uomo la scelta (Mahatma Mohandas Gandhi)

La stampa è una grande forza, ma, come un torrente d'acqua che non sia tenuto a freno sommerge intere regioni e devasta i raccolti, così anche una penna incontrollata non serve che a distruggere. Se il controllo viene dall'esterno, si rivela più pericoloso della mancanza di controllo. Può essere utile solo se esercitato dall'interno. Se il filo di questo ragionamento è esatto, quanti giornali nel mondo supererebbero la prova? Ma chi farebbe cessare quelli che sono inutili? E chi dovrebbe giudicare? Quelli utili e quelli inutili devono, come in genere il bene e, il male, continuare insieme, e l'uomo deve fare la sua scelta.

*** Mahatma Mohandas GANDHI, 1869-1948, filosofo, avvocato, leader politico indiano, Antiche come le montagne, 1958 (postumo), Oscar Mondadori, 2009. 
Anche in 'aforismario.net', qui


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venerdì 3 febbraio 2017

#MOSQUITO / Stampa, quotidiana e periodica (Giuseppe Guerzoni)

V'è forse qualche cosa di più alto e magnanimo della stampa quotidiana, quando essa, gelosa della sua origine, e fedele alla sua missione, sa d'esser custode della libertà messaggera del progresso, vulgarizzatrice della scienza, sorvegliatrice del potere, Nemesi vivente ed assidua dei costumi, delle leggi, della vita di un popolo? V'è qualche cosa di più abbietto e di più sordido della stampa periodica, quando essa corteggia il potere, sbraveggia la moralità, alimenta le passioni, adula la corrente, diffonde pensatamente la menzogna e fabbrica tenebrosamente la calunnia?

*** Giuseppe GUERZONI, 1835-1886, patriota garibaldino, scrittore, biografo di Giuseppe Garibaldi, Arte e politica, Rivista contemporanea, Vol. XI, Augusto Federico Negro Editore, Torino 1865, segnalato in 'aforismario.net', qui

venerdì 22 aprile 2016

#VIDEO / Italia, al 77^ posto per libertà di stampa (Lirio Abbate, Emiliano Fittipaldi)

Libertà di stampa, Italia al 77 posto nel mondo
Lirio ABBATE e Emilioano FITTIPALDI
'L'Espresso', 20 aprile 2016
video 3min19

Vatileaks e giornalisti minacciati e sotto scorta: ecco le cause principali per cui l'Italia ha perso ben 4 posizioni nella classifica di Report sans frontières sulla libertà di stampa. 
Il commento di due protagonisti: Lirio Abbate e Emiliano Fittipaldi. 
«I giornalisti tentano di fare il loro dovere ma le pressioni esterne e politiche limitano il nostro lavoro».
(dalla presentazione)

In Mixtura altri 2 contributi di Emiliano Fittipaldi qui

giovedì 8 ottobre 2015

#MOSQUITO / Stampa, come togliere la libertà (David Hume)

E’ raro perdere d’un sol colpo ogni grado di libertà. La schiavitù è così spaventosa per gli uomini abituati alla libertà che essa dev’essere indotta per gradi, mascherandola sotto mille forme affinché possa venire accettata. 

*** David HUME, 1711-1776, filosofo e storico scozzese, Of the Liberty of the Press, 1741, citato da Gian Antonio Stella, Una settimana in libertà, ‘Magazine Corriere della Sera’, 18  giugno 2009.