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giovedì 14 novembre 2019

#SGUARDI POIETICI / Anthropocene Poesia (Sara Ferraglia)

Forse hai dimenticato che ero bella
quando mi hai vista per la prima volta.
Liberamente pura respiravo
dai pori aperti di una fresca pelle.
Limpida e trasparente d'acqua avvolta
lussureggiante a te io mi donavo.

Il mio dolore come canto sale
dal mio corpo violato e depredato,
dal cuore ardente che mi pulsa al centro.
Tutto ti lascio fare, tutto il male
da secoli, da quando ti ho ospitato
e sempre più mi sei entrato dentro.

Nelle mie vene scorre sangue nero
che tu, vampiro, succhi avidamente.
Preziosa la mia carne che perfori,
ne fai diamanti e oro del tuo impero.
Mi prendi tutto e non t'importa niente
se insieme a me, col tempo, anche tu muori.

Livido il corpo mio non si rassegna
alla violenza tua dura e costante,
al quotidiano insulto della tua presenza.
Esplode il pianto e dentro tutto trema
in un sussulto, un grido devastante.
Amami per salvare la tua essenza.


*** Sara FERRAGLIA, Anthropocene Poesia, facebook, 11 novembre 2019, qui

foto di Sara Ferraglia, qui

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