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giovedì 13 agosto 2015

#RITAGLI / Giovani, no al lavoro e sì alle ferie (Amalia Signorelli)

Alcune notizie apparse sui giornali di agosto inducono perplessità. Operai occupati che si rifiutano di fare straordinari il giorno di Ferragosto; giovani disoccupati che accetterebbero un lavoro a patto che abbia inizio a settembre, perché “prima vogliono farsi le vacanze”.
Avevano ragione allora tutti coloro, Fornero in primis, che hanno accusato i giovani italiani di essere fannulloni, viziati, abituati a lavorare se e quando e come fa comodo a loro?
No, non credo che sia così semplice. (...)

Ci sono voluti alcuni anni e molto dolore perché fosse chiaro che non di flessibilità si trattava, ma di pura e semplice precarietà occupazionale di lavoratori sempre meno tutelati dalla legge nei loro diritti. Oggi, con una sorta di macabro umorismo, tutto questo è sancito per legge con il nome di “contratti a tempo indeterminato”.
Di fronte a questa situazione, è moralistico, se non addirittura stupido, pensare che l’unica cosa che non sia cambiata sia, soprattutto per i giovani, la concezione del lavoro, il modo di concepirlo e valorizzarlo. A fronte della precarietà strutturale, si pretenderebbe che i giovani amassero ancora il loro lavoro e si identificassero con esso come ai tempi in cui studio e lavoro erano duri ma efficienti ascensori sociali. E, comunque, essere un lavoratore significava avere, oltre il salario e una relativa sicurezza esistenziale, dignità, rispetto, considerazione, una rete di relazioni solidali, un posto nella società. La possibilità di pensare a costruirsi un futuro.
Oggi, ci si può identificare con un lavoro che puoi perdere tra sei mesi? Ci si può appassionare ad un’attività che tra un anno non sarà più tua? Ci si può impegnare a fare meglio un compito che può esserti tolto da un momento all’altro? O, paradossalmente, non è più saggio dirsi: “intanto posso andare in vacanza e ci vado e me la godo; poi…si vedrà”. Forse non è più saggio, ma sicuramente è una scelta migliore dal punto di vista dell’igiene mentale. Non fa bene a nessuno investire sistematicamente su scelte irrealizzabili e andare incontro, altrettanto sistematicamente, a cocenti delusioni. (...)

E i neoliberisti, come tanti scriteriati apprendisti stregoni con l’intento di migliorare la società mettendo in moto meccanismi che la peggiorano tragicamente, farebbero meglio a prendersela con se stessi.

*** Amalia SIGNORELLI, antropologa, saggista, Giovani: lavorare a Ferragosto? Meglio godersi le ferie, blog 'ilfattoquotidiano.it', 12 agosto 2015

LINK, articolo integrale qui

Sempre in Mixtura, 1 altro contributo di Amalia Signorelli qui

lunedì 8 giugno 2015

#MOSQUITO / Fai ferie, e vai per le lunghe (Peter Handke)

Non osservare, non esaminare, ma tieniti pronto di spirito a cogliere i segni (...). 
Naufraga senza scomporti. Soprattutto datti tempo e vai per le lunghe. Lasciati distrarre. Fai ferie, per così dire. 
Presta ascolto ad ogni albero, ad ogni ruscello. Entra a ristorarti dove hai voglia e goditi il sole. Scorda i famigliari, incoraggia gli sconosciuti, chinati su cose di poco conto, non evitare di imbatterti nel vuoto dell’uomo, non badare a chi crede ciecamente nel destino, infischiatene della sfortuna, sbaraglia il conflitto con una risata. Muoviti nei colori che ti sono propri, fino a quando sarai nel giusto e il fruscio delle foglie si farà dolce. Va’ attraverso i villaggi. Io ti vengo dietro. 

*** Peter HANDKE, 1942, scrittore, drammaturgo, saggista, poeta austriaco, Attraverso i villaggi, Garzanti, Milano, 1984, citato da Adelmo Sichel, Elogio della negligenza, ‘Adultità’ numero dedicato a Educare i sentimenti, n. 8, novembre 1988


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Su Peter Handke