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giovedì 7 aprile 2016

#MOSQUITO / Conflitto di interessi, nuova Cupiditas (Guido Rossi)

L’antica avarizia, la ‘cupiditas’, s’è tuttavia trasformata nei secoli ed ha nel mondo moderno un nome e una forma di sviluppo nuova, che si esplicita soprattutto in una formula precisa, ‘il conflitto di interessi’, in una dimensione meno triviale di quanto non sia in uso nel lessico comune o nel linguaggio politico. Il ‘conflitto di interessi’ costituisce la malattia forse più grave della modernità, malattia che neppure gli economisti, i filosofi e i giuristi, amano indagare, nascondendola con metafore e abbandonandosi esclusivamente allo studio dei suoi sintomi usualmente irrilevanti, oppure tentando di curarla con rimedi sovente omeopatici di scarso effetto. (...) 
Contro il dilagare epidemico dell’avidità, nessuno strumento valido sembra essere approntato, perché è lo stesso ingranaggio del sistema che promuove e alimenta l’avidità, trascinando se stesso in un veloce declino da ‘cupio dissolvi’. E’ la prima volta che, nella lunga storia dell’uomo, il principe dei vizi capitali, nel lento passaggio dall’avarizia alla cupidigia e infine alla più raffinata forma della modernità: il conflitto di interessi, sembra essere in grado di distruggere qualsiasi valore di civiltà, le radici stesse della democrazia e i principi ispiratori dello sviluppo delle società umane. 

*** Guido ROSSI, 1931, giurista e avvocato, Avarizia: dalle voglie di Arpagone al conflitto di interessi, ‘la Repubblica’, 9 aprile 2003

sabato 12 dicembre 2015

#RITAGLI / Maria Elena Boschi, conflitto di interessi (Roberto Saviano)

(...) ... il conflitto di interessi del Ministro Boschi è un problema politico enorme, dal quale un esponente di primissimo piano del governo del cambiamento non può sfuggire. In epoca passata abbiamo assistito a crociate sui media per molto meno, contro esponenti di terza fila del sottobosco politico di centrodestra: oggi invece pare che di certe cose non si debba o addirittura non si possa parlare. È probabile che il Ministro Boschi non risponda come se il silenzio fosse la soluzione del problema. Ma questo è un comportamento autoritario di chi si sente sicuro nel proprio ruolo poiché (per ora) le alternative non lo impensieriscono. E se il Ministro resterà al suo posto, senza chiarire, la colpa sarà principalmente nostra e di chi, temendo di dare munizioni a Grillo o a Salvini, sta tacendo o avallando scelte politiche inaccettabili.
Quando è iniziata la paura di aprire un serio dibattito su questo governo? Quando è accaduto che a un primo ministro fosse consentito di prendere un impegno serio sul Sud ad agosto per dimenticarlo del tutto il mese successivo?
Proviamo a immaginare per un attimo che la tragedia che ha colpito Luigino D’Angelo, il pensionato che si è suicidato dopo aver perso tutti i risparmi depositati alla Banca Etruria, fosse accaduta sotto il governo Berlusconi. Tutto questo avrebbe avuto un effetto deflagrante. Quelli che ora gridano allo scandalo, gli organi di stampa vicini a Berlusconi forse avrebbero taciuto, ma per tutti gli altri non ci sarebbe stato dubbio: si sarebbero invocate le dimissioni. Dunque, cosa è successo? Come siamo passati dai politici tutti marci ai politici tutti intoccabili? Cosa ci sta accadendo? (...)

*** Roberto SAVAIANO, scrittore, La moglie di Cesare e il padre di Maria Elena Boschi, 'il post', 11 dicembre 2015

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In Mixtura 1 altro cntributo di Roberto Saviano qui