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domenica 13 novembre 2016

#MOSQUITO / Sotto controllo, facile (George Orwell)

Tenerli sotto controllo non era difficile. Perfino quando in mezzo a loro serpeggiava il malcontento (il che, talvolta, pure accadeva), questo scontento non aveva sbocchi perché privi com'erano di una visione generale dei fatti, finivano per convogliarlo su rivendicazioni assolutamente secondarie. Non riuscivano mai ad avere consapevolezza dei problemi più grandi.

*** George ORWELL, 1903-1950, giornalista, saggista, scrittore e attivista britannico, da 1984, romanzo, 1948


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martedì 31 maggio 2016

#MOSQUITO / Controllo, il prezzo (Marco Lodoli)

(...) Ognuno di noi deve diventare semplicemente ciò che è, sviluppare la propria natura, che sarà giusta e armoniosa se non la costringiamo a seguire strade già asfaltate e senza via d’uscita. In fondo la gente si divide tra chi pianifica ogni dettaglio, perché non si fida, perché vede ovunque minacce o sprechi, perché pretende che come una freccia ogni secondo va puntato al bersaglio, e chi lascia che tutto sia, perché sa che c’è un destino più grande che ci abbraccia, un respiro assoluto dove ogni nostro colpo di tosse si iscrive perfettamente. (...) 
Perciò non bisogna affaticarsi a vuoto, caricarsi di chissà quali responsabilità: Let it be, e andrà tutto bene. Purtroppo non è sempre così, ormai l’abbiamo capito, spesso chi pianifica il lavoro, le vacanze, il futuro ottiene risultati migliori rispetto a chi si abbandona alla corrente. 
Però il prezzo che paga chi tiene tutto sotto controllo è altissimo, lo sforzo per anticipare ogni sorpresa, per proteggersi dalle incognite si traduce in un malumore costante, in trepidazioni e ulcere. Ricordo quando da bambino mi recavo al catechismo, in una chiesa buia e severa dove mi venivano spiegati i comandamenti e i peccati, dove veniva malinconicamente esaltata la buona volontà che ara e semina e raccoglie. Ebbene, quasi davanti alla chiesa c’era una sorta di cratere e laggiù una casetta abitata dagli zingari e anche una stalla: gli zingari facevano girare dei cavalli bianchi, li cavalcavano senza sella, ride-vano e fumavano, e a me sembravano le persone più serene del mondo, per nulla preoccupate del do-mani, senza compiti da svolgere, senza regole cui obbedire. Ognuno di loro era ‘docile fibra dell’universo’, come scrive Ungaretti, ognuno obbediva a un ritmo più profondo di quello dettato dalla volontà e dall’ambizione. Credo di essere stato l’unico bambino italiano che sognava di essere rapito dagli zingari, perché volevo tanto essere felice. 

*** Marco LODOLI, 1956, scrittore, giornalista, insegnante, La piccola lezione dei grandi fatalisti dall’Oriente a Diderot, ‘la Repubblica’, 26 maggio 2012
https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Lodoli



domenica 24 maggio 2015

#MOSQUITO / Anche il Creatore controllava quel che faceva (Moni Ovadia)

Il Libro dei Libri ci racconta che in principio creò Dio il cielo e la terra e questo lo sanno anche coloro che la Bibbia non l’hanno neppure aperta, ma pochissimi lettori si sono soffermati sulle modalità del processo di creazione dell’universo. Il Santo Benedetto si preoccupa delle differenze, separa le specie e i generi con estrema cautela ed attenzione per evitare le depravazioni e le mostruosità che potrebbero pregiudicare l’integrità della Sua Opera. Ma la consapevolezza divina del rischio che ogni creazione comporta è così acuta da indurre l’Onnipotente a fermarsi ripetutamente per controllare il risultato di ogni singolo aspetto dell’edificazione e solo dopo averne verificato la bontà: «vide che era buono», prosegue il ‘lavoro di creazione’. Queste verifiche sono un’indicazione etica fondamentale: nessuno, neppure il Padre dell’Universo è legittimato ad esimersi da una verifica dei propri atti. 

*** Moni OVADIA, 1946, autore e attore teatrale, drammaturgo, scrittore, compositore, cantante, rubrica ‘Mala Tempora’, ‘l’Unità’, 25 gennaio 2003.

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