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domenica 18 febbraio 2018
venerdì 17 febbraio 2017
#SPILLI / Quando le scuse sono 'markètting' e il 'non-umano' è lo 'spirito del tempo' (M. Ferrario)
«Un operaio in catena di montaggio si è visto negare il diritto ad andare in bagno, nonostante avesse chiesto più volte il permesso; a quel punto, fattasi l’impellenza fisiologica insopportabile, non gli è rimasto che farsi la pipì addosso.»
Leggete questo articolo, di Maurizio Di Fazio, da cui sono tratte le poche righe sopra riportate:
Leggete questo articolo, di Maurizio Di Fazio, da cui sono tratte le poche righe sopra riportate:
Operaio costretto a urinarsi addosso, nessun provvedimento contro i responsabili, ''espresso-repubblica', 15 febbraio 2017, qui
E per avere un ulteriore inquadramento, ecco il 'sommario' sotto il titolo:
La Fiat Chrysler si scusa con il lavoratore della Sevel di Atessa a cui è stato impedito di lasciare la catena di montaggio per andare in bagno. Ma ai capireparto solo un richiamo, senza procedure disciplinari. Usb promette battaglia. E Sinistra Italiana presenta un'interrogazione parlamentare,
E per avere un ulteriore inquadramento, ecco il 'sommario' sotto il titolo:
La Fiat Chrysler si scusa con il lavoratore della Sevel di Atessa a cui è stato impedito di lasciare la catena di montaggio per andare in bagno. Ma ai capireparto solo un richiamo, senza procedure disciplinari. Usb promette battaglia. E Sinistra Italiana presenta un'interrogazione parlamentare,
E diffuso a piene mani ovunque e da chiunque, peraltro.
Nelle aziende e in politica.
Ma stiamo al contesto aziendale.
L'episodio è nello 'spirito dei tempi'.
E il 'marchionnismo' è stato, e tale continua ad essere, uno dei principali costruttori di questo spirito.
Osceno: se l'aggettivo avesse ancora un senso.
Uno spirito, comunque, quando non applaudito, certo non contrastato: né da fuori (consulenti e professionisti vari dello sviluppo organizzativo), né da dentro le imprese (direzioni, alte, medie e basse, e manager).
Di più.
Questo spirito è stato anche troppo spesso benevolmente accolto, o indifferentemente subìto, da chi in questi anni, dentro le imprese, ha accettato di venir meno al proprio specifico ruolo professionale e ha barattato le 'persone' (su cui avrebbe dovuto esercitare un particolare presidio per precisa responsabilità e delega organizzativa) con le 'risorse' (dette 'umane' nell'organigramma ormai solo per ragioni cosmetico-manipolative).
E di fatto (le convention e gli articoli in senso contrario contano per la fuffa retorica da cui da anni siamo invasi) ha consentito l'ovvia e conseguente regressione successiva: quella che ha portato le 'persone', appunto in quanto 'risorse', a essere sempre più trattate, e trasformate, in 'pedine'.
Con tanti saluti all'umano, ovviamente.
Il quale umano, però, nonostante noi lo si sia espulso, maledettamente e cocciutamente persiste negli esseri umani: e contrariamente alle pedine, osa ancora (oibò) chiedere (ALMENO) di poter andare al gabinetto quando gli scappa. Mettendo con ciò in atto comportamenti di chiara ed evidente insubordinazione gerarchica: incomprensibili a chi ha a cuore le magnifiche e progressive sorti di profitto e produttività.
Se impedito, questo umano (irriducibile, almeno per ora, a pedina integrale) osa perfino farsi la pipì addosso.
Inutile sottolineare che lo scontro dell'umano, per quanto residuale e ormai in forma di urina, con il 'non-umano' (forse pure già diventato 'dis-umano') può essere stupido come solo l'umano sa essere, quando vuole.
Il che, oggi, accade spesso.
*** Massimo Ferrario, Quando le scuse sono 'markétting' e il 'non-umano' è lo 'spirito del tempo', per Mixtura
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mercoledì 22 luglio 2015
#FOTO / Toshiba, l'inchino, le scuse e via
Top Management di Toshiba
l'inchino dei manager dimissionari
(foto da 'la Repubblica', 21 luglio 20111)
Toshiba decapitata dopo lo scandalo riguardante la manipolazione dei libri contabili, con cui i conti dell'azienda sono stati gonfiati di 1,125 miliardi di euro nell'arco di sette anni.
L'amministratore delegato del gruppo giapponese dei reattori nucleari, dei chip e della componentistica elettronica, Hisao Tanaka, si è dimesso martedì dopo essere stato indicato come responsabile di irregolarità nella presentazione dei conti.
Lo annuncia il gruppo stesso in un comunicato.
Anche due suoi predecessori, Norio Sasaki, oggi vicepresidente, e Atsutoshi Nishida, consigliere speciale, hanno deciso di lasciare i loro incarichi, così come altri cinque membri del consiglio di amministrazione.
In un comunicato diffuso alla chiusura della Borsa di Tokyo il gruppo giapponese ha annunciato con queste parole le dimissioni dei manager e dei membri del consiglio di amministrazione (complessivamente la metà del cda): «Presentiamo tutte le nostre scuse - si legge nella nota - per le irregolarità contabili pari a 151,8 miliardi di yen (1,1 miliardi di euro, ndr) negli anni che vanno dal 2008-2009 al 2013-2014, rivelate dal rapporto di un comitato di esperti così come per la mancata presentazione dei conti del 2014-2015».
(da: 'la Repubblica', Scandalo Toshiba: bilanci truccati, dimissioni di massa, 21 luglio 2015, qui)
° ° °
Da loro si scusano, si inchinano e se ne vanno.
Da noi dicono che ci mettono la faccia. Poi restano e sono sempre sereni. (mf)
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