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lunedì 27 novembre 2017

#VIDEO / Per meglio comunicare, in rete e non solo (Bruno Mastroianni, Vera Gheno)


Una Disputa felice attorno alla Social-linguistica
Bruno MASTROIANNI, filosofo, esperto di comunicazione
Vera GHENO, sociolinguista
video 5min56

Solo pochi spunti utili per farci venir voglia di leggere due libri preziosi (Bruno Mastroianni, La disputa felice; Vera Gheno, Social-linguistica), entrambi editi da Franco Cesati e usciti quasi in contemporanea in questi mesi.

Sono due libri, brevi ma preziosi, che possono aiutarci a 'stare' meglio in rete e a meglio comunicare, non solo online, rispettando l'altro, noi stessi e i contenuti che vogliamo trasmetterci. (mf)

In Mixtura altri contributi di Bruno Mastroianni qui
In Mixtura altri contributi di Vera Gheno qui
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giovedì 16 febbraio 2017

#MOSQUITO / Manipolazione, di occhi, orecchi e nervi (Marshall McLuhan)

Una volta che abbiamo consegnato i nostri sensi e i nostri sistemi nervosi alle manipolazioni di coloro che cercano di trarre profitti prendendo in affitto i nostri occhi, le orecchie e i nervi, in realtà non abbiamo più diritti. Cedere occhi, orecchie e nervi a interessi commerciali è come consegnare il linguaggio comune a un'azienda privata o dare in monopolio a una società l'atmosfera terrestre. E qualcosa del genere è già accaduto.

*** Marshall McLUHAN, 1911-1980, sociologo, filosofo, critico letterario e docente canadese, Gli strumenti del comunicare, 1964
Citato da Giulio Azzolini, Biblioteca minima, in AA.VV.Terapia AntiFake, 'Robinson', 5 febbraio 2017
https://it.wikipedia.org/wiki/Marshall_McLuhan 


In Mixtura 1 altro contributo di Marshall McLuhan qui

martedì 21 giugno 2016

#LINK / Comunicare, caduta di un mito (Stefano Greco)

"Non si può non comunicare" è la doppia negazione più famosa nella storia della Psicologia della Comunicazione.
Su questo assioma, descritto da Watzlawick, Beavin e Jackson nel loro celebre libro "Pragmatica della comunicazione umana", si sono formate almeno quattro generazioni di formatori e altrettante di partecipanti aziendali e studenti universitari.
Il concetto è ancora sulla cresta dell'onda ma i segni del tempo iniziano a farsi sentire.
Dal 1967 (anno di pubblicazione del libro) ad oggi, il mondo è irriconoscibile e lo è soprattutto sul versante della comunicazione, dove l'interazione umana non si gioca più soltanto faccia a faccia o comunque con le modalità fisiche di una volta, ma anche "schermo a schermo", "webcam a webcam", "social a social". 
Ma non è soltanto una questione di cambiamento di canali, mezzi e modi di comunicazione. 
Sono cambiate completamente le teste delle persone, comprese le nostre, e con esse le situazioni.
Affermare oggi che il silenzio o un'assenza comunque comunicano qualcosa inizia a far sorridere. (...)

*** Stefano GRECO, psicologo, saggista, formatore, Il tramonto di un mitico assioma, 'HrOnLine', giugno 2016

LINK articolo integrale qui


In Mixtura altri 3 contributi di Stefano Greco qui

martedì 29 settembre 2015

#SPILLI / Comunicare, ma anche no (M. Ferrario)

Questo mito per cui si deve sempre comunicare, scambiare, discutere con chiunque è appunto un mito.
Forse anch'io, in un passato lontano, ci sono cascato dentro. 
Se così è stato, però, confesso che ormai da anni non ci credo più.

Per 'mettere in comune' occorre ci sia in partenza qualcosa di 'comune'. 
Zero più zero fa zero: perché sono del tutto assenti gli ingredienti per una sinergia che possa cambiare il risultato di una pura somma aritmetica.
Da 1 in poi, invece - se si vuole, con fatica, con pazienza, accettandosi reciprocamente - forse si può costruire.
Insieme.

Non sto affermando l'ideale di un 'idem sentire'. Ma almeno un 'idem videre' ha da esserci. 
Parziale fin che si vuole, ma ci vuole. E' la precondizione per uno scambio: anche divergente, anche acceso, anche ostinato. Ma che parte da un nocciolo di base condiviso.
Se io e l'altro stiamo vedendo due film diversi della stessa realtà che ognuno di noi vive per conto suo e siamo convinti che il nostro film sia quello che assolutamente meglio rappresenta la realtà (addirittura: l'unico film che la riproduce 'oggettivamente'), possiamo aguzzare la vista e, alla moviola, metterci alla ricerca almeno di qualche fotogramma comune. 
Ma se neppure un fotogramma riesce a unire qualcosa delle nostre due visioni, occorre prenderne atto: ognuno stia nel suo cinema e si guardi il suo film. 

Si può inneggiare al dialogo fin che si vuole, ma se viene meno il terreno da cui partire, non c'è dialogo. 
E non ci sono neppure due monologhi: si disturberebbero a vicenda, se pretendessero di farsi ascoltare
C'è semplicemente lo spazio di una distanza, anche spaziale, oltre che psicologica, che va accettata come tale. Perché non può - tecnicamente- essere resa 'vicina'.

Anche la resa è cosa buona e giusta: 'comunicare' (mettere in comune) non è un dovere. 
E in particolare non è un dovere comunicare con chiunque.

*** Massimo Ferrario, per Mixtura