«E' un buon periodo o un pessimo periodo questo?»
La domanda se la pone un 'blogger' che si qualifica 'formatore, coach e consulente', e la risposta, almeno per lui, è scontata: condensata alla fine di un breve articolo di cui consiglio la lettura (qui).
Una lettura che costa tre minuti di tempo e si è ripagati dalla conclusione. Consolatoria: un'epoca come questa, «così piena di opportunità, non è mai esistita e quindi godiamocela».
L'analisi (ma il termine è benevolo) non supera le venti righe e tocca (ben) '3-punti-3': corruzione, meritocrazia, crisi economica.
Il motivo conduttore, per ogni punto, è: "sì, è vero, le cose non vanno bene, ma sono sempre andate così. Se vanno male, è la natura umana e non possiamo farci nulla. Dunque, teniamocele".
Incredibile. Ma leggere per credere.
Potrebbe essere l'ennesimo esempio di 'pensiero positivo'.
Ma qui siamo oltre. Per evitare anche solo lontanamente un pensiero che faccia riflettere sulla realtà, qui si vola addirittura nel 'non-pensiero'.
Verrebbe da dire, in sintonia con l'autore, che anche il 'non-pensiero' è una caratteristica che non abbiamo scoperto noi oggi: c'è sempre stata, e quindi teniamocela.
Naturalmente anche questa sarebbe una conclusione quanto meno da problematizzare.
Ma già il verbo 'problematizzare', se fosse ancora conosciuto al di fuori della stretta cerchia di qualche vetero residuato ideologico come me, intristisce: quindi dimentichiamolo, se no ci deprimiamo, e viva la spensieratezza.
E poi, perché inquietare tutti quelli che amministrano posizioni di potere, nella società, in politica, nelle imprese, e, al di là della retorica con cui da sempre amano cialtroneggiare, aspirano a 'comandare sudditi', anziché a 'servire cittadini'?
Non avrei scritto neppure mezza riga se l'autore, in buona compagnia peraltro con tanti simili che condividono simili 'non-visioni', non si dichiarasse un professionista della formazione. Uno che dovrebbe aiutare le persone, magari anche attraverso quello che un tempo si chiamava 'analisi di realtà', a migliorare conoscenze, competenze, abilità. Favorendo processi di crescita. E, oibò, visto che l'inglese piace sempre in certi ambienti, forse pure a sviluppare processi di empowerment: per organizzazioni e persone.
Ma da troppo tempo è di moda una formazione, volatile e sorridente, che pare abbia come unico spauracchio quello di impegnare la testa.
E' il 'fuffismo', bellezza. Ma per chi non ama la fuffa non è una bellezza.
*** Massimo Ferrario, per Mixtura
Sempre in questo blog, in tema di 'pensiero positivo':
#Ritagli, Pier Aldo Rovatti, Pensiero positivo e pensiero critico
8 aprile 2015, qui
#Spilli, M. Ferrario, Pensiero positivo e pensiero cretino
#Spilli, M. Ferrario, Pensiero positivo e pensiero cretino
14 febbraio 2015, qui
#Società, M. Ferrario, Felicità coatta e pensiero positivo
18 gennaio 2015, qui
