venerdì 22 febbraio 2019

#CIT / Immigrazione come resa (Viktor Orbán)

Viktor ORBÁN, 1963
politico ungherese, primo ministro dal 2010
 'PiazzaPulita-La7', via facebook, 21 febbraio 2019, qui

Fascismo del secondo millennio... (mf)

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#HUMOR / Back in my day

via facebook, 21 febbraio 2019, qui

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#MUSICHE & TESTI / E se ci diranno (Luigi Tenco)


Luigi TENCO, 1938-1967
cantautore
E se ci diranno (1966)

E se ci diranno
che per rifare il mondo
c'è un mucchio di gente
da mandare a fondo
noi che abbiamo troppe volte visto ammazzare
per poi sentire dire che era un errore
noi risponderemo noi risponderemo
no no no no

E se ci diranno
che nel mondo la gente
o la pensa in un modo
o non vale niente
noi che non abbiam finito ancora di contare
quelli che il fanatismo ha fatto eliminare
noi risponderemo
no no no no

E si ci diranno
che è un gran traditore
chi difende la gente
di un altro colore
noi che abbiamo visto gente con la pelle chiara
fare cose di cui ci dovremmo vergognare
noi risponderemo noi risponderemo
no no no no

E se ci diranno che è un destino della terra
selezionare i migliori attraverso la guerra
noi che ormai sappiamo bene che i più forti
sono sempre stati i primi a finir morti
noi risponderemo, noi risponderemo
no no no no

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#BREVITER / Su uno scontrino di JustEat (Stefania Colombo)

via facebook, 19 febbraio 2019, qui

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#VIGNETTE / Stampella (LP)

LP (Paolo Lombardi)
via facebook, 21 febbraio 2019, qui

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#SGUARDI POIETICI / Eppure non ha senso (Antonella Anedda)

Eppure non ha senso
rimpiangere il passato,
provare nostalgia per quello che
crediamo di essere stati.
Ogni sette anni si rinnovano le cellule:
adesso siamo chi non eravamo.
Anche vivendo - lo dimentichiamo -
restiamo in carica per poco.

*** Antonella ANEDDA, 1955, poetessa, Eppure non ha senso, da Historiae, Einaudi, Torino, 2018. Anche qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Antonella_Aneddapoetessa


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SENZA_TAGLI / L'errore dell'insegnante e la lezione sui superpoteri (Enrico Galiano)

L'altro giorno ho fatto un errore. 
Uno dei peggiori che si possano fare, se sei un insegnante. Secondo solo forse a ironizzare sui baffoni del Dirigente col Dirigente alle tue spalle
(a “un mio amico” è successo, non posso dirvi chi).

Una frase, niente più. Però ho fatto intendere di avere delle preferenze per qualcuno. 
Che pirla!
Vedevo che mi guardavano strani, quasi delusi. Ho provato a metterci una pezza, ma no, guardate, non volevo dire che.
Niente da fare. Ormai la cazzata l'avevo fatta.

Ora: quando da prof fai un errore, poi te lo porti dietro per giorni. La gente ti parla e tu pensi a quello. Ti svegli e pensi a quello. Mangi perfino meno. Per chi mi conosce, è un brutto segno.
Così ho lasciato passare qualche giorno, e intanto mi sono messo a pensare a come aggiustare la cosa, senza che loro pensassero che fosse ancora un metterci la pezza.

E poi mi sono ricordato della mia prof di Lettere, in terza media.

Mi è venuto in mente che di lei avrò sì e no cinque o sei ricordi ben definiti. Qualche battuta. Le poesie che ci faceva scrivere. Ma soprattutto mi ricordo di un giorno, prima di un tema, in cui davanti a tutta la classe si era messa a elencarmi tutti i miei pregi. Tutte le cose belle che sapevo fare o essere.
Ho pensato che se l'autostima è una casa, molti dei mattoni della mia sono fatti di quel discorso lì di una prof di lettere, un mattino di quasi trent'anni fa.

Mi è venuto in mente Venezia, e le lezioni del mio prof di Filosofia, Umberto Galimberti, che un giorno ci disse: “Quando sarete genitori, ragazzi, ricordatelo: non c'è identità senza riconoscimento. Per cui ditelo sempre, ai vostri bambini, in cosa sono bravi”.

E infine mi è venuta in mente mia figlia, domenica agli scivoli, al parco: per la prima volta era riuscita a salire e scendere dallo scivolo da sola, e io le dicevo “Brava!” con tanto di applausi dopo ogni discesa, e quando dopo la sesta o settima mi sono distratto e non l'ho fatto, lei mi ha urlato: “Dimmi brava!” e mi ha fatto anche vedere come applaudirla.

Così l'altro giorno sono entrato in classe, e ho scritto alla lavagna tre numeri.
“Prendete il diario, alla data di oggi, e scriveteli”.
Li ho chiamati, uno a uno, e a tutti ho elencato i loro tre pregi migliori. I loro 3 superpoteri, ho detto.
A una ho parlato della sua sincerità disarmante, a uno della sua grinta che non lo fa mollare mai mai mai, a una della sua grande capacità di osservare e registrare tutto, a uno della gioia che regala alle persone anche solo sorridendo. 
A un altro ho detto: “Il tuo superpotere è essere un rompiscatole!”, e gli ho spiegato che lui le scatole le deve rompere ancora di più, specie quando vede che qualcosa è ingiusto. Solo imparare a romperle come si deve, con classe ed educazione.
Perché molto spesso, i nostri difetti, sono solo pregi a cui qualcosa è andato storto.

