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domenica 10 dicembre 2017

#ANIMALI / Gufi

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martedì 5 dicembre 2017

#ANIMALI / Gufi

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mercoledì 29 novembre 2017

venerdì 24 novembre 2017

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sabato 4 novembre 2017

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mercoledì 18 maggio 2016

#IMMAGINI / Gufi (Annie Betts, Adam Oehlers, Arnold Lobel)

Annie BETTS
Gufo sull'albero
(childrensillustrators.com, via pinterest)

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Adam OEHLERS
Gufo che scrive
(via pinterest)

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Arnold LOBEL
Gufo a casa
(via pinterest)

mercoledì 30 dicembre 2015

#SENZA_TAGLI / Gufi, intelligenza e saggezza (Danilo Mainardi)

Non è male parlare un po’ di gufi, gli straordinari rapaci notturni di continuo citati, invocati e, ora, persino disegnati sulle slides della conferenza stampa di fine anno dal presidente Renzi.
L’abbinata gufo-malaugurio si perde nella notte dei tempi e abbonda in molte tradizioni popolari. È una superstizione radicata, giunta fino a noi come accade alle credenze malefiche, dure a morire. Ma ora il gufo è uscito dalle oscure leggende contadine ed è balzato ai livelli più alti della politica italiana. Merita dunque descriverlo, per verificarne l’aderenza alla simbologia negativa e, magari, rendergli un po’ di giustizia. 
Se penso al gufo reale gli aggettivi da usare sono: maestoso, intelligente, raro. E poi bello, di quella bellezza vera, prodotta dall’evoluzione che plasma armonicamente forma e funzione. Una macchina perfetta, con vista acutissima, volo silenzioso e rapido. Un simbolo della nostra fauna, prezioso, perché ne sono rimaste solo 300 coppie in Italia. 
Un’immagine fiera dunque, quella del gufo, che solo l’ingenuità delle tradizioni popolari ha trasformato in simbolo del malaugurio per il suo stile di vita solitario, notturno e quei vocalizzi che solcano il buio. Ci sono però anche credenze contrastanti. Il gufo era simbolo di saggezza per gli antichi ateniesi, associato alla dea Athena. Il ciondolo a forma di gufo in molti paesi si ritiene porti bene e tenga lontano i malanni.
Insomma ci vorrebbe attenzione a definire «gufo» un avversario. Non solo è un po’ ambiguo, ma se lo si usa nel suo prevalente significato di menagramo risulta un po’ trito e certamente distante dal mondo smart dei nostri giovani e brillanti politici. Infine non dimentichiamo che il gufo ruota il capo di 360°, il che fa alludere a una capacità di controllo totale dell’intero arco parlamentare… 

*** Danilo MAINARDI, 1933, etologo e divulgatore scientifico, Quel rapace un tempo simbolo di saggezza, 'Corriere della Sera', 30 dicembre 2015, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Danilo_Mainardi


(vmburkhardt.tumblr.com., via pinterest)

In Mixtura 1 altro contributo di Danilo Mainardi qui

martedì 21 aprile 2015

#RITAGLI / I 'gufo-bar', il nuovo trend



A Londra ha aperto il primo bar pieno di gufetti per raccogliere fondi per la loro salvaguardia
Dopo il successo ottenuto dal primo “cat-bar”, aperto a Londra nel 2014, dove gli amanti dei gatti potevano trascorrere del tempo con degli adorabili felini, dal 19 Marzo chi, come Harry Poter, ha sempre sognato di adottare un gufo ne avrà finalmente la possibilità.
Il trend degli “animal bar” non è una novità. 
A Tokyo i gufo-bar sono molto in voga.
Gli avventori del Annie the owl, per una settimana dalle 20 alle 2, nel rispetto della natura notturna dei gufi, hanno potuto gustare i loro cocktail in compagnia degli adorabili rapaci. (da 'incredibilia.it')
LINK, qui

Adesso anche noi gufi italiani sappiamo dove andare... (mf)

sabato 28 febbraio 2015

#FILASTROCCHE / Le ochette del pantano (Renzo Pezzani)

Le ochette del pantano
vanno piano piano piano
tutte in fila come fanti
una dietro e l’altra avanti
una si pettina, l’altra balbetta
con voce bassa la stessa parola
una sull’acqua come una barchetta
fatta di un foglio di libro di scuola.

*** Renzo PEZZANI, 1898-1951, scrittore e poeta, Le ochette del pantano, in 'filastrocche,it', qui



In Mixtura ark #Filastrocche qui

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Un commento con gli occhi di oggi
Ho scoperto che a molti della mia generazione, e non solo a me, è capitato di dover mandare a memoria in prima elementare questa poesia-filastrocca.
Una sessantina d'anni fa.
L'ho ritrovata in rete, con l'indicazione dell'autore.
Ho provato un po' di nostalgia. 
Per le ochette (che eravamo).
Poi non ho potuto non pensare al tipo di educazione-imprinting sottesa alla filastrocca.
Tutti in fila. Ordinati e sereni. 
Anche allora, solo oche.
Più simpatiche delle pecore. 
Comunque niente gufi.
E per i cittadini, aspettare da grandi. Forse. Se ci renderemo conto delle oche e delle pecore che volevano che fossimo. (mf)