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venerdì 25 settembre 2015

#MOSQUITO / Italia, già visto (Gian Antonio Stella)

L’abbiamo già vissuta, questa storia, noi italiani. Vogliamo rileggere come andò a finire? 
Prendiamo ‘La Stampa’ del 2 dicembre 1934 sul Duce
«Il lunedì marcia. Egli percorre con gioia e senza sforzo apparente parecchi chilometri, ad un’andatura rapida e cadenzata qualunque sia il tempo. Io prendo una boccata d’aria vivificatrice - Egli dice - e nel tempo stesso mi avvicino alla natura. Io amo il cinguettio degli uccelli sugli alberi, lo scricchiolio dei ramoscelli che si rompono sotto i miei piedi, o anche la pioggia che mi inonda il viso o la neve che attutisce il mio passo. Il martedì è dedicato al nuoto. I moderni sistemi di nuoto sono conosciuti dal Duce che si tuffa con audacia in piscina e nel mare e termina volentieri la nuotata conversando nell’acqua con i suoi figli. Sulla sua motocicletta o sulle auto da corsa Egli divora il mercoledì le belle strade che si snodano nella campagna romana. Pilota pieno di audacia non ha mai avuto il minimo incidente e se qualche volta il mezzo meccanico lo tradisce, Mussolini non esita a ricercare lui stesso la causa del guasto senza preoccuparsi dell’olio o del grasso che sporcano le Sue mani. L’abilità di Mussolini nel cavalcare è ben nota. Il giovedì Egli salta tutti gli ostacoli con facilità da perfetto audace cavaliere. Il suo cavallo bianco, che Egli circonda di ogni cura e che è davvero focoso, sa comprendere l’affetto del Suo padrone nitrendo in modo significativo allorché sente la Sua voce. Due ore di volo e di motonautica occupano il venerdì e costituiscono la migliore ricreazione del Duce. Il sabato è consacrato a una lunga seduta di scherma, seguita da una di pugilato. Anche in ciò Mussolini prova che il suo corpo ha un’agilità sorprendente. Infine se talvolta la domenica accade al Capo del Governo di prendere un’ora di riposo complementare Egli non dimentica l’indispensabile educazione fisica...». 
E’ questa la Stampa che qualcuno sogna? 

*** Gian Antonio STELLA, giornalista e scrittore, Una settimana in libertà, ‘Magazine Corriere della Sera’, 18 giugno 2009.



Sempre in Mixtura, altri 3 contributi di Gian Antonio Stella qui

lunedì 2 marzo 2015

#EX LIBRIS #PEDAGOGIA / Fascismo, Lui

Pallido del pallor delle cime.
La fronte presa al testo dell'elmetto.
Gli occhi d'ombra armoniosi come rime...

Quadrato il mento e - più - quadrato il petto.
Il passo di colonna che cammini.
La voce morde come l'acqua il getto.

Vien di tugurio, nido di Destini.
Roma gli aperse la Casa sublime.
E le stelle gli schiudono i confini

*** Paolo BUZZI, 1874-1956, poeta e scrittore di impronta futurista, Il Duce

° ° °
Dieci minuti dopo l'arrivo del treno proveniente da Roma, l'avvocato Cario Santoro entrava in casa propria, accolto da grida, e da cento domande rivoltegli tutte in una volta:
- Come è andata ? ... Quanti eravate ?... Hai visto il Duce?... L'hai sentito parlare?... Chi c'era?... Con chi ... Babbo, racconta... Avanti, Carlo, racconta... La moglie, i figli, il dottor Ravasio, il colonnello Benedetti mutilato di guerra e altri amici, lo avevano addirittura assediato.
-  Prima di tutto - fece Santoro alla moglie, togliendosi il fez - portami un caffè.
- Sei stanco ?
- Macché stanco.
- Macché stanco — ripeté il dottor Ravasio. - Non vedete che sembra un avanguardista?
- Si capisce! — ribatté sorridendo Santoro. - Vestiti così - e si toccò le decorazioni che scintillavano sulla camicia - dopo essere stati vicino a Lui e aver udito la sua voce, si è giovani come vent'anni fa. Il fascista vero non invecchia perché è il suo cuore che non invecchia. Dovreste vedere Mussolini! Di che cosa sia fatto quell'uomo, parola d'onore, non riuscirò mai a capirlo. Trova tempo per ogni cosa, pensa a tutto, vede tutto, lavora quattordici o quindici ore al giorno, porta sulle spalle il destino dell'Europa; eppure è fresco, possente, saldo come una colonna, gli occhi fiammeggianti e il passo agile, elastico come quello di un leone che sia lì lì per il balzo. E un fenomeno!
*** Luigi Rinaldi, Ventennale dei Fasci. Il ritorno dello squadrista

° ° °
La giornata di Mussolini è una delle più fulgide manifestazioni di che cosa siano capaci la forza e la volontà umane. Ovunque essa si svolga, a Roma come in Sicilia, in Lombardia come nell'Agro Pontino o in Libia, nelle miniere siciliane come in quelle dell'Arsa, sul mare come nel ciclo, la giornata del Duce è sempre un trionfo luminoso di fresca e virile giovinezza. Dominatore della Storia, Mussolini è anche dominatore del proprio organismo, che risponde ai suoi ordini come un sicuro e perfetto motore. Dai più importanti e delicati affari dello Stato, la giovinezza di Mussolini passa alle più multiformi manifestazioni di sana e gioviale attività sportiva. Dal nuoto allo sci, dall'aeroplano al canottaggio, alla scherma, all'equitazione.
Sempre fresco, sempre agile, con una vivacità sorprendente. E pensare che il suo lavoro dura spesso sedici ore al giorno! Tuttavia il Duce trova il tempo di ricevere a Palazzo Venezia personalità e delegazioni di tutto il mondo, e di essere presente in qualunque punto d'Italia ove Egli ritenga ciò necessario.
*** Luigi Rinaldi, La giornata di Mussolini


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I tre testi sono tratti da  Luigi Rinaldi, Il libro della quinta classe. Letture, La Libreria dello Stato, 1940, XVIII era fascista, con illustrazioni di Bepi Fabiano, ristampa anastatica con introduzione di Mario Isnenghi, supplemento a 'Storia Illustrata', settembre 1985.

Ovviamente, il testo, essendo obbligatorio e rivolto a tutte le quinte classi del Regno, «è rimasto per mesi nelle cartelle e sui banchi di scuola di tutti gli italiani che sono andati a scuola fra il 1930 e il 1945» (M. Isnenghi). 
Cioè: per 15 anni questa è stata la pedagogia 'inculcata' agli italiani.
E alcuni di essi sono tuttora viventi.

Del resto, basta cambiare il protagonista dell'epoca e mettere al suo posto qualche potente più o meno governativo o istituzionale di oggi, magari descritto sulle pagine di certa stampa 'indipendente' (dove l'aggettivo 'indipendente' si riferisce  a 'indipendente da qualunque spirito critico'), e il prodotto cambia poco.
Nel nostro dna culturale è iscritta la sudditanza. E i mass media la alimentano.
L'unica speranza sarebbe un colpo di resipiscenza. Che segua alla consapevolezza.
Che ognuno di noi, volendo, potrebbe acquisire.
Se solo esercitasse il pensiero.
Suo. (mf)



Bepi FABIANO, 1883-1962
illustratore, disegnatore, caricaturista, pittore