È durata un'ora, la lezione sui superpoteri. 
Non riparerà l'errore idiota. Lo so.
Però ho sentito una cosa che, se sei insegnante, se ti va bene riesci a sentire una o due volte in un anno: il rumore di un mattone che si posa, l'odore buono delle cose, quando iniziano.

*** Enrico  GALIANO, scrittore, insegnante, facebook, 21 febbraio 2019, qui


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#VIGNETTE / Sorry, è per me (Walter Leoni)

Walter LEONI
facebook, 20 febbraio 2019, qui

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giovedì 21 febbraio 2019

#CIT / Il computer non è una macchina intelligente (Umberto Eco)

Umberto ECO, 1932-2016
semiologo, filosofo, saggista, scrittore 
dalla prefazione a Claudio Pozzoli, 
Come scrivere una tesi di laurea con il personal computer, Rizzoli, 1988
'wikiquote', qui

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#IMMAGINId'IMPATTO / Intesa tibetana

via facebook, 15 febbraio 2019, qui
(autore e fonte non identificati)

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#SCRITTE / Prego, non sedersi

«Prego, non sedersi sulla recinzione»
dalla rete

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#VIGNETTE / Dicono che salvando Salvini (Vauro)

VAURO, 1955
vignettista, scrittore, giornalista
'Il Fatto Quotidiano', 21 febbraio 2019, qui

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#SGUARDI POIETICI / E verrai piano (Marilina Giaquinta)

E verrai piano.
Sospeso il passo
e pure il cuore.
Non resterà 
che quel tuo attimo, 
- appena -
e il suo voto,
nella stanza
muta d'ombra.

*** Marilina GIAQUINTA, poetessa, facebook, 7 febbraio 2019, qui


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#MOSQUITO / Parole, come la tavolozza di colori (Alessandro Perissinotto)

E gli era risuonata nella mente la voce del suo professore di liceo, il solito Vairano: “Chi parla meglio, pensa meglio”. Quanto l’aveva odiata quella sentenza! Quanto, in un clima di contestazione che allora non era ancora spento, l’aveva messa in discussione! Ipotizzare che un professore pensasse meglio di un operaio solo perché possedeva un vocabolario più ampio era puro classismo. 
“Mi ascolti, caro Boschis” gli replicava lui, “se un pittore ha solo tre colori sulla sua tavolozza, anche mescolandoli insieme non potrà dipingere un tramonto sul mare, o un bosco d’autunno. Un uomo con poche parole in testa è come un pittore con pochi colori, il mare e il bosco li vede anche lui, ma non può rappresentarli.”

*** Alessandro PERISSINOTTO, 1964, scrittore, Il silenzio della collina, Mondadori, 2019

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#BREVITER / Uno vale l'altro (mf)

facebook, 20 febbraio 2019

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#VIGNETTE / Non mi fermerete (Natangelo)

NATANGELO, 1985
'Il Fatto Quotidiano', 20 febbraio 2019, qui

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mercoledì 20 febbraio 2019

#SPILLI / M5S, i numeri del voto per salvare Salvini (Massimo Ferrario)

Solo per ricordare i numeri della cosiddetta 'grande consultazione democratica' del M5S.

(1) - Hanno votato per negare il processo a Salvini circa 31mila iscritti al M5S, pari al 59,1%.

(2) - Questo 59,1% degli iscritti al M5S è pari al 30,9% degli aventi diritto (circa 100.000 gli iscritti a Rousseau).

(3) - Gli elettori M5S alle ultime elezioni (politiche 2018) sono stati 10,7 milioni.
Quindi:
ha votato, per negare il processo a Salvini, lo 0,29% del 'popolo' del M5S.

(4) - Se, come si dice da più parti, si sono messe la basi per un suicidio del M5S, tale suicidio è stato deciso, per più del 99%, dal vertice. 
Il popolo, come sempre, è stato a guardare. 
Anche se i vertici, come sempre, dicono che il popolo si è espresso e ha deciso. Mentre loro, i vertici, sono semplici portavoce, che eseguono la volontà della base. 

*** Massimo FERRARIO, facebook, 19 febbraio 2019, qui


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#HUMOR / Alla lettera

via facebook, 17 febbraio 2019, qui

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#BREVITER / Usa, Trump voluto da Dio (mf)


Per il 25% degli statunitensi Donald Trump pensa che sia stato Dio a farlo diventare Presidente Usa.
Cioè: 1 su 4. 
(articolo qui)

E poi ci chiediamo perché le democrazie sono quello che sono, negli Usa, in Italia, nel mondo? (mf)

#QUADRI / Elin Kleopatra Danielson-Gambogi

Elin Kleopatra Danielson-Gambogi, 1861-1919
pittrice finlandese
Stendere al sole, 1900, qui

° ° °

Elin Kleopatra Danielson-Gambogi, 1861-1919
pittrice finlandese
Famiglia italiana, 1900, qui

° ° °

Elin Kleopatra Danielson-Gambogi, 1861-1919
pittrice finlandese
A letto, 1897, qui

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