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lunedì 3 aprile 2017

#SENZA_TAGLI / Morbillo, 5.473 bambini morti negli anni 1950-1970 (Roberto Burioni)

Molti genitori, quando si parla di morbillo, se ne escono fuori con l'incredibile frase "io l'ho avuto e sono in perfetta salute". Insomma, esiste la percezione del morbillo come di una malattia lievissima, ma è una percezione sbagliatissima. Per capirlo meglio, andiamo a vedere i numeri inoppugnabili dell'ISTAT (per i quali ringrazio Luisa Frova) che ci dicono cosa succedeva in Italia quando il vaccino non c'era.

Tra il 1950 e il 1970, anni in cui il nostro paese non era propriamente a livello del terzo mondo, in Italia sono morti 5473 bambini (limitatamente alla fascia tra 0 e 4 anni) di morbillo. Avete letto bene: cinquemilaquatrocentosettantatre morti, corrispondenti a 274 bambini all'anno chiusi in piccole bare e sepolti.

Ora tutti voi comprenderete che queste 5473 persone hanno qualche difficoltà a scrivere su Facebook "io l'ho avuto e sono morto", così come hanno problemi a scriverlo quelli che sono morti in moto per la mancanza del casco o in auto per non avere allacciato le cinture.

Il morbillo è una malattia da un lato evitabile con un vaccino estremamente sicuro ed efficace; dall'altro molto contagiosa e molto pericolosa. In un caso su mille ci sono conseguenze gravi e permanenti (danni all'udito, alla vista, problemi neurologici) e in un caso su due-tremila, anche con la migliore assistenza del mondo, il malato muore, pure se al momento dell'infezione era in perfetta salute.

Per questo dobbiamo tutti vaccinare i nostri figli, o - se adulti - correre a vaccinarci qualora necessario. Il vaccino, eccezionalmente sicuro, è talmente efficace da fare sparire il virus nelle comunità dove utilizzato adeguatamente.

Pensateci tutti in tempo, perché poi potrebbe essere tardi. Come vi racconta in maniera struggente lo scrittore Roald Dahl, che ha dedicato alla sua figlia Olivia, morta di morbillo a 7 anni, il suo libro Il Grande Gigante Gentile.
"A sette anni, Olivia, la mia figlia maggiore, prese il morbillo.
Ricordo che mentre la malattia faceva il suo corso leggevo spesso per lei mentre era a letto, e non ero particolarmente preoccupato.
Poi un mattino, quando ormai stava guarendo, ero seduto sul suo letto e le stavo mostrando come fare degli animali con dei nettapipe colorati.
Quando ha provato a farne uno lei, mi sono reso conto che le sue dita e la sua mente non si coordinavano e lei non riusciva a fare niente.
«Ti senti bene?» le chiesi. «Mi sento assonnata», mi rispose.
Nel giro di un’ora aveva perso conoscenza.
Dodici ore dopo era morta.
Il morbillo si era trasformato in una cosa terribile chiamata encefalite, e non c’era niente che i dottori avrebbero potuto fare per salvarla."

Nel 1962 il vaccino non c'era e il morbillo non si poteva evitare. Oggi il vaccino c'è, è sicuro e funziona. Corriamo a vaccinare i nostri figli e - se necessario - a vaccinarci noi stessi. Perché se non lo facciamo ben presto un altro padre potrebbe dovere scrivere una lettera come questa.
Non sarà in questo caso fatalità, ma una tragedia causata dall'ignoranza e qualcuno avrà sulla coscienza la vita di quella bambina, se una coscienza ce l'ha.
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Fonti
Dati Istat

*** Roberto BURIONI, medico, 'facebook', 31 marzo 2017, qui


In Mixtura i contributi di Roberto Burioni qui
In Mixtura ark #SenzaTagli qui

domenica 19 marzo 2017

#LINK / Vaccini, e morbillo (Roberto Burioni)

Il 230% in più rispetto allo scorso anno: è questo l'incredibile dato riguardo all'aumento dei casi di morbillo in Italia, un aumento che ha fatto allarmare Ministero della Salute, medici e famiglie e che ha suscitato lunghi dibattiti su cause e soluzioni al fenomeno.

Sono in molti, allora, ad aver commentato il report del ministero con preoccupazione. Tra di essi c'è il direttore della Scuola di Specializzazione in Microbiologia e Virologia, il dottor Roberto Burioni, che si batte da anni contro la cultura del rifiuto al vaccino - sempre più dilagante in Italia - e ha per questo pubblicato con Mondadori un libro dall'evidente titolo de Il vaccino non è un'opinione. 
L'HuffPost lo ha intervistato per capire qualcosa di più riguardo a questa malattia che è tornata a far paura e cosa si può fare affinché l'emergenza non si trasformi in una vera e propria epidemia. (...)

