giovedì 25 luglio 2019

#HUMOR / Al cinema, lei e lui

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#SPOT / Stupidità umana

autore non identificato
via facebook, 22 luglio 2019, qui

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#COSE_PASSATE / Studebaker Commander 2-Door Sedan, 1940

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#IMMAGINId'IMPATTO / Riflessi

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#SGUARDI POIETICI / Ci manca il colpo d'ala (Massimo Ferrario)

O vediamo gli alberi.
O vediamo la foresta.
Siamo soltanto umani
che battono la terra del bosco
e si guardano i piedi.

Ci manca il colpo d'ala
da rubare agli uccelli:
vedremmo,
finalmente,
ciò che sappiamo dovremmo vedere
ma non vediamo. 

Perché per sapere 
non basta ascoltare la metafora del saggio,
che da sempre ripete inutilmente la vecchia verità,
ma occorre sentire: 
e solo quando dentro te,
con il lampo dei nuovi occhi,
impari che gli alberi 'e' la foresta 
sono distinti per poter essere uniti
allora ti sono nate le ali.

E vedi il tutto.

*** Massimo FERRARIO, Ci manca il colpo d'ala, per 'Mixtura'

già in 'Mixtura', 19 aprile 2015, qui

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#MOSQUITO / Due momenti importanti nella vita di un uomo (Antonio Fusco)

Ci sono due momenti importanti nella vita di un uomo: quando incontra la donna della sua vita e quando la perde. Del primo ha la piena consapevolezza, poiché la sua esistenza inizia improvvisamente ad avere un senso compiuto, la sua forza un fine e le sue doti una realizzazione. Del secondo, invece, potrebbe non accorgersi mai. Le donne spesso fanno così, vanno via in punta di piedi, senza farsi notare. Non danno spiegazioni, perché non ce ne sono o forse perché ce ne sono troppe. Restano lì per anni, a volte per sempre, con il loro corpo inzavorrato dalle conseguenze di una scelta razionale e dalle responsabilità, ma con la mente e con il cuore si congedano, spesso dietro un sorriso amaro dopo aver detto che va tutto bene.

*** Antonio FUSCO, 1964, funzionario di polizia e scrittore, Alla fine del viaggio, Giunti, 2019.


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#SENZA_TAGLI / Del mandato zero e l'imparaticcio (Ilda Curti)

L’imparaticcio. Così si chiamava il ricamo impreciso delle bambine che sarebbero poi diventare ricamatrici di corredi. Le donne anziane, esperte, davano loro una tela di poco valore su cui ricamare imparando. Quella tela di poco valore rimaneva nei cassetti, veniva tirata fuori anni dopo, quando la perfezione dei punti era ormai sotto le dita e si poteva guardare con superiorità quelli orditi bambini e imprecisi. Nessuno avrebbe mai dato loro tessuti preziosi per fare imparaticci. Nessuno lo avrebbe mai chiamato ricamo zero. Nessuno avrebbe mai avuto l’impudenza di pensare che basta un filo, un ago, una tela e uno vale uno. Nessuno avrebbe mai avuto la sfrontatezza di chiamare l’imparaticcio mandato zero. Nessuna di quelle bambine avrebbe fatto i capricci per ricamare subito città, parlamenti, governi. 
Nessuno avrebbe mai considerato un valore fare l’imparaticcio e poi cambiare mestiere. Nessuno mai si sarebbe inventato fregnacce per giustificare punti imprecisi e mancanza di talento. 

Ps. Nei mercatini dell’usato (quelli che le imparaticce mandano in periferia perché puzzano) è pieno di banchi con teli di poco valore pieni di punti bambini. Venduti a poco, per svuotare i cassetti delle nonne. Dietro quei punti c’e l’umiltà e la dignità di chi sapeva imparare senza arroganza.

*** Ilda CURTI, Del mandato zero e l'imparaticcio, facebook, 23 luglio 2019, qui


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#VIGNETTE / Hanno la faccia (Mauro Biani)

Mauro BIANI,  1967
'il manifesto', via facebook, 24 luglio 2019, qui

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mercoledì 24 luglio 2019

#SPOT / Al museo

via facebook, 23 luglio 2019, qui

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#IMMAGINId'IMPATTO / Vespa sidecar

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#BREVITER / Ma quelli che si lamentano perché Carola Rackete (Roberto Ricci)

via facebook, 22 luglio 2019, qui

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#VIGNETTE / Salvini a Bibbiano (Fogliazza)

FOGLIAZZA (Gianluca Foglia)
facebook, 23 luglio 2019, qui

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#SGUARDI POIETICI / Tornate a Sud (Franco Arminio)

Una volta l'emigrante
spediva i soldi a casa.
I paesi sono pieni di case
fatte coi soldi degli emigrati.
Ora il giovane laureato
che emigra a Milano
si compra lì la casa coi soldi dei genitori
oppure lavora solo per mangiare
e pagare il fitto.
L'emigrazione è un furto
e i popoli costretti ad emigrare
sono popoli derubati.
Bisogna dirlo forte e chiaro
ai ragazzi meridionali:
tornate qui
e buttate dalle scale 
i sindaci addormentati,
chiedete ai governanti
perché qui si muore due anni prima che al nord,
chiedete perché non ci sono treni,
chiedete perché non vengono fermati
i criminali.
Tornate presto, non pensate 
se è conveniente per la vostra vita,
tornate qui per un moto di rabbia,
tornate perché non state in un mondo
più avanzato di quello che avete lasciato.
Ecco, cominciate la grande migrazione
al contrario: qui avete una cosa vuota
che vi aspetta, la casa che vostro nonno
ha costruito coi soldi dell'emigrazione:
voi qui potete accendere la vita,
altrove al massimo potete tirare avanti
solo la vostra vita.

*** Franco ARMINIO, poeta, scrittore, paesologo, Tornate a Sud, facebook, 23 luglio 2019, qui


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#MOSQUITO / La felicità è duplicabile (Andrea Camilleri)

L'aspetto che più mi piace della felicità è che è duplicabile, se riesci a rinnovare dentro di te la memoria di un momento felice, quell'evento ha ancora un'eco di felicità. La felicità è un istante, l'accensione di un fiammifero che in quei pochi secondi di luce ti permette però di vedere a lungo.

*** Andrea CAMILLERI, 1925-2019, scrittore, sceneggiatore, regista, La felicità, un segreto ridicolo, testo raccolto da Marino Sinibaldi, 'la Repubblica', 11 marzo 2018, qui

disegno di Marcella Peluffo

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#SENZA_TAGLI / Bibbiano, ormai è pura idiocrazia (Emiliano Rubbi)

La faccenda di Bibbiano, un giorno, verrà studiata sui libri di scuola.
Perché forse si tratta della più meschina, grottesca, assurda operazione di propaganda politica a cui abbiamo assistito negli ultimi anni.

Con i fatti di Bibbiano, la politica non c’entra nulla.
Nulla, in nessun modo.
C’è solo un sindaco del PD, accusato di tutt’altro rispetto alle vicende che coinvolgerebbero i bambini.
Ma migliaia di persone, uomini e donne adulti, ormai credono che si tratti di una faccenda politica e che coinvolga il PD.
Perché?

Perché Salvini aveva bisogno di distogliere l’attenzione pubblica dallo scandalo dei fondi russi, sul quale non sa come rispondere.
Mentre Di Maio aveva bisogno di dare un senso al nulla politico in cui è sprofondato un M5S ormai sempre più confuso e privo di identità.
E cosa aveva dato, in precedenza, un’identità al M5S?
L’essere contrapposto al PD.

Quindi, nel momento in cui Salvini non aveva sotto mano altri barconi pieni di poveracci da far aspettare in mare aperto (si è dovuto accontentare di far ascoltare il suo famoso “ruggito del coniglio” a Macron), si è deciso di far passare uno scandalo di cronaca per un fatto politico.

E il bello è che è bastato puntare il dito per ottenere il risultato.
È bastato fare un’associazione del tutto arbitraria tra politica e cronaca, condendola con una serie di bufale senza né capo né coda, per convincere migliaia di persone che il PD, a Bibbiano, rubasse i bambini.

Dall’altra parte, invece, lo scandalo dei fondi russi (che, se confermato, proverebbe che la Lega e Salvini orientavano la politica internazionale italiana sulla base di finanziamenti illeciti da parte del governo russo), viene derubricato a “chiacchiere da bar”, anche se esiste un’intercettazione che dice tutt’altro e Salvini si rifiuta ancora di rispondere nel merito.

Ormai, in pratica, la politica è diventata un fatto puramente emozionale.
Non c’entra più cosa è vero e cosa no, cosa un politico fa e con quali conseguenze, è solamente una questione di tifo: se la propria squadra perde, basta gridare che l’arbitro è cornuto e sono tutti contenti.

Siamo ufficialmente entrati in una nuova fase della deriva nazional-populista del nostro paese.
Quella in cui i fatti non contano più nulla, l’unica cosa che si ascolta è la pancia.
E tutti sappiamo cosa producono i movimenti intestinali.

Ormai è pura idiocrazia.

*** Emiliano RUBBI, facebook, 23 luglio 2019, qui


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#VIGNETTE / Da papà e da ministro (Mauro Biani)

Mauro BIANI
'il manifesto', 23 luglio 2019, via facebook, qui

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martedì 23 luglio 2019

#CIT / La democrazia non è naturale (Ágnes Heller)

Ágnes HELLER, 1929-2019
filosofa ungherese 


Ágnes Heller è stata misuratrice di libertà. Ha protetto la parola bontà dall’insulto e dall’equivoco. E proteggere parole significa proteggerne la prassi di realizzabilità. Come lei stessa diceva, i populismi vincono perché mentono sistematicamente costruendo nemici: "Per distruggere l'Unione europea si presentano come i difensori delle nazioni: contro la Ue, i migranti, gli ebrei, l'Islam, Soros, tutti dipinti come una minaccia di distruzione alle identità nazionali. Hanno il culto del capo Non hanno idee positive per il futuro ". 
(Roberto SAVIANO, scrittore, facebook, 20 luglio 2019, qui

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#SPOT / Le 3 età della vita (Bill Whitehead)

Bill WHITEHEAD
cartoonist statunitense
via facebook, 17 luglio 2019, qui

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#HUMOR / Hai portato il vino?

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#SORRISI_CONTAGIOSI / Cambogia, India, Ruanda

Cambogia
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° ° °

India
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Ruanda
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