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sabato 19 settembre 2015

#MOSQUITO / Collaboratori, come li voleva la Thatcher (Eddy Knasel, John Meed, Anna Rossetti)

... i datori di lavoro vogliono veramente dei collaboratori che facciano delle domande critiche?
Dobbiamo ammettere che è un interrogativo delicato. 
Tantissimi manager e tantissime aziende nostre clienti sembrano ispirarsi ancora a Margaret Thatcher, che dichiarava di volere dei collaboratori pronti a offrire soluzioni, e non a sollevare interrogativi o problemi. 

*** Eddy KNASEL, John MEED, Anna ROSSETTI, consulenti inglesi ed esperti di apprendimento, partner di Learners First, Apprendere sempre. L'apprendimento continuo nel corso della vita, 2000, Raffaello Cortina, Milano, 2002.


domenica 22 febbraio 2015

#SPILLI / Neppure gatti (M. Ferrario)

Margaret Thatcher dichiarava di volere collaboratori pronti a offrire soluzioni e non a sollevare interrogativi o problemi. 
Ha fatto scuola. Ovunque. In politica e in azienda.
A destra, al centro, a sinistra.

Si cercano 'obbedienti efficienti'. 
Che dicano di sì e subito facciano. Esecutori scattanti e col sorriso sempre ben in vista. A rallegrare il mondo e a diffondere il messaggio delle 'magnifiche sorti e progressive'.
Perché l'obbedienza è tornata una virtù.

Gli altri, quei pochi che ancora volessero capire, ponendo domande, scoprendo problemi, chiedendo approfondimenti; gli altri, quei pochi che ancora volessero discutere, 'remano contro'.
Vanno isolati.
Tutt'al più gli è concesso, democraticamente, di essere 'ascoltati'. Ma una tantum. E purché non si perda troppo tempo.
'Ascoltati' nel senso che loro parlano e chi ha il potere 'twitta', chatta', sbriga la corrispondenza via email, insomma fa i comodi suoi. Tanto poi, alla fine, si fa quello che era già stato deciso si facesse.

E' il nuovo modo di fare politica e impresa.  
Perché chi pensa e cerca di far pensare disturba, rallenta, divaga. 
Oggi si chiamano 'frenatori'. O 'gufi'.
E poiché non partecipano alla corrente del tempo di chi si è stampato il sorriso sempre ottimisticamente ebete sulle labbra, appartengono all'industria della lagna.

Così (si) è ridotto l'essere umano. 
Il modello è un cane. Che scodinzola. E si inchina al capobranco.
Anche l'autonomia del gatto fa paura. Non è fedele. E' incontrollabile.
Non è 'allineato'.

Già: 'allineamento'. E' la parola chiave che abbiamo imparato da oltre oceano. 
E naturalmente noi siamo abili nelle perversioni: l'abbiamo resa ancora più oscena, nella pratica, di quanto facciano gli stessi americani.

*** Massimo Ferrario, per 'Mixtura'