*** Roberto BURIONI, medico, intervistato da Selene Gagliardi, Roberto Burioni: "Senza vaccini il morbillo ha conseguenze letali come 40 anni fa", 'L'Huffington Post', 17 marzo 2017

LINK intervista integrale e video qui


In Mixtura altri 2 contributi di Roberto Burioni qui

martedì 14 marzo 2017

#SENZA_TAGLI / Morbillo, perché indispensabile vaccinarsi (Roberto Burioni)

I genitori che non vaccinano i propri figli contro il morbillo consentono la circolazione del virus. E il virus, circolando, può infettare i bambini troppo piccoli per essere vaccinati. 

Uno di questi è Dewin, un bimbo sudafricano in perfetta salute che ha contratto il morbillo a 9 mesi proprio perché qualche suo amichetto non vaccinato gliel’ha trasmesso. La malattia non è stata cosa da poco ma è guarito e ha potuto tirare un respiro di sollievo.

Dewin, dopo il morbillo, è tornato ad essere un bambino perfettamente sano e ha vissuto la sua vita piena di giochi, risate, amici e tutte quelle cose che devono riempire la vita di un bambino. Purtroppo nel giugno dell’anno scorso la sua vitta è cambiata. Ha cominciato ad avere difficoltà a muoversi, a non essere più quello di prima, a peggiorare ogni giorno. Dopo alcuni mesi di esami e approfondimenti è arrivata, a novembre, la terribile risposta: il virus del morbillo che l’aveva colpito a nove mesi non era stato eliminato, ma era arrivato all’interno delle cellule del cervello dove, lentamente ma inesorabilmente aveva continuato per tutti questi anni a replicarsi e a diffondersi.
Sì: il virus del morbillo, quello che i cretini antivaccinisti dicono essere innocuo o addirittura benefico, in qualche caso arriva all’interno del sistema nervoso centrale si trasforma in qualcosa di terribile e finisce a danneggiare gravemente il sistema nervoso centrale fino a quando, dopo molti anni, diventa evidente una terribile e spesso mortale malattia – detta panencefalite subacuta sclerosante (PESS) - per la quale sostanzialmente siamo davvero a corto di cure.

Quindi sappiano tutte la mamme che orgogliosamente non hanno vaccinato il loro figlio e magari sono felici che si sia preso la malattia durante un “morbillo party” con le loro amiche che il loro bimbo apparentemente sano potrebbe essere proprio uno di questi sfortunati.
E sappiano tutti i genitori che vaccinano e amano i propri figli che il rischio di sviluppare questa atroce malattia è molto più alto quando il morbillo si contrae da neonati, quando ancora si è troppo piccoli per essere vaccinati. E l’unico modo che abbiamo per proteggere i bambini che sono troppo piccoli per essere vaccinati dal morbillo (e dalla seguente terribile encefalite) è l’immunità di gregge, quella che perdiamo per colpa dei genitori che non vaccinano i figli.

Se in Sudafrica tutti si fossero vaccinati e ci fosse stata l’immunità di gregge Dewin sarebbe un bambino felice; invece è inchiodato su di una sedia a rotelle. E se vostro figlio si infetterà di morbillo prima di essere vaccinato correndo il rischio di sviluppare questa terribile encefalite dovrete dire grazie ai genitori scellerati che non hanno vaccinato i figli e anche allo stato che consente questo comportamento.

Guardate nella foto: a sinistra Dewin quando era sano e a destra dopo che il morbillo ha massacrato il suo cervello. Fatela vedere questa foto ai genitori che dicono che il morbillo è innocuo, o addirittura fa bene.


PS: molti mi chiedono se ho vaccinato mia figlia, e la risposta è che l’ho vaccinata. Ma aggiungo che fino a quando non ha raggiunto l’età per essere vaccinata contro il morbillo l’ho tenuta ben lontana dagli asili dove si poteva prendere il morbillo – con le conseguenze di cui sopra - a causa di qualche genitore imbecille.
In questa pagina facebook potete seguire la coraggiosa e disperata lotta che Dewin e la sua famiglia stanno conducendo contro questa terribile malattia.
Fonti:
Flint et al - Principles of Virology, 3rd edition - ASM
Subacute sclerosing panencephalitis (SSPE) the story of a vanishing disease - Brain & Development 34 (2012) 705–711
Ringrazio per l'ispirazione la pagina VaccinarSI della Dott.ssa Ulrike Schmidleithner, che non sarebbe dottoressa ma alla quale io ho conferito per la sua bravura la laurea honoris causa.

*** Roberto BURIONI, medico, 'facebook', 1q3 marzo 2017, qui

In Mixtura 1 altro contributo di Roberto Burioni